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Riassunto esame psicologia dello sviluppo, prof Nicolais, libro consigliato Il bambino sicuro, Greenspan

Riassunto per l'esame di psicologia dello sviluppo e del prof. Nicolais, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Il bambino sicuro, Greenspan, dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in PDF!

Esame di Fondamenti di psicologia dello sviluppo docente Prof. G. Nicolais

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IL BAMBINO SICURO (S.I.GREENSPAN)

Il compito dei genitori è quello di aiutare i figli ad affrontare quei sentimenti di paura

alimentati dai media e dalle ansie degli adulti, molte sono le esperienze che possono

aiutare i bambini e le famiglie a raggiungere un maggior senso di sicurezza, ma esistono

quattro principi che sono alla base di tutte le fatiche dei genitori.

Trascorrere del tempo insieme come famiglia

Il primo livello di sicurezza proviene dal tempo trascorso insieme come famiglia, viene

dall’avere rapporti profondi con le persone di cui ci si fida.

Esprimere i sentimenti

I genitori devono aiutare i figli ad esprimere i propri sentimenti e le proprie preoccupazioni,

questo significa offrirgli il tempo, l’empatia e l’appoggio per farlo.

I genitori possono ascoltare, empatizzare e aiutare i figli a condividere ciò che hanno

dentro anche attraverso il gioco oltre che negli scambi verbali, per tutti noi è rassicurante

sapere di essere ascoltati e che c’è qualcuno disponibile ad ascoltarci.

Rassicurare

Il terzo passo che può aiutare i bambini a sentirsi sicuri consiste nell’essere pronti a dare

rassicurazioni, queste devono essere espresse in termini realistici.

Contribuire e aiutare gli altri

Infine anche i bambini, come gli adulti traggono benefici dal contribuire e aiutare chi è in

difficoltà, quando bambini e adulti sono coinvolti direttamente e sanno di fare qualcosa di

positivo e costruttivo per risolvere un problema ne guadagnano in energia e fiducia.

Questi quattro principi si realizzano in modi diversi a seconda dell’età, così come per i

bambini con bisogni particolari.

È difficile capire fino a che punto i bambini comprendono gli avvenimenti quotidiani, una

buona regola empirica è supporre che essi capiranno le cose in proporzione del proprio

livello di sviluppo del linguaggio, in base alla loro capacità di intavolare una semplice

conversazione.

I neonati e i bambini piccoli percepiscono l’atmosfera in casa e fuori, i neonati riescono a

percepire l’ansia, per questo è molto importante che gli adulti offrano loro molta cura non

solo all’interno delle mura domestiche e che sappiano monitorare l’esposizione a immagini

e notizie allarmanti.

Con i bambini in età prescolare, che hanno parzialmente sviluppato il linguaggio, che non

è ancora logico, ci si comporta all’incirca come con i neonati e i bambini piccoli, ma si

preferisce utilizzare prevalentemente il gioco.

Il gioco di finzione, che può usare contemporaneamente parole e gesti, a questa età è di

tipo fantastico, gli adulti possono portare i bambini ad esternare le loro preoccupazioni

attraverso il gioco.

I bambini che frequentano i primi anni della scuola elementare hanno sviluppato la

capacità di pensiero logico, è necessario offrire maggiori attenzioni nell’aiutarli ad

esprimere i loro sentimenti è bene comunicargli in che modo saranno protetti e coinvolgerli

in progetti per aiutare gli altri.

Ai bambini dai 7 ai 10/11 anni è particolarmente difficile offrire un senso di sicurezza, sono

consapevoli di ciò che accade ma tendono ancora a pensare in termini di “tutto o niente”,

si fissano su idee ossessionanti.

Per questi bambini è necessario creare un’atmosfera costantemente rasserenante ed

affettuosa, i bambini tra i 7 e i 10 anni sono a conoscenza di alcuni avvenimenti

contingenti ma non sanno ancora metterli in prospettiva, hanno le parole ma non la

capacità di affrontare gli eventi.

Anche i teen-ager hanno bisogno dei quattro tipi di attenzione genitoriale ma in più occorre

trasmettergli la certezza che ci sarà un futuro, devono prendere parte insieme a noi alla

progettazione di un futuro migliore, un piano a lungo termine.

In generale anche i bambini con bisogni speciali percepiscono l’ansia che li circonda e

possono spaventarsi perché non in grado di fare domande o capire le spiegazioni sul

cambiamento di umore o su immagini terrificanti, a questi bambini è importante offrire

sicurezza tramite la nostra presenza e mediante l’uso di parole semplici.

Relativamente a tutti i bambini, ma specialmente quelli con bisogni speciali, è saggio

presumere che stiano assimilando più di quanto si pensi.

Inoltre si può presupporre che parte di ciò che i bambini con difficoltà di comunicazione

assimilano sia frammentata o confusa a causa del modo in cui essi elaborano le

informazioni, con loro usiamo gli stessi principi che usiamo con i bambini di altre età,

adattandoli però al loro livello mentale.

Non importa quanto rassicuriamo i nostri figli, comunque il loro senso di sicurezza

dipenderà moltissimo dalla nostra visione del mondo, per riuscire a rassicurare i propri

bambini e adolescenti i genitori devono valutare i propri sentimenti personali sul futuro.

Quando pensiamo a cosa è che rende sicuro un bambino è importante capire che stiamo

parlando di cosa accade sia dentro la sua coscienza sia all’interno della sua famiglia, la

sicurezza è una condizione di essere o sentire che è presente sia nel bambino sia nel

rapporto con la madre, il padre e a volte, con il fratello o il resto della famiglia, in questo

rientrano anche i rapporti con gli insegnanti e le altre persone per lui importanti.

Quindi dobbiamo prestare attenzione ai rapporti che nell’infanzia supportano o meno il

senso di sicurezza, è anche necessario osservare quelle caratteristiche del bambino che

ci segnalano che egli stia effettivamente sviluppando un senso di sicurezza, attraverso, ad

esempio, la condivisione dei sentimenti e la risoluzione dei problemi adeguati all’età.

Nel trattare le caratteristiche di un bambino sicuro, è importante accennare al concetto di

resilienza.

Resilienza e sicurezza hanno molto in comune.

In questa sede per resilienza si intende la capacità di entrare completamente nelle

opportunità della vita ed affrontarne le sfide senza compromettere gli aspetti essenziali

della nostra umanità.

Così come noi intendiamo il bambino sicuro come una persona che cresce all’interno di

rapporti familiari che promuovono sicurezza, allo stesso modo, il bambino resiliente è

parte di rapporti resilienti.

In altre parole, la resilienza non è un attributo che si riferisce al bambino da solo, ma

riflette la qualità dei suoi rapporti.

Nessun bambino può crescere e svilupparsi in maniera emotivamente sana senza rapporti

supportivi.

La capacità di prendere parte e di affidarsi a rapporti vitali con la madre, il padre, i fratelli e

gli altri adulti è probabilmente l’attributo più importante del bambino sicuro: avere

sufficiente fiducia nei rapporti così da poterci fare affidamento nei periodo di stress per

stare meglio e trovare soluzioni.

La capacità di essere parte attiva nei rapporti inizia molto presto nella vita, già a quattro

mesi il bambini sollecita i sorrisi dei genitori, sorridendo ogni volta che questi gli passano

accanto.

Con un bambino di otto mesi questo si verifica quando giocherella assumendo ruoli nel

gioco del cucù e nel gioco di scambiarsi sorrisi.

È presente in un bambino di tre anni e mezzo che arriva nel letto della mamma quando è

spaventato.

Avviene in un bambino di otto anni che riesce a lamentarsi con la mamma e il papà della

scuola e dell’insegnante severo, piuttosto che tenersi tutto dentro.

Tutti questi esempi mostrano un bambino che sa contare sui rapporti, vi si affida e li sente

rassicuranti.

I bambini che sanno fare affidamento sui rapporti amano stare con i genitori e i fratelli, ma

anche con altri adulti, affettuosi, amorevoli ed empatici.

Questi bambini mostrano anche la capacità di discriminare, possono evitare un adulto

troppo aggressivo o autoritario, anche un bambino piccolo sa riconoscere chi è molto

dominante e si nasconderà tra le gambe della mamma o si sposterà in un'altra stanza.

Altra caratteristica che rende un bambino sicuro è la capacità di comunicare un’ampia

gamma di sentimenti e desideri.

Quando pensiamo alla capacità di comunicazione di un bambino, solitamente pensiamo a

come usa le parole o i giochi di finzione.

Ma possediamo tutti un livello di comunicazione più basilare che è la capacità di mostrare,

senza le parole i nostri sentimenti.

Queste espressioni emotive comportano differenti posture, espressioni facciali e

movimenti delle braccia e delle gambe e permettono di capire i sentimenti altrui, ma anche

i nostri.

Noi non percepiamo prima la nostra felicità e poi la comunichiamo sorridendo e sprizzando

gioia. È molto evidente che i sentimenti espressi dal nostro corpo ci aiutano a renderci

conto di cosa proviamo, in altre parole, esprimere i sentimenti è un processo sia fisico che

mentale.

Sono infiniti i modi in cui i sentimenti vengono espressi attraverso il corpo, è una sorta di

firma personale.

Molti di noi non riescono a comunicare con le parole con la stessa rapidità con cui lo fanno

con i gesti.

I bambini che non riescono a esprimere le proprie emozioni attraverso l’espressione

facciale, la postura e/o altri gesti sono spesso tendenzialmente aggressivi, non mettono in

guardia con le espressioni facciali prima di scoppiare, per questo vengono difficilmente

rassicurati, i bambini che comunicano con le espressioni facciali e hanno intorno persone

sensibili, generalmente sono contraccambiati ricevendo dei limiti o uno sguardo

rassicurante, quando un bambino è preoccupato o spaventato, uno sguardo comprensivo,

talvolta, lo aiuta a sentirsi un po’ più sicuro.

La gestualità è il modo primario attraverso il quale i genitori possono capire e consolare i

loro figli nei periodo di stress e confusione, lo sguardo dei genitori quando leggono

correttamente quello del proprio figlio è il primo e più importante aspetto dell’aiutare il

bambino a sentirsi più sicuro, un bambino sicuro sa sperimentare, esprimere e

comprendere tutti i sentimenti umani.

La capacità di prendere iniziative e di risolvere i problemi è un altro passo verso la

sicurezza del bambino.

Molto presto, spesso prima dei due anni, impariamo a risolvere i problemi, a cambiare le

situazioni che ci rendono tristi. Più tardi, questo comporta un problem-solving verbale dei

problemi e si sviluppa in modo crescente fino all’età adulta.

L’orientamento alla risoluzione dei problemi permette ai bambini di provare un senso di

sicurezza che gli permette di affrontare il mondo, anche quando questo rappresenta una

sfida.

Un atteggiamento del tipo “lo posso fare” è vitale nei periodi di stress.

La chiave sta nel fornire supporto amorevole all’interno dei rapporti, dove ci siano

interazione e negoziazione e, all’interno di queste interazioni, stimolare i bambini ad

essere assertivi.

Un bambino sicuro ha la capacità di usare le idee per esprimere le preoccupazioni e una

vasta gamma di sentimenti.

Tradizionalmente, la capacità di usare le idee è stata considerata il marchio del

funzionamento umano, è anche la caratteristica che distingue una persona dall’altra,

alcune persone usano le idee meglio di altre.

Anche la capacità di usare le idee contribuisce a raggiungere il senso di sicurezza, con le

idee i bambini possono etichettare i sentimenti e comunicare agli altri cosa provano, i

bambini imparano ad usare le idee molto presto, lo vediamo con lo sviluppo del linguaggio

nei piccolissimi.

Nell’aiutare un bambino a sentirsi sicuro in un mondo insicuro, gli adulti devono portarlo a

usare le idee per esprimere un’ampia gamma di sentimenti, quando le famiglie sono sotto

stress, i genitori e gli educatori devono aiutare più che mai i bambini ad usare le loro idee

e verbalizzare i sentimenti.

Un bambino che sa ragionare e pensare ad alti livelli sul suo mondo emozionale e sociale,

generalmente, si sente più sicuro di un bambino che non ci riesce.

La capacità di ragionare e pensare al proprio mondo sociale ed emozionale, quando

applicata ai problemi emozionali e sociali dei bambini è complessa, alcuni bambini amano

rifugiarsi nella fantasia di fronte a conversazioni realistiche su qualcosa che li spaventa.

È possibile accorgersi quando i bambini hanno problemi a rimanere nella realtà; essi si

rifugiano in un mondo fantastico scollegato, la capacità di tollerare anche i sentimenti forti,

pur rimanendo agganciato alla realtà, è una delle caratteristiche importanti del bambino

sicuro, questa capacità di ragionare emerge fra i tre e i cinque anni e si consolida negli

anni scolastici e, con i prevedibili su e giù, dovrebbe svilupparsi completamente negli anni

dell’adolescenza.

Un’importante parte del pensiero che emerge nei primi anni di scuola, fra i cinque e gli otto

anni, è la capacità di accettare più di una possibilità, la capacità di vedere molteplici cause

e le “aree grigie” dei problemi e dei sentimenti.

La capacità di vedere molteplici cause per gli eventi, in particolare quelli significativi da un

punto di vista emozionale, fa sì che un bambino non si senta schiacciato dalla realtà che

sta affrontando, il bambino che non ci riesce dovrà lottare quando la vita si farà più

complicata.

La sicurezza sta nel promuovere la propria capacità di risolvere situazioni difficili,

all’interno di un rapporto attento, i genitori possono aiutare il figlio a chiedersi quante

ragioni si nascondono dietro una esperienza dolorosa, quando il bambino riesce a vederne

una sola i genitori possono suggerirne qualcuna e capire quale il figlio preferisce.

I bambini in età scolare stanno imparando a crearsi uno standard interno, un senso di se e

delle loro credenze, una volta stabilito uno standard interno e se questo ha natura positiva,

offre rassicurazione.

Questo standard interno diventa anche più importante con l’inizio dell’adolescenza, poiché

i cambiamenti che porta questa età sono enormi.

Uno standard interno per molti aspetti è l’essenza della sicurezza, non può mai essere

assoluto ma deve esistere in qualche misura, altrimenti tendiamo a vedere segni di

insicurezza, quali comportamento estremo, agire solo per seguire gli altri e secondo molti

pattern comportamentali a rischio, senza uno standard interno, ci può essere anche

un’incapacità di pianificare e lavorare proiettati verso il futuro, lo standard interno serve per

sentirsi sicuri e affrontare le sfide man mano che si presentano.

Forse uno degli aspetti principali di questo standard interno e del senso di se è la

maggiore capacità di empatia e comprensione degli altri.

Un’empatia profonda basata su uno standard interno cioè mettersi nei panni altrui, capire

gli altrui sentimenti e confrontarli con i propri, ed elaborare una soluzione per qualsiasi

conflitto è una delle caratteristiche più importanti di un adolescente o adulto sicuro.

Certe basi emozionali fondamentali per il senso di sicurezza risalgono ai primi anni di vita

e vengono elaborate e consolidate negli anni della scuola elementare e dell’adolescenza.

Se mancano, i bambini possono incorrere in problemi sia nella fase precoce che nel corso

del successivo sviluppo. Quando sono ben consolidate, invece, costituiscono una base

sulla quale si poserà tutto il futuro sviluppo emozionale e si creerà il senso di sicurezza

interiore.

Una delle prime capacità necessarie agli infanti è quella di essere calmi ed emotivamente

regolati in modo da poter prestare attenzione alle persone, cose, immagini, suoni, odori e

movimenti che li circondano.

Una volta raggiunta la capacità di attenzione e di mantenersi calmi all’interno del loro

mondo, essi poggiano il primo mattone della sicurezza, se questa prima capacità non è

ben instaurata, il mondo può apparire confusivo, imprevedibile, caotico o semplicemente

non interessante né trascinante.

Sentirsi affettuosi e vicini agli altri è una regolazione calma che permette ad un neonato di

prestare attenzione: è necessaria se questi deve diventare affettuoso, fiducioso e intimo

con coloro che si prendono cura di lui. A quattro mesi e sei mesi un infante studia il viso

dei genitori, fa le moine e risponde ai loro sorrisi con una passione speciale, ogni volta che

si scambia effusioni con loro, e impara ad amare.

Nel primo anno di vita la maggior parte dell’apprendimento deriva dai rapporti, la nostra

logica comincia quando ad un sorriso riceviamo un altro sorriso in riposta.

Considerate anche come la tolleranza alla frustrazione porti a qualcosa di apparentemente

non emozionale come il concetto di tempo, questo primitivo senso emozionale del tempo è

necessario per capire il tempo in maniera più astratta e sviluppare la pazienza più avanti

negli anni. I rapporti sono una delle pietre angolari che permettono al bambino di sentirsi

sicuro, d’altra parte quando questi sono inesistenti o superficiali, contribuiscono al suo

senso di insicurezza.

Fra i sei e i diciotto messi i bambini imparano a comunicare in maniera non verbale

attraverso i sorrisi, le occhiate di disapprovazione, puntando il dito, dimenandosi,

agitandosi, vocalizzando e piangendo. In questo modo l’infante o il bambino piccolo riesce

ad affermare se stesso, a prendere l’iniziativa e a scoprire che questa sua iniziativa porta

una risposta prevedibile.

Queste volute comunicazioni bidirezionali sono i primi segnali che comunicano al bambino

di essere artefice di alcuni eventi, sono anche il fondamento del suo senso di realtà.

La comunicazione bidirezionale è il primo mattone di molte delle caratteristiche del

bambino sicuro.

La sensazione del bambino di saper agire con successo sulle persone che gli stanno

intorno è una parte vitale del senso di sicurezza interno.

I bambini piccoli che sono capaci di usare e capire la comunicazione non verbale

comprendono i fondamenti dell’interazione umana molto meglio di chi non ne è capace.

Questa capacità è di grande aiuto per il senso di sicurezza, il bambino non deve aspettare

e sperare; può creare la sua personale copertina di Linus, attraverso la tecnica del

problem-solving con chi si cura di lui, per ottenere ciò che vuole. Se questo deve

accadere, chi lo assiste deve essere responsivo, particolarmente nei primi anni di vita.

Molte delle caratteristiche del bambino sicuro si basano sul possedere la capacità di

mettere in parole le emozioni.

Fra i due, tre anni e mezzo i bambini fanno connessioni fra le diverse categorie di idee e

sentimenti, tale capacità di connettere le idee a livello emozionale è alla base del futuro

pensiero logico.

A questo livello i bambini cominciano a distinguere fra la fantasia, cose che sono dentro di

me, e la realtà, cose che sono fuori di me, cominciano a capire che le azioni hanno delle

conseguenze.

La capacità di connettere le idee in modo logico è un’altra pietra angolare del sentirsi sicuri

e rendersi sicuri, il bambino capace di ciò può capire come funzione il mondo e come deve

intervenire per cambiare la situazione che lo sta spaventando.

Esistono tipi di comportamento che rivelano stress e insicurezza nel bambino, come la

tristezza eccessiva, alcuni bambini, particolarmente quelli in età prescolare, possono

apparire eccessivamente tristi quando sono preoccupati.

