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Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Radi, libro consigliato Le teorie dello sviluppo psicologico, Miller

Prima parte di appunti utili per esame riguardanti le lezioni dell'intero corso di Psicologia dello Sviluppo della professoressa Giulia Radi per il corso Scienze della Formazione Primaria dell'Università degli Studi di Perugia per l'A.A 2017/2018 .

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. G. Radi

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1^ LEZIONE - 02/03/2018

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO:

“Il bambino è il padre dell’uomo”

(William Wordsworth)

LA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO:

È lo studio scientifico del comportamento e dello sviluppo dei bambini sulla base di dati empirici.

Quindi serve a descrivere e spiegare il cambiamento nel tempo. Permette la comprensione:

DELL’INFANZIA IN GENERALE: a quale età i bambini imparano a parlare?;

 DEI SINGOLI BAMBINI: perché alcuni bambini sono aggressivi e altri no?.

DALLA PSICOLOGIA DELL’ETÀ EVOLUTIVA ALLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO:

ETÀ EVOLUTIVA: ad una fase di evoluzione seguono una fase di stabilità (età evoluta) e

 una di involuzione (età senile) metafora dell’arco della vita;

L’adulto era considerato il riferimento normativo.

CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVA:

L’età adulta non è un periodo di stabilità; sono sempre possibili nuovi apprendimenti; non

 si raggiunge uno sviluppo ottimale;

Nell’età senile grazie alla plasticità neuronale sono possibili nuove acquisizioni e nuovi

 apprendimenti;

Nell’età evolutiva (in senso stretto) si ha il ruolo attivo del bambino dalla nascita; di

 conseguenza il percorso non è lineare.

PROSPETTIVA DEL CICLO DI VITA O LIFE-SPAN:

Lo sviluppo riguarda tutta l’esistenza (Baltes e Reese, 1986);

 La prospettiva del ciclo di vita mette in primo piano la dimensione tempo: non c’è più

 attenzione solo per il passato, ma anche per il presente e per il futuro e lo sviluppo non si

identifica con il tempo, ma avviene nel tempo, lungo il quale si snodano le funzioni ed i

processi psichici;

Ogni età è caratterizzata da diverse acquisizioni cognitive e affettive e da differenti

 motivazioni e influenze sociali.

STUDIO DEI SISTEMI COMPLESSI:

La previsione meteorologica e l’”effetto farfalla”. ≪Il battito delle ali di una farfalla in una

 foresta tropicale può avere come effetto un ciclone dall’altra parte del pianeta≫.

POSTULATI DELLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO:

Lo sviluppo è allo stesso tempo universale e soggettivo;

 Non esiste una causa sola;

 Piccole cause possono nel tempo produrre grandi effetti;

 Ogni messaggio lanciato ha un effetto modificatorio.

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO OGGI:

Passaggio dalla psicologia dell’età evolutiva alla psicologia dello sviluppo;

 Passaggio dai modelli deterministici o unicausali ai modelli probabilistici o

 multicausali;

Passaggio dal concetto di stadio al concetto di percorsi individualizzati di sviluppo.

CARATTERISTICHE DELLO SVILUPPO:

Comportamenti normali ad un’età sono anormali ad un’altra (lo sviluppo è una sequenza

 ordinata di cambiamenti comportamentali).

I CAMBIAMENTI SI SVILUPPANO NEL CORSO DI TUTTA LA VITA:

CAMBIAMENTI NELLE INTERAZIONI CAMBIAMENTI PROGRESSIVI

Impariamo in quali condizioni emettere i Lo sviluppo è cumulativo: si costruisce su ciò

comportamenti che è accaduto prima

Si sviluppano nuove relazioni tra Progressivo non implica un più elevato livello

comportamento e ambiente di funzionamento

Gli eventi e gli oggetti del nostro ambiente

assumono nuove funzioni

CAMBIAMENTI:

I cambiamenti sono:

Direzionali;

 Cumulativi.

Essi sono caratterizzati da:

Differenziazione;

 Integrazione.

FATTORI DEL CAMBIAMENTO:

GENETICI: cambiamenti maturativi che hanno luogo nel cervello (maturazione);

 AMBIENTALI: possibilità di apprendere (apprendimento).

