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Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Begotti, libro consigliato Psicologia dello sviluppo, Camaioni Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di psicologia dello sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Begotti: Psicologia dello sviluppo, Camaioni, Di blasio. Gli argomenti trattati sono i seguenti:sviluppo fetale, sviluppo motorio ecc

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. T. Begotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Questi disegni servono x seguire lo sviluppo nel tempo e rispondere a domante circa la stabilità del

comportamento utile a determinare gli effetti di esperienze successive.

 Trasversali: tra persone con età diverse per vedere differenze per età (vantaggi: poco costoso,

veloce e replicabile) SVILUPPO FISICO MOTORIO

Sviluppo prenatale: si divide in:

- Periodo embrionale: dalla 3 a 8 settimana di gestazione e inizia a trasformarsi in feto

- Periodo fetale: ha caratteristiche umane riconoscibili. Le dimensioni della testa si riducono

a ¼ del corpo, si formano il sistema nervoso, polmoni. Tra la 26 e 28 settimana passa la

linea di demarcazione che separa la sopravvivenza dalla morte in caso di nascita prematura.

Nascita e neonato: prima di nascere produce gli ormoni dello stress per far fronte allo stress da

nascita. Nasce in grado di:

- Respirare: riflesso respiratorio (evita l’ipossia ovvero la carenza di ossigeno)

- Ingerire: riflesso di suzione

- Non mantiene costante la temperatura

Crescita prima e dopo

2 fenomeni di crescita:

- Aumento volume dell’organismo

- Differenzazione delle diverse funzioni corporee e psichiche.

Le fasi di crescita si dividono in:

- Prenatale: nei primi 6 mesi di gravidanza la velocità di crescita è massima (1.8mm al giorno),

rallenta a partire dalla 35 settimana (8mese)

- Postnatale: divisa a sua volta in:

 Periodo neonatale (dalla nascita al 28 giorno)

 Prima infanzia (0-2 anni)

 2 infanzia (2-6 anni)

 3 infanzia (6-10 anni)

 Adolescenza (dai 10 anni al totale sviluppo sessuale)

Il cambiamento delle caratteristiche fisiche è diverso negli individui.

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Cosa sa fare il neonato

Il repertorio comportamentale del neonato viene descritto in termini di postura e riflessi.

RIFLESSO COSA FA IL NEONATO

Rotazione del capo Se viene toccato sulla guancia gira la testa prima

verso il lato stimolato e poi verso l’altro (più volte di

seguito)

Suzione Quando la bocca viene a contatto con qualcosa che

può essere succhiato, succhia

Moro Quando sente un rumore forte o subisce uno shock

fisico contrae i muscoli dorsali con abduzione ed

estensione degli arti

Babinsky Se gli si accarezza la pianta del piede prima stende le

dita e poi le richiude

Presa Se si tocca il palmo della mano stringe le dita attorno

alla mano o a qualsiasi oggetto afferrabile

Marcia automatica Se tenuto in posizione eretta e in modo che i piedi

tocchino una superficie compie movimenti simili a

quelli della deambulazione

Ciò che può percepire a livello sensoriale dipende dal suo stato (se dorme o è attivo, se ha fame o è stato

appena nutrito).

Prechtl distinse 5 stati di coscienze:

- Sonno profondo

- Sonno attivo

- Veglia tranquilla

- Veglia attiva

- Pianto e irrequiezza

Sviluppo motorio

Spiegato attraverso 2 teorie:

 Modello maturativo (teorie classiche): comparsa di abilità motorie legate all’intervento del solo

sistema nervoso. Viene visto come sequenza universalmente invariabile di tappe e si invoca il ruolo

dell’esperienza per spiegare differenze individuali nell’età di comparsa delle nuove abilità.

 Teoria dei sistemi dinamici (HIP): mente umana simile a un computer, lo sviluppo corrisponde alla

costruzione di un sistema gerarchico che diventa sempre più complesso in funzione delle continue

interazioni con gli stimoli esterni.

Lo sviluppo motorio è dovuto all’interazione di diversi sistemi:

4

- fattori intrinseci al sistema nervoso,

- fattori ambientali,

- caratteristiche biomeccaniche dell’individuo

postura e deambulazione: lo sviluppo di postura e deambulazione procede parallelamente ma la

deambulazione ha inizio un po più tardi però, la sua conquista facilita la capacità di rappresentare il suo

corpo come indipendente nello spazio, alla rappresentazione di sé da un impulso di conquista

dell’autonomia.

