Approccio allo sviluppo cognitivo
I processi di sviluppo
- Schemi:
- a) Modello di pensiero o azione che il bambino usa per riorganizzare, rappresentare e interpretare la realtà. Sono azioni che organizzano la coscienza.
- b) Invarianti funzionali: meccanismo biologicamente determinato di funzionamento generale dell’organismo.
- c) Assimilazione e accomodamento: l'assimilazione è come un processo in virtù del quale un bambino incorpora nuove informazioni in schemi già esistenti. L’accomodamento è l’adattamento degli schemi a nuove informazioni ed esperienze.
- d) Equilibrazione: processo che permette di raggiungere l’equilibrio cognitivo integrando in totalità le esperienze vissute. La necessità di equilibrio porta il bambino ad evolversi costruendo strutture mentali sempre più complesse.
- e) Organizzazione: raggruppamento di pensieri e comportamenti isolati in sistemi di ordine superiore, serve a promuovere l’adattamento.
Stadi di sviluppo
Un modo diverso di comprendere il mondo garantisce il passaggio da uno stadio all’altro.
1) Stadio sensomotorio
Dalla nascita ai 2 anni, i bambini costruiscono una comprensione del mondo coordinando esperienze sensoriali con azioni motorie.
- Riflessi innati: sensazioni e azioni sono coordinate dai riflessi, con l’avanzare del tempo il riflesso avviene anche in assenza dello stimolo.
- Prime abitudini e reazioni circolari primarie: l’infante ordina le reazioni provenienti dagli organi di senso in due schemi: abitudini (schema in cui un riflesso diventa indipendente dallo stimolo elicitante) e reazioni circolari primarie (meccanismo di fissazione di un’esperienza tramite la ripetizione, azioni orientate verso il piacere del corpo).
- Reazioni circolari secondarie: l’infante è più orientato verso degli oggetti o verso l’ambiente esterno.
- Coordinazione delle reazioni circolari secondarie: coordinazione di schemi e intenzionalità.
- Reazioni circolari terziarie: schemi in cui esplora le nuove possibilità dell’oggetto.
- Interiorizzazione degli schemi: capacità di usare simboli rudimentali e pensare agli oggetti senza percepirli.
Permanenza dell’oggetto: gli oggetti esistono anche quando non vengono percepiti.
Errore A non B: i bambini scelgono un luogo familiare in cui cercare l’oggetto anziché un nuovo nascondiglio.
Sviluppo percettivo e aspettative: i bambini si aspettano che gli oggetti siano solidi e continui.
Natura/cultura: i bambini nascono con delle strutture concettuali centrali con dei domini specifici come linguaggio, ecc.
2) Lo stadio pre-operatorio
Il bambino non compie operazioni (azioni interiorizzate che gli permettono di fare mentalmente ciò che poteva fare fisicamente) ma sa ricostruire mentalmente il mondo rappresentandolo anche con parole, immagini, disegni e giochi.
- Funzione simbolica: sa rappresentare mentalmente un oggetto non presente.
- a) Egocentrismo: incapacità di distinguere la propria prospettiva da quella degli altri.
- b) Animismo: credere che gli oggetti inanimati abbiano qualità legate all’essere vivi.
- c) Finalismo: crede che tutti i fenomeni abbiano uno scopo che garantisce all’uomo il benessere.
- d) Artificialismo: crede che tutto sia stato costruito dall’uomo o come l’uomo costruisce.
Pensiero intuitivo: i bambini vogliono sapere il perché di tutto.
Limiti: Irreversibilità (incapacità di invertire o annullare l’operazione), centration (concentrazione su una sola caratteristica), conservazione (consapevolezza che una quantità rimanga la stessa assente).
3) Operatorio concreto
7-11 anni il ragionamento logico sostituisce quello intuitivo quando il ragionamento può essere applicato a esempi concreti.
- Conservazione: c’è, i bambini osservano più caratteristiche insieme.
- Operazioni logiche: comprensione di diversi punti di vista, scompaiono animismo, ecc. Operazioni di reversibilità, inversione, reciprocità, correlazione.