OGGETTO DI STUDIO:

FILOGENESI ONTOGENESI EVOLUTIVA

Studio dei cambiamenti comportamentali che Studio dei cambiamenti negli individui lungo la

avvengono nel tempo loro vita

Entro una determinata specie Si studiano diverse sezioni dell’arco di vita

Confronti tra specie diverse sono ambito di Approcci diversi

ricerca della psicologia comparata

CONTINGENZE FILOGENETICHE E ONTOGENETICHE (SE-ALLORA):

CONTINGENZE FILOGENETICHE CONTINGENZE ONTOGENETICHE

Sono le forze che modellano lo sviluppo

Sono le forze che modellano lo sviluppo delle comportamentale degli individui lungo l’arco

specie nel loro periodo di evoluzione della loro vita

Apprendimento (processo parallelo alla

Selezione naturale (se l’orso ha il pelo bianco selezione naturale: se l’orso cattura un pesce

e vive nell’Artico allora sopravviverà) in una pozza d’acqua allora tornerà a quella

pozza per pescare)

SVILUPPO = SISTEMI DINAMICI:

1. Lo sviluppo implica relazioni tra elementi (persona e ambiente);

2. La relazione tra questi elementi muta costantemente;

3. Gli effetti di tali elementi sono reciproci (persona <-> ambiente);

4. Lo sviluppo è caratterizzato da un ampio numero di fattori che agiscono

simultaneamente (condizioni iniziali);

5. Lo sviluppo non è lineare (cambiamenti di fase);

6. Lo sviluppo è emergente (nuovi attrattori).

NON LINEARITÀ E MODELLI DI SSVILUPPO:

MODELLO NON LINEARE MODELLO INTERNAZIONALE MODELLO LINEARE

SEMPLICE

CAMBIAMENTI DI FASE E STADI DI SVILUPPO:

TEORIE STADIALI CAMBIAMENTI DI FASE

Si possono comprendere meglio gli elementi

fondamentali dello sviluppo osservandoli come Sono improvvisi

differenti aspetti qualitativi del

comportamento

Freud individua gli stadi psicosessuali dello Il loro ordine è prevedibile

sviluppo della personalità

Piaget identifica gli stadi dello sviluppo Il comportamento nuovo differisce nella forma

cognitivo dai comportamenti che lo precedono

La forma e spesso la cadenza del

cambiamento di fase sono prevedibili entro la

specie

ORGANIZZAZIONE COMBINATA:

 È il termine che indica il processo dinamico, attraverso il quale i vari elementi si

riuniscono insieme in schemi coerenti di comportamento (patterns);

 Gli schemi comportamentali emergono perché molti fattori, tra cui quelli genetici, la

struttura fisica, le esperienze precedenti, le condizioni ambientali e il compito, obbligano

tutte le possibili forme comportamentali nello schema emergente, (per esempio la

struttura fisica dei bambini piccoli limita la locomozione);

 Le nostre caratteristiche fisiche selezionate filogeneticamente non ci consentono di

volare (comportamenti universali).

TRAIETTORIE EVOLUTIVE:

Lo sviluppo è un processo dinamico, multilivello e non stazionario

IL TRACCIATO DEL COMPORTAMENTO O TRAIETTORIA PUÒ SEGUIRE TRE POSSIBILI

PATTERNS

CONTINUARE LUNGO LA STESSA TRAIETTORIA LINEARE E

RIMANERE STABILE CURVILINEA

MOMENTO EVOLUTIVO

SUBIRE IMPROVVISI CAMBIAMENTI DI

FASE

RASSEGNA CRONOLOGICA DELLO SVILUPPO:

PERIODO DELLA VITA ARCO D’ETÀ APPROSSIMATIVO

Periodo prenatale Dal concepimento alla nascita

Infanzia Primi due anni di vita

Periodo prescolare Dai 2 ai 6 anni

Fanciullezza Dai 6 ai 12 anni

Adolescenza Dai 12 ai 20 anni

Giovinezza Dai 20 ai 40 anni

Mezza età Dai 40 ai 65 anni

Vecchiaia Dai 65 e oltre

LE GRANDI QUATTRO:

Punto di vista psicoanalitico;

 Punto di vista dell’apprendimento;

 Punto di vista dello sviluppo cognitivo;

 Punto di vista etologico.