Le principali tappe nello sviluppo della postura si possono così riassumere:

-1° mese: solleva il mento quando è coricato sul ventre

-2° mese: solleva la testa e le spalle quando è coricato sul ventre

-3° mese: si appoggia sugli avambracci

-4°-5° mese: seduto con un appoggio minimo

-6°-7° mese: migliora la posizione da seduto evitando l’inclinazione del tronco.

-8°-9° mese: si regge in piedi con l’aiuto degli altri

-11°-12° mese: riesce a stare in piedi da solo

Manipolazione

2 mesi: scompare il riflesso di presa perché c’è la prensione vera e propria.

6 – 8 mesi: capacità di lasciar andare un oggetto. Valore sociale

8 mesi: avvicina gli oggetti.

La prensione ha 3 fasi:

 prensione cubito- palmare: senza usare il pollice

 prensione digito- palmare: con pollice, indice, medio e palmo della mano

 prensione radio- digitale: l’oggetto è posto tra il pollice e l’indice

la percezione visiva è importante nel guidare la mano.

La differenzazione dei canali sensoriali, l’attivazione di uno di essi (vista)porta all’inibizione dell’altro

(prensione). 5

Differenze individuali nello sviluppo motorio

Ogni bimbo ha il proprio ritmo di sviluppo e impara diverse abilità in tempi e modi diversi: Crisi del modello

maturativo.

Oltre la maturazione neurologica anche i fattori ambientali, culturali e sociali aumentano lo svviluppo.

Sviluppo sessuale

- fecondazione: stabilisce il sesso cromosomico dell’embrione

- 2 mese di gravidanza: riconoscibili i testicoli

- 9 settimane di gravidanza: produzione testosterone

- Periodo postnatale: massima differenzazione sessuale

- Pubertà: provoca maturità sessuale:

 Primaria: necessaria per la riproduzione

 Secondaria: non necessaria alla riproduzione (peli, seno)

Gli uomini di solito si sviluppano 2 anni più tardi rispetto alle donne.

Sviluppo sistema nervoso

È un processo continuo sia pre che postnatale.

 Alla nascita sono già presenti neuroni e sinapsi ma ancora imperfette

 Mielinizzazione: da gestazione a età adulta

Periodi critici nello sviluppo postnatale possono produrre effetti profondi sull’organizzazione cerebrale.

Sviluppo percettivo

La percezione è un processo attivo e dinamico di elaborazione degli stimoli sensoriali che procede con

l’analisi, la selezione, il coordinamento e l’elaborazione delle info.

La sensazione è l’effetto soggettivo e immediato provocato dagli stimoli su diversi apparati sensoriali

dell’organismo.

2 prospettive sulla percezione:

 Empirista: neonato è tabula rasa e percepisce grazie l’apprendimento

6

 Innatisti: percezione innata negli esseri umani

Sviluppo competenze percettive nel neonato e nel 1 anno di vita

Percezione gustativa e olfattiva: gradiscono sapori dolci, disgustano sapori amari e acidi.

Preferenza per l’odore del latte materno.

Percezione uditiva: sono reattivi ai suoni, soprattutto se al buio.

Discriminano suoni umani (preferenza per la voce materna).

A poche ore o giorni dalla nascita preferisce il suono degli organi interni.

La capacità di discriminare la voce materna dipende da un apprendimento prenatale.

Caratteristiche fonologiche della lingua: discriminano i fonemi della propria lingua ma hanno abilità nei

confronti di tutte le lingue.

9-10 mesi: decadimento del riconoscimento dei fonemi che non appartengono alla lingua madre. La

sensibilità molto spiccata dei primi mesi di vita può essere mantenuta solo attraverso l’esperienza.

Percezione visiva: sistema visivo inizialmente imperfetto perché la macula lutea è ancora immatura e

impedisce la visione centrale.

3 mesi: miglioramento grazie allo sviluppo bioculare (capacità di mettere a fuoco).

Il neonato nei primi mesi non vede bene ma è sufficiente per permettergli di percepire movimenti, oggetti

e persone vicine.

Percezione cromatica:

neonato: sfumature cromatiche, preferenza per colori saturi (rosso e blu).

3 mesi: visione tricromatica (rosso, blu, verde).

4 mesi: percezione cromatica simile agli adulti.

Attenzione focalizzata

- Primi giorni di vita: attenzione selettiva, preferenza per oggetti di grandi dimensioni e in

movimento che provocano risposte oculari, contorni curvilinei, stimoli più strutturati e complessi.

