Psicologia dello sviluppo
Il bambino è il padre dell’uomo
(William Wordsworth)
La psicologia dello sviluppo
È lo studio scientifico del comportamento e dello sviluppo dei bambini sulla base di dati empirici. Quindi serve a descrivere e spiegare il cambiamento nel tempo. Permette la comprensione:
- Dell’infanzia in generale: A quale età i bambini imparano a parlare?
- Dei singoli bambini: Perché alcuni bambini sono aggressivi e altri no?
Dalla psicologia dell’età evolutiva alla psicologia dello sviluppo
Età evolutiva: Ad una fase di evoluzione seguono una fase di stabilità (età evoluta) e una di involuzione (età senile) metafora dell’arco della vita; L’adulto era considerato il riferimento normativo.
Cambiamento di prospettiva: L’età adulta non è un periodo di stabilità; sono sempre possibili nuovi apprendimenti; non si raggiunge uno sviluppo ottimale; Nell’età senile grazie alla plasticità neuronale sono possibili nuove acquisizioni e nuovi apprendimenti; Nell’età evolutiva (in senso stretto) si ha il ruolo attivo del bambino dalla nascita; di conseguenza il percorso non è lineare.
Prospettiva del ciclo di vita o life-span
Lo sviluppo riguarda tutta l’esistenza (Baltes e Reese, 1986); La prospettiva del ciclo di vita mette in primo piano la dimensione tempo: non c’è più attenzione solo per il passato, ma anche per il presente e per il futuro e lo sviluppo non si identifica con il tempo, ma avviene nel tempo, lungo il quale si snodano le funzioni ed i processi psichici; Ogni età è caratterizzata da diverse acquisizioni cognitive e affettive e da differenti motivazioni e influenze sociali.
Studio dei sistemi complessi
La previsione meteorologica e l’“effetto farfalla”. «Il battito delle ali di una farfalla in una foresta tropicale può avere come effetto un ciclone dall’altra parte del pianeta».
Postulati della psicologia dello sviluppo
- Lo sviluppo è allo stesso tempo universale e soggettivo;
- Non esiste una causa sola;
- Piccole cause possono nel tempo produrre grandi effetti;
- Ogni messaggio lanciato ha un effetto modificatorio.
Psicologia dello sviluppo oggi
- Passaggio dalla psicologia dell’età evolutiva alla psicologia dello sviluppo;
- Passaggio dai modelli deterministici o unicausali ai modelli probabilistici o multicausali;
- Passaggio dal concetto di stadio al concetto di percorsi individualizzati di sviluppo.
Caratteristiche dello sviluppo
Comportamenti normali ad un’età sono anormali ad un’altra (lo sviluppo è una sequenza ordinata di cambiamenti comportamentali).
I cambiamenti si sviluppano nel corso di tutta la vita
Cambiamenti nelle interazioni
- Impariamo in quali condizioni emettere i comportamenti;
- Lo sviluppo è cumulativo: si costruisce su ciò che è accaduto prima;
- Si sviluppano nuove relazioni tra comportamento e ambiente;
- Progressivo non implica un più elevato livello di funzionamento;
- Gli eventi e gli oggetti del nostro ambiente assumono nuove funzioni.
Cambiamenti
I cambiamenti sono:
- Direzionali;
- Cumulativi.
Essi sono caratterizzati da:
- Differenziazione;
- Integrazione.
Fattori del cambiamento
- Genetici: cambiamenti maturativi che hanno luogo nel cervello (maturazione);
- Ambientali: possibilità di apprendere (apprendimento).
Oggetto di studio
- Filogenesi: Studio dei cambiamenti comportamentali che avvengono nel tempo entro una determinata specie;
- Ontogenesi evolutiva: Studio dei cambiamenti negli individui lungo la loro vita. Si studiano diverse sezioni dell’arco di vita. Confronti tra specie diverse sono ambito di ricerca della psicologia comparata.
Contingenze filogenetiche e ontogenetiche (Se-Allora)
- Contingenze filogenetiche: Sono le forze che modellano lo sviluppo comportamentale delle specie nel loro periodo di evoluzione.
- Contingenze ontogenetiche: Sono le forze che modellano lo sviluppo degli individui lungo l’arco della loro vita. Apprendimento (processo parallelo alla selezione naturale: se l’orso cattura un pesce in una pozza d’acqua allora tornerà a quella pozza per pescare).
Sviluppo = Sistemi dinamici
- Lo sviluppo implica relazioni tra elementi (persona e ambiente);
- La relazione tra questi elementi muta costantemente;
- Gli effetti di tali elementi sono reciproci (persona ↔ ambiente);
- Lo sviluppo è caratterizzato da un ampio numero di fattori che agiscono simultaneamente (condizioni iniziali);
- Lo sviluppo non è lineare (cambiamenti di fase);
- Lo sviluppo è emergente (nuovi attrattori).
