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Introduzione

La fiducia si forma nelle prime relazioni del bambino con i suoi caregiver e impregna di sé i successivi incontri importanti della vita dell’individuo. Questi incontri si inscrivono in percorsi della fiducia in parte già tracciati in cui, tuttavia, esistono gradi di libertà per il cambiamento. La fiducia non costituisce solamente il clima delle relazioni. Ha a che fare con la loro durata e con la soddisfazione dei partner. Poiché il Sé si costruisce nella relazione con l’altro, la stessa fiducia risulta connessa con la fiducia in un mondo interpersonale disponibile, sensibile e sufficientemente sintonizzato sui propri bisogni.

Le relazioni promuovono l’emergenza di un fattore fondamentale per una crescita sana e, quel medesimo fattore, contribuisce all’instaurarsi ed al mantenimento di relazioni adattive. Le ricerche sul coping hanno evidenziato come le relazioni interpersonali svolgano un ruolo importante per la capacità dell’individuo di far fronte ad eventi potenzialmente stressanti. Fiducia e coping si intersecano in modi più o meno positivi in funzione delle vicende relazionali pregresse ed in corso in cui, ciascuna, ha trovato o non ha trovato spazio e alimento per la sua crescita.

Capitolo 1 – Le componenti cognitive, affettive e comportamentali della fiducia interpersonale

Le prospettive teoriche sostengono che la fiducia sia costituita da tre componenti principali:

  • Componente cognitiva;
  • Componente affettiva;
  • Componente comportamentale.

“La fiducia è considerata come l’aspettativa di un individuo, o di un gruppo, di poter far affidamento sulle parole, sulle promesse, sulle affermazioni espresse da un altro individuo, o gruppo”.

Rotter (1967) considera la fiducia come un tratto cognitivo dell’individuo che, con lo sviluppo, diventa una caratteristica stabile della personalità rivolta ad un altro. Rotenberg (1991) definisce la “fiducia interpersonale” come la sicurezza che le comunicazioni ed i comportamenti di una persona rappresentino, o corrispondano, ai suoi reali stati interni. I bambini interpretano il comportamento degli altri attraverso un continuum che va dalla fiducia alla sfiducia.

Nel 1994, lo stesso autore ha definito il costrutto della fiducia sulla base dell’intreccio di tre dimensioni:

  • Fedeltà: si riferisce al mantenimento della parola data o alle promesse fatte;
  • Rispetto delle confidenze: si riferisce alla credenza che gli altri mantengano per sé le informazioni ricevute non utilizzandole;
  • Onestà: la credenza che gli individui dicano la verità e si comportino con buone intenzioni.

Gli strumenti per misurare la fiducia costruiti sulla definizione di Rotter sono:

  • Scala della fiducia interpersonale nei bambini (Hochreich, 1973): è costituita da 22 item che descrivono alcune situazioni sociali in cui i personaggi della storia fanno delle promesse ad un bambino. Il bambino deve dire, per ogni domanda, quanto le affermazioni fatte dal personaggio gli sembrano degne di fiducia;
  • Scala della fiducia nei bambini (Imber, 1973): è costituita da 40 item. L’obiettivo è quello di valutare le credenze sulla fiducia interpersonale del bambino rispetto a quattro figure specifiche (madre, padre, insegnante, i pari).

Questi due strumenti vengono criticati in quanto non forniscono delle prove consistenti sulla validità del costrutto misurato e, inoltre, descrivono delle situazioni sociali ipotetiche che il bambino è chiamato a valutare. Rotenberg (2007), per questo motivo, ha costruito uno strumento che valuta la credenza sulla fiducia nei bambini dai 9 agli 11 anni.

Scala sulle credenze generalizzate di fiducia dei bambini (di Rotenberg): è stata costruita per valutare le tre basi del costrutto della fiducia (fedeltà, rispetto delle confidenze, onestà) rispetto a quattro figure generali e familiari (madre, padre, insegnante, pari). È costituito da 24 brevi storie suddivise in tre parti che valutano la fedeltà, il rispetto delle confidenze e l’onestà per ciascun pattern relazionale.

A quattro anni i bambini sono in grado di distinguere tra ciò che è vero e ciò che è falso e, inoltre, di individuare chi fa affermazioni vere da chi fa affermazioni false. Bernath e Feshbach (1995) sostengono che, nei bambini, la dimensione affettiva e la dimensione cognitiva della fiducia sono separate. Gli autori affermano che “con lo sviluppo la fiducia è esperita primariamente a livello conscio e razionale, i sentimenti di fiducia e le decisioni sono influenzati dalla percezione e dalla valutazione sia di indizi legati al presente, sia di passate interazioni connesse alla fiducia negli altri”.

Erikson sostiene che la fiducia, fondamentalmente, implica anche lo sviluppo della fiducia in se stessi. La fiducia in se stessi, quindi, è il risultato della relazione adulto-bambino. Con Bowlby viene attribuito, alla funzione genitoriale, un ruolo fondamentale nella costruzione della fiducia. Bowlby (1988) sostiene che il compito del caregiver è quello di: “essere disponibili, pronti a rispondere quando chiamati in causa, per incoraggiare e dare assistenza ma, intervenendo solo quando è strettamente necessario”. Nei diversi momenti di crescita, il bambino può avvertire il bisogno del rifornimento emotivo rappresentato dalla propria base sicura. Questa concezione viene esaminata attraverso la Strange Situation di Ainsworth che, valutando la reazione comportamentale del bambino all’assenza e al ritorno della madre, permette di valutare le differenze individuali nella relazione di attaccamento. Può essere utilizzata con bambini di età compresa tra i 10 ed i 18 mesi e prevede otto episodi diversi a sequenza fissa. Ainsworth (1978) ha identificato tre pattern comportamentali:

  • Attaccamento sicuro: bambini che esprimono disagio al momento della separazione ma che accolgono la madre con calore al suo ritorno. In sua presenza, esplorano l’ambiente utilizzandola come base sicura;
  • Attaccamento insicuro-evitante: bambini che non manifestano disagio per l’assenza della madre, ignorandola al suo rientro;
  • Attaccamento insicuro-ambivalente: bambini che appaiono angosciati, sono poco esplorativi dopo la separazione dalla madre. Al rientro della madre ne cercano il contatto rimanendo resistenti o ambivalenti, manifestando rabbia e irritazione.

Main e colleghi (1985) hanno definito un quarto tipo di attaccamento “insicuro-disorganizzato”, indicando dei bambini con comportamenti contraddittori, stereotipie, freezing e paura nei confronti del caregiver. All’interno di una relazione di attaccamento di tipo sicuro, il bambino sviluppa fiducia nei confronti dell’altro e fiducia in se stesso, dal momento che la sicurezza dell’attaccamento consente un’esplorazione fiduciosa ed autonoma dell’ambiente. Le esperienze di attaccamento, inoltre, influenzano i “modelli operativi interni”, cioè le rappresentazioni mentali delle relazioni. Questi modelli si formano sulla base dei processi evolutivi ed interpersonali.

Il “Separation Anxiety Test” (SAT) è un test semiproiettivo e narrativo che permette di valutare l’ansia di separazione del bambino rispetto ai caregiver familiari e scolastici per bambini di età compresa tra i 4 ed i 10 anni. Questo strumento permette di analizzare le differenze dei sentimenti dei bambini e dell’abilità di coping in situazioni di separazione. Una ulteriore componente del costrutto della fiducia riguarda il comportamento, più o meno, degno di fiducia messo in atto dal bambino. Rotenberg, a questo proposito, sostiene che le credenze sulla fiducia sono in stretta relazione con il comportamento di fiducia.

Il comportamento di fiducia può essere indagato indirettamente attraverso:

  • Strumenti di etero-valutazione del comportamento del bambino rivolto a chi lo conosce bene (come l’insegnante);
  • Chiedere una valutazione all’amico o ai compagni di classe.

Ogni volta che entriamo in contatto con una persona, facciamo delle ipotesi sulle sue caratteristiche di personalità o sul significato delle sue azioni attraverso delle inferenze che chiamano in causa gli stati mentali (pensieri, credenze, ecc.) in grado di interpretare quelle determinate caratteristiche e significati. Proprio perché si basa su un’inferenza, può esserci un errore di valutazione. Proprio in base a queste capacità, noi decidiamo se comportarci in modo fiducioso e cooperativo nei confronti di un’altra persona.

Capitolo 2 – La fiducia tra pari

Studiare la fiducia tra i pari significa occuparsi direttamente delle situazioni sociali nelle quali la fiducia viene esercitata e messa alla prova, vale a dire le relazioni che il bambino instaura con i compagni di classe, con i coetanei e con gli amici. L’amicizia è una tematica strettamente intrecciata con quella della fiducia in quanto, la possibilità di fidarsi dell’altro, assume un ruolo centrale quando un individuo intende costruire un rapporto di amicizia con un’altra persona.

La famiglia ha un ruolo fondamentale nella costruzione delle credenze e delle aspettative di fiducia che il bambino crea nei confronti di se stesso e degli altri. L’inserimento nella scuola consente al bambino di instaurare nuove relazioni significative con gli adulti non appartenenti al suo nucleo familiare e con i compagni di classe. Le relazioni tra pari sono il luogo privilegiato per sperimentare nuovi modi di relazionarsi con l’altro in cui, la tematica della fiducia, è presente. Le relazioni di amicizia rappresentano una buona prova in cui mettere in gioco e sviluppare le proprie credenze sulla fiducia.

Gli studi condotti sui bambini dai 4 ai 6 anni hanno messo in luce la presenza di precoci abilità nella comprensione del concetto di fiducia riferito alle relazioni di amicizia (Selman, Selman, 1979). Questi bambini presentano fiducia nei loro amici, sono in grado di prendere decisioni sugli altri legate alla fiducia e riconoscono il significato negativo della violazione della fiducia (Rotenberg, 1984; Rotenberg, 1986; Rotenberg et al., 2007). La loro comprensione dei comportamenti legati alla fiducia, le valutazioni che mettono in atto e le decisioni che prendono sono fondate su una valutazione immediata e concreta della situazione. Gli altri elementi nella valutazione delle relazioni legate alla fiducia sono la presenza di benefici o ricompense per la propria soddisfazione personale. La scelta di un amico si basa sull’osservazione e sulla valutazione degli aspetti relazionali più tangibili e concreti, cioè il comportamento messo in atto dall’altro e le sue conseguenze più immediate per il sé.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Edo1511 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Fiorilli Caterina.
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