Modelli per una teoria del trattamento psicoanalitico
La teoria freudiana del trattamento psicoanalitico
Freud prestò scarsa attenzione al setting poiché lo dava per scontato e associava la relazione psicoanalitica a ogni altra relazione medico-paziente (transfert positivo irreprensibile). La relazione analitica, il setting, sono essenziali alla cura perché fungono da contenitore di livelli multipli di realtà, in cui ci si può spostare.
Natch: la memoria viene riscritta a partire dal risultato dell'esperienza successiva. Psicologia del tempo ciclico, in cui rientra anche il transfert. Il concetto è incoerente con la credenza di uno sviluppo psichico lineare e ordinato gerarchicamente (psicologi dell'Io).
Lo sciamano e l'ipnosi. Il trattamento psicologico esiste sin dall'inizio della cultura stessa, per mano degli sciamani. Qui la personalità del guaritore era il principale agente della cura. Si presupponeva uno stato alterato di coscienza, simile a quello indotto dall'ipnosi.
Anche nell'assetto terapeutico l'attenzione è concentrata sulla persona, e l'obiettivo è intensificare le illusioni. La cura dipende dalle qualità attribuite dal paziente al terapeuta, quindi dal transfert. La relazione tra ipnotizzatore e ipnotizzato è una forma di rapporto d'amore, con carattere regressivo e di dipendenza di una relazione genitore-figlio. Binet: il magnetizzato è come un innamorato per il quale nessun altro esiste al mondo all'infuori della persona amata. Freud da qui elaborerà il concetto di transfert.
Il caso di Anna O. Metodo della cura parlata, anticipa le libere associazioni. Parlando dell'origine dei sintomi, riesce a eliminarli uno per uno. Il trattamento fu fondato sulla collaborazione, su un transfert positivo irreprensibile. Ma era presente anche un transfert erotizzato che Breuer non seppe affrontare. Questo trattamento non era ancora psicoanalisi.
Precursori di tali elementi: i ricordi traumatici vengono liberati dal loro carattere patogeno quando risperimentati all'interno della relazione terapeutica, anche se al posto dello stato ipnoide il risultato si ottiene con il transfert. Lo spostamento tra passato e presente si ottenne con l'ipnosi, ma si ottiene anche al confronto tra oggetti che i pazienti sperimentano attraverso il transfert e la sua interpretazione.
Dall'ipnosi alle libere associazioni. In breve, la psicoanalisi cura per mezzo dell'insight (rendere conscio l'inconscio). L'insight protegge l'individuo dall'essere passivamente vissuto da forze inevitabili e sconosciute. Tale definizione non rende giustizia della complessità dei testi freudiani.
Il metodo delle libere associazioni sostituì l'ipnosi perché quest'ultima dipendeva solo dalla relazione positiva del paziente con l'analista, e se la relazione era disturbata ricomparivano i sintomi del paziente. L'ipnosi non affrontava la resistenza di transfert. Tra l'altro le associazioni mettevano l'analista in condizione di interpretare, per sollevare la rimozione.
Nachtraglichkeit. Inizialmente si riteneva che il rimosso fosse il ricordo di una seduzione sessuale subita nell'infanzia. Ciò che viene liberato è il ricordo del trauma, che si ricollega all'affetto dissociato e convertito in sintomo. Troviamo che viene rimosso un ricordo che è diventato un trauma solamente più tardi: risistemazione in base a nuove relazioni. La traduzione del materiale psichico deve avvenire al confine tra due epoche della vita dopo una realizzazione psichica, e nelle psiconevrosi parte di ciò non avviene [ciò Freud lo disse all'inizio, ma differisce dalle dichiarazioni sul notes magico].
Non sono le esperienze ad avere effetto traumatico ma il loro rivivere come ricordo dopo la maturità sessuale. Il tempo psichico non è lineare, ma circolare. L'Io può costantemente rimodellare la memoria in conformità con l'esperienza immediata e attuale. La nevrosi di transfert è un fenomeno della trascrizione. Considerare se sia una ripetizione del passato o una creazione recentemente formata non coglie la relazione ciclica tra fantasie e memorie affettive evocate dalla realtà attuale.
