Capitolo 1 lo sviluppo infantile ieri e oggi
Lo sviluppo è quel processo che nasce con il concepimento e si dipana per tutto il resto della vita. Lo sviluppo è caratterizzato sia da momenti di crescita sia da momenti di decadimento. Oggi l’infanzia è vista e considerata come un periodo molto particolare della vita che segna il momento di crescita fino all’età adulta ed è difficile credere che un tempo la stessa venisse addirittura concepita allo stesso livello dell’età adulta.
Prospettive filosofiche storiche
- Prospettiva del peccato originale: I bambini sono visti come creature malvagie. L’educazione è un mezzo di salvezza per i bambini stessi.
- Prospettiva della tabula rasa (Locke): I bambini sono come delle tavolette vuote che possono essere riempite ed è proprio questo che determinerà la loro vita adulta (l’esperienza).
- Bontà innata (Rousseau): In quanto buoni, i bambini devono crescere in maniera naturale senza restrizioni.
Oggi l’infanzia è un periodo molto importante che pone le basi per l’età adulta.
Studio moderno dello sviluppo
Nel 1800, lo studio dello sviluppo infantile si è evoluto fino a diventare una scienza sofisticata determinata da teorie, perciò non è più uno studio di tipo filosofico. Lo studio della psicologia umana include osservazioni ed esperimenti sistematici.
Alfred Binet si concentrò sullo studio dell’attenzione e della memoria sia su bambini normali sia su bambini con problemi.
Stanley Hall fu il pioniere dei questionari con ampi gruppi di bambini. Indagini sul gioco, dinamiche dell’amicizia, paure, conflitti e socializzazione.
Arnold Gesell creò una cupola fotografica dalla quale osservare il comportamento infantile senza interrompere le attività.
Tutti questi ricercatori diedero inizio allo studio scientifico dei bambini mediante l’osservazione diretta e domande a genitori ed insegnanti. Vi furono molti progressi in epoca moderna: metodologici dell’osservazione ed inoltre vi fu un progresso nel concetto stesso di sviluppo: non ci si ferma più all’adolescenza ma si considera il fatto che esistono altri periodi evolutivi oltre a quest’ultima come ad esempio la fase di passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Inoltre, il prolungarsi della vita ha cambiato la concezione di vedere la vecchiaia e l’età adulta, anche in queste fasi della vita infatti, può esserci sviluppo. Sia Gesell sia Hall furono influenzati dalle teorie evoluzionistiche di Darwin (Gesell pensava che alcune caratteristiche del bambino sbocciassero con la maturazione mentre Hall definì gli stadi dello sviluppo infantile).
Immagine dell’infanzia e sviluppo del bambino
I ricercatori si interessano all’aspetto educativo legato alla cura del bambino. La società contemporanea ad esempio, si concentra su comportamenti a rischio come l’uso di droghe, le discriminazioni.
Parenting
L’attuazione di un parenting efficace richiede tempo. I genitori, che si impegnano a crescere i loro figli in un ambiente caldo e positivo, pongono le basi per il futuro dei loro bambini. Molti genitori imparano le pratiche genitoriali dai loro genitori. Ovviamente nel passaggio da generazione a generazione si protraggono sia le pratiche positive sia quelle negative.
Educazione
- Progetti a livello legislativo sull’educazione e lo sviluppo.
Contesti socio-culturali e diversità
Salute, benessere, parenting, educazione e sviluppo, sono tutti influenzati dal contesto socio-culturale. Il contesto è il luogo nel quale avviene lo sviluppo. Il “setting” è necessariamente influenzato da fattori socio-economici, sociali e culturali. I setting a cui rivolgere particolare attenzione sono:
- Cultura: Comprende tutti i tipi di comportamento, le credenze di un particolare gruppo di persone, trasmessi di generazione in generazione. Il gruppo culturale influenza il comportamento dei suoi membri.
- Etnia: Eredità culturale, nazionale di razza, religione e linguaggio.
- Status socio-economico: Fattore fondamentale dello sviluppo, determina la posizione sociale della persona e ciò implica ineguaglianze (diverse posizioni lavorative, istruzione).
- Genere: Si riferisce alle caratteristiche delle persone come maschi e femmine, il genere influenza molto.