2^ LEZIONE - 09/03/2018

CONCETTI CHIAVE:

Psicologia infantile/dell’età evolutiva vs Psicologia dello sviluppo;

 Natura vs Cultura (genetica vs esperienza ambientale);

 Sviluppo “normale” vs “patologico”;

 Sviluppo normale/normativo vs sviluppo idiografico;

 Cambiamento qualitativo vs cambiamento quantitativo.

COMPRENDERE I BAMBINI:

Colloquio;

 Osservazione del comportamento: osservazione del gioco (rappresentazione simbolica) e

 osservazione del disegno (es: disegno dell’albero, disegno della figura umana, disegno

del bambino sotto la pioggia).

LA RICERCA:

Ricerca di base vs ricerca applicata

Approccio naturalistico: osservazione e descrizione dello sviluppo nel suo ambiente

 naturale;

Metodo sperimentale: in laboratorio consente un maggior controllo sulle variabili;

 Convergenza di metodologie di ricerca (naturalistico + sperimentale).

TEORIE:

Teoria: un insieme di concetti e di proposizioni orientate ad organizzare, descrivere e

 spiegare una serie di osservazioni già effettuate.

Organizzano il pensiero;

 Danno coerenza alle osservazioni;

 Forniscono spiegazioni degli eventi in termini di causa-effetto;

 Stimolano nuove ipotesi di ricerca.

I dati non sono cambiati ma si è alterata la loro organizzazione.

CARATTERISTICHE IMPRESCINDIBILI DI UNA TEORIA:

Precisione;

 Chiarezza;

 Prevedibilità;

 Applicabilità;

 Coerenza interna;

 Parsimonia;

 Provabile (falsificabile);

 Persuasività;

 IPOTES

OSSERVAZIONI FORMULAZIONE I

INIZIALI TEORICA ASSUNZIONE E

RIFIUTO DELLA TEORIA ADATTAMENTODELLA TEORIA

ATTUALE ATTUALE

NO SÌ

I DATI DELLA RICERCA

CONFERMANO L’IPOTESI? SCHEMA DELLA

NUOVE OSSERVAZIONI (DATI RICERCA PER PROVARE

DELLA RICERCA) LE IPOTESI

METODOLOGIA:

1. Osservazione naturalistica per identificare il problema e le potenziali variabili casuali nel

mondo reale;

2. Portare i fenomeni sotto controllo in un ambiente di laboratorio per identificare i processi

coinvolti;

3. Tornare al mondo reale per verificare che i processi individuati in laboratorio funzionino

nel mondo esterno.

IL METODO SCIENTIFICO:

Atteggiamento o valore finalizzato all’acquisizione della conoscenza che obbliga i

 ricercatori ad essere oggettivi e a consentire che siano i dati a decidere circa il merito

della loro teoria;

Affidabilità della procedura: informazioni che tengono nel tempo e le stesse per i vari

 osservatori;

Validità della misura: misura ciò che si suppone di misurare.

METODI DI RICERCA:

METODO VANTAGGI LIMITI

Inaccuratezza, insincerità,

Rapidità – molte informazioni

Interviste e questionari influenza di capacità verbali e

– forme standardizzate di comprensione

Inaccuratezza, insincerità,

Studio dei casi Molte fonti di raccolta dei dati soggettività – differenza da

caso a caso

Inaffidabile, interpretazioni

Metodologia flessibile – casi

Metodo clinico soggettive, influenza delle

singoli capacità verbali

Osservazione naturalistica Studio del comportamento Condizionamento nei

reale nel mondo confronti dell’osservatore,

influenza della presenza

dell’osservatore,

comportamenti inusuali non

compaiono nell’osservazione

Ambiente standardizzato, atti

Osservazione strutturata infrequenti e socialmente Osservazione non naturale

indesiderabili

PROGETTI DI RICERCA PIÙ USATI:

