FIDUCIA E COPING NELLE
RELAZIONI INTERPERSONALI
Introduzione
Il volume parla di 2 costrutti psicologici: la fiducia e il coping.
La trattazione congiunta dei 2 concetti è possibile dato l’assunto teorico che muove le autrici: la fiducia
origina nella prime relazione del bambino con il suo caregiver e impregna di sé i suoi successivi incontri
importanti nella vita.
La fiducia non costituisce soltanto il clima delle relazioni: ha a che fare con la loro tenuta e durata, e con la
soddisfazione dei partner.
Inoltre, poiché il sé si costituisce nella relazione con l’altro, nella fiducia in sé, nelle proprie risorse e
capacità, potenzialità, risulta connessa con la fiducia in un mondo interpersonale disponibile, sensibile e
sufficientemente sintonizzato sui propri bisogni.
Dunque, le relazioni promuovono l’emergenza di un fattore fondamentale per una crescita sana e per le
relazioni adattive→ si pensi ad esempio al fatto che è stato dimostrato che la comprensione degli stati
mentali avviene nel contesto della vita affettivo-relazionale quotidiana del bambino, promuovendo al
contempo la possibilità del bambino di partecipare in maniera sempre più competente e attiva a questi
scambi ininterrotti di affetti e significati.
Per quanto riguarda il coping, la ricerca ha evidenziato come le relazioni interpersonali svolgano un ruolo
duplice per la capacità del soggetto di far fronte a eventi potenzialmente stressanti.
↓
Esse infatti rappresentano la principale palestra all’interno della quale il soggetto si trova confrontato con
problematiche, decisioni, sfide e ostacoli che chiamano in causa le sue abilità, tenacia e resistenza per
ricercare strategie utili per superarli.
D’altra parte le motivazioni e l’abilità per affrontare queste problematiche dipendono anche dalla storia
relazionale del soggetto, che nel corso della vita sviluppa aspettative che possono essere più o meno
frustrate di trovare nell’ “altro” supporto o indicazioni per la gestione delle difficoltà e dello stress che ne
→
deriva. fiducia e coping si intersecano in funzione alle vicende relazionali pregresse o in corso in cui
ciascuna ha trovato o meno spazio per la sua crescita.
LE COPONENTI COGNITIVE, AFFETTIVE E COMPORTAMENTALI
1. DELLA FIDUCIA INTERPERSONALE
Introduzione
La fiducia viene studiata in diversi campi del sapere. Nel libro viene trattata a riguardo delle
discipline psicologiche , in particolare della psicologia dello sviluppo. 1
Proprio perché si tratta di un argomento molto studiato e fortemente presente anche nel lessico
quotidiano delle persone, spesso la definizione di fiducia sfugge.
Nella letteratura psicologia la fiducia viene spesso analizzata in 3 componenti principali:
- cognitiva,
- affettiva,
- comportamentale.
Secondo altri autori, la fiducia deve essere considerata un concetto multidimensionale, l’indagine
del quale deve tenere contemporaneamente conto degli aspetti cognitivi, affettivi e
comportamentali per giungere a definire il costrutto in modo più articolato e aderente alla realtà.
1.1 La fiducia in senso cognitivo →
La definizione di fiducia in senso cognitivo risente delle teorie di ROTTER sostiene che i bambini
sviluppano fiducia nell’altro se vivono esperienze nelle quali i genitori rispettano le promesse fatte
e la parola data.
Solo dopo numerose esperienze in cui il comportamento degli altri è attendibile e credibile, quidi
degno di fiducia,le credenze sulla fiducia nei genitori possono essere estese anche agli altri.
→
La fiducia è considerata come l’aspettativa di un individuo di poter far affidamento sulle
parole, promesse e affermazioni espresse da un altro individuo.
Rotter considera la fiducia un tratto cognitivo dell’individuo e con lo sviluppo diventa una
caratteristica stabile della personalità.
Il fatto di attribuire fiducia o meno all’altro dipende dalle esperienze vissute e dal comportamento
del partner relazionale.
Mentre Rotter ha studiato la fiducia negli adulti, altri autori si sono ispirati alla sua definizione
adeguandola per l’età evolutiva e creando strumenti di misura ad hoc.