Stimoli complessi: movimenti oculari bruschi.

- 4 mese: strategie individuali diverse per selezionare ed elaborare l’informazione fornita dallo

stimolo.

- 5- 8 mesi: alcuni usano la modalità: 7

 Short lookers: analizzano prima il generale e poi il particolare

 Long- lookers: osservano tutti gli elementi di un pattern

Attenzione obbligatoria: causata da difficoltà nel distogliere lo sguardo. I piccoli sono obbligati a fissare

qualcosa a causa dell’imperfetta coordinazione oculomotoria e sistema attenzionale o a causa di

incompleta maturazione neuronale.

Preferenza per il volto:

il piccolo è attratto dai volti perché hanno caratteristiche a cui l’apparato percettivo infantile è predisposto.

È attratto dal volto perché ha le seguenti caratteristiche:

o Nitidezza contorni

o Movimento

o Simmetria

o Complessità

Percezione del volto

-2 settimane: attratti dai volti in movimento

-1 mese: muovono gli occhi per esplorare zone di confine tra collo e mento e tra fronte e cape,lli.

L’attenzione è focalizzata sui contorni marcanti e nitidi.

-5 settimane: preferiscono il volto con movimento delle pupille più rapide

-2mesi: attenzione concentrata sulle parti interne del viso (occhi, bocca) preferenza per volti normali.

Riconoscimento del volto

 3-4 settimane: guardano più a lungo il volto della madre ma non la differenziano da quello di una

persona sconosciuta

 Dopo il 1 mese: discriminazione dettagli interni, ovvero riconoscimento della madre anche di

profilo

 3 mesi: discriminano un volto sorridente da uno imbronciato

 3- 7 mesi: riconoscono le diverse espressioni emotive, comprensione del significato di tali

espressioni.

Coordinazioni intermodali

Capacità di inglobare info provenienti dagli organi di senso. 2 posizioni:

 Piaget: l’integrazione tra i diversi sensi si costruisce con l’esperienza e non è possibile prima di un

anno poichè il bimbo deve toccare, ascoltare, vedere specifici e vari oggetti per un certo lasso di

tempo prima di collegare insieme le percezioni.

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 Gibson (le ricerche lo confermano): il coordinamento intermodale delle percezioni si costruisce

subito dopo la nascita: l’obbiettivo evolutivo non è quello di associare ma di discriminare

Costanze percettive e percezione di profondità

Esistono forme precoci ed elementari di elaborazione di stimoli tra cui:

 Costanza di forma

 Costanza della dimensione

 Percezione della distanza

 Percezione di profondità

Le costanze percettive sono processi che ci permettono di percepire gli oggetti dell’ambiente come

invarianti e costanti pur al variare delle stimolazioni che si proiettano sulla retina.

Sono importanti:

 Forma: permette di individuare la forma di un oggetto anche se cambia orientamento o

inclinazione

 Dimensione: permette di riconoscere la grandezza dell’oggetto anche se si allontana o avvicina

Sviluppo percettivo nell’infanzia e fanciullezza

Percezione forme: davanti a forme geometriche:

 2 anni: preferiscono la forma in virtù del colore

 3-4 anni: non riconoscono la forma in quanto tale

 4 anni: la forma non si impone in modo esclusivo

 5-6 anni: riconoscono la forma in quanto tale

Sincretiso percettivo infantile

Fenomeno per cui la percezione della struttura d’insieme ostacola l’individuazione delle singole parti e il

tutto resiste alla scomposizione alla quale si vorrebbe sottoporre.

Tendenza a cogliere le strutture evidenti con maggior immediatezza rispetto alle singole componenti.

Il bimbo percepisce il tutto o i dettagli gli uni dagli altri senza un’integrazione.

Carenza di organizzazione del campo percettivo.

Percezione visiva nella fanciullezza

Tra i 6 e i 9 anni si supera il sincretismo infantile, si assiste alla articolazione gerarchica del campo

fenomenico, che procede con la capacità di adottare la prospettiva reversibile che consente di esplorare il

tutto per passare alle singole parti e viceversa. 9

Sviluppo cognitivo

Sviluppo mentale dall’infanzia all’adolescenza secondo Piaget

Gli assunti di base della teoria organismica di Piaget sono:

 Sviluppo comprensibile nella storia evolutiva della specie

 L’organismo è attivo se si modifica attraverso gli scambi con l’ambiente

 Sviluppo come trasformazione di strutture che non sono innate ma si costituiscono grazie

all’attività dell’individuo

Sviluppo come adattamento: assimilazione e accomodamento

L’intelligenza è sia:

 Assimilazione: incorpora nei propri schemi i dati dell’esperienza

 Accomodamento: schemi attuali modificati per adattarli ai nuovi dati

Queste due funzioni garantiscono:

 Equilibrio tra continuità e cambiamento

 Adattamento dell’organismo all’ambiente

Lo sviluppo cognitivo è sia continuo che discontinuo:

 Continuo: governato da funzioni invarianti dell’adattamento e dell’equilibrio

 Discontinuo: col crescere dell’età ci sono rilevanti modificazioni strutturali da individuare veri e

propri stadi di sviluppo

Gli stadi dello sviluppo secondo Piaget

Passaggio da uno stadio all’altro. Stessa sequenza in tutti gli individui, ciò che cambia è la velocità con cui

vengono raggiunti.

 Sensomotorio (dalla nascita ai 2 anni): la risposta del bimbo alla realtà è di tipo sensoriale e

motorio.

 Il bimbo reagisce al presente immediato

 Non fa progetti

 Non ha scopi

 Non ha una presentazione interna degli oggetti

 Non ha immagini mentali 10

 Non ha le parole

Si sviluppa in 6 sottostadi:

- Esercizio dei riflessi (0-1 mese): riflessi innati (suzione e prensione). È chiuso in un egocentrismo

radicale, non ha consapevolezza di se e del mondo

- Reazioni circolari primarie (1-4 mesi): quando trova per caso un risultato nuovo e interessante

cerca di conservarlo e ripeterlo (le azioni sono concentrate sul corpo del bimbo)

- Reazioni circolari secondarie (4-8 mesi): interesse per la realtà esterna. Ripete le azioni sia sul

proprio corpo che sull’ambiente. Coordina gli schemi della visione e della prensione che

consentono al bimbo di afferrare gli oggetti visti e portarli davanti gli occhi.

- Coordinazioni degli schemi secondari e loro applicazione a situazioni nuove (8-12 mesi): schemi

messi a disposizione per utilizzarli in situazioni nuove. Concepisce la realtà come prolungamento

delle proprie azioni (se nascondo un oggetto sotto un cuscino andrà a cercarlo nello stesso posto

anche se ha visto che qualcuno l’ha spostato)

- Reazioni circolari terziarie e scoperta di nuovi mezzi mediante sperimentazione attiva (12-18 mesi):

quando trova un risultato interessante non solo lo ripete ma lo modifica per studiarne la natura.

3 condotte tipiche:

 Supporto: avvicina l’oggetto attirando a se il supporto a cui è poggiato

 Cordicella: cordicella come prolungamento dell’oggetto

 Bastone : strumento per raggiungere oggetti collocati lontani dal campo di prensione del

bambino

Non è ancora capace di ricostruire spostamenti che non ha percepito.

Invenzione di mezzi nuovi mediante combinazione mentale (18-24 mesi):anticipa l’effetto dell’azione e

prevede quali azioni avranno successo e quali falliranno.

Comparsa della rappresentazione: può rappresentare il proprio corpo come oggetto in mezzo agli altri.

 Stadio preoperatorio (2-6 anni): principali manifestazioni dell’attività rappresentativa(copia da

schema). Il bimbo pensa ancora in modo egocentrico, non riesce a immaginare che la realtà possa

presentarsi ad altri diversamente da come la percepisce. Ignora punti di vista diversi dal suo e non è

consapevole del fatto che altre persone possiedano conoscenze, ricordi o emozioni diverse dai

propri.

 Stadio operatorio concreto (7-12 anni): il bimbo fa proprio il concetto di reversibilità, questa segna

le genesi del pensiero logico, poiché permette la coordinazione dei diversi punti di vista. Capisce

che le azioni possono essere rovesciate in senso sia fisico che mentale

 Stadio operatorio formale (dai 12 anni in poi): consente di compiere operazioni logiche su

premesse puramente ipotetiche e di ricavarne le conseguenze appropriate.

11

Critiche a Piaget: aveva ragione nel parlare di sequenze di sviluppo, ma probabilmente aveva torto nel

riferirsi agli stadi come strutture globali e coerenti, sottovalutava il ruolo dell’esperienza sociale.

Hanno dimostrato come il bambino può trovarsi in una certa fase per quanto riguarda un dato compito e in

un’altra per un compito diverso.