Processi e periodi di sviluppo
L’attenzione generalmente si concentra sull’unicità delle persone. La psicologia invece, studia i percorsi comuni. I meccanismi dello sviluppo umano sono creati dall’interazione di tre processi chiave:
- Processi biologici: Producono cambiamenti nel corpo dell’individuo (geni ereditati, sviluppo cerebrale, altezza, peso).
- Processi cognitivi: Si riferiscono ai cambiamenti nel pensiero dell’intelletto e nel linguaggio (memorizzare una poesia, risolvere dei problemi, leggere).
- Processi socio-emotivi: Individuano i cambiamenti nelle relazioni dell’individuo, nella sfera emotiva e cambiamenti della personalità (carezza, aggressività, sorriso).
Concatenazione tra processi biologici, cognitivi e socio-emotivi
Questi processi sono concatenati tra loro. Questa connessione è molto evidente in due campi di sviluppo:
- Neuroscienze cognitive dello sviluppo: Esplorano i collegamenti tra sviluppo, processi cognitivi e cervello.
- Neuroscienze sociali dello sviluppo: Sviluppo-processi socio-emotivi e cervello.
La scoperta dei neuroni specchio ha dato un notevole impulso agli studi neuroscientifici sullo sviluppo. Questi neuroni sono attivati sia al compimento sia all’osservazione dell’azione: forniscono il corrispettivo neuronale di diversi fenomeni cognitivi e socio-emotivi dello sviluppo, dall’immaginazione al riconoscimento delle emozioni altrui.
Bidirezionalità: I processi biologici possono influenzare quelli cognitivi e viceversa. Lo sviluppo è studiato in sedi ma l’individuo e il suo sviluppo non vede separati corpo e mente -> interdipendenti.
Periodi evolutivi
Per una maggiore comprensione, lo sviluppo infantile viene suddiviso in diverse fasi:
- Periodo prenatale: Lasso di tempo compreso tra il concepimento e la nascita che dura circa 9 mesi. Durante questo periodo una cellula cresce fino a diventare un organismo dotato di cervello e capacità comportamentali.
- Prima infanzia: Periodo evolutivo che va dalla nascita fino ai 18-24 mesi. In alcuni casi questa fase viene ulteriormente suddivisa in periodo neonatale (fino ad un mese di vita) ed infanzia (da un mese ad un anno circa di vita). La prima infanzia è un periodo di assoluta dipendenza dagli adulti, inoltre questo è il periodo in cui avvengono le prime attività psicologiche.
- Seconda infanzia: Periodo evolutivo che va dalla fine della prima infanzia fino ai 5-6 anni, questo periodo si può chiamare anche prescolare. In questa fase i bambini diventano più autosufficienti, imparano a prendersi cura di loro stessi e giocano con i loro coetanei. L’ingresso nella scuola elementare segna la fine di questo periodo evolutivo.
- Fanciullezza: Periodo evolutivo che va dai 6 agli 11 anni. Talvolta questo periodo si chiama scolare. I bambini imparano a leggere, scrivere e contare. I bambini sono esposti al mondo esterno e alla cultura.
- Adolescenza: È il periodo evolutivo che segna la transizione tra l’infanzia e l’inizio dell’età adulta. Inizia intorno ai 10-12 anni e finisce intorno ai 18-22. Il periodo dell’adolescenza inizia con dei cambiamenti fisici (aumento del peso, dell’altezza, crescita del seno, peli pubici) accompagnato da desiderio di indipendenza e di ricerca della propria identità motivo per il quale la maggior parte del tempo viene trascorsa fuori casa.
Alcuni studiosi non pensano che lo sviluppo si fermi semplicemente all’adolescenza ma che vada oltre.
Questioni relative allo sviluppo
- Natura e cultura
- Continuità e discontinuità
- Esperienze precoci e successive
Natura e cultura
Questa questione è alla base del dibattito psicologico che si batte sulla prevalenza della natura o della cultura. La natura indica l’eredità biologica mentre la cultura indica le esperienze vissute in un determinato ambiente. Quasi nessuno ad oggi è preponderante da una parte piuttosto che dall’altro. I sostenitori della natura, affermano che l’influenza più significativa dello sviluppo sia l’eredità biologica (crescita prestabilita come quella di un girasole) al contrario i sostenitori della cultura, affermano che siano le esperienze derivate dall’ambiente a rappresentare l’influenza più importante. Per questi ultimi, un bambino nato in un villaggio del Bangladesh rispetto ad un altro nato a Denver avranno modi diversi di pensare e di agire.
Le neuroscienze rinforzarono di recente la visione legata alla natura. Nessuna delle due dimensioni prevale sull’altra, lo sviluppo è determinato dall’interazione tra natura biologica ed ambiente.
Continuità e discontinuità
Il dibattito tra continuità e discontinuità è volto a determinare se lo sviluppo sia caratterizzato da cambiamenti graduali e cumulativi (continuità) o da fasi distinte tra loro (discontinuità). I sostenitori della visione culturale solitamente sostengono la continuità dello sviluppo, viceversa i sostenitori delle teorie legate alla natura.
Le prime esperienze e le esperienze successive
Questo dibattito si sviluppa intorno al pensiero riguardante il fatto delle prime esperienze o di quelle successive come influenza sullo sviluppo infantile. Per gli studiosi che supportano le prime esperienze, la vita è un percorso ininterrotto nel quale una certa qualità psicologica può essere ricostruita a partire dalle origini. Per gli studiosi che invece supportano le teorie successive lo sviluppo è come un fiume che scorre continuamente.
Teorie dello sviluppo
Le teorie nel metodo scientifico guidano la concettualizzazione del processo o problema da studiare. Il ricercatore può trarre delle informazioni sulla bontà della teoria rispetto all’argomento che interessa. Ipotesi e teorie sono bidirezionali: dalle teorie si ricavano le ipotesi e allo stesso tempo le conclusioni sulle ipotesi consolidano o meno le teorie. Ciascuna teoria pur essendo diversa dall’altra coniuga i tre processi fondamentali: biologico, cognitivo e socio-emotivo.
Teorie psicanalitiche
Descrivono lo sviluppo come prevalentemente inconscio e influenzato dalla sfera emotiva. Per i teorici psicanalitici i comportamenti sono caratteristiche superficiali e per essere compresi pienamente nella loro profondità è necessario analizzare i loro significati simbolici ed i meccanismi profondi della mente. Secondo questi studiosi le prime esperienze con i genitori influenzano particolarmente lo sviluppo in maniera significativa.
Teoria psicanalitica di S. Freud
Egli pensava che i problemi di tutti i suoi pazienti fossero legati ai loro primi anni di vita. Secondo le teorie di Freud, il bambino crescendo focalizza il suo piacere spostando gli impulsi sessuali dalla bocca all’ano. Esistono dunque cinque fasi psicosessuali:
- Fase orale: Il piacere del neonato si concentra nella bocca.
- Fase anale: Il piacere del bambino si concentra nell’ano.
- Fase fallica: Il piacere del bambino si concentra nell’area genitale.
- Fase di latenza: Il bambino reprime i suoi interessi sessuali e sviluppa attività sociali e intellettuali.
- Fase genitale: Periodo di risveglio sessuale. La fonte del piacere sessuale diventa qualcun altro al di fuori della famiglia.
La personalità adulta quindi è determinata dal modo in cui noi risolviamo i conflitti tra queste prime fonti di piacere e le esigenze imposte dalla realtà. Un problema si verifica quando l’individuo rimane fissato o bloccato ad una di queste fasi. La fase fallica assume particolare importanza per quanto concerne il complesso di Edipo. Il complesso di Edipo consiste nella volontà di sostituirsi al genitore dello stesso sesso per godere dell’affetto del genitore di sesso opposto. Tale complesso si supera intorno ai 5-6 anni quando il bambino si rende conto di poter essere punito dal genitore dello stesso sesso. A questo punto quindi il bambino mira ad essere come il genitore del suo stesso sesso. Se tale complesso non viene superato, l’individuo rimane legato alla fase fallica.
Teoria psicosociale di Erikson
Erikson a differenza di Freud, sostiene che l’individuo si sviluppa attraverso fasi psico-sociali e non psico-sessuali. Il comportamento umano secondo Erikson è di natura sociale e non sessuale come sosteneva Freud. Inoltre Erikson pone l’accento sulle esperienze successive e non su quelle prime. Nella teoria di Erikson, sono presenti otto fasi, ciascuna fase consiste di un particolare comportamento evolutivo che mette l’individuo di fronte ad una crisi che deve essere risolta.