Alcune definizioni di fiducia
→
EARL identifica tre tipi di fiducia:
1. Fiducia in sé (self-trust): fede nelle proprie abilità di portare a termine un compito
all’interno della propria area di expertise;
2. Efficacia di sé (self-efficacy): competenza personale nei setting sociali ;
3. Fiducia sociale o interpersonale (trust in others). →
La fiducia interpersonale è stata definita da Rotengerg come la sicurezza che le comunicazioni e
i comportamenti di una persona rappresentino o corrispondano ai suoi reali stati interni.
Il bambino interpreta il comportamento altrui attraverso un continuum che va da fiducia a sfiducia
→ la mancanza di sicurezza da parte del bambino dipende riflette il grado con il quale crede che le
distorsioni nella comunicazione e nel comportamento siano intenzionali.
ROTENBERG→ sostiene che la fiducia è composta da: 2
-3 dimensioni o base della fiducia (fedeltà, rispetto delle confidenze, onestà)
-2 componenti ( cognitiva/affettiva e comportamentale)
- 2 target relazionali (caratterizzati da familiarità e specificità)
Consideriamo le 3 dimensioni o basi della fiducia
Fedeltà agli impegni presi= mantenimento delle promesse fatte o della parola data
Rispetto delle confidenze = gli altri mantengano per sé le informazioni ricevute e
non le usino come armi emotive, causando imbarazzo, disagio o dolore.
Onestà = credere che le persone dicono la verità e si comportino con intenti
benevoli
La fiducia si differenza poi rispetto a 2 componenti (cognitiva/affettiva e comportamentale)
Aspetto cognitivo= attribuzione di fiducia
Aspetto affettivo= emozioni connesse con la credenza di attribuzione di fiducia
Comportamentale= comportarsi in modo che le proprie azioni non violino le
confidenze ricevute e siano riconosciute dagli altri
2 target relazionali (familiarità e specificità)
L’altro nella relazione, può essere considerato con una
Familiarità → può essere massima (genitori)
o minima (estraneo)
Specificità → figura generalizzata (compagno di classe)
Molto specifica (un compagno preciso, non uno qualsiasi)
Strumenti di misura più noti, strutturati a partire dalla definizione fornita da Rotter, sono:
1. Scala sulla fiducia interpersonale nei bambini ( di HOCHREICH)
Composta da 22 item che descrivono situazioni in cui delle persone fanno promesse ad un
bambino e questo deve dire per ciascun item quanto le affermazioni sembrano degne di
fiducia
2. Scala sulla fiducia nei bambini (di IBER)
Composta da 40 item, esamina le credenze di fiducia del bambino rispetto a: madre, padre,
insegnante, pari.
Ai bambini si chiede di indicare quanto crede sincere le parole e promesse fatte dai
→ →
personaggi i risultati rivelano delle differenze di genere nelle credenza sulla fiducia le
3
femmine sono più fiduciose dei maschi, sia nel complesso, sia in relazione a madre e
insegnante, rispetto alle quali mostrano di credere alla parola data o promesse fatte.
La validità di costrutto della scala viene misurata confrontando la valutazione sulle credenze
fornita dal bambino e l’etero valutazione di fiducia che l’insegnante attribuisce al bambino.
I due dati forniti dall’insegnante e dall’alunno però , non correlano tra loro, rivelando una scarsa
validità di costrutto della scala in questione.
→
Critiche a queste scale non forniscono prove consistenti sulla validità de costrutto misurato, e
→
descrivono situazioni sociali ipotetiche che il bambino è chiamato a valutare è possibile che le
risposte del bambino forniscano una visione ottimistica o idealizzata della realtà →
Lo stesso Rotenberg , partendo da una critica metodologica alle scale recedenti propone una
scala che valuta le credenze sulla fiducia dei bambini, in bambini dai 9 agli 11 anni
La scala sulle credenze generalizzate di fiducia dei bambini ( di ROTENBERG) è costruita per
valutare le tre basi del costrutto ( fedeltà, rispetto delle confidenza, onestà) rispetto a 4 figure
generalizzata 8 madre, padre, insegnante, pari).
Il questionario è strutturato in 24 brevi storie suddivise in tre parti che valutano le tre componenti,
per ogni situazione al bambino è chiesto di indicare quanto secondo lui è probabile che madre,
padre, insegnante o pari mantenga la parola data, non divulghi info personali , dica la verità.
Da questa scala è dimostrato che i bambini si fidano di più della madre, del padre e dei pari
rispetto all’insegnante→ anche a questa età le relazioni amichevoli e con i genitori sono molto
→
importanti le bambine dimostrano ancora di avere maggiore fiducia rispetto ai coetanei maschi.
→
Il tema della fiducia è stato esplorato anche in bambini in età prescolare le persone che
forniscono loro informazioni possono essere caratterizzate da diversi livelli di conoscenza,
fornendo di conseguenza nozioni più o meno corrette. La fiducia viene quindi analizzata in termini
di un’attribuzione di affidabilità alle informazioni ricevute.
Curiosità→ i bambini intorno ai 4 anni distinguono il vero dal falso ( una persona indica una palla
→
e dice che quella è una palla è vero ! )
Attorno ai 4 anni sono in grado di individuare chi fa affermazioni vere da chi le fa false e pone più
fiducia in chi ha sempre dato affermazioni che si sono rivelate veritiere.
Per verificare ciò si può far vedere al bambino una serie di video in cui ci sono due persone che
nominano degli oggetti dal bambino conosciuti, uno dar a ogni oggetto nomi sbagliati, l’altro veri.
Di fronte a oggetti che il bambino non conosce, crederà a ciò che viene detto da colui che prima
aveva detto cose giuste.
A partire dai 4 anni il bambino può capire se una persona dice cose sbagliate perché possiede una
falsa credenza circa la realtà e , in base a tale valutazione, può considerare in modo critico le info
che quella persona fornisce in alte circostanze. 4
In conclusione, Koenig e Harris sostengono che lo studio della teoria dell’attaccamento possa
essere un buon punto di partenza per lo studio della fiducia→ infatti questa teoria mostra il modo
in cui i bambini si affidano a figure di accudimento.
Inoltre, gli autori auspicano la possibilità di determinare se vi sia un legame tra aspetto cognitivo e
affettivo della fiducia.
1.2 La fiducia in senso affettivo
→
BERNATH e FESHBACH nella loro rassegna sulla fiducia nei bambini presentano come
teoricamente ed evolutivamente separate la dimensione affettiva e quella cognitiva.
In particolare, riportano l’idea di Erikson e dell’attaccamento ( Bowlby) come approcci teorici di
stampo affettivo che considerano la fiducia del bambino in sé, negli altri e nel mondo.
Secondo Bernath questa esperienza si trasforma nei bambini più grandi e negli adulti: con lo
sviluppo la fiducia e le decisioni sono influenzati dalla valutazione sia di indizi legati al presente, sia
di passate interazioni connesse alla fiducia negli altri.
Dimensione affettiva e cognitiva dimensioni separate teoricamente ma unite.
↓
Nella prospettiva di ERIKSON : sviluppo psicosociale dell’individuo è composto da 8 stadi:
1) Fiducia fondamentale versus sfiducia (da nascita a 12-18 mesi)
Durante questo stadio il bambino impara a fidarsi o no della prevedibilità dell’ambiente
primario= attraverso il comportamento del genitore comprendono se i loro bisogni
saranno soddisfatti.
Ciò genera fiducia o no negli altri e in sé stessi.
Inoltre, quindi, in questa concezione la fiducia in sé è collegata alla fiducia che si
sviluppa nel contesto relazionale: la fiducia in se stessi non è una qualità individuale, ma
il risultato della relazione bambino-adulto.
Erikson non esamina empiricamente la sua teoria sulla fiducia, ma sostiene che il migliore
indicatore della fiducia versus sfiducia di base potrebbe essere la valutazione del comportamento
del bambino alla separazione dalla madre.
Anche secondo la teoria dell’attaccamento il sentimento di fiducia si costruisce nel corso dei primi
anni di vita all’interno della relazione con il caregiver di riferimento.
E’ necessario però evidenziare l’evoluzione nel tempo della teoria dell’attaccamento
↓ 5
→
Formulazione originaria del concetto di fiducia considerata come un costrutto riferito auna
serie di variabili comportamentali materne quali la responsività al pianto, la prossimità e il
contatto, le interazioni faccia a faccia.
Emerge dunque con forza dal pensiero bowlbiano l’importanza attribuita alla funzione genitoriale
nella costruzione del sentimento di fiducia da parte del bambino.
In particolare, Bowlby sostiene che il compito cruciale di chi dà le cure è quello di
↓
Fornire una base sicura da cui il bambino o l’adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo
esterno e a cui possa ritornare sapendo di per certo che sarà il benvenuto.
Nei momenti di crescita il bambino o l’adolescente, ha momenti di stress e ansia e può avvertire il
→
bisogno del “rifornimento emotivo” rappresentato della propria base sicura non vista come una
campana di vetro, ma come un trampolino da cui partire per affacciarsi al mondo esterno.