Questo è un bambino che spesso richiede maggiori attenzioni e sostegno, deve essere

coinvolto e portato ad essere più assertivo e capace di risolvere i problemi.

Alcuni bambini diventano impulsivi e aggressivi in maniera distruttiva, altri diventano più

attivi e audaci, altri ancora possono diventare indifferenti ai bisogni degli altri compagni di

gioco, per esempio prendendogli i giocattoli.

Quando questo pattern peggiora per lo stress o, comunque, si presenta in forma stabile, la

chiave sta nello stabilire limiti moderati ma stabili e creare maggiori opportunità di

interazione.

Altri bambini possono mostrare paure o ansie eccessive, un bambino generalmente molto

sensibile acuirà questa sua caratteristica con il sopraggiungere di nuovi stress. Egli potrà

essere alla costante ricerca di rassicurazioni e dimostrarsi eccessivamente appiccicoso e

bisognoso.

Per aiutarlo i genitori possono lavorare subito su due fronti: offrirgli maggiori cure, senso di

sicurezza, affetto, e opportunità di esprimere i sentimenti; e lavorare con lui perché diventi

gradualmente più assertivo.

Alcuni bambini rispondono allo stress restringendo i sentimenti che vogliono esprimere

con gesti, parole o azioni. Essi possono, per esempio, sentirsi a proprio agio a parlare del

loro amore per il papà, ma evitano di condividere i sentimenti di rabbia o di fastidio. Alcuni

riescono ad esprimere i sentimenti di paura, ma non sanno esprimere la tristezza, la

delusione o il rifiuto.

Talvolta i sentimenti evitati sono direttamente connessi con lo stress, i genitori, o chi li

sostituisce, possono usare il gioco di ruolo per ampliare la gamma dei sentimenti, non

bisogna insistere sul problema ma offrire al bambino l’opportunità di verbalizzare alcuni dei

sentimenti di cui ha paura.

Alcuni bambini, specialmente quando sono spaventati o ansiosi, pensano che convertire

un sentimento in parole lo renda ancora più spaventoso, per loro è importante cercare di

ridurre qualsiasi fonte di stress, offrire un ambiente sicuro che lo aiuti a verbalizzare

gradualmente il suo sentimento e vedere che, dopotutto, non è così spaventoso, che in

realtà questo lo fa stare un po’ meglio, il modo migliore è il gioco di finzione.

Quando sono sotto stress alcuni bambini sviluppano mal di testa, mal di pancia o altri

sintomi fisici e li vivono come un vero e proprio disagio, in parte questo si verifica perché il

bambino non ha la capacità di usare gesti emozionali per manifestarvi le sue emozioni né

sa attribuire a questi delle parole.

In condizioni di stress molti bambini si comportano in maniera frammentata passando da

un giocattolo o un’attività ad un’altra. Stress e paura possono decisamente peggiorare

questo pattern.

Qui, la chiave è stabilire limiti saldi ma molto moderati sul comportamento impulsivo e fare

in modo che il bambino sia più determinato e organizzato.

Questo bambino, spesso, necessità di molte esperienze di interazione o incoraggiamento

per focalizzarsi su un’azione e portare a termine un pensiero.

Alcuni bambini in condizioni di ansia e paura, si rinchiudono in uno stato di passività

impotente.

Questo è molto evidente in bambini molto piccoli o in età prescolare che piangono ogni

volta che vogliono qualcosa e sono intolleranti a qualsiasi frustrazione, la chiave sta nel

guidare il bambino verso una maggiore assertività.

Quando un bambino blocca le emozioni non è tanto evidente come quando si isola. Egli

ha paura di esprimere i sentimenti con espressioni facciali e gesti, la sua espressione non

cambia.

Se non riesce ad esprimere emozioni con espressioni facciali o gesti, questo limita il grado

in cui può farne esperienza internamente. Talvolta una paura opprimente, come nei casi di

abuso sessuale o trascuratezza, o mancanza di esprimere e scambiare i sentimenti può

portare a questo pattern inquietante.

