Psicologia dello sviluppo cognitivo
DEFINIZIONI E DOMANDE DI SVILUPPO
Sviluppo come:
- Crescita: incremento della massa
- Maturazione: cambiamenti derivanti dalla maturazione del patrimonio
genetico
- Apprendimento: processo per cui vengono acquisite capacità attraverso
l’esperienza
- Socializzazione: acquisizione tramite educazione di atteggiamenti, valori e
conoscenze di una certa cultura
Lo sviluppo implica tutto questo, ma non è riconducibile a nessuno in particolare.
Lo sviluppo è l’insieme dei cambiamenti che avvengono in una o più aree del
funzionamento dell’organismo in funzione del tempo, grazie all’interazione tra
fattori biologici ed esperienza. È specie specifico e individuale. Porta ad un aumento
della complessità del sistema grazie alla differenziazione e non è sempre
incrementale, talvolta, infatti, implica una perdita, più che un’acquisizione di
compentenze. Si tratta di una sequenza di trasformazioni, più che di un
miglioramento incrementale generale. Le curve di sviluppo non sempre sono
monotoniche e unidirezionali, possono anche essere ad U (Es: fenomeno
iperregolarizzazione dei verbi).
Studiare lo sviluppo cognitivo significa studiare il cambiamento lungo la
dimensione temporale (visione dinamica dello sviluppo).
Ci sono due modi di intendere lo studio dello sviluppo:
- Approccio descrittivo: focus sull’analisi della prestazione dei bambini alle
diverse età in compiti specifici, focus sui prodotti dello sviluppo (es. tappe
fondamentali dello sviluppo)
- Approccio evolutivo: sviluppo come strumento teorico per comprendere la
cognizