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Teorie dello sviluppo psicologico – Miller

Una teoria scientifica ideale, completa e formale è un insieme di affermazioni interconnesse la cui funzione è descrivere strutture, meccanismi, processi non passibili di osservazione, di porli in relazione tra loro e con gli eventi osservabili. Una teoria dovrebbe mostrare coerenza interna (no affermazioni contraddittorie) e non essere contraddetta da osservazioni empiriche. Attualmente le teorie dello sviluppo non soddisfano questi requisiti formali ma servono come schemi di riferimento per esaminare i cambiamenti di comportamento nel tempo.

Le teorie dello sviluppo

  • Descrivere i cambiamenti che avvengono nel tempo in una o più aree di comportamento o attività psicologica (pensiero, linguaggio…)
  • Descrivere cambiamenti nel tempo ponendo in relazione comportamenti o aspetti dell’attività psicologica entro una certa area di sviluppo o fra nuove aree dello stesso
  • Spiegare il corso dello sviluppo descritto

Descrizione e spiegazione non sono separate e indipendenti perché quando si cerca di descrivere un cambiamento si fa uso di concetti esplicativi e contemporaneamente il tipo di spiegazione offerta da un teorico è limitato dal tipo di comportamento descritto.

A che cosa serve una teoria dello sviluppo

  • Organizza e dà significato ai fatti relativi allo sviluppo (diverse teorie possono assegnare significati diversi agli stessi fatti organizzandoli in modo diverso)
  • Guidare la ricerca: una teoria è uno strumento euristico

Modello = è un sistema di riferimento, una struttura/cornice sviluppato e poi applicato ad un altro e serve da analogia per guidare ricerca e pensiero.

Teoria deduttiva = insieme di proposizioni logicamente organizzate, asserite in modo formale che includono assunti di base e definizioni da cui sono dedotte altre proposizioni.

Teoria induttiva = insieme di affermazioni descrittive che riassumono insiemi di dati.

I ricercatori non sono neutrali quando fanno un’osservazione e non si limitano semplicemente a registrare la realtà, hanno già preso decisioni su quali aspetti del comportamento studiare, quali misure usare, come raccogliere/analizzare i dati.

Qual è la natura di base dell’uomo

La prospettiva adottata dal teorico è in stretta relazione con la sua concezione della natura umana e sua visione del mondo:

  • Visione meccanicistica: mondo come macchina composta da parti che operano nel tempo e spazio; è possibile una capacità predittiva completa perché la conoscenza completa che si ha sullo stato della macchina e forze operanti consente di fare inferenze sullo stato successivo. Sviluppo come causato da forze esterne ed eventi che agirono su una mente passiva simile alla macchina composta da parti interdipendenti.
  • Visione organismica: mondo come composto da unità organizzate intrinsecamente e spontaneamente attive e autoregolantesi; uomo come unità attiva e organizzata in continuo cambiamento.

La visione meccanicistica pone l’accento sui cambiamenti quantitativi, quella organismica su quelli qualitativi (ossia mutamenti di genere/tipo: ad ogni punto della sequenza compaiono nuovi fenomeni o caratteri non riconducibili a quelli precedenti che comportano cambiamenti nella struttura e organizzazione). I cambiamenti quantitativi si riferiscono a modifiche di quantità, frequenza, grado (maggiore efficienza o coerenza). Si verificano entrambi.

Rapporto natura – cultura

Considerare le cause sottostanti allo sviluppo significa decidere se la conoscenza e comportamenti sono derivati da patrimonio genetico o dall’esperienza del mondo = interazione di fattori innati e ambientali per spiegare lo sviluppo.

La teoria ideale: sistema ipotetico-deduttivo che comporta una serie di affermazioni strettamente concatenate e in cui sono formalmente descritti strutture e processi psicologici, messi in relazione tra loro e con eventi osservabili.

La teoria degli stadi cognitivi di Piaget

La comprensione del mondo cambia nel corso dello sviluppo e il bambino stesso costruisce in modo attivo la sua conoscenza.

Epistemologia genetica = ramo della filosofia che si occupa dello studio della conoscenza (come facciamo a conoscere qualcosa?). Per Piaget la conoscenza è un processo e non uno stato a cui l’individuo partecipa attivamente e contribuisce alla forma che prende la conoscenza. La conoscenza che il bambino ha del mondo cambia con lo sviluppo del suo sistema cognitivo, perciò la conoscenza è soggettiva, in quanto l’esperienza passa sempre attraverso il filtro dei modi di comprensione del bambino.