PROGETTO PROCEDURA VANTAGGI LIMITI

PROGETTI GENERALI

Informazioni circa due Stima la forza e la Non spiega causa –

Correlazionale o più variabili non direzione tra le variabili effetto tra le variabili

manipolate nell’ambiente naturale

Manipola la variabile

Esperimento di Determina causa –

indipendente e la Ambiente artificiale

laboratorio effetto

variabile dipendente Determina causa –

Manipola la variabile Difficile controllo delle

Esperimento sul effetto e

indipendente e la variabili in ambiente

campo generalizzazione al

variabile dipendente naturale

mondo reale

Studio di eventi

Manipolazione naturali non

Esperimento naturale da parte riproducibili in Difficoltà di controllo

naturale dell’ambiente laboratorio, causa –

effetto

PROGETTO PROCEDURA VANTAGGI LIMITI

PROGETTI EVOLUTIVI

Osserva persone di Dimostra differenze di Differenze tra i gruppi

diverse età o gruppi in età e suggerisce piuttosto che differenze

Trasversale un preciso momento di tendenze evolutive. di sviluppo; non fornisce

tempo Poco caro poco tempo dati sui singoli soggetti

Costoso e dispendioso

Dati sullo sviluppo dei

Osserva gli individui di di tempo; perdita di

singoli individui;

un gruppo soggetti che riduce la

Longitudinale differenze e

ripetutamente nel generalizzabilità;

uguaglianze tra

tempo mutamenti

individui nel tempo transgenerazionali

Discrimina le linee Più costoso e

Osservazione dei evolutive; confronto tra dispendioso di tempo

diversi gruppi

Sequenziale gruppi; meno costoso e del transazionale;

ripetutamente nel meno tempo del generalizzazione al di la

tempo longitudinale del gruppo è discutibile

COMPARAZIONE TRANSCULTURALE:

Studio che compara il comportamento e/o lo sviluppo delle persone che appartengono a

 diversi contesti culturali o subculturali.

ETICA DELLA RICERCA:

Modelli di comportamento che i ricercatori sono eticamente tenuti a rispettare al fine di

 proteggere i partecipanti alle loro ricerche da ogni fisico o psicologico.

TEORIA ETOLOGICA E ALTRE TEORIE EVOLUZIONISTE:

L’etologia è lo studio del comportamento di una specie nel suo ambiente naturale.

RIFLESSI:

Esistono dei riflessi innati di cui sono dotati i mammiferi (es: grasping);

 Questi riflessi si estinguono se non vengono utilizzati;

 Nelle fasi critiche possono essere recuperati inconsapevolmente (attaccarsi al tavolo

 mentre si sta per cadere).

PERIODO DI SENSIBILITÀ:

Gli etologi introducono il concetto di periodo di sensibilità: periodi specifici in cui gli

 animali sono predisposti a imparare un nuovo comportamento.

IMPRINTING:

È stato osservato in alcune specie di volatili che nei primi giorni di vita il piccolo impara a

 seguire e preferire uno stimolo da parte di un “grande”, principalmente della sua specie,

che gli assicura vicinanza e protezione (Lorenz, 1931).

PIRAMIDE DEI BISOGNI DI MASLOW (1954):

HARLOW – ESPERIMENTO SUI MACACHI (1958 – 1965):

Harlow ha condotto degli esperimenti sui cuccioli di macaco, verificando che i bisogni

 fondamentali di mammiferi sono fisiologici ma anche relazionali (1958 – 1965);

Il macaco si nutre dalla mamma – robot, ma predilige un contatto fisico con la mamma –

 peluche;

L’importanza della vicinanza fisica (affettiva, emotiva) con un altro essere vivente

 “grande”, possibilmente della propria specie.

RENÈ SPITZ:

Renè Spitz, psicoanalista austriaco, naturalizzato americano, è stato uno dei primi

 ricercatori che hanno utilizzato l’osservazione del bambino, concentrandosi sullo sviluppo

del bambino sottolineando gli effetti della deprivazione materna ed emotiva.

DEPRESSIONE ANACLITICA:

Nell’osservazione del bambino, Spitz ha concentrato la sua ricerca sui bambini che hanno

 sperimentato una separazione improvvisa e a lungo termine da chi si occupava di loro;

La depressione anaclitica era il termine da lui proposto per descrivere la reazione di

 un bambino alla separazione (dolore, rabbia e apatia dovuta alla deprivazione emotiva, la

perdita di un oggetto amato).

