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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO (Prof.ssa Francesca Sangiuliano Intra)
Libro: TEORIE DELLO SVILUPPO PSICOLOGICO
INTRODUZIONE
Le teorie dello sviluppo esistono perché gli osservatori del comportamento umano sono
stati incuriositi da cosa che vedevano fare ai bambini e adulti.
TEORIE DI LARGA PORTATA = quelle associate ad un autore in particolare (es. Freud); altre
teorie comprendono famiglie di approcci (es. l’apprendimento sociale); MINITEORIE =
costrutti limitati a un particolare ambito dello sviluppo (es. la teoria della teoria).
CHE COSA E’ UNA TEORIA?
1.
Possiamo farci due domande:
la prima è: “Ci stiamo chiedendo che cosa le teorie dovrebbero essere o che cosa
di fatto generalmente sono?”. La distinzione tra teorie REALI e IDEALI evidenzia una
difficoltà tipica della ricerca scientifica, le cui teorie spesso non vengono formalizzate.
insieme di affermazioni
TEORIA SCIENTIFICA ideale e completa consiste in un
interconnesse (alcune delle affermazioni di solito espresse in forma verbale o
matematica, sono dedotte logicamente da altre).
Quanto più un’affermazione è distante dai comportamenti osservabili tanto meno
è probabile che essa possa essere sostenuta da dati empirici.
Al livello più lontano dal comportamento osservabile si collocano gli ASSIOMI = che
accettati senza dimostrazione.
vengono Ad un livello meno generale troviamo i
concetti
COSTRUTTI IPOTETICI = che pongono in relazione eventi, oggetti, proprietà o
si riferiscono a comportamenti osservabili.
variabili. Non sono osservabili di per sé stessi ma affermazioni provvisorie
Il teorico traduce i costrutti ipotetici in IPOTESI = relative alla
relazione tra eventi, oggetti, proprietà o variabili. Un’ipotesi diventa un FATTO quando è
sufficientemente rinforzata dalla ricerca. Quando i fatti si accumulano si collegano ad
una LEGGE = affermazione generale relativamente ben fondata, riguardante la relazione
fra un insieme di fatti. 1
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Le teorie sono costruite procedendo dai DATI. I risultati modificano la teoria, suggerendo
I dati
nuove osservazioni, che conducono a nuovi fatti, in un processo ciclico continuo.
empirici contribuiscono a confermare una teoria ma non possono dimostrarne in maniera
definitiva la veridicità. La distanza tra le nozioni teoriche e i dati rende più difficile testarle,
permettendo a più di una teoria così concepita di essere ritenuta valida per anni,
indipendentemente dalla sua reale validità nell’interpretare i dati.
COERENZA INTERNA,
Dal punto di vista logico una teoria deve mostrare ossia escludere
non deve essere contraddetta da
affermazioni contradditorie. Dal punto di vista empirico,
osservazioni scientifiche. CHIAREZZA, VERIFICABILITA’ E
Inoltre deve attenersi ai criteri di
PARSIMONIA minor numero possibile di costrutti. un’area
basandosi sul Infine deve coprire
scientifica ragionevolmente estesa e integrare ricerche precedenti.
Nel corso della storia della psicologia si contano pochissime teorie formali. Oggi i teorici
ricorrono spesso al termine MODELLO indicano una teoria informale di ambito più
limitato. I modelli sono presentati in forma visiva (es. con un grafico) oppure possono
essere analogie (es. quando si paragona la mente umana al pc).
Seconda domanda: “Il nostro interesse è rivolto all’esposizione delle teorie dal punto di
vista formale o ci stiamo domandando come operino le teorie all’interno della comunità
scientifica?”. Nel libro di testo una teoria presenta solo una pallida somiglianza con i
costrutti che guidano il comportamento reale dei ricercatori. Infatti solo in rari casi la
ricerca scientifica procede in maniera ordinata e lineare.
Gli psicologi COSTRUTTIVISTI SOCIALI intendono la scienza e le sue teorie come una
particolare visione della realtà, sempre filtrata dalle credenze socioculturali, dai valori, dai
linguaggi, dalle categorie.
psicologi dello sviluppo
Gli NON SONO LIBERI DA INFLUENZE CULTURALI.
CHE COSA E’ UNA TEORIA EVOLUTIVA?
2.