Per aiutare questo bambino un genitore deve risalire ai mattoni costituenti il senso di

sicurezza.

Un bambino può isolarsi dagli altri se li sente poco disponibili o non disponibili in maniera

consistente e prevedibile. Se ci sono condizioni di abuso o trascuratezza, egli potrebbe

provare terrore per le sue figure di riferimento. In tali circostanze è necessario un

programma globale, come parte di questo programma è importante sollecitare il bambino

ad entrare in contatto con gli altri e, se egli ha problemi particolari, ad esempio una

eccessiva sensibilità agli stimoli tipo il suono o la sensazione tattile, è necessario

approcciarlo in modo da confortarlo, regolarlo e accrescere il suo senso di sicurezza.

“L’ora del pavimento” è quando interagite con vostro figlio alle sue condizioni, seguendo le

sue indicazioni e aiutandolo a capire come interagire con gli altri, comunicare e cominciare

a pensare in maniera logica.

Il principio fondamentale dell’ora del pavimento è semplice: un genitore si adatta al livello

del figlio e lo incoraggia a condurre il gioco. Il genitore lo segue.

Qualsiasi tipo di condivisione di gioco è valida fintanto che entrambi la trovate divertente.

Se di tanti in tanto siete voi a scegliere il gioco, cercate di incoraggiare vostro figlio ad

assumere il comando e seguite il suo ritmo.

L’ora del pavimento è l’unica arena in cui potete tranquillamente permettere a vostro figlio

di essere il capo. Anche un bambino di otto mesi vuole avere il comando del gioco che sta

facendo. Sono necessari solo due limiti: non fare male agli altri e non rompere i giocattoli.

Questi limiti possono essere messi in pratica dolcemente ma con fermezza.

L’intimità che si è stabilità con la regolare partecipazione agli interessi del bambino e al

suo livello diventerà essenziale ai fini del suo senso di sicurezza interno.

Quando sentite come un dovere seguire la guida di vostro figlio e assecondare i suoi

interessi e le sue proposte, egli generalmente sarà indotto a rispondere a ciò che fate o

dite, questo è il processo di “apertura e chiusura dei cerchi della comunicazione”.

La vostra compagnia non solo lo incoraggia a prendere l’iniziativa, ma anche a rispondere

a qualunque cosa aggiungiate al gioco.

Questa capacità di sintonizzarsi con un’altra persona in un dialogo continuo è una delle

abilità cruciali che porta al senso di sicurezza.

Un modo per facilitare la capacità di un bambino di aprire un dialogo con voi è offrire un

ambiente idoneo di gioco.

Alcuni bambini preferiscono avere pochi giocattoli selezionati, ad altri piace usarne molti.

L’ora del pavimento offre loro un posto sicuro per sperimentare i sentimenti che fanno

paura. I giochi da tavolo e i puzzle tendono a creare interazioni più strutturate piuttosto che

spontanee.

Il modo migliore di espandere la comunicazione con vostro figlio è interagire in maniera

costruttiva con lui aiutandolo a raggiungere il suo obiettivo.

L’ora del pavimento permette al bambino di esplorare tutti i meravigliosi temi della vita:

intimità e dipendenza; iniziativa e curiosità; affettività e aggressività; piacere e paura. Ci

saranno dei periodi, in cui noterete che trascura certi temi, nonostante i vostri sforzi per

creare un ambiente che favorisce l’ora del pavimento.

In questi momenti l’atteggiamento più idoneo è introdurre gradualmente le emozioni che

egli sembra bypassare.

Se durante l’ora del pavimento sembra agire sentimenti di aggressività o rabbia, cercate di

non interferire facendogli domande del tipo “perché (il personaggio) è così irritato?”

potreste invece dire “accidenti, vuole davvero annientare quei tipacci e ucciderli. Deve

essere proprio arrabbiato per qualcosa!”. Nel riconoscere sia la rabbia, sia il fatto che ci

debba essere una buona ragione, gli state comunicando che siete dalla sua parte, che non

state criticando.