Approccio biologico: affonda le sue radici nella biologia; l’intelligenza è un adattamento all’ambiente e propone che la crescita cognitiva è simile a quella embrionale: una struttura organizzata diventa via via più differenziata col tempo.

Strutturalismo: gli strutturalisti sono interessati a studiare le proprietà relative all’organizzazione e relazioni che si instaurano tra le parti e il tutto. Per Piaget lo sviluppo cambia la natura delle strutture mentali (definite schemi = insieme organizzato di comportamenti con cui il soggetto interagisce con l’ambiente).

Approccio stadiale: lo sviluppo cognitivo passa attraverso una serie di stadi (periodi in cui pensiero e comportamento del bambino riflettono un tipo particolare di struttura mentale); caratteristiche degli stadi:

  • Uno stadio è una totalità strutturata in stato di equilibrio; le operazioni di ogni stadio sono interconnesse e formano una totalità organizzata; il passaggio da uno stadio all’altro comporta cambiamenti strutturali qualitativi e quantitativi; alla fine di ogni periodo di sviluppo le strutture cognitive sono in uno stadio di equilibrio.
  • Ciascuno stadio deriva da quello precedente, lo incorpora e lo trasforma.
  • Gli stadi seguono una sequenza invariante.
  • Sono universali.

Metodologia: adotta il metodo clinico che utilizza la relazione interpersonale tra sperimentatore e bambino. Lo sperimentatore inizia ponendo una domanda e si lascia guidare dalle risposte del bambino, cercando di capire la sua linea di ragionamento.

Descrizione degli stadi

Periodo senso motorio (nascita/2 anni)

Il bambino comprende il mondo limitandosi a azioni fisiche che esercita su di esso. Alla nascita possiede una serie di riflessi (modalità di interazione ereditate).

  • Modificazione dei riflessi (nascita – 1o mese): Risposte fisse attivate da determinati stimoli (es. suzione), gradualmente i riflessi si modificano, il soggetto li aggiusta leggermente in risposta ai requisiti di circostanza lievemente diversi e così impara a discriminare gli oggetti.
  • Reazioni circolari primarie (1-4 mesi): Movimenti ripetuti più volte perché casualmente scopre un risultato interessante, ma ancora centrate sul proprio corpo.
  • Reazioni circolari secondarie (4-8 mesi): Sono dirette al mondo esterno (“procedimenti per far durare uno spettacolo interessante”).
  • Coordinazione degli schemi secondari (8-12 mesi): Il bambino può combinare i suoi schemi in modi complessi, produce sequenze di comportamenti composti da comportamenti strumentali (mezzi) e finalizzati (fini) = capacità di pianificazione e intenzionalità.
  • Reazioni circolari terziarie (12-18 mesi): Compie esperimenti in cui varia un’azione deliberatamente per vedere come ne è influenzato il risultato, adotta procedimenti prove/errore (sperimentazione attiva).
  • Invenzione di mezzi nuovi mediante combinazioni mentali (12-24 mesi): Comincia il periodo preoperazionale, il pensiero del soggetto inizia ad essere non manifesto, usa simboli mentali per rappresentarsi oggetti ed eventi.

Questo primo periodo illustra alcune caratteristiche generali di tutti i periodi:

  • Il bimbo apprende le proprietà degli oggetti e loro relazioni.
  • Le strutture cognitive diventano sempre più organizzate.
  • I comportamenti diventano via via più intenzionali.
  • Il sé si va gradualmente differenziando dall’ambiente (scopre i confini del suo corpo e vede se stesso come oggetto in un mondo di oggetti). Il concetto più importante acquisito è l’oggetto permanente (le entità sono dotate di una propria realtà indipendente dalle azioni svolte su di esse).

Periodo preoperazionale (2-7 anni)

Bambino capace di usare simboli per rappresentarsi oggetti ed eventi. Funzione semiotica consente di servirsi di un oggetto/evento al posto di un altro (un significante evoca un significato). Uno dei precursori di questa funzione è l’imitazione che diventa simbolo interiore nel corso dello sviluppo. Due tipi di significanti:

  • Segni: fra segni e oggetti c’è una relazione arbitraria, es. parole.
  • Simboli: comportano una somiglianza con l’oggetto/evento che sostituiscono (es. gioco simbolico).