Lo sviluppo mentale come interiorizzazione di forme culturali (VYGOTSKI)

Lo sviluppo dipende dal contesto storico e culturale un cui vive.

La zona di sviluppo prossimale (ZSP): definisce la distanza tra il livello di sviluppo effettivo e il livello di

sviluppo potenziale, consente di valutare la differenza tra ciò che il bimbo è in grado di fare da solo e ciò

che è in grado di fare con l’aiuto di un individuo più competente.

Pensa che il bambino sa il linguaggio per funzioni sociali e comunicative. Oltre alla funzione sociale il

linguaggio comincia a svolgere una funzione intrapsichica che si trasformerà nel linguaggio interiore.

Sviluppo cognitivo (Bruner)

Il bimbo passa attraverso 3 forme di rappresentazione:

 Esecutiva (1 anno): realtà codificata attraverso l’azione. L’azione che compie diventa la sua

rappresentazione interna dell’oggetto

 Iconica (7anni): codifica la realtà attraverso le immagini

 Simbolica: codifica la realtà attraverso il linguaggio e altri sistemi simbolici. Il bimbo ragiona in

termini astratti.

I processi mentali hanno un fondamento sociale, e che La cognizione umana è influenzata dalla cultura,

attraverso i suoi simboli, artefatti e convenzioni.

Il ruolo dell’adulto è caratterizzato dallo scaffolding impalcatura per costruire il bambino.

La narrazione è lo strumento privilegiato della trasmissione culturale (credenze, valori, significati), è una

modalità cognitiva di organizzare l’esperienza, rappresentare eventi e renderli oggetti di riflessione.

Sviluppo cognitivo secondo l’approccio dell’elaborazione dell’informazione

 Pone enfasi sulla prestazione piuttosto che sulle competenze del bimbo,

 sostiene che i cambiamenti siano di natura quantitativa e non qualitativa,

 processi di sviluppo so processi continui,

 pone enfasi sul come si sviluppa una capacità.

Riguardano sia capacità di base di elaborare che diventano più complesse, sofisticate e potenti in funzione

dell’età.

Teoria della mente

Studia come funzionano gli esseri umani in quanto diversi dagli oggetti inanimati.

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Le emozioni e gli stati fisiologici creano desideri.

Le esperienze percettive creano e alimentano le credenze.

Negli esseri umani:

 Desiderio= stato mentale più semplice della credenza, si attribuisce uno stato interno diretto verso

un oggetto esterno.

 La credenza incorpora una rappresentazione interna di un oggetto.

- 2 anni: possiedono una psicologia del desiderio

- 3 anni: possiedono una psicologia della credenza-desiderio

Gioco simbolico: capacità di rappresentare una realtà diversa da quella percepita.

Intenzione comunicativa dichiarativa: il bimbo indica un oggetto o un evento all’adulto finchè questi guarda

nella stessa direzione.

La teoria della mente si sviluppa in 4 moduli:

 Elaborazione direzione dello sguardo

 Coglie l’intenzionalità e nel rappresentare gli stati cognitivi

 Integrazione triadica necessaria per condividere con altre persone l’attenzione su oggetto

 Elaborazioni di dati particolari sulla rappresentazione di un’altra persona

Valutazione dell’intelligenza

QI: rapporto tra età cronologica e età mentale.

2 concezioni dell’intelligenza:

GARDNER STERNBERG

Linguistica Intelligenza componenziale (il pensiero analitico)

Logico-matematica

Spaziale Intelligenza esperienziale (Intuitiva e originale)

Corporeo-cinestesica

Interpersonale Intelligenza contestuale (rende possibile

Intrapersonale l’adattamento sociale)

Naturalistica Linguaggio

È diverso dagli altri sistemi comunicativi perché ha: 13

 Creatività

 Arbitrarietà

Teorie dell’acquisizione del linguaggio

 Innatista: linguaggio innato, è la funzione dell’organo del linguaggio, la sua comparsa è iscritta nel

patrimonio genetico.

Chomsky disse che esiste una grammatica universale: sistema di principi, condizioni, regole che

sono elementi di tutte le lingue.

Il bimbo parte da regole semplici e arriva a quelle complesse.

Il linguaggio è un processo attivo e creativo guidato da regole.

I discorsi che il bimbo sente nell’ambiente sono irrilevanti per l’acquisizione della lingua madre.

 Interazionista: il linguaggio non è indipendente dalle capacità cognitive e sociali dell’individuo. Lo

sviluppo cognitivo precede la comparsa del linguaggio ed è autonomo rispetto ad esso. Il linguaggio

deriva e dipende dallo sviluppo cognitivo.