Non linearità e modelli di sviluppo
Modello non lineare
Modello internazionale, modello lineare semplice
Cambiamenti di fase e stadi di sviluppo
Teorie stadiali: Si possono comprendere meglio gli elementi fondamentali dello sviluppo osservandoli come differenti aspetti qualitativi del comportamento. Freud individua gli stadi psicosessuali dello sviluppo della personalità. Piaget identifica gli stadi dello sviluppo cognitivo. Il comportamento nuovo differisce nella forma dai comportamenti che lo precedono. La forma e spesso la cadenza del cambiamento di fase sono prevedibili entro la specie.
Organizzazione combinata
- È il termine che indica il processo dinamico, attraverso il quale i vari elementi si riuniscono insieme in schemi coerenti di comportamento (patterns);
- Gli schemi comportamentali emergono perché molti fattori, tra cui quelli genetici, la struttura fisica, le esperienze precedenti, le condizioni ambientali e il compito, obbligano tutte le possibili forme comportamentali nello schema emergente, (per esempio la struttura fisica dei bambini piccoli limita la locomozione);
- Le nostre caratteristiche fisiche selezionate filogeneticamente non ci consentono di volare (comportamenti universali).
Traiettorie evolutive
Lo sviluppo è un processo dinamico, multilivello e non stazionario. Il tracciato del comportamento o traiettoria può seguire tre possibili patterns:
- Continuare lungo la stessa traiettoria lineare e rimanere stabile;
- Curvilinea;
- Subire improvvisi cambiamenti di fase.
Rassegna cronologica dello sviluppo
| Periodo della vita | Arco d’età approssimativo |
|---|---|
| Periodo prenatale | Dal concepimento alla nascita |
| Infanzia | Primi due anni di vita |
| Periodo prescolare | Dai 2 ai 6 anni |
| Fanciullezza | Dai 6 ai 12 anni |
| Adolescenza | Dai 12 ai 20 anni |
| Giovinezza | Dai 20 ai 40 anni |
| Mezza età | Dai 40 ai 65 anni |
| Vecchiaia | Dai 65 e oltre |
Le grandi quattro
- Punto di vista psicoanalitico;
- Punto di vista dell’apprendimento;
- Punto di vista dello sviluppo cognitivo;
- Punto di vista etologico.
Concetti chiave della seconda lezione
Psicologia infantile/dell’età evolutiva vs Psicologia dello sviluppo
- Natura vs Cultura (genetica vs esperienza ambientale);
- Sviluppo “normale” vs “patologico”;
- Sviluppo normale/normativo vs sviluppo idiografico;
- Cambiamento qualitativo vs cambiamento quantitativo.
Comprendere i bambini
- Colloquio;
- Osservazione del comportamento: osservazione del gioco (rappresentazione simbolica) e osservazione del disegno (es: disegno dell’albero, disegno della figura umana, disegno del bambino sotto la pioggia).
La ricerca
Ricerca di base vs ricerca applicata. Approccio naturalistico: osservazione e descrizione dello sviluppo nel suo ambiente naturale; Metodo sperimentale: in laboratorio consente un maggior controllo sulle variabili; Convergenza di metodologie di ricerca (naturalistico + sperimentale).
Teorie
Teoria: un insieme di concetti e di proposizioni orientate ad organizzare, descrivere e spiegare una serie di osservazioni già effettuate.
- Organizzano il pensiero;
- Danno coerenza alle osservazioni;
- Forniscono spiegazioni degli eventi in termini di causa-effetto;
- Stimolano nuove ipotesi di ricerca.
I dati non sono cambiati ma si è alterata la loro organizzazione.
Caratteristiche imprescindibili di una teoria
- Precisione;
- Chiarezza;
- Prevedibilità;
- Applicabilità;
- Coerenza interna;
- Parsimonia;
- Provabile (falsificabile);
- Persuasività.
Ipotesi, osservazioni iniziali, formulazione teorica
Assunzione e rifiuto della teoria, adattamento della teoria attuale.
I dati della ricerca confermano l’ipotesi?
Schema della ricerca
- Nuove osservazioni (dati ricerca) per provare le ipotesi
Metodologia
- Osservazione naturalistica per identificare il problema e le potenziali variabili casuali nel mondo reale;
- Portare i fenomeni sotto controllo in un ambiente di laboratorio per identificare i processi coinvolti;
- Tornare al mondo reale per verificare che i processi individuati in laboratorio funzionino nel mondo esterno.
Il metodo scientifico
- Atteggiamento o valore finalizzato all’acquisizione della conoscenza che obbliga i ricercatori ad essere oggettivi e a consentire che siano i dati a decidere circa il merito della loro teoria;
- Affidabilità della procedura: informazioni che tengono nel tempo e le stesse per i vari osservatori;
- Validità della misura: misura ciò che si suppone di misurare.
Metodi di ricerca
| Metodo | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|
| Interviste e questionari | Rapidità – molte informazioni – forme standardizzate | Inaccuratezza, insincerità, influenza di capacità verbali e comprensione |
| Studio dei casi | Molte fonti di raccolta dei dati | Inaccuratezza, insincerità, soggettività – differenza da caso a caso |
| Metodo clinico | Metodologia flessibile – casi singoli | Inaffidabile, interpretazioni soggettive, influenza delle capacità verbali |
| Osservazione naturalistica | Studio del comportamento reale nel mondo | Condizionamento nei confronti dell’osservatore, influenza della presenza dell’osservatore, comportamenti inusuali non compaiono nell’osservazione |
| Osservazione strutturata | Ambiente standardizzato, atti infrequenti e socialmente indesiderabili | Osservazione non naturale |
Progetti di ricerca più usati
| Progetto | Procedura | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Correlazionale | Informazioni circa due o più variabili non manipolate nell’ambiente naturale | Stima la forza e la direzione tra le variabili | Non spiega causa – effetto tra le variabili |
| Esperimento di laboratorio | Manipola la variabile indipendente e la variabile dipendente | Determina causa – effetto | Ambiente artificiale |
| Esperimento sul campo | Manipola la variabile indipendente e la variabile dipendente | Determina causa – effetto e generalizzazione al mondo reale | Difficile controllo delle variabili in ambiente naturale |
| Esperimento naturale | Manipolazione da parte dell’ambiente | Studio di eventi naturali non riproducibili in laboratorio, causa – effetto | Difficoltà di controllo |
Progetti evolutivi
| Progetto | Procedura | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|---|
| Trasversale | Osserva persone di diverse età o gruppi in un preciso momento di tempo | Dimostra differenze di età e suggerisce tendenze evolutive. Poco caro, poco tempo | Differenze tra i gruppi piuttosto che differenze di sviluppo; non fornisce dati sui singoli soggetti |
| Longitudinale | Osserva gli individui di un gruppo ripetutamente nel tempo | Dati sullo sviluppo dei singoli individui; differenze e uguaglianze tra individui nel tempo | Costoso e dispendioso di tempo; perdita di soggetti che riduce la generalizzabilità; mutamenti transgenerazionali |
| Sequenziale | Osservazione dei diversi gruppi ripetutamente nel tempo | Discrimina le linee evolutive; confronto tra gruppi; meno costoso e meno tempo del longitudinale | Più costoso e dispendioso di tempo del trasversale; generalizzazione al di là del gruppo è discutibile |
Comparazione transculturale
Studio che compara il comportamento e/o lo sviluppo delle persone che appartengono a diversi contesti culturali o subculturali.
Etica della ricerca
Modelli di comportamento che i ricercatori sono eticamente tenuti a rispettare al fine di proteggere i partecipanti alle loro ricerche da ogni fisico o psicologico.
Teoria etologica e altre teorie evoluzioniste
L’etologia è lo studio del comportamento di una specie nel suo ambiente naturale.
Riflessi
- Esistono dei riflessi innati di cui sono dotati i mammiferi (es: grasping);
- Questi riflessi si estinguono se non vengono utilizzati;
- Nelle fasi critiche possono essere recuperati inconsapevolmente (attaccarsi al tavolo mentre si sta per cadere).
Periodo di sensibilità
Gli etologi introducono il concetto di periodo di sensibilità: periodi specifici in cui gli animali sono predisposti a imparare un nuovo comportamento.
Imprinting
È stato osservato in alcune specie di volatili che nei primi giorni di vita il piccolo impara a seguire e preferire uno stimolo da parte di un “grande”, principalmente della sua specie, che gli assicura vicinanza e protezione (Lorenz, 1931).
Piramide dei bisogni di Maslow (1954)
Harlow – Esperimento sui macachi (1958 – 1965): Harlow ha condotto degli esperimenti sui cuccioli di macaco, verificando che i bisogni fondamentali di mammiferi sono fisiologici ma anche relazionali (1958 – 1965); Il macaco si nutre dalla mamma – robot, ma predilige un contatto fisico con la mamma – peluche; L’importanza della vicinanza fisica (affettiva, emotiva) con un altro essere vivente “grande”, possibilmente della propria specie.
René Spitz
René Spitz, psicoanalista austriaco, naturalizzato americano, è stato uno dei primi ricercatori che hanno utilizzato l’osservazione del bambino, concentrandosi sullo sviluppo del bambino sottolineando gli effetti della deprivazione materna ed emotiva.
Depressione anaclitica
Nell’osservazione del bambino, Spitz ha concentrato la sua ricerca sui bambini che hanno sperimentato una separazione improvvisa e a lungo termine da chi si occupava di loro; La depressione anaclitica era il termine da lui proposto per descrivere la reazione di un bambino alla separazione (dolore, rabbia e apatia dovuta alla deprivazione emotiva, la perdita di un oggetto amato).
Effetti deprivazione materna
Descrisse in ordine progressivo i comportamenti di bambini che vengono separati dalla persona che si prendeva cura di loro:
- Primo mese: lamentele e richiami;
- Secondo mese: pianto e perdita di peso;
- Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica, perdita continua di peso;
- Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico;
- Se il bambino si ricongiunge all’oggetto d’amore entro tre – cinque mesi, il recupero è rapido, ma dopo cinque mesi, il piccolo mostrerà una sintomatologia più grave.
Gli studi di René Spitz sono stati i primi a dimostrare sistematicamente che le interazioni sociali con gli altri esseri umani sono essenziali per lo sviluppo dei bambini. Il bambino, deprivato...
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