Vantaggi del pensiero rappresentativo: più veloce e mobile, può riguardare passato-presente-futuro, consente lo sviluppo del linguaggio; nonostante ciò il pensiero è ancora limitato, non consente operazioni reversibili (capacità di convertire mentalmente una serie di eventi) e presenta egocentrismo: non chiara distinzione tra sé/mondo, tendenza a interpretare la realtà dal proprio punto di vista, incapacità di mettersi nei panni altrui, rigidità pensiero (tendenza a prestare attenzione a una sola caratteristica di un oggetto), ragionamento semiologico (prova a spiegare i misteriosi eventi della vita quotidiana in termini di comportamento umano), cognizione sociale limitata (difficoltà nell’assunzione di un ruolo).

Periodo delle operazioni concrete (7-11 anni)

Il bambino acquisisce le strutture logiche per compiere varie operazioni mentali (azione interiorizzata: produce rappresentazioni non più isolate, es. conservazione liquidi) e acquisizione operazioni matematiche (moltiplicare, dividere, ordinare, sostituire, classificare). Dal punto di vista sociale supera molte limitazioni nel suo ragionamento relativo al mondo sociale: meno egocentrico, seppur qualche difficoltà nell’assumere la prospettiva altrui, comincia a prendere in considerazione le intenzioni. Ora il pensiero è decentrato, dinamico, reversibile, il limite è che le operazioni sono ancora concrete e quindi applicabili solo a oggetti concreti, presenti o mentalmente rappresentati.

Periodo delle operazioni formali (11-15 anni)

Le operazioni mentali non sono più limitate a oggetti concreti ma applicabili ad affermazioni logiche, verbali, al possibile e futuro. Il pensiero diventa logico, astratto, ipotetico, è rivolto al mondo delle idee, discute di questioni morali e politiche, capace di considerare questioni da più punti di vista. L’adolescente completa le sue strutture cognitive, il pensiero forma una totalità unificata e organizzata, è logico astratto flessibile.

Che cos’è un oggetto per un bambino in ogni stadio di sviluppo:

Stadio Oggetto
Sensomotorio È uno stimolo che alimenta un riflesso, qualcosa su cui agire, entità che esiste in modo indipendente separata dall’azione che compie su di esso
Preoperatorio Oggetto mentalmente rappresentabile
Operazioni concrete L’oggetto è manipolabile mentalmente con diverse operazioni
Operazioni formali Ulteriori manipolazioni

Meccanismi di sviluppo

Quali sono i processi con cui progredisce il pensiero del bambino:

  • Organizzazione cognitiva: pensiero costituito di sistemi le cui parti sono integrate in modo da formare un tutto; la natura dell’organizzazione cognitiva cambia parallelamente ai cambiamenti della struttura del pensiero
  • Adattamento cognitivo: tutti gli organismi possiedono una tendenza innata ad adattarsi all’ambiente, un comportamento è intelligente se consente di adattarsi all’ambiente. L’adattamento implica assimilazione (processo per cui ci si adegua alla realtà restando all’interno dell’organizzazione cognitiva di cui si dispone) e accomodamento (modifica dell’organizzazione cognitiva in conseguenza alle esigenze di realtà = riorganizzazione del pensiero, si verifica a fronte dell’impossibilità delle strutture esistenti di interpretare un evento)
  • Equilibrazione cognitiva: ogni organismo si sforza di raggiungere un equilibrio con l’ambiente e con se stesso; l’equilibrazione è una situazione in cui assimilazione e accomodamento sono coordinate in modo bilanciato cosicché nessuna prevale sull’altra. Ogni novità che s’incontra con l’esperienza quotidiana crea una condizione di squilibrio che deve essere rettificata: l’equilibrio è un processo dinamico, non statico. L’intero percorso di sviluppo può essere visto come un processo di equilibrazione con cui il bimbo progredisce raggiungendo forme di equilibrio sempre migliori

Posizione rispetto alle questioni evolutive

La natura umana: visione organismica e non meccanicistica, bambino come organismo attivo dotato di autoregolazione e organizzato nel suo sforzo di mantenere un equilibrio con sé e ambiente. Piaget pone l’enfasi sui cambiamenti qualitativi (modifica strutture cognitive), quelli quantitativi avvengono quando gli schemi diventano più solidi, efficienti, coerenti.

Tutti i fenomeni sono il risultato dell’influenza reciproca di fattori innati e esperienza:

  • Sviluppo = Maturazione fisica (crea nuove possibilità per il sistema cognitivo) + ambiente fisico + esperienza sociale + Equilibrazione (funge da legame fra fattori innati ed esperienza)

L’essenza dello sviluppo è il cambiamento strutturale (a livello di schemi).