- Classificazione: classificare oggetti per le loro proprietà e fare operazioni fra loro e fra le classi (seriazione).
4) Operazioni formali
11-15 anni gli individui pensano in modi più astratti e logici.
- Pensiero astratto ideale e logico: il soggetto risolve le operazioni anche solo verbalmente, si sviluppa l’idealismo e il possibilismo, il ragionamento diventa ipotetico-deduttivo.
- Egocentrismo adolescenziale: aumentata la coscienza di sé che fa pensare loro che gli altri sono interessati quanto lo siano loro stessi. (pubblico immaginario, fiaba personale)
Piaget e l'educazione
Approccio costruttivista, facilitare l’apprendimento ma non dirigerlo, considerare le conoscenze pre-esistenti del bambino, usare valutazioni continue e personalizzate, rispettare i tempi di sviluppo del bambino e trasformare l’aula in un luogo di scoperta.
Critiche
Compiti troppo difficili e l’età delle fasi può variare, alcuni concetti operatori non si presentano in sincronia, i bambini possono essere addestrati a pensare come uno stadio successivo, la cultura e l’ambiente influenzano tantissimo.
Capitolo 6: elaborazione delle informazioni
L'approccio dell'elaborazione delle informazioni
- Analizza come i bambini manipolano, monitorano ed elaborano le informazioni e creano strategie per gestirle. Lo sviluppo cognitivo consiste nel superare le limitazioni attraverso l’incremento delle operazioni di base.
- Risorse cognitive: il cambiamento nelle operazioni è dato dalla capacità e velocità di elaborazione delle informazioni. Questo processo avviene tramite sviluppi biologici a livello dei neuroni (fioritura, potatura e mielinizzazione).
- Meccanismi di cambiamento: esistono 3 meccanismi: codificazione che è il processo grazie al quale le informazioni finiscono nella memoria aumentando la capacità di accumulare informazioni rilevanti e scartare informazioni irrilevanti; l’automaticità ovvero la capacità di elaborare informazioni in maniera automatica con poco o senza sforzo; la costruzione di una strategia ovvero la creazione di nuove modalità per l’elaborazione dell’informazione e migliora anche grazie all’automodifica e infine la metacognizione ovvero il sapere di sapere.
Confronti con Piaget: come lui è una teoria costruttivista che vede i bambini come guida del loro sviluppo cognitivo, non vedono lo sviluppo come improvviso che avviene in stadi, rispetto a Piaget l’information processing fa riferimento ad ambiti di conoscenza distinti e specializzati e la presenza di domini specifici non impedisce la compresenza di domini generali.
Attenzione
- È la messa a fuoco di risorse mentali, migliora l’elaborazione cognitiva di molti compiti.
- Selettiva: consiste nel focalizzarsi su un aspetto specifico dell’esperienza considerato rilevante mentre se ne ignorano altri irrilevanti.
- Divisa: implica il concentrarsi su più di un’attività contemporaneamente.
- Sostenuta: abilità di mantenere l’attenzione sullo stimolo selezionato per un prolungato arco di tempo.
- Esecutiva: pianificare, distribuire l’attenzione a diversi obiettivi, monitorare i progressi sui compiti.
Prima infanzia: è ordinata da un processo di orientamento che implica il dirigere l’attenzione a localizzazioni potenzialmente importanti nell’ambiente e passare in ricognizione gli oggetti e le loro caratteristiche. Comprende l’abituazione e la disabituazione e l’attenzione congiunta: in cui gli individui si focalizzano sullo stesso oggetto o evento, richiede la capacità di identificare la traiettoria del comportamento di un altro dirigere l’attenzione di una persona e avere un’interazione reciproca.
Seconda infanzia: i bambini sono più capaci di concentrarsi su un compito per lunghi periodi, pianificare la ricerca delle informazioni e fanno progressi nell’attenzione esecutiva e sostenuta, si avvia il processo di controllo cognitivo.
Adolescenza: attenzione migliore dei bambini, compiti di multitasking.
La memoria
- È la ritenzione di informazioni nel tempo.