 Funzionalismo: no competenze linguistiche ma competenze comunicative: il bimbo prima di

comunicare sa comunicare con i gesti. Importante relazione tra linguaggio e contesto sociale.

Porner: individua formati di attenzione condivisa, azione condivisa le sequenze sociali più

significative per imparare a esprimere le proprie intenzioni e a comprendere quelle altrui,

importante è il LASS: ruolo svolto dall’adulto e dal contesto sociale nel consentire l’ingresso del

bimbo nel mondo del linguaggio e della cultura.

Fase prelinguistica

 Primi suoni: Wolff ha individuato diversi tipi di pianto:

 Fame

 Dolore

 Irritazione

Il pianto con il tempo ha natura sia sociale che psicologica:

- 2-6 mesi: primi vocalizzi

- 6-7 mesi: lallazione (consonante + vocale)

- 10-12 mesi: produce sequenze sillabiche più complesse (lallazione variata)

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 Gesti comunicativi (9-12 mesi): gesti come indicare, mostrare, offrire, dare.

Intenzione comunicativa: si riferisce ad oggetti e eventi.

I gesti deittici sono accompagnati dallo sguardo al destinatario del gesto. Sono usati per

chiedere aiuto all’adulto (richiesta) o attivarne l’attenzione (dichiarazione).

I gesti comunicativi hanno 3 caratteristiche:

 Intenzione comunicativa

 Sono convenzionali

 Si riferiscono ad un oggetto o evento esterno

Gesti referenziali o rappresentativi (11-12 mesi)nascono dall’interazione con l’adulto e vengono appresi per

imitazione.

16 mesi: numero gesti= numero parole

Dopo i 16 mesi: numero gesti < numero parole

Le prime parole

8-10 mesi: comprende frasi semplici dell’adulto in contesti specifici. La comprensione precede e influenza la

produzione linguistica.

11-13 mesi: iniziano a parlare. 2 tipi di parole:

- Uso non referenziale (mamma come richiesta generica)

- Uso referenziale (mamma per chiamare proprio la mamma)

2 fasi nello sviluppo lessicale:

 12-16 mesi: ampiezza del vocabolario (50 parole)

 17-24 mesi: esplosione del linguaggio: maggior rapidità nell’acquisire nuove parole (fino 600

parole)

Quando il vocabolario supera le 100 parole la sua composizione si modifica: si passa dalla referenza elle

singole parole alla predicazione (combinazione di parole).

Nel lessico infantile ci sono errori come:

 Sovvraestensione: chiama cane tutti gli animali a 4 zampe

 Sottoestensione: chiama bambola solo la sua preferita

 Sovvrapposizione: usa aprire per sbottonarsi 15

Il significato delle parole viene costruito secondo:

- Somiglianza percettiva tra oggetti (forma, colore, suono)

- Somiglianze funzionali

Ipotesi del nucleo funzionale (Nelson): l’oggetto viene riconosciuto attraverso;

- L’azione che compie esso

- L’azione che si compie su di esso

I bimbi usano entrambe le modalità di categorizzazione funzionale e percettiva.

Imparano all’inizio i nomi che si situano ad un livello base di generalità, e poi imparano:

 Nomi specifici: categorie subordinate

 Nomi astratti: categorie sovvraordinate

Sviluppo della grammatica

2 componenti nello sviluppo della grammatica:

 Morfologia: suffissi/ prefissi, singolare/ plurale, femminile/ maschile

 Sintassi: creare frasi che rispettano le regole della propria lingua

Lo sviluppo della grammatica inizia alla fine del 2 anno e si completa verso i 9-10 anni.

Dalle prime frasi al linguaggio complesso

2 classi di parole:

 Classe perno: parole poste sempre all’inizio della frase

 Classe aperta: tutte le altre parole

I bimbi italiani sviluppano la competenza grammaticale in 2 stadi:

 Struttura nucleare: espressioni di 2 o più parole

 Strutture facoltative: si amplia la struttura nucleare

Sviluppo morfosintattico

 3 anni: i bimbi italiani usano l’accordo soggetto+ verbo

 Morfologia nominale (3 anni): imparano forme di genere e numero

 Morfologia prenominale (3-4 anni): usano pronomi personali

 4-6 anni: riorganizzazione del sistema linguistico con passaggio da una grammatica intrafrasale a

una interfrasale 16


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicaborsi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Begotti Tatiana.

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