Le attuali teorie dello sviluppo si configurano come quadri di riferimento alquanto
informali, dotati di un ruolo dinamico non ufficiale. 2
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deve focalizzarsi sui CAMBIAMENTI NEL TEMPO,
Una teoria evolutiva collegando le
trasformazioni agli stadi precedenti dello sviluppo e quelli che seguono. Si propone in
spiegare il processo che conduce alla comparsa e alla successiva evoluzione di un dato
fenomeno. Si pongono 3 obiettivi:
1. Descrivere i cambiamenti entro una o più aree del comportamento (es. pensiero,
linguaggio, comportamento sociale/percezione). Una teoria adeguata dovrebbe
essere in grado di descrivere i cambiamenti che si verificano in pochi secondi,
minuti o giorni.
2. Descrivere i cambiamenti nella relazione fra diverse aree del comportamento. Le
tener conto del contesto socioculturale
teorie dovrebbero sempre dei
comportamenti, ma considerare tutti questi aspetti simultaneamente non è
semplice. Le singole parti, cioè le aree specifiche del comportamento, devono
essere studiate nel contesto del bambino inteso come totalità, sullo sfondo
dell’ambiente sociale e fisico.
3. Spiegare lo sviluppo descritto. Una teoria evolutiva offre una serie di principi
generali relativi al cambiamento, che specificano gli antecedenti necessari e
sufficienti per ciascuna trasformazione e identificano le variabili in grado di
modulare la velocità e la natura di ciascuna evoluzione. Una teoria dovrebbe
anche spiegare come mai lo sviluppo proceda in una certa direzione e non in
altre.
I tre compiti descritti non sono necessariamente affrontati in questo ordine. La fase
della descrizione non è separata e indipendente da quella della descrizione. I
concetti esplicativi di una teoria influenzano la scelta dell’oggetto e le modalità
descrittive. le descrizioni dei teorici sono condizionate da come è stato descritto il
comportamento. Per questo le teorie dello sviluppo non sono ugualmente interessate
ai tre compiti. E’ più realistico proporsi di elaborare teorie che spieghino aree
più circoscritte dello sviluppo (es. il linguaggio) o che
approfondiscano solo uno dei tre compiti. 3
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A CHE COSA SERVE UNA TEORIA DELLO SVILUPPO?
3.
Una teoria in grado di descrivere e spiegare lo sviluppo offre due contributi:
nuove ricerche.
organizza e attribuisce significati ai fatti apre la strada a
quadro di
Le teorie forniscono un
riferimento per i fatti, evidenziano alcuni La teoria è anche uno strumento che
fenomeni piuttosto che altri e integrando guida l’osservazione e genera nuove
le informazioni. Il teorico costruisce la informazioni stimolano nuove
struttura evidenziando la relazione con il osservazioni.
piano più generale (è da ricordare che le
teorie possono assegnare differenti
significati agli stessi fatti).
QUALI SONO I NODI PRINCIPALI DELLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO?
4.
Le teorie da esaminare si diversificano per contenuto, metodi di investigazioni e natura
formale, tutte prendono posizione su alcune questioni centrali relative allo sviluppo. Infatti,
lo sviluppo del cambiamento evolutivo pone almeno 4 questioni:
a. QUAL È LA NATURA DI BASE DELL’UOMO?
La prospettiva sullo sviluppo adottata dai teorici è in relazione con la loro concezione di
natura umana, alla quale si collega la loro visione del mondo = come pensano funzioni
l’universo. Nel campo della psicologia evolutiva emergono 3 concezioni di base:
MECCANICISTICA: mondo è come una macchina
- il composta di parti che operano
nel tempo e nello spazio (es. mondo come orologio). Le forze applicate alle singole
parti, provocano una reazione a catena, consentendo alla macchina di muoversi
da uno stato all’altro.
Questa visione vede l’uomo inerte, un robot passivo motivato da forze
ambientali corporee. Lo sviluppo è causato da forze ed eventi antecedenti che
bambino acquisisce passivamente
agiscono su una mente passiva. Sostiene che il
una copia della realtà = assorbe come una spugna. 4
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ORGANISMICA: mondo come piante animali.
- sistemi viventi, come e Questa
prospettiva attribuisce importanza alla totalità piuttosto che alle parti e alle
relazioni fra le diverse componenti del sistema.
Questa visione vede l’uomo come un’unità attiva e organizzata in continuo
cambiamento, che procede in una direzione ben definita. Lo sviluppo è inerente
bambino costruisca
alla natura umana. Sostiene che il la sua conoscenza
attivamente
formulando e verificando ipotesi su categorie di oggetti e sulle cause
degli eventi. Le teorie organismiche postulano un cambiamento qualitativo
piuttosto che per gradi.
CONTESTUALISTA: mondo evento storico.