La concezione della relazione bambino-caregiver viene esaminata attraverso una procedura
→
chiamata: Strange Situation valutando la reazione del bambino all’assenza e al ritorno della
madre, consente di valutare le differenze individuali nelle relazioni di attaccamento e il tipo di
fiducia o sfiducia sviluppata nei confronti del caregiver →
Strange Situation usata con bambini tra 10-18 mesi prevede 8 episodi diversi quando la madre
è presente il bambino dovrebbe sentirsi fiducioso di esplorare l’ambiente, senza mamma l’ansia d
separazione dovrebbe , invece, inibire il suo comportamento esplorativo.
Quando la madre ritorna la riunione dovrebbe attivare la ricerca di mantenimento del contatto
con il caregiver
AINSWORTH: ha identificato 3 pattern di comportamento:
1. Attaccamento sicuro → proprio di quei bambini che esprimono disagio alla separazione e
l’accolgono calorosa al suo ritorno; il b. sviluppa fiducia nell’altro e in se dal momento che la
sicurezza dell’attaccamento consente al b. un’esplorazione autonoma e fiduciosa
dell’ambiente.
2. Attaccamento insicuro-evitante→ b. che non manifestano ansia o disagio per l’assenza e la
ignorano quando arriva
3. Attaccamento insicuro-ambivalente→ appaiono fortemente angosciati alla separazione,
ma al ritorno , pur cercando il contatto, mostrano un senso di rabbia e irritazione nei suoi
confronti →
4. Main e altri autori hanno individuato anche un quarto comportamento Insicuro-
disorganizzato→ tipico di quei bambini che esprimono comportamenti contraddittori in 6
sequenza o simultanei ( per esempio manifestazioni di rabbia e evitamento ) ,stereotipie,
congelamento , paura del caregiver.
Emerge dunque con chiarezza che, come sosteneva Erikson, all’interno di una relazione di
attaccamento di tipo sicuro il bambino sviluppa anche la fiducia in sé, perché la fiducia
dell’attaccamento gli permette un’esplorazione fiduciosa e autonoma dell’ambiente.
L’evoluzione della teoria dell’attaccamento attraverso la svolta rappresentazionale, conduce a
definire il sentimento di fiducia e sfiducia con nuove valenze e accezioni.
In particolare, le esperienze di attaccamento influenzano i modelli operativi interni = le
rappresentazioni mentali delle relazioni. ↓
Si formano sulla base di processi evolutivi e interpersonali
Sono inoltre complementari =il bambino costruisce dei modelli operativi del sé e delle figure di
attaccamento che modellano le inclinazioni successive ad affidarsi/fidarsi delle persone
significative.
Un bambino con una madre amorevole elaborerà un modello operativo interno degli altri come
amorevoli e disponibile, e un modello complementare del sé come degno di amore e protezione.
Al contrario, quando la madre è poco sensibile elaborerà un modello della figura di attaccamento
come di una persona da cui non ci si può aspettare nulla e un modello del se come di un incapace
e non meritevole di amore.
Questi modelli operativi permettono di effettuare il passaggio dalla fase infantile a quella adulta:
attraverso essi le modalità di attaccamento nell’infanzia vengono trasportate nell’età adulta.
I modelli operativi interni sono inoltre connessi al modo in cui le persone elaborano i vissuti, i
ricordi, le strategie per fronteggiare gli eventi che violano la fiducia.
Per esempio, i soggetti con modelli operativi interni di tipo sicuro fronteggiano la violazione del
sentimento di fiducia con strategie più costruttive rispetto agli evitanti ( che eludono la situazione
o il problema) o agli ambivalenti (che tendono a rimuginare in maniera ossessiva sulla situazione).
In tale accezione, inoltre, la fiducia consente di acquisire maggiore sicurezza in relazione alla
previsione del comportamento altrui: riduce la latente ambiguità delle relazioni interpersonali
poiché le aspettative generalizzate costruite consentono di dare credito all’altro.
→
Strumenti di misura che consentono di cogliere gli stili di attaccamento a livello dei modelli
operativi interni o rappresentazionale.
Uno strumento utilizzato in ambito evolutivo, in quanto compare esplicitamente la diemnsione
→
della fiducia in sé è il Separation anxiet test SAT: test narrativo che valuta l’ansia da
separazione del soggetto dal caregiver tra 4-10 anni. 7
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