Relazione tra memoria e fantasia: non solo i ricordi vengono rimodellati dall'esperienza attuale, ma la fantasia può essere usata per riempire i vuoti presenti nella registrazione mnestica, e non è per forza prodotta dall'esperienza. Ne consegue che la ricreazione di un complesso nel transfert non è solo una ripetizione dell'esperienza ma può essere una fantasia.
Freud suggerisce che l'Io è una struttura impegnata nell'elaborazione e riorganizzazione del tempo, e la terapia serve proprio a ricontestualizzare l'esperienza del tempo. Sostegno fisiologico di Edelman: la memoria è una ricategorizzazione dell'esperienza basata su mappature globali. C'è un interscambio tra memoria categoriale e percezione dell'ambiente. La memoria è la potenzialità di attivare categorie dell'esperienza.
Il paradosso del transfert. Illusione o realtà. Freud dice che il transfert amoroso non è diverso da quelli fuori seduta, dato che ogni forma d'amore si basa su antecedenti infantili. Poi cambia idea e dice che l'analista deve trattare questo amore come qualcosa di irreale, perché non ha analogia nella vita reale. Bisogna guardarsi bene sia dal respingere che dal ricambiare il transfert amoroso. L'obiettivo è farlo risalire alle sue cause inconsce. La speranza è che questo amore sia utile come una procura e non come un fine.
Il transfert può essere anche coazione: ricreare attivamente il dolore che era stato sperimentato passivamente, a fornire una seconda opportunità. Maggiore è la resistenza, maggiore è la misura in cui il ricordare è sostituito dal mettere in atto.
Il superamento della resistenza. Forze rimuoventi controinvestite possono essere superate attraverso l'amore dell'analista, inteso in senso più ampio. Ciò perché i sintomi sono ripercussioni di precedenti lotte, e possono essere risolti solo con una recidiva amorosa. Si cattura la libido sottratta al dominio dell'Io mediante il transfert.
Ma l'amore di transfert è anche una resistenza (paradosso). Si può dire che tale resistenza di transfert può poi essere interpretata. Il concetto di resistenza è vario: a ricordare, ad accettare un'interpretazione, al processo terapeutico (colpa inconscia). Tale termine è insoddisfacente perché non distingue i processi intrapsichici di controinvestimento con quelli relazionali di resistenza di transfert.
L'insight di analista e paziente. Quello dell'analista si colloca un passo avanti, ma si aggiunge la necessità di una quota di suggestione perché il paziente possa accettare la comprensione dell'analista. In terapia la libido tolta ai sintomi viene spinta nel transfert e dopo una rinnovata lotta che comporta lo svincolamento dall'oggetto, il risultato è l'esclusione della rimozione con la libido che non può più sottrarsi all'Io.
Accettare un'interpretazione non è indizio di essere sotto effetto di una suggestione: si deve rivivere la verità dell'interpretazione nel transfert. Solo durante questo lavoro il malato sperimenta il cambiamento interno e si procura i convincimenti che lo rendono indipendente dall'autorità del medico. Le suggestioni non sono quindi sufficienti a far sì che il paziente accetti la verità. Infine la realtà dell'interpretazione fornita, deve essere sostituita da quella del paziente.
Come impariamo dall'esperienza? (neitch) Assumere dentro di sé implica un'incorporazione della realtà dell'altro. Gli insight delle persone sono diverse visioni del mondo. Per alcuni accettare un'interpretazione significa l'accettazione della percezione della realtà di un'altra persona, con tutte le difficoltà che ne derivano. Questo soprattutto in chi durante l'infanzia rifiutò i giudizi dei genitori sulla "realtà" perché considerati pericolosi per la sopravvivenza. Domanda: a chi appartiene questa realtà?
Il transfert positivo irreprensibile. La componente capace di giungere alla coscienza e portatrice di successo. Questo è l'unico riferimento diretto di Freud a ciò che oggi è la relazione oggettuale reale tra analista e analizzato.