- paragonato ad un Un comportamento ha
significato solo in riferimento al suo contesto storico e sociale. Il significato di un
comportamento varia da contesto a contesto. Il comportamento ha uno scopo
che affonda le sue radici nel passato (ossia la causa) e si estende nel futuro (ossia
OLISTICA,
obiettivo). Come la prospettiva organismica anche questa è cioè non
un’unità nel contesto è più grande
solo un’unità è più grande delle sue parti, ma
della somma di un’unità e del suo contesto.
Oltre a queste 3 visioni metafisiche dell’uomo emergono teorie più specifiche e limitate
basate su particolari ideologie economiche e politiche. Per esempio, nel sistema
capitalistico s’intende l’uomo come un essere competitivo che lotta per il successo per
l’infanzia
cui è un egoista che conduce un’esistenza crudele, brutale e breve, mentre era
stato adulto incompleto,
ritenuta uno un periodo di invalidità la società considerava i
bambini come esseri passivi che dovevano essere plasmati secondo ruoli adulti ritenuti
appropriati. Nell’ideologia mercantilista Jean-Jacques Rousseau vedeva il bambino
come un nobile selvaggio fondamentalmente buono, ma rovinato dal mondo adulto (es.
sistemi educativi orientati all’autorealizzazione furono sviluppati dalla Montessori).
b. LO SVILUPPO QUALITATIVO O QUANTITATIVO?
Le visioni meccanicista e capitalista pongono l’accento su cambiamenti QUANTITATIVI.
Gli approcci organismico e mercantilistico cambiamenti QUALITATIVI. Il contestualismo
ENTRAMBI. 5
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QUALITATIVO QUANTITATIVO
Cambiamento = Cambiamento = si
modifiche di frequenza
tipicamente trasformazione di genere o riferiscono a che
tipo, coinvolge la struttura o rendono il comportamento più efficiente
organizzazione (Es. uovo bruco o coerente. Il cambiamento è graduale e
bozzolo farfalla). avviene poco alla volta, garantendo
l’acquisizione progressiva di conoscenze,
abitudini, abilità nuove.
Stabilire fino a che punto lo sviluppo sia qualitativo o quantitativo è estremamente difficile
infatti alcuni comportamenti coinvolgono entrambi i cambiamenti.
c. IN CHE MODO NATURA E CULTURA CONTRIBUISCONO ALLO SVILUPPO?
Un teorico deve far riferimento anche alle cause sottostanti allo sviluppo. Il problema è
comprendere come la conoscenza e il comportamento derivino dal patrimonio genetico
e dalla maturazione fisica dell’individuo e della sua esperienza del mondo.
Domanda: fino a che punto la variabilità comportamentale sia attribuibile alle differenze
ereditarie o all’ambiente? Come natura e cultura interagiscono per determinare lo
sviluppo?
Oggi tutti concordano nell’attribuire una COMPLESSA INTERAZIONE DI FATTORI INNATI E
AMABIENTALI. Natura e cultura sono entrambe coinvolte nello sviluppo del
comportamento.
[Una data influenza ereditaria può condurre a effetti comportamentali diversi a seconda
dell’ambiente. Ma è anche vero che un particolare ambiente può agire in maniera
differente su individui che possiedono corredi genetici diversi].
La questione natura-cultura è al centro di due arre della ricerca: la neuroscienza
cognitiva e lo studio dell’interazione geni-ambiente. 6
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d. CHE COSA SI SVILUPPA?
teorico prende posizione sull’essenza dello sviluppo,
Ogni stabilendo l’unità di analisi che
considera più appropriata. La prospettiva di un teorico dipende dalle assunzioni teoriche
e dai metodi di studio adottati che determinano le seguenti dimensioni:
a) Il livello di analisi (dalle cellule alla c) Il contenuto privilegiato
società) d) L’accento sul comportamento
b) La focalizzazione sulla manifesto
struttura/processo e) La metodologia usata
(comportamento, pensiero,
personalità / aspetti dinamici e
funzionali)
RIEPILOGO
5.
Una teoria scientifica ideale consiste in un sistema ipotetico-deduttivo che comporta una
serie di affermazioni strettamente concatenate e descrive formalmente strutture e
processi psicologici (anche se la maggior parte delle teorie psicologiche non soddisfa
questi requisiti). Le teorie prendono posizione su quattro questioni fondamentali per lo
studio dello sviluppo (ossia le domande a,b,c,d scritte sopra).