- Memoria a breve termine: sistema con una limitata capacità di ritenzione dell’informazione. Contiene pochi chunk alla volta (7±2).
- Memoria a lungo termine: ricordi relativamente permanenti e illimitati.
- Working memory: comprende l’importanza delle nostre manipolazioni delle informazioni nella memoria a breve termine, gli individui manipolano e assemblano informazioni. È composta dal taccuino visuo-spaziale che trattiene informazioni visive e il loop fonologico che trattiene quelle uditive, questi due sistemi sono collegati all’esecutivo centrale che prende le decisioni monitorando e controllando il sistema.
Costruzione dei ricordi
Segue la teoria degli schemi secondo la quale le persone modellano le memorie in modo che queste calzino con le informazioni che esistono nelle loro menti (schemi: strutture mentali che organizzano concetti ed informazioni) o la tecnica della traccia sfocata che ritiene che nel momento in cui si codificano le informazioni si formano due tipi di rappresentazioni mnemoniche, una traccia detta verbatim composta da dettagli precisi dell’evento e una traccia detta sfocata composta dall’idea centrale dell’evento, le tracce vengono chiamate anche gist (succo centrale dell’evento).
Expertise
Ha a che fare con la costruzione di una conoscenza particolarmente estesa e approfondita relativamente ad uno specifico argomento o dominio, ed è qualcosa che determina l’abilità di memoria.
Prima infanzia
- Gli infanti possono ricordare informazioni di tipo percettivo-motorie.
- Memoria implicita: è una ricostruzione conscia e consiste nel ricordo di capacità e procedimenti routinari.
- Memoria esplicita: si riferisce alla memoria consapevole di fatti ed esperienze. In questo periodo avviene spesso l’amnesia infantile che si pensa derivi dall’immaturità dei lobi prefrontali e frontali.
- Memoria episodica: è un sistema di memoria in cui i ricordi sono connessi allo specifico contesto spazio-temporale in cui sono avvenuti gli eventi. La memoria autobiografica è un sottosistema della memoria episodica e contiene le esperienze personali significative. Lo sviluppo di questa memoria dipende anche dall’interazione con il genitore che può stimolare il bambino a migliorarla o no.
- Memoria semantica: contiene la rappresentazione dei concetti e delle loro relazioni, ovvero tutte le conoscenze che si formano con l’aiuto dei processi di astrazione.
Seconda infanzia
La memoria dei bambini migliora notevolmente e si può misurare tramite il compito di span di memoria, in questa età possono ricordare molte cose se dotati di cues (Stimoli). I bambini usano diverse strategie per aiutare la memoria: organizzazione (raggruppare gli elementi da memorizzare), elaborazione (inserire gli item da ricordare in una struttura significativa), immaginazione (creare immagini mentali), strategie di insegnamento (ripetere con variazione sulle informazioni o usare un linguaggio che sa rilevare la memoria).
Bambini testimoni oculari
Vi sono differenze di età nella suscettibilità dei bambini, differenze individuali e le tecniche di colloquio possono modificare il loro ricordo.
Il pensiero
- Pensare consiste nella manipolazione e trasformazione delle informazioni in memoria al fine di ragionare, riflettere, valutare idee, risolvere problemi e prendere decisioni.
- Prima infanzia:
- Categorie e concetti: le categorie raggruppano eventi e caratteristiche sulla base di proprietà comuni, i concetti sono ciò che le categorie rappresentano, sono una rappresentazione mentale che riassume i criteri della categoria. I bambini sono quindi capaci di effettuare categorizzazioni percettive che sono basate sulla qualità degli oggetti o su parti di oggetti.
- Somiglianza di famiglia e organizzazione gerarchica: la somiglianza di famiglia implica che i membri della categoria si somiglino per qualcosa o somiglino al prototipo, l’organizzazione gerarchica prevede che la categorizzazione avvenga in 3 livelli (di base, superordinato e subordinato).
- Script: è un copione o un tipo di schema che rappresenta la struttura di un evento, si riferiscono ad azioni ordinate in senso temporale e dirette ad uno scopo all’interno di uno specifico contesto spaziale, descrive una forma valida attraverso la quale avvengono eventi simili.
