Riassunto psicologia dinamica
Dario Carfagna
Capitolo 1: Definizione ed ambiti della psicologia dinamica
Per la sua complessità e ricchezza, la psicologia dinamica viene intesa in vari modi e cioè:
- Come una versione universitaria della psicanalisi in senso stretto, cioè delle teorie di Freud e dei suoi allievi fedeli alle sue teorie (visione restrittiva).
- Come lo studio generale dell’inconscio, dei conflitti, delle nostre difese psichiche, delle relazioni interpersonali.
- Come l’incontro tra la tradizione clinica e teorica con le correnti di ricerca sistematiche e sperimentali che hanno reso più concreti alcuni temi fondanti della disciplina come ad es. la natura dei legami tra le persone ed i legami tra conscio ed inconscio.
Le diverse correnti (dall’intrapsichico all’intersoggettività)
- Psicologia dell'Io (A. Freud, Hartmann, Spitzer, Mahler, Kernberg)
- Psicanalisi delle relazioni oggettuali (Klein, Winnicott, Fairbairn, Balint, Kernberg)
- Psicanalisi interpersonale (Sullivan, Fromm)
- Psicologia del Sé (Kohut)
- Psicoanalisi Relazionale ed Intersoggettiva (Bowlby, Greenberg e Mitchell, Stern, Lichtenberg, Sandler)
La psicologia dinamica non deve essere confusa con la psicologia clinica o con la psicoterapia; essa «offre semplicemente una coerente struttura concettuale entro la quale tutte le terapie vengono prescritte indipendentemente dal fatto che possa essere una terapia psicodinamica o farmacologica».
I sette principi della psichiatria dinamica (Gabbard, 1994)
- Il valore unico dell’esperienza soggettiva: ovvero dare importanza al mondo interno del paziente.
- L’inconscio: La psicologia dinamica ha un modello di mente che include il contenuto mentale conscio e inconscio che riflette sintomi e comportamenti.
- Determinismo psichico: Noi non facciamo altro che mettere in atto nella nostra vita il copione scritto dall’inconscio.
- Il passato è il prologo: La personalità adulta è determinata dalle esperienze infantili.
- Transfert: Nella vita adulta permangono schemi di organizzazione mentale sviluppati nell’infanzia, il paziente nella relazione con il terapeuta vive gli stessi sentimenti di una relazione con una figura significativa del proprio passato.
- Controtransfert: Il controtransfert è il transfert dell’analista, ma egli è maggiormente in grado di gestirlo.
- Resistenza: Il paziente nel trattamento mette in atto comportamenti di resistenza che salvaguardano la rimozione di impulsi, sentimenti e pensieri inaccettabili.
Capitolo 2: La nascita della psicoanalisi
Le origini
Le forme di cura primitive sono considerate pericolose perché usavano sostanze tossiche e mortali per la salute dell’uomo, alcune agivano sulla base di convinzioni che potevano indurre le persone ad un aggravamento dello stato di salute fino alla morte e partivano da concezioni errate ed irrazionali di malattia.
Il mesmerismo
Mesmer: C’è un fluido che riempie l’universo e crea una connessione tra uomini e tra essi, la terra e i corpi celesti. La distribuzione non omogenea di questo fluido all’interno del corpo umano porta a malattia (teoria della malattia), che viene curata riportando l’equilibrio del fluido nel corpo (cura). Tutti i magnetizzatori e gli ipnotisti avevano osservato uno stretto rapporto tra isteria e malattie magnetiche (sonnambulismo, letargia, catalessi) e affermavano che l’isteria era una sintesi delle malattie magnetiche.
L’ipnotismo
Jean-Martin Charcot: Riteneva che l’ipnosi fosse una condizione patologica connessa all’isteria. Egli individuò tre fasi dell’ipnosi: all’inizio si verificava la letargia (sonno profondo, rilassamento), poi la catalessi (rigidezza muscolare) e, infine, il sonnambulismo (il paziente esegue gli ordini dell’ipnotizzatore).
Caratteristiche dello stato ipnotico sono:
- La persona ipnotizzata entra in una sorta di sonnambulismo, di cui non conserva alcun ricordo allo stato vigile e ritorna quando viene nuovamente ipnotizzata.
- La persona ipnotizzata trascura tutto ciò che lo circonda, ad eccezione dell’ipnotizzatore; tornata allo stato vigile la persona esegue gli ordini ricevuti sotto ipnosi.
