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Freud e l'albero dei lupi

Nel sistema psicoanalitico freudiano il sogno assume, a differenza di altri fenomeni, una singolare caratterizzazione in virtù della sua duplice collocazione, essendo concettualizzabile sia all'interno dell'alveo dei fenomeni patologici della psiche, che all'interno dei fenomeni psicologici del quotidiano e dunque assimilabili alla normalità.

Freud si distaccò dalle teorie a lui contemporanee sul sogno che raggruppò in tre domini principali: quella facente capo a Delboeuf che considerava il sogno come inesplicabile produzione senza una specifica funzione, quelle riconducibili a Binz che concepivano il sogno come riduzione dell'attività psichica evidenziando il carattere deficitario e ridotto dell'attività onirica rispetto all'attività psichica della veglia e quella riconducibile a Burdach che concepiva il sogno come un'attività di ristoro e di fuga della psiche dalla sorveglianza dell'autocoscienza della veglia.

Comunque Freud si avvarrà anche di alcuni aspetti di queste concezioni dell'attività onirica, pur rifiutando nettamente l'idea ad esse sottesa. Ne L'interpretazione dei sogni fa riferimento nello specifico a due approcci interpretativi del sogno, riconducibili entrambi all'antichità. Nel primo l'analisi del contenuto del sogno è ricondotta ad un altro contenuto comprensibile e sotto certi aspetti analogo. Il sogno è visto come portatore di valori e significati profetici e colui che lo interpreta è esso stesso un profeta. Nel secondo approccio il sogno è concepito come un linguaggio di segni espresso in cifre, suscettibile di decodifica.

Freud si appropriò di alcuni aspetti dei metodi oniromantici dell'antichità, ricusandone altri e, in particolare, come è noto, prendendo le distanze dall'idea che il significato dei singoli elementi della trama onirica fosse unicamente riconducibile a ciò che questi suscita nell'interprete e aprendo la strada alla concezione del sogno come di un prodotto della psiche del sognatore, dotato di significato.

Il significato del sogno

Freud considera il sogno come psichicamente valido, ogni sogno è l'appagamento di un desiderio, cosicché si rese necessario spiegare come anche i sogni di contenuto non piacevole fossero riconducibili a desideri psichici non altrimenti manifestati. La duplicità del lavorio del processo onirico presuppone l'esistenza di due livelli di elaborazione e di trasformazione delle originarie forza desideranti. Il significato oscuro e suscettibile di essere interpretato farebbe capo al contenuto latente del sogno, mascherato dalla stesura definitiva dello stesso che si manifesta attraverso il testo onirico narrato dal sognatore, ovvero contenuto manifesto.

La censura onirica regola l'accesso alla coscienza dei contenuti inconsci, respingendo nel rimosso i contenuti estremamente incompatibili con essa. Nello stato di sonno la forza della barriera censoria è diminuita e allentata, cosicché il rimosso trova una via privilegiata di accesso, seppur mascherato dal lavoro onirico. Il processo psichico compiuto dal sognatore per trasformare l'originario contenuto psichico in contenuto manifesto è detto lavoro onirico e opera attraverso tre trasformazioni principali: la drammatizzazione consente la conversione delle rappresentazioni latenti in immagini visive; la condensazione raggruppa in un unico contenuto manifesto un insieme associato a catena di contenuti latenti; lo spostamento dell'importo d'affetto falsa l'intensità psichica dei contenuti latenti più importanti spostandolo su altri associabili di importanza minore.

C'è inoltre lo stravolgimento della dimensione temporale che è possibile osservare nel sogno. Per Freud la trama onirica era strutturata intorno all'implicazione, definita quale relazione logica, per cui un concetto è pensabile solo in connessione con un altro, secondo il principio post hoc ergo propter hoc. La proposizione implicata può inoltre essere sostituita dalla proposizione implicante, cioè il conseguente diviene antecedente, il futuro diviene passato e viceversa. Infine può esserci la cancellazione sic et simpliciter dell'implicazione, per cui la relazione causale tra due proposizione non è affatto rappresentata. Il futuro, ciò che accadrà non è altro che un futuro proveniente da un desiderio o ipotesi previsionale desiderata e tale ipotesi può mettere in scena diverse opzioni di futuri a seconda del movimento della trama onirica. Se assumiamo che il sogno sia un derivato del rimosso allora non può che emergere una parentela tra le produzioni oniriche notturne e quelle psicopatologiche

Scena primaria, fantasmi e icone

Il famoso sogno dei lupi: “Sognai che era notte e mi trovavo nel mio letto che era orientato con i piedi verso la finestra e davanti a essa c'era un filare di vecchie noci. Sapevo che era inverno mentre sognavo e che era notte. Improvvisamente la finestra si aprì, vidi che sul grosso noce, proprio di fronte alla finestra, stavano seduti alcuni lupi bianchi, erano 6 o 7. I lupi erano tutti bianchi e sembravano piuttosto volpi o cani da pastore perché avevano una lunga coda come le volpi e le orecchie ritte come quelle dei cani quando stanno attenti a qualcosa. In preda al terrore mi misi ad urlare e mi svegliai". Siamo nel 1914 quando la rottura con Jung è avvenuta. Il sogno aveva avuto luogo poco prima di Natale e venne effettuato dal paziente all'età di 3 o 4 anni.

Per Freud le immagini riattivate nella notte del sogno in un caos di ricordi, giungevano dalla scena di un coito tra i genitori quando il bambino aveva all'incirca un anno e mezzo. Coitus a tergo, ripetuto per tre volte dai genitori che avevano addosso biancheria intima (i lupi bianchi). Il referente sessuale domina il sogno, sospeso tra immagine e storia e Freud si muove alla scoperta di eventi storici arcaici reali alla base della sintomatologia denominando scena originaria, "Urszene", questa articolazione di ricordi traumatici.

La scena primaria rappresenta il mondo originario della trasmissione fantasmatica familiare capeggiato dal mistero della nascita, attraverso il rapporto sessuale tra i genitori. La scena del sogno illustrato può anche essere vista come espressione di un ambiente mitico. Il sogno, infatti, è dato da immagini che permettono l'osservazione del mondo interiore del sognatore ed esprimono anche il modo attraverso cui il sognatore cerca di entrare in concetto con la sua identità originaria. La scenografia ambientale è quella di un filare di vecchie noci e di lupi bianchi; si tratta della rappresentazione di una scena familiare sub specie naturae.

Per un bambino la famiglia è il suo ambiente naturale indistinguibile affettivamente dal suo mondo interiore e, questa continuità affettiva tra famiglia e mondo interiore è proprio rappresentata dall'icona teriomorfa dei lupi. L'aspetto fondamentale nel sogno del lupo è l'osservazione; i lupi infatti, guardano il bambino e il bambino guarda i lupi. Il sognatore è spettatore/osservatore del sogno da lui stesso creato. È come se in questo sogno il movimento del sognatore fosse uguale al movimento del sogno: il guardare che, assume un valore liberatorio. Guardando ci si apre all'altro e dunque a se stessi, in profondità. Il sognatore propone una situazione nella quale il mondo interiore è identificato con l'ambiente familiare e la mancanza di movimento nella scena onirica deriva dal fatto che il personaggio principale del sogno (il Bambino) è completamente dentro il processo osservato. Nella scena del sogno il soggetto è presente come osservatore ma anche come osservato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tobi93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Menarini Raffaele.
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