Valutazione della teoria

Punti di forza Punti di debolezza
  • Riconoscimento del ruolo centrale svolto dalla cognizione (in USA comportamentismo è spinto fino ai limiti ed emergono carenze)
  • Teoria integrativa ed euristica (strumento euristico per ulteriori ricerche)
  • Scoperta delle caratteristiche sorprendenti del pensiero infantile
  • Mancanza di chiari legami tra costrutti e comportamenti (teoria non solidamente intessuta con eventi empirici)
  • Supporto inadeguato alla nozione di sviluppo
  • Spiegazione inadeguata dei meccanismi di sviluppo (spiegazioni insufficienti sul passaggio da uno stadio all’altro)
  • Scarsa attenzione allo sviluppo socioemotivo
  • Inadeguatezze metodologiche (adotta campioni non rappresentativi)

Le teorie psicoanalitiche di Freud ed Erikson

Freud è l’iniziatore del movimento della psicoanalisi, Erikson ha costruito una visione dello sviluppo relativo all’arco della vita; entrambi suppongono che lo sviluppo della personalità passi attraverso una serie di stadi in ognuno dei quali il bambino deve affrontare determinati conflitti stimolati soprattutto da cambiamenti biologici.

Freud. Orientamento generale della teoria

Caratteristiche della teoria:

  1. Approccio dinamico: teoria che pone al centro l’energia nervosa (libido), può aumentare d’intensità, distribuirsi, trasformarsi, scaricarsi (es. può dislocarsi su una struttura fisica causando un sintomo come paralisi o trasformarsi in un pensiero come ossessione).
    • Principio di piacere: Tendenza dell’organismo di ottenere un’immediata riduzione della tensione e produzione di piacere.
    • Principio di realtà: Tendenza a esaminare la realtà prima di permettere all’energia di scaricarsi.
  2. L’energia psichica deriva da quella biologica (pulsioni biologiche che determinano eccitazioni in qualche parte del corpo, l’eccitazione stimola la mente e crea un bisogno).
    • Eros: Sessualità, autoconservazione, amore, forze vitali che sono impegnate a raggiungere l’unità.
    • Tanatos: Distruzione, aggressione, perdita di connessioni, istinto di morte.

    Ogni pulsione è caratterizzata da:

    • Fonte: zone erogene del corpo in cui nasce l’eccitazione sessuale.
    • Scopo: rimozione del bisogno corporeo, ripristino dell’equilibrio e raggiungimento soddisfazione.
    • Oggetto: su cui si scarica la tensione e che permette l’esperienza di piacere (può essere reale/rappresentata).
    • Pressione: quantità dell’energia sessuale.

    La soddisfazione può essere raggiunta anche in modo parziale, con aggiramento o trasformazione nel suo contrario, sostituzione con altro oggetto. Es. sublimazione = spostamento pulsione su un oggetto culturalmente/moralmente più elevato.

  3. Approccio strutturale: considerare le strutture psicologiche attraverso cui scorre l’energia psichica, fanno da mediazione tra pulsioni/comportamento. Le più importanti:
Io Es Super Io
Sede delle pulsioni su base biologica presente fin da nascita, la parte più oscura della nostra personalità, sede dei desideri innati e fonte principale dell’energia psichica dominata dal principio di piacere che richiede una soddisfazione immediata del piacere; opera attraverso il processo di pensiero primario = soddisfazione allucinatoria del desiderio, si rivela soprattutto nei sogni. Nasce dall’incapacità dell’es di produrre costantemente l’oggetto desiderato; opera il processo di pensiero secondario (razionale, organizzato, logico, integrato), svolge attività come percezione, pensiero logico, soluzione problemi, memoria, decisioni. Si attiene al principio di realtà perché per prendere decisioni deve considerare i diversi fattori reali. Ha il compito di relazionarsi con es e super-io ed esigenze reali. Si forma per ultimo con la risoluzione del complesso edipico e identificazione con propri genitori. È costituito da due parti: coscienza (proibizioni parentali: punisce il soggetto con sensi di colpa e condotte autodistruttive) e io ideale (standard verso cui il soggetto tende i suoi sforzi, ricompensa il soggetto con sentimenti di orgoglio e autostima). Si oppone sia a es che io con ricompense, puni...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Giani Gallino Tilde.
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