Amori molesti
Né bruti né angeli
Il cervello uno e il cervello trino
Gli umani sono:
- Simili agli animali in quanto condividono con essi funzioni fisiologiche (respirare e nutrirsi), stati emotivi (paura, rabbia, contentezza). Abbiamo il patrimonio genetico condiviso con piante e animali, assomigliamo molto ai mammiferi, soprattutto alle scimmie, apparteniamo alla stessa linea evolutiva filo genetica.
- Diversi dagli animali perché siamo animali culturali (pensiamo, ragioniamo, apprendiamo, siamo altruisti e cooperiamo mescolati con aggressione e sopraffazione).
Il cervello umano si è stratificato nel corso dell’evoluzione filo genetica. Viene descritto da MacLean come costituito da tre livelli corrispondenti a tre piani di progressione filo genetica. Si parla di cervello trino ma allo stesso tempo uno per la globalità del suo funzionamento e tripartita. I tre strati riflettono la progressione dello sviluppo cerebrale nei vertebrati e nei mammiferi. I tre livelli convivono nel sistema nervoso e comunicano e si influenzano a vicenda dal basso all'alto e dall’alto al basso e in determinate azioni sono coinvolti tutti e tre. Possono lavorare in sinergia o autonomamente. I tre cervelli che consistono nel sistema nervoso centrale sono:
- Cervello rettiliano, il più antico, regola le funzioni vegetative (respirare e temperatura) e le azioni più primitive (sopravvivenza di sé e della specie, riproduzione, alimentazione, veglia-sonno, attacco fuga, eccitazione sessuale) e attua piani innati d’azione. Le strutture anatomiche sono il tronco encefalico e l'ipotalamo. Le strutture sono chiuse, rigide e stereotipate, rispondono con reazioni automatiche e precostituite.
- Cervello emotivo limbico, è quello dei mammiferi primitivi. Riguarda strutture come l’amigdala, ippocampo e talamo. Possiede emozioni fondamentali (paura, rabbia, gioia e tristezza) che comportano vissuti soggettivi e impulsi a reagire agli eventi esterni sulla base di risposte somatiche e viscerali. Riguarda anche emozioni delle relazioni sociali più evolute e complesse (sessualità, maternità, legami individuali e gioco).
- Neocorteccia o cervello neomammaliano, possiede l’apprendimento, controlla le azioni, è flessibile in risposta agli eventi ambientali. Governa emozioni complesse (vergogna, colpa, orgoglio) legate alla vita sociale degli umani. La neocorteccia è collegata con altre aree corticali che creano funzioni specifiche come linguaggio, valori, pianificazione di azioni, autocoscienza e autodeterminazione, cultura, educazione, arte, religione e scienza. Ha strutture più libere e flessibilità.
Negli umani alla nascita è immaturo e si sviluppa fino all’adolescenza, per questo motivo negli umani l’infanzia è di lunga durata prima che si raggiunga maturità sessuale e ragionamento adulto e autonomo. Gli umani sono dotati di plasticità neuronale che influenzano la maturazione.
Differenze morfologiche e di funzionamento tra:
- Uomini, cervello più voluminoso, sono più analitici e hanno capacità spaziali.
- Donne hanno più capacità verbali e linguistiche.
Gli esseri umani tra biologia e cultura
Ciò che ci differenzia dagli animali è la capacità di costruire un’immagine mentale della realtà esterna anche quando non la percepiamo con i sensi e di lavorare mentalmente su di essa; immaginare realtà che non sono più presenti o sono del tutto inesistenti. Questa capacità è chiamata da Piaget rappresentazione mentale.
La rappresentazione mentale: si sviluppa a partire dai 2 anni di età, quando l’intelligenza è senso motoria ovvero percezione della realtà vincolata dai suoi sensi. Si manifesta con comportamenti come: imitazione differita, gioco simbolico e linguaggio. La rappresentazione mentale permette di usare simboli per indicare una certa realtà, e possono essere simboli personali, convenzionali (usati da una certa cultura) o avere un significato condiviso (linguaggio), un segno fonetico e grafico.
Man mano che si cresce si diventa sempre più capaci di pensare in modo ipotetico deduttivo che diventa possibile a partire dall’adolescenza ma dipende dall’uso della lingua scritta e dalla scolarità. L’intelligenza umana serve per la socialità, il trovare soluzioni e adattarsi. Saper cosa pensano gli altri serve per ingannare o per aiutare.
Il pensiero, il linguaggio e la plasticità cerebrale hanno sviluppato la coscienza che consente l’autoregolazione nella relazione con l’ambiente e riguarda sia il corpo che la mente, infatti la coscienza non è localizzabile ed è limitata e sottoposta a limiti (nel sonno perdiamo coscienza). Abbiamo una continua interazione tra componenti consci e inconsci (automatici).
Autocoscienza e riflessione su di sé permettono di considerare i propri vissuti e azioni, valutarlo, anticiparvi, pianificare mete e autodeterminare i comportamenti. Permette una rappresentazione decentrata di sé stessi come se ci guardassimo dall’esterno oltre a creare noi stessi. La cultura è stata fondamentale per il nostro sviluppo cognitivo al massimo.