- Fiducia di base / sfiducia di base: Corrisponde al primo anno di età. Il senso di fiducia richiede una sensazione di benessere fisico e l’assenza di paura e apprensione nei confronti del futuro.
- Autonomia / Vergogna e dubbio: (1 -3 anni di età): Dopo aver sviluppato fiducia nei confronti dei loro genitori, i bambini comprendono di essere fautori del proprio comportamento. Iniziano a far valere la propria indipendenza o autonomia rendendosi conto della loro volontà.
- Iniziativa / senso di colpa: (Età prescolare): Il bambino si trova davanti ad un mondo sociale in espansione molto più complesso rispetto a quello dei primi anni di vita. Necessari comportamenti attivi e finalizzati ad uno scopo. Il bambino si responsabilizza nei comportamenti, nella cura del proprio corpo => Aumento del senso di responsabilità che sviluppa l’iniziativa. Tuttavia talvolta si possono manifestare sensi di colpa sgradevoli quando il bambino viene ritenuto irresponsabile. La questione però secondo Erikson si risolve in genere in maniera positiva.
- Industriosità / Senso di inferiorità: Si sviluppa durante gli anni della scuola elementare. I bambini in questo periodo sono a contatto sempre con nuove esperienze. Man mano che procedono nella loro infanzia, indirizzano le loro energie verso lo sviluppo della padronanza delle loro conoscenze e capacità intellettuali. Il periodo alla fine della prima infanzia è quello che entusiasma di più i bambini nei confronti dell’apprendimento. Il rischio spesso è quello di sviluppare un senso di inadeguatezza e di inferiorità.
- Identità / diffusione di identità: Fase legata al periodo dell’adolescenza dove il ragazzo deve costruire la propria identità. Questa sarà positiva laddove il giovane riuscirà ad esplorare i ruoli in maniera positiva al contrario sarà negativa laddove sarà forzato ad assumere determinate identità spinto dai genitori oppure laddove seguirà percorsi non positivi per il futuro.
- Intimità / Isolamento: Corrisponde ai primi anni della vita adulta dove l’individuo affronta il compito di stabilire delle relazioni intime con gli altri. L’intimità consiste nel perdersi l’uno nell’altro ma anche nel ritrovarsi. Se queste relazioni non vengono costruite l’individuo rischia l’isolamento.
- Generatività / Stagnazione: Interessa la seconda fase dell’età adulta. L’adulto è generativo quando si preoccupa della generazione successiva al contrario si parla di stagnazione.
- Integrità / Disperazione: Corrisponde alle ultime fasi di vita della persona. L’anziano riflette sul suo passato e su come è stata condotta la sua vita, se egli avrà un’immagine positiva del proprio passato si parla di integrità al contrario se avrà immagini negative inerenti alla sua vita trascorsa svilupperà sentimenti negativi e un senso di disperazione.
Le teorie cognitive
Mentre le teorie psicanalitiche si concentrano sulla dimensione inconscia del bambino, quelle cognitive si concentrano al contrario sulla dimensione conscia.
Teoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo
I bambini secondo la teoria di Piaget, sviluppano e costruiscono attivamente la loro visione del mondo e attraversano quattro fasi di sviluppo cognitivo. I processi alla base sono due: l’organizzazione e l’adattamento. Ogni fase è relativa ad un’età ed è qualitativamente differente rispetto allo stadio precedente e a quello successivo.
- Stadio sensomotorio: (Dalla nascita fino ai 2 anni di età): Il bambino coordina le esperienze sensoriali con quelle fisico-motorie (da qui il termine senso motorio).
- Stadio preoperatorio: (Dai 2 ai 7 anni): Il bambino va oltre la semplice connessione di informazioni sensoriali con quelle fisiche, inizia a rappresentare il mondo con immagini e parole, tuttavia secondo Piaget, il bambino in età prescolare non è ancora in grado di svolgere quelle “operazioni“ mentali che consentono al bambino di svolgere mentalmente ciò che hanno precedentemente svolto fisicamente.
- Stadio operatorio concreto: (7-11 anni): Il ragionamento logico, sostituisce quello intuitivo nel caso di esempi specifici e concreti.
- Stadio operatorio formale: (11-15 anni).
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