- Seconda infanzia:
- Pensiero critico: pensare riflessivamente e produttivamente e valutare dei fatti, un aspetto importante è la mindfulness (essere cognitivamente flessibili e consapevoli dei propri pensieri, azioni e motivazioni mentre si svolgono le attività e i compiti della vita di ogni giorno).
- Pensiero scientifico: i bambini come gli scienziati si pongono domande fondamentali sulla realtà, formulano delle ipotesi e rispondono però spesso non in maniera attinente a come sono realmente le cose.
- Problem solving: ricerca di un modo appropriato per realizzare un obbiettivo. Si possono usare delle regole grazie alle quali il bambino acquisisce il concetto di prospettiva oppure utilizzare delle analogie vedendo corrispondenze fra gli oggetti oppure si possono usare delle strategie che possono essere insegnate da degli insegnanti ma serve anche che vengano motivati.
- Adolescenza:
- Pensiero critico: aumenta.
- Decision making: si prendono molte decisioni rispetto al futuro che possono essere prudenti o avventate a seconda dell’agitazione emotiva. Modello del duplice processo: secondo questo modello il decision making è influenzato da due sistemi uno analitico e l’altro esperienziale, quello che prende il sopravvento è quello esperienziale.
- Prima infanzia:
La metacognizione
Significa sapere di sapere, implica l’uso della metamemoria ovvero la conoscenza individuale rispetto alla propria memoria: i bambini non comprendono che oggetti legati fra loro sono più facili da comprendere o che capire il contenuto di una storia è più facile da imparare a memoria, in oltre hanno una percezione eccessivamente alta delle loro capacità di memoria. Gli adolescenti hanno un’aumentata capacità di monitoraggio e gestione delle risorse cognitive per andare in contro con efficacia ai compiti di apprendimento.
La teoria della mente
- Si riferisce alla consapevolezza dei propri processi mentali e di quelli degli altri. Il costrutto della teoria della mente fa riferimento a un insieme complesso di conoscenze come credenze, emozioni, desideri, intenzioni, ecc. che danno vita a stati interni, è un’abilità che tutti noi usiamo quando ci rapportiamo agli altri. Per verificare se i bambini hanno una teoria della mente si usa il compito delle false credenze.
- Predecessori: attenzione condivisa (i bambini inizialmente non sono in grado di concentrare la loro attenzione su un oggetto e su una persona contemporaneamente), intersoggettività primaria (si avviano le relazioni diadiche), intersoggettività secondaria (capacità di coordinare l’attenzione a un oggetto ed una persona), comunicazione intenzionale (comunicare con un oggetto al genitore), imitazione, gioco del fare finta di.
- Autismo: mostrano un deficit nelle interazioni sociali di natura verbale o non, mostrano incapacità nella teoria della mente o altri ambiti cognitivi come le funzioni esecutive.
Approccio psicometrico
Cos'è l'intelligenza
- È l’abilità di risolvere problemi e di adattarsi e imparare dall’esperienza.
- I test di intelligenza:
- Il test di Binet: comprende la misurazione dell’età mentale, ovvero il livello di sviluppo mentale di un individuo rispetto agli altri, questa divisa per l’età cronologica e moltiplicata per 100 dà il valore del QI. I punteggi del test si avvicinano ad una distribuzione normale (curva simmetrica in cui la maggior parte dei casi ricade al centro di una gamma di risultati possibili e pochi ricadono ai punti estremi della gamma).
- La scala di Wechsler: fornisce informazioni sul QI generale ma anche punteggi su un certo numero di sub-test.
- L’efficacia del test dipende dalle abilità di chi lo usa, i risultati sono in continuo aggiornamento e non devono essere punto di nascita per dei pregiudizi.
- Teorie delle intelligenze multiple:
- Approcci fattoriali: secondo la teoria bifattoriale di Spearman gli individui hanno sia un fattore generale equivalente a una capacità mentale generale (prestazione dell’individuo in tutti i compiti cognitivi) sia un insieme di fattori specifici (che condizionano la prestazione relativa ad un compito).
- I test di intelligenza:
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