Un bambino che sa esprimere e regolare i suoi sentimenti di rabbia sarà più sicuro.

Un gioco fatto durante l’ora del pavimento può richiamare molti sensi di un bambino e

coinvolgere molti muscoli del suo corpo, il gioco spaziale (costruire torri) può ampliare le

capacità motorie e di elaborazione di vostro figlio.

Talvolta è difficile impegnarsi individualmente nell’ora del pavimento e i genitori o altri

lavoreranno con più bambini, fratelli o compagni. Ci sono due modi per far andare avanti il

gruppo. Uno è lasciare che ogni singolo bambino sia il capo per una ventina di minuti

circa, mentre gli altri lo seguono. Ognuno deve seguire il capo, sia che si giochi a “scuola”

o a “cattivi contro buoni”.

Un secondo modo per impiegare l’ora del pavimento e fare in modo che il gruppo trovi un

tema comune su cui impegnarsi. In questo modo l’adulto aiuta abilmente i bambini a

scoprire interessi in comune e avvia e sviluppa le loro drammatizzazioni.

Entrambi gli approcci proposti hanno lo stesso obiettivo: coinvolgere tutti e interagire. In

questo modo tutti i partecipanti sono impegnati, presenti, determinati, usano un’infinità di

gesti e all’età giusta, creano idee e le collegano in maniera logica. Cosa estremamente

importante, l’adulto e il bambino riescono a divertirsi insieme.

Riuscire ad interagire con successo con il proprio figlio durante l’ora del pavimento

significa adattare il gioco al suo profilo evolutivo.

Seguiranno cinque diversi profili che, da soli, o combinati possono descrivere vostro figlio.

- Il bambino sensibile, facilmente sopraffatto. Alcuni bambini sono sensibili perfino a

un tocco leggero, a certi suoni, alle luci intense o ai movimenti improvvisi. Quando

giocate con un bambino sensibile, egli può essere molto cauto e richiedere molto

tempo per adattarsi alle novità.

- Il bambino poco reattivo. Un bambino che reagisce lentamente può essere restio ad

affermare la propria volontà attraverso i gesti, le parole o giocando a “facciamo finta

che”. Questo bambino ha bisogno di essere sollecitato all’attività. Sovente tale

bambino può aver bisogno di manifestare risolutezza o aggressività, attraverso i

gesti e i giochi di ruolo prima di riuscire ad esprimere questi sentimenti con le

parole.

- Il bambino che vuole ardentemente far colpo. Con un bambino molto attivo il

compito del genitore è doppio. Per prima cosa “seguite le corrente” e assecondate i

suoi interessi naturali, ma, poi, attirate la sua attenzione e aiutatelo a sviluppare i

suoi interessi, piuttosto che saltare da un argomento all’altro, altrimenti questo lo

può portare ad un comportamento frenetico e senza scopo piuttosto che ad un

gioco attivo e organizzato. Un bambino molto attivo può avere bisogno di più

rassicurazioni e attenzioni, come pure di essere incoraggiato a usare le idee e le

azioni. Un bambino che sente di perdere il controllo non è un bambino sicuro.

- Il bambino che assimila le immagini ma non è sintonizzato sui suoni. Alcuni bambini

hanno maggiori difficoltà di altri a capire alcuni suoni e, spesso, non riescono a

prestare attenzione alle parole dei genitori. Chiacchierare con vostro figlio quando

sapete che desidera veramente qualcosa lo aiuta a prestare attenzione ai suoni.

- Il bambino che assimila i suoni ma non riesce a capire le immagini. Alcuni bambini

hanno le difficoltà opposte, la caccia al tesoro, le costruzioni e l’uso di stimoli visivi

eccitanti, durante il gioco di ruolo sono tutti utili in questi casi. Nel gioco essi

possono essere motivati a prestare maggiore attenzione al dettaglio visivo.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e salute
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristianabusatti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Nicolais Giampaolo.

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