EFFETTI DEPRIVAZIONE MATERNA:

Descrisse in ordine progressivo i comportamenti di bambini che vengono separati dalla persona

che si prendeva cura di loro:

Primo mese: lamentele e richiami;

 Secondo mese: pianto e perdita di peso;

 Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza

 di mimica, perdita continua di peso;

Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico;

 Se il bambino si ricongiunge all’oggetto d’amore entro tre – cinque mesi, il recupero è

 rapido, ma dopo cinque mesi, il piccolo mostrerà una sintomatologia più grave. Gli studi

di Renè Spitz sono stati i primi a dimostrare sistematicamente che le interazioni sociali

con gli altri esseri umani sono essenziali per lo sviluppo dei bambini.

Il bambino, deprivato dal contatto con la madre, manca a livello neurologico di un

 collegamento adeguato tra corteccia cerebrale e diencefalo.

Questo tipo di concessione è fondamentale affinché il bambino possa sperimentare in

 modo adeguato la relazione emozionale e viscerale tra il proprio mondo interno e la

realtà circostante. Spitz ha dimostrato che la deprivazione di contatto genera dei disturbi

evolutivi che si manifestano sul piano affettivo, motorio, cognitivo e linguistico.

MARASMA:

Il 60% dei bambini presi in esame con meno di un anno di età, malgrado ricevesse

 nutrimento e cure igieniche (bisogni fisiologici), deprivato dal contatto andava incontro al

“marasma”, ovvero ad un lasciarsi andare per inedia: non potendo vivere senza amore,

senza coccole e carezze, senza contatto, si lasciano morire.

JOHN BOWLBY:

John Bowlby (1907 – 1990), inglese;

 Suo padre, Sir Anthony Bowlby, era chirurgo ufficiale della regina d’Inghilterra;

 Laureato al Trinity College di Cambridge in scienze precliniche e psicologia, inizia a

 lavorare con ragazzi psichicamente disturbati provenienti dalle classi sociali meno

elevate;

Nel 1933 si avvicina all’Istituto di Psicoanalisti di Londra, nel 1936 si laurea in Medicina,

 nel 1937 diventa psicoanalista;

Lavora prima in ospedale come psichiatra militare, poi come medico e psicoanalista alla

 Tavistock Clinic, dove si occupa del reparto infantile.

LA SICUREZZA:

Alla base di un sano sviluppo della personalità c’è la sicurezza che il bambino riesce a

 provare nel rapporto con la madre (o caregiver, caretaker), in particolare la sua

disponibilità a essere presente, protettiva e affettuosa quando il bambino si sente in

pericolo o ha paura.

BISOGNI PRIMARI:

“Le coccole, i giochi, le intimità del poppare attraverso le

quali il bambino impara la piacevolezza del corpo di sua

madre, i rituali dell’essere lavati e vestiti con i quali il

bambino impara il valore di se stesso, attraverso l’orgoglio

e la tenerezza della madre verso le sue piccole membra,

queste sono le cose che mancano”.

John Bowlby

LA SENSIBILITÀ MATERNA:

La madre si sente spontaneamente indotta (sensibilità materna) a offrire quel tipo di cure

 e le attenzioni necessarie per il bambino;

Pianto del bambino - in alcuni casi basta la vista o la voce della madre. In altri casi il

 bambino deve aggrapparsi alla mamma. In casi più intensi solo un prolungato

vezzeggiamento farà cessare il comportamento.

IL COMPORTAMENTO DI ATTACCAMENTO:

Il comportamento di attaccamento si attiva quando il bambino prova dolore, fatica o

 paura;

In quelle occasioni il bambino cerca il caregiver, che rappresenta una “base sicura” che

 offre protezione e affetto;

Se il bambino non riesce a percepire la madre come base sicura ingaggia comportamenti

 di protesta; se la madre non consola il bambino, questo prova una crescente

disperazione; se continua a non avvenire, il bambino si distacca dalla madre.

IL CIRCOLO DELLA SICUREZZA (MARVIN et al., 2002):

3^ LEZIONE - 12/03/2018

I MODELLI OPERATIVI INTERNI:

Presente sin dalla nascita, il comportamento di attaccamento si inizia a “stabilizzare”

 verso la fine del primo anno di vita;

Si vanno a formare anche degli schemi di rappresentazione del sé e della/e figura/e di

 attaccamento (o MOI: Modelli Operativi Interni – IWM: Internal Working Models).