Gioco, illusione e setting psicoanalitico
Per i casi classici, il setting psicoanalitico è una presenza silente (Freud lo ha sempre dato per scontato). Per i casi gravi, non si può escludere. Il trattamento non consiste tanto nell'ampliare l'Io, quanto nel fornire un setting in cui possa avvenire una guarigione. Ciò non dipende solo dalla correttezza delle interpretazioni, ma dal mantenere una relazione prolungata con i pazienti.
Nella mente del paziente gli aspetti costanti e ricorrenti della configurazione fisica del setting sono sperimentati come una qualità della relazione con l'analista (fusione tra assetto fisico e relazione affettiva: l'analista è una persona di cui ci si può fidare di più, è puntuale, non fa capricci, sopravvive, c'è distinzione tra realtà e fantasia, odio e amore sono onestamente espressi).
La realtà del setting psicoanalitico. Non esiste una realtà assoluta a cui le distorsioni possano essere paragonate. E allora che legame è quello in analisi? Esistono livelli multipli di realtà presenti nell'incontro terapeutico, che conducono a diversi paradossi, come quello della nevrosi di transfert (ripetizione e nuova creazione). Il setting è reale, ma il legame con l'analista può far rivivere aspetti degli stadi relazionali precoci. È allo stesso tempo un avvenimento irripetibile (interazione complessiva tra due individui). Si ipotizza che forma e contenuto riflettano la psicopatologia, quindi può essere un indicatore nosologico.
Freud riteneva erroneamente che lo schizofrenico si ritirasse in uno stato primitivo di narcisismo privo di oggetti e fosse incapace di costruire il transfert. Comunque il transfert può essere usato per differenziale la patologia caratteriale da quella strutturale.
Il gioco come livello differenziato di realtà. Le forze che producono cambiamento in analisi non sono diverse da quelle esterne: il potere del transfert è un'estensione del potere in amore, e il setting è il mezzo per concentrare le forze terapeutiche presenti nella vita quotidiana. Un'altra forza è il gioco.
Huizinga: il gioco è una forma d'azione contenuta in una realtà separata. Possiede una qualità illusoria che viene facilmente infranta. È separato dalla vita ordinaria grazie alle regole, mezzo per contenere uno spazio in cui si sviluppa l'illusione.
Paradosso del gioco: la sua essenza è la libertà e spontaneità, ma all'interno di determinate limitazioni. Il gioco trasporta in una realtà e include aspetti seri: rito, magia, mistero. La religione può essere pensata come una forma di gioco. Lo è anche la psicoanalisi, ma il problema è come muoversi da una relazione ordinaria a straordinaria e poi tornare alla precedente.
Winnicott: il gioco trascende le nozioni di serio o non serio, include le esperienze culturali. La capacità di giocare richiede fiducia nella sicurezza dell'ambiente, garantita dalla presenza materna protettiva, confine che contiene. Spazio potenziale: deriva dal concetto di oggetto transizionale, ossia un oggetto che può esistere nel mondo reale ma è una creazione del soggetto. Interesse sui confini esistenti tra realtà esterna e realtà interne della mente di chi gioca. Nello spazio potenziale del setting c'è un analista oggettivo ma anche quello soggettivamente creato. In questo spazio ha luogo il giocare, è una realtà condivisa. Un'analisi funziona quando non si sa se il transfert sia stato creato soggettivamente o presentato dall'esterno. Questo spazio è la commistione illusoria del mondo interno dei partecipanti, si sovrappongono due aree di gioco. Se il gioco non è possibile, l'obiettivo del terapeuta è renderlo tale. Il vero scopo è costruire un setting in cui il paziente sia in grado di essere creativo al massimo grado.
La creatività può essere danneggiata dalle madri che non accettano la visione della realtà costruita dal bambino. Le interpretazioni non suscitano resistenza solo perché cercano di far ricordare ciò che è rimosso, ma anche perché sono intrusioni della visione del mondo dell'analista, e il riconoscimento della creatività dell'analista è vissuto come una negazione della propria creatività.
Il gioco è la costruzione di un livello di realtà differente da quello della vita ordinaria, e lo spazio potenziale lo potenzia.
Il transfert impone i propri schemi alla realtà esterna ma c'è sempre un lavoro di accomodamento ad aspetti di quella realtà. Non esiste una pura proiezione.