CAPITOLO 1: LA TEORIA DEGLI STATI COGNITIVI DI PIAGET E I NEOPIAGETIANI
Piaget ha approfondito il processo dello sviluppo cognitivo basandosi su eventi quotidiani
le interazioni di tutti i giorni con oggetti/persone
per nulla straordinari. Nella sua visione,
conducono alla formazione di modalità generali di comprensione del mondo questa
comprensione cambia con lo sviluppo. Il bambino costruisce la conoscenza in maniera
attiva. 7
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1. CENNI BIOGRAFICI 1896. madre
Jean Piaget nacque in Svizzera il 9 agosto Padre coscienzioso e analitico,
temperamento nevrotico. Piaget ha attribuito a queste difficoltà familiari la nascita del
suo interesse verso la teoria psicoanalitica. Frequenta degli studi nel campo delle scienze
naturali, nel 1918 completa il dottorato di ricerca con una tesi sui molluschi (anche se già
prima aveva scritto 20 articoli su quell’argomento). Dopo aver visitato i laboratori di
Piaget si iscrisse alla Sorbona,
psicologia a Zurigo e esplorato la teoria psicoanalitica,
seguendo i corsi di psicologia e filosofia. Incontra Theodore Simon (pioniere nella
Simon chiede a Piaget di standardizzare i suoi
creazione dei test di intelligenza). Infatti,
test di ragionamento da somministrare ai bambini parigini. Nel 1921 gli viene offerto
l’incarico di direttore degli studi dell’Istituto J.J Rousseau a Ginevra inizia ad essere
conosciuto come psicologo dello sviluppo. Dal 1929 al 1945 ricopre incarichi internazionali
(es. presidenza della commissione svizzera dell’Unesco). Negli anni ’40-’50 le sue ricerche
affrontano vari temi: sviluppo mentale, educazione, storia del pensiero, la logica. Piaget
morte il 16 settembre
continuò a cimentarsi con l’enigma del pensiero infantile fino alla
1980.
2. ORIENTAMENTO GENERALE DELLA TEORIA
Esaminiamo 5 caratteristiche (a, b, c, d, e) di base della teoria ponendole in relazione agli
interessi e agli obiettivi di Piaget.
a) EPISTEMOLOGIA GENETICA
EPISTEMOLOGIA
Piaget definisce (quella branchia della filosofia che studia la
problema soggetto oggetti
conoscenza) come il della relazione fra agente/pesante e gli
GENETICO
della sua esperienza. Piaget utilizza il termine non si riferisce a ciò che è
ciò che si sviluppa = ciò che emerge.
innato, ma alla genesi/ all’emergere =
Piaget si chiese: come e quando i bambini capiscono che due oggetti non possono
occupare lo stesso spazio; che gli oggetti possono esistere anche quando non li possiamo
vedere; che due eventi continui possono essere collegati da una relazione causale. 8
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formula ipotesi
Piaget può essere definito EPISTEMOLOGO SPERIMENTALE = colui che
empiriche che potevano essere verificate. L’epistemologia piagetiana è un incrocio fra
filosofia e metodo scientifico, fra logica e fatti. conoscenza come un processo,
La soluzione individuata da Piaget concepire la come
fra conoscente e conosciuto.
un evento/relazione L’essere cognitivo seleziona e
maniera attiva
interpreta in le
informazioni del suo ambiente
come cambia il conoscente,
cambia anche il conosciuto.
b) APPROCCIO BIOLOGICO
Piaget colse (già nei molluschi) quei principi generali che consentono agli organismi
INTELLIGENZA è ADATTAMENTO.
viventi di adattarsi al mondo. Concetti biologici che
servono come analogie del funzionamento dell’intelligenza:
adattamento, organizzazione e struttura, equilibrazione, assimilazione e
accomodamento.
c) STRUTTURALISMO
Convinto della natura sistemica del pensiero infantile, Piaget si rivolse all’approccio dello
l’organizzazione delle parti e la loro relazione con il tutto.
STRUTTURALISMO = definisce
Secondo lui, i contenuti apparentemente variabili del pensiero sono il risultato di una
struttura costituita da un numero ridotto di operazioni mentali. La natura delle strutture
SCHEMI
mentali definita si modifica con lo sviluppo.
componente ripetibile e generalizzabile
È la di un atto, che
riflette un modo particolare di interagire con l’ambiente.
bambini costruiscono ATTIVAMENTE
Due punti fondamentali per Piaget: i queste
associata
strutture/schemi; l’acquisizione di una struttura cognitiva è ad un sentimento di
necessità. 9
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d) APPROCCIO STADIALE
Per Piaget, lo sviluppo cognitivo passa attraverso una SERIE DI STADI.
STADIO PERIODO DI TEMPO
Uno è un in cui il pensiero e il comportamento dei bambini in
riflettono un tipo particolare di struttura mentale.
una varietà di situazioni Ha 5
caratteristiche principali:
1) Uno stadio è UNA TOTALITA’ STRUTTURATA I
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