TIPOLOGIE DI ATTACCAMENTO:

Il comportamento di attaccamento è contraddistinto da intense emozioni.

Se la relazione è buona, c’è gioia e senso di sicurezza. Sul versante del sé c’è la

 sensazione di essere degno di amore, fiducia che le proprie esigenze avranno accolto →

attaccamento sicuro;

Se la relazione è minacciata, c’è gelosia, angoscia e rabbia; se è stata interrotta, c’è

 dolore e angoscia. Sul versante del sé c’è la sensazione di non essere degno di amore e

incapacità di esprimere le emozioni in modo adeguato, angoscia e senso di colpa per

l’espressione dei propri sentimenti attaccamento insicuro.

LA STRANGE SITUATION PROCEDURE – (AINSWORTH E WITTIG, 1970):

Procedura standardizzata laboratoriale per bambini di un anno;

 8 episodi da tre minuti ciascuno (il primo dura 30 secondi);

 Separazione – riunione.

PATTERN DI ATTACCAMENTO – (AINSWORTH, 1978):

Attaccamento sicuro: la madre è sensibile alle richieste e ai segnali di disagio del

 bambino. Il bambino percepisce sicurezza interna e fiducia. Mostra segni di disagio alla

separazione, ma al ritorno della madre si lascia consolare (sentirsi sicuri e protetti);

Attaccamento insicuro – evitante: la madre si dimostra insensibile ai segnali del

 bambino; tende a rifiutarlo sul piano del contatto fisico. Il bambino, che non ha fiducia in

una risposta adeguata da parte della madre, sviluppa distacco ed evitamento del

contatto che sfocia in eccesso di autonomia e indifferenza alla separazione (diffidenza,

evitamento, controllo);

Attaccamento insicuro di tipo ansioso - ambivalente: la madre è imprevedibile

 nelle risposte, che risultano dettate più dai suoi bisogni che da quelli del bambino

(intruvista). Il bambino rimane incerto rispetto alla disponibilità materna, non riesce a

utilizzarla come base sicura e ne è assorbito completamente. Mostra forte disagio alla

separazione ed è inconsolabile al ritorno della madre (amore, rabbia, ansia, dipendenza,

paura dell’abbandono);

Attaccamento disorganizzato: la madre è dominata da esperienze traumatiche

 irrisolte e non risponde alle richieste del bambino. Il bambino non dispone di strategie

stabili, manifesta comportamenti contradditori, azioni mal dirette, stereotipate e

asimmetriche, con congelamento, immobilità, disorientamento.

QUANDO MANCA LA BASE SICURA:

Protesta (angoscia di separazione);

 Disperazione (depressione, lutto);

 Distacco (difese).

ATTACCAMENTO NON SICURO:

≪Addolora quello che non hai mai ricevuto≫ (Fonagy, Steele);

 I bambini insicuri hanno imparato a deviare i genitori dai propri bisogni di attaccamento,

 perché segnalarli apertamente provoca in essi stati emotivi angoscianti.

TRANSGENERAZIONALITÀ DELL’ATTACCAMENTO:

Il comportamento di attaccamento è evidente soprattutto nella prima infanzia, ma può

 essere osservato nell’ambito dell’intero ciclo di vita, specialmente nei momenti di

emergenza (ESEMPIO: Adult Attachment Projective Picture System; West e George, 2012

– Adult Attachment Interview; George, Kaplan e Main, 1985);

Il comportamento di attaccamento è trasmissibile a livello intergenerazionale.

AAP (WEST E GEORGE, 2012):

ED TRONICK:

Ed Tronick voleva comprendere, attraverso la procedura face to face, il funzionamento

 dello sviluppo della personalità umana;

Si rese conto che il neonato è attivo durante le interazioni ed è co-responsabile del tono

 affettivo della comunicazione. La regolazione emotiva è un processo intersoggettivo.

LA PROCEDURA STILL-FACE:


PAGINE

26

PESO

4.92 MB

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Docente: Radi Giulia
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vero.fagiani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Radi Giulia.

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