Il setting psicoanalitico come cornice. Regole del gioco, costanti affettive che sono istituzionalizzate come parte della tecnica. Nel transfert c'è una metacomunicazione affettiva che segnala il gioco. Il transfert si distingue dai sentimenti "reali" da segnali che si richiamano alla cornice psicologica, ed è questo che gli permette di essere intenso e discusso in seduta.
Alcuni pazienti non accettano la simultanea esistenza di ciò che è interno e esterno alla cornice, come i pazienti borderline o narcisisti, che non possono spostarsi facilmente tra realtà multiple del transfert e qualità oggettive del terapeuta. Reagiscono in modo da far uscire il terapeuta dalla cornice, avvertendo il bisogno di spostarsi tra i livelli di realtà. Alcuni non accettano di sperimentare l'illusione del transfert, altri accettano solo la relazione all'interno della cornice e non la confrontano con la propria percezione dell'analista come persona reale.
L'asimmetria affettiva del setting psicoanalitico. Le limitazioni affettive dell'analista fanno parte della tecnica, e ciò include anche l'atteggiamento di non rappresaglia. Si crea asimmetria di bisogno, desiderio e comunicazione. L'analista osserva che la comunicazione di affetti autentici è rivolta alla ricerca dell'oggetto, è una comunicazione del bisogno. L'assenza di affetti autentici è comunicazione di assenza di bisogno. Le metacomunicazioni informano sullo stato dell'essere in relazione. Lo stesso stato di ritiro può comunicare la coesistenza di una relazione di dipendenza misconosciuta.
I bisogni dell'analista riflettono la presenza di almeno due livelli di realtà: quello della vita quotidiana e quello del setting. Ciò che sperimenta viene comunicato solo se utile agli interessi del trattamento. C'è un evidente elemento di potere e di controllo, e tale asimmetria è sperimentata come un rinforzo della dipendenza del paziente, ed è analoga a quella genitore-figlio. La tecnica facilita la comunicazione dei desideri dell'analizzato senza agiti sull'esperienza.
La neutralità in quanto limite. Il confinamento dei desideri intrusivi dell'analista rientra nella neutralità. Una concezione è coerente con il distanziamento oggettivo e scientifico (Freud), l'altra è l'assenza di intrusività o restrizione dell'influenza dell'analista, incluso l'uso del potere.
Sé fittizio dell'analista: implica che la personalità analitica non sia genuina. In realtà questo sé rappresenta semplicemente un livello di realtà differente da quello della vita ordinaria. È fuorviante la convinzione che gli affetti di transfert siano affetti finti. Affetti davvero falsi possono esserci comunque, creando distanza dalla ricerca dell'oggetto e venendo usati come difesa. Attività onirica: gli affetti non sono meno reali di quelli della veglia, ma hanno luogo in uno stato di coscienza differente. Il fatto che gli affetti del transfert abbiano luogo in un contesto particolare, può permettere al paziente la sperimentazione di quello che non può permettersi nella vita ordinaria. La cornice è una presenza protettiva. Nel setting c'è una qualità "come se" che permette di esprimere rabbia e desiderio la cui via sarebbe altrimenti bloccata.
La dipendenza e la regressione all'interno della cornice. Il potere esplicativo dell'idea di regressione ha portata limitata. La relazione di dipendenza in terapia è solo analoga a quella genitore-bambino. C'è ambiguità nel considerarla una regressione solo metaforica (attualizzazione simbolica) o temporale letterale. Difetto fondamentale: metafora che suggerisce che la formazione del carattere è incrinata a livelli profondi, crepa evidenziata da un ritiro difensivo quando le interpretazioni sono sperimentate come intrusioni, e per mezzo della regressione la sicurezza della relazione madre-bambino è ricreata nel transfert offrendo l'opportunità per correggere questo difetto (funzione adattiva oltre che difensiva). Winnicott è convinto che il setting funziona come un ambiente che sostiene e facilita dopo aver ricreato tali aspetti precoci. Egli riteneva possibile una regressione letterale.
L'attualizzazione simbolica. Le azioni dell'analista, sperimentate simbolicamente, intensificano la dipendenza. Il setting massimizza la comunicazione dell'analista.
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