I metodi utilizzati per indurre l’ipnosi erano:
- La tecnica di Mesmer di passare lentamente le mani sul corpo del paziente (tecnica poi abbandonata a favore delle seguenti).
- La tecnica dell’affascinazione: il paziente fissa un punto mobile o fisso oppure fissa gli occhi dell’ipnotizzatore.
- La tecnica verbale: il paziente viene fatto sedere e gli si ordina imperiosamente di dormire (spesso usata insieme all’affascinazione).
In quel periodo vennero individuati alcuni requisiti essenziali per essere ipnotizzati:
- Non si può essere ipnotizzati contro la propria volontà.
- Il soggetto deve rilassarsi e sentirsi a proprio agio.
- Il vedere altre persone ipnotizzate funge da ulteriore suggestione e favorisce l’ipnosi.
- Il soggetto può essere ipnotizzato solo se sa cos’è l’ipnosi e sa che cosa ci si deve attendere da una persona ipnotizzata.
Il XIX secolo
Freud e la psicoanalisi nacquero in un contesto spazio-temporale ben preciso: l’Austria del XIX secolo caratterizzato dal romanticismo nella prima metà dell’Ottocento che poneva attenzione alla filosofia della natura e dal periodo positivista nella seconda metà del secolo, che ha portato al trionfo della “visione del mondo” meccanicista.
Lo studio del magnetismo e dell’ipnotismo hanno condotto alla riflessione su “come è” la psiche e come funziona e sull’origine della malattia. Ne emersero due modelli di psiche:
- Dipsichismo (la psiche è duale): Quando una persona veniva ipnotizzata (sonno magnetico) manifestava, inconsapevole, una nuova personalità. Secondo alcuni questa psiche inconscia era costituita da cose già vissute consciamente e poi dimenticate. Per altri la psiche inconscia comunicava virtualmente con un qualcosa di misterioso fuori dall’individuo.
- Polipsichismo (la psiche è un raggruppamento di varie personalità secondarie): La psiche è costituita da un IO psichico generale (stato di coscienza normale), a cui sono sottoposti un certo numero di sub-Io (ciascuno con una propria percezione, ricordi, operazioni psichiche). L’insieme dei sub-Io formava la vita inconscia. Sotto ipnosi veniva messo da parte l’Io generale ed emergevano alcuni sub-Io.
Nel XIX secolo erano presenti principalmente due teorie di spiegazione della genesi psichica della malattia:
- La teoria fluidica: Mesmer affermava l’esistenza di un fluido (magnetismo animale), che se presente in maniera non equilibrata all’interno della persona generava patologia. In particolare vennero identificate tre spiegazioni della malattia: il fluido era scarso; il fluido era mal distribuito nella persona; o il fluido aveva una scarsa qualità. Il magnetizzatore trasmetteva al paziente il proprio fluido, che ristabiliva l’equilibrio nella persona.
- L’ideodinamismo: Si osservò che se un’idea veniva istillata nella mente della persona durante l’ipnosi, tale idea poteva avere poi una sua evoluzione autonoma e poteva concretizzarsi anche dopo la seduta ipnotica, sotto forme di suggestione postipnotica. In pratica un’idea indotta per suggestione diveniva un’idea fissa, che rimaneva inconscia al risveglio.
La psicologia dinamica degli esordi
La psicologia dinamica degli esordi si concentrò sullo studio e la cura di alcune patologie:
- Le malattie magnetiche: disturbi che si presentavano spontaneamente, ma che potevano essere generati anche sotto ipnosi. Le malattie magnetiche erano: il sonnambulismo; la letargia; la catalessi.
- L’automatismo ambulatorio, caratterizzato da azioni svolte nello stato sonnambolico: le persone sembravano sveglie, ma non coscienti dei loro comportamenti e, quando tornavano nello stato di coscienza normale, erano inconsapevoli di ciò che avevano fatto.
- Le personalità multiple: Alcune persone manifestavano almeno due personalità, che emergevano spontaneamente oppure durante lo stato di ipnosi o durante la scrittura automatica.
- L’isteria: In questo periodo vennero formulate nuove ipotesi sull’origine dell’isteria, di cui la più in voga era la teoria sessuale (isteria dovuta a mancato soddisfacimento di desideri sessuali), a cui successivamente si affiancò la teoria della personalità alternante (isteria come sdoppiamento della personalità).
Charcot riteneva l’isteria una nevrosi cerebrale in cui giocava un ruolo importante l’elemento sessuale. Ad esempio, durante le crisi isteriche le pazienti ripetevano un trauma psichico sofferto per lo più di natura sessuale, oppure esprimevano desideri segreti. In altre parole, le isteriche esprimevano nella crisi ciò che nascondevano durante lo stato normale.