Potenziare i gradi di libertà
Il cervello grazie alla plasticità si rimodellare in continuazione anche in età adulta grazie agli eventi esterni e alla nostra attività mentale dove la coscienza ha ruolo fondamentale. Il sé cosciente e i pensieri consapevolmente guidati possono controllare in modo limitato l’attività del cervello con effetti sul funzionamento del corpo e del comportamento.
È ciò che si fa quando si impara attraverso la ripetizione e l’esercizio oppure quando si fa ricorso a terapie cognitivo comportamentali o a modalità di rilassamento per ridurre l’ansia o metodi per trasformare pensieri negativi in positivi per avere maggiore fiducia in se stessi e agire in modo migliore più attivo ed efficace (comportano modifiche alla struttura e funzionamento del cervello in modo positivo).
I pensieri negativi invece hanno effetti sulla struttura e funzionamento del cervello con ideazione e comportamenti poco adattatori. Darwinismo neuronale, Edelman, nel cervello si formano e si selezionano gruppi neuronali diversi in continua modificazione e tra loro reciprocamente connessi. Si selezionano aggregati di neuroni che configurano mappe funzionali tra loro interconnesse infatti il cervello di ognuno di noi è diverso da quello di ogni essere umano.
L’autoanalisi e autoregolazione si sviluppano fino all’adolescenza e sono legate alla maturazione neurofisiologica e all’educazione che lasciano un’impronta sulla struttura e funzionamento del cervello e della mente. La capacità di decentramento da sé è possibile solo da un’adeguata educazione che permette maggiore critica del proprio comportamento e minore egocentrismo.
Gli umani non sono prodotti passivi della biologia e cultura ma sono in grado di una revisione criteri di azione consapevole che ognuno di noi esercita sul mondo. Ci sono nell’uomo gradi di libertà che sta sia alla società che a noi promuovere, preservare e ampliare. Le società democratiche si fondano su una buona libertà individuale anche se molte persone non sono in grado di sfruttare la libertà e diventano così passivi e inattivi. È importante diffidare da chi negativo spazio di libertà agli umani perché vuol dire che sta imponendo il suo potere.
Prima il sesso poi l’amore
La sessualità come dominanza o sottomissione
L’affettività è apparsa dopo la riproduzione sessuale, dove per molto la sessualità era anonima, priva di legami e affetto. Gli organismi superiori pluricellulari c’è una riproduzione sessuata che è l’unione del gameta femminile con quello maschile che dà vita a un nuovo organismo. Questa riproduzione vede il rimescolamento genetico che garantisce maggior salute. Maschi e femmine devono incontrarsi per creare l’embrione.
Nei pesci la fecondazione avviene fuori dal corpo della femmina quindi non ci sono contatti diretti tra individui. Man mano che gli organismi si fanno complessi ci vuole il contatto fisico diretto tra i due sessi poiché l’embrione è mantenuto nel corpo della madre fino alla nascita. Il vero comportamento sessuale si ha con il contatto fisico e copulazione tra i due sessi.
Differenze tra:
- Maschi che producono cellule piccole, numerose e mobili. Vogliono copulare più femmine e questo gli rende aggressivi con gli altri maschi. Creano una relazione di dominanza e aggressività.
- Femmine producono poche cellule e poco mobili. Selezionano il maschio con cura affinché possa garantire una prole forte e sana. Creano una relazione in cui sono sottomesse e hanno paura. Sono protettrici della prole. Sono soggette all’estro ovvero periodi in cui possono subire la copulazione.
Il cervello rettiliano è anche presente negli esseri umani. Due differenze nella sessualità:
- In Italia maschi hanno una sessualità che si basa sulla dominanza, aggressività nella competizione con i maschi che con la femmina. Sono aggressivi perché producono ormoni come arginina-vasopressina la cui produzione è legata al testosterone. Anche gli uomini vogliono inseminare più donne.
- Femmine si sottomettono a causa della paura nei confronti del maschio.
Negli umani sebbene ci sia anche il cervello rettiliano c’è il bisogno dell’affettività sviluppata grazie all’evoluzione, alla socialità positiva alla cultura e all’ambiente. Nonostante ciò:
- Uomini hanno sempre un comportamento aggressivo che si esprime verbalmente o fisicamente con violenza o uccisione di uomini o donne. Riguardano tutti i tipi di aggressività:
- Impulsiva, scarso controllo emotivo
- Personalità, storia dell’individuo
- Cognitiva che media credenze e valori
- Ma oltre ad aggredire uomini o donne aggrediscono bimbi, giovani attraverso un comportamento di dominanza. Queste violenze sono attivate dalla parte di cervello rettiliano.
- Le donne violentate a causa del cervello rettiliano si sottomettono, accettano e giustificano la violenza, o perché provano vergogna.
La comparsa degli affetti
Con il cervello mammaliano o emotivo si crea la socialità, affettività. Le relazioni hanno legami stabili e duraturi, attaccamento, cura, conforto, altruismo, aiuto e cooperazione. Questi comportamenti derivano dalla cura per la prole ovvero il rapporto tra madre e piccolo per garantire sopravvivenza. Ne deriva la relazione personale, la sintonia e la reciprocità emotiva. Sono nati rapporti amichevoli e d’aiuto. Compaiono gli affetti con i quali la sessualità si intreccia. Secondo Bowbly i legami d’affetto derivano dall’attaccamento. Dalle cure genitoriali nei co-
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