Fine 800
Negli ultimi decenni dell’Ottocento fiorirono le ricerche sulla patologia sessuale, sui sogni e sull’inconscio. Freud incorporò nella psicoanalisi parte delle concezioni sviluppate in questo fine secolo. L’influenza esercitata dal neoromanticismo – in reazione al positivismo – sulla cultura e sugli studi sulla psiche è innegabile. Si pensi all’interesse per l’irrazionale (che portò allo sviluppo dell’ipnosi e all’interesse per la malattia mentale), l’esplorazione delle profondità nascoste della mente. Si pensi allo spirito neoromantico di “decadentismo”, pessimismo e di uomo corrotto e perverso.
All’inizio del XIX secolo vi erano due tendenze predominanti della concezione della malattia mentale:
- Coloro che ritenevano che le malattie mentali fossero dovute a danni organici e a condizioni cliniche cerebrali (teoria della malattia), sostenendo così lo studio del cervello e l’intervento su di esso (terapia);
- Coloro che vedevano nelle malattie mentali una causa di tipo affettivo (teoria della malattia), che ipotizzavano tra i fattori di cura aspetti più psicologici, come il rapporto (terapia).
Studi sulla sessualità
Freud distinse due gruppi di patologia:
- Anormalità dello scopo: quando era lo scopo dell’atto sessuale ad essere deviato; rientrano in questa categoria il sadismo, masochismo, feticismo e esibizionismo.
- Anormalità dell’oggetto: quando l’oggetto sessuale non era considerato nella norma, cioè nei casi di omosessualità, pedofilia, zoofilia, gerontofilia e autoerotismo.
Ci si interrogò anche sulle conseguenze di una pulsione sessuale non soddisfatta; alcuni ritenevano che portasse a psicosi, a nevrosi, o persino a compiere atti criminali.
Studi sui sogni
- Voktel diede importanza all’aspetto simbolico, sottolineando il fatto che il sogno traduce in simboli le impressioni somatiche, provenienti dal corpo.
- Delage notò che i pensieri che occupano gran parte della giornata non compaiono nei sogni. I sogni, invece, deriverebbero da pensieri e azioni non completate, da percezioni non nitide, riferiti sia a un passato recente (il giorno prima) sia a uno più remoto.
Studi sull’inconscio
- Il metodo sperimentale nello studio dell’inconscio venne inaugurato dalla psicofisica di Fechner, che tentava di misurare le percezioni inconsce.
- Helmholtz identificò il fenomeno dell’inferenza inconscia: la percezione degli oggetti è la ricostruzione istantanea e inconscia di ciò che nel passato abbiamo imparato con l’esperienza su quell’oggetto.
L’approccio clinico già avviato dai magnetizzatori, che indagavano clinicamente ciò che non era consapevole. Prove dell’inconscio vennero considerate, ad esempio, ricordi dimenticati che spontaneamente riaffiorano, le abitudini. La malattia mentale è vista come risultato di una resa della psiche conscia all’inconscio. Infatti, il rapporto tra conscio e inconscio può essere di tre tipi:
- Conscio e inconscio collaborano (normalità).
- Conscio e inconscio sono estranei uno all’altro, l’inconscio costituisce così una seconda personalità (come accade nell’ipnosi).
- L’inconscio si ribella al conscio (e se vince questa lotta dà luogo alla psicopatologia).
Positivismo e Neopositivismo
Parlare di epistemologia significa studiare le concezioni sulla conoscenza (come l’uomo conosce?) sviluppate dalla scienza nel corso dei secoli. L’epistemologia racchiude una specifica visione del mondo, che permea la cultura e la scienza in un preciso contesto spazio-temporale.
Il positivismo si sviluppò nel corso del Settecento-Ottocento ed ebbe come cardini i seguenti principi:
- Esiste una realtà vera esterna.
- È possibile scoprire nella realtà delle leggi meccaniche, che consentono di fare previsioni sui fatti.
- La realtà può essere scoperta grazie al metodo sperimentale, il quale garantisce neutralità all’osservatore e l’oggettività della scoperta.
Nei primi del Novecento venne messo in discussione il rigido determinismo delle leggi meccaniche postulato dal positivismo e si sviluppò una nuova visione della scienza: il neopositivismo, che mantenne gli assunti del positivismo, come l’idea che la conoscenza scientifica si basi sull’osservazione oggettiva della realtà, che può essere scoperta, ma della quale – a differenza dei positivisti – non si potrà mai avere una conoscenza perfetta. Tuttavia attraverso l’individuazione di leggi a partire dalle osservazioni, sarà possibile formulare ipotesi e teorie, verificabili attraverso nuove osservazioni e sperimentazioni, che porteranno alla formulazione di teorie generali sempre più precise nel rispecchiare oggettivamente la realtà.
Sigmund Freud divenne libero docente in neuropatologia presso l’Università di Vienna e vinse una borsa di studio che impiegò per visitare la Salpêtrière (dove insegnava Charcot). In seguito si recò anche a Nancy da Bernheim. Abbandonò però quasi subito le idee di questi due studiosi, per elaborare una propria teorizzazione, la psicoanalisi. Nel 1902 iniziarono gli incontri per parlare della psicoanalisi (la “Società psicoanalitica del mercoledì”): questo può considerarsi l’inizio del movimento psicoanalitico.
Capitolo 3: La relazione terapeutica e gli obiettivi del trattamento psicoanalitico
Studi sull’isteria: il caso Anna O.
- Anna O. era assorbita dalle cure verso il padre, questo ostacolò l’espressione (abreazione) delle emozioni connesse ai fatti che viveva.
- Gli impulsi emotivi non trovarono sfogo, trovarono espressione così in sintomi corporei; contemporaneamente si manifestò l’oblio per ciò che aveva generato i sintomi dell’isteria.
- Breuer decise di utilizzare l’ipnosi per provocare il ricordo dei fatti traumatici e delle emozioni connesse che permise la guarigione di Anna O. Il metodo catartico utilizzato da Breuer, tramite l’ipnosi, consisteva nella liberazione degli impulsi emotivi.
La psicologia del profondo
Contenuto manifesto = «ciò che il sogno racconta» ovvero come il sogno ci si presenta, le immagini e gli elementi del sogno vissuti esposti. Alcuni degli elementi del sogno possono essere la riproduzione di aspetti vissuti durante la giornata (“resti diurni”) o suscitati da stimoli sensoriali vissuti durante il sonno. Tuttavia, tali elementi non riescono a spiegare la formazione del sogno.
La censura onirica: Il contenuto latente viene censurato perché pericoloso, il soggetto non accetta tali desideri e idee, ne ostacola quindi l’espressione e li relega nell’inconscio. L’unico modo per esprimere il contenuto latente è di presentarsi in forma modificata, simbolica, in maniera mascherata.
Processi che agiscono nell’elaborazione primaria:
- Drammatizzazione: i desideri alla base del sogno assumono l’aspetto di una scena concreta, il dramma onirico.
- Spostamento: l’importanza di un elemento latente viene sminuita e attribuita ad altri elementi superficiali.
- Condensazione: più elementi appartenenti al contenuto latente vengono unificati in uno solo.
- Dispersione: un unico elemento latente viene ripetuto più volte e in forme diverse nel contenuto manifesto.
- Simbolizzazione: allusioni simboliche al contenuto latente.
Il simbolismo è un secondo e indipendente fattore della deformazione onirica, accanto alla censura onirica, la cui funzione è quella di rendere incomprensibile il sogno. I simboli non sono altro che raffigurazioni sostitutive di contenuti sessuali inaccettabili. Nel sognatore la conoscenza del simbolo è inconscia.
Il caso di Dora
Il desiderio e in particolare quello sessuale viene concepito come “la forza motrice di ogni sintomo”.
Nel caso di Dora, Freud sostiene che: “il trauma non è atto a spiegare le caratteristiche particolari dei sintomi, né a determinarli, ma che alla base di ogni sintomo isterico vi è la rimozione di desideri inconsci insoddisfatti”.
La prima volta che Freud vide Dora soffriva di tosse nervosa e raucedine. In seguito Dora fu portata da Freud per dei sintomi psicologici: la ragazza era scontenta di sé, trattava sgarbatamente il padre, si ribellava alla madre e cercava di evitare relazioni sociali.
Il primo sogno di Dora in sintesi esprimeva il suo desiderio che il padre l’aiutasse a respingere l’attrazione per il signor K; ella inoltre rivela il suo antico amore incestuoso per il padre.
L’analisi del secondo sogno procede con la tecnica delle associazioni libere sui vari fatti espressi nel sogno.
“Il secondo sogno ci conduce ancora più in là nei desideri sessuali segreti di Dora e del simbolismo di una specie di <geografia sessuale>” ad esempio la stazione e il cimitero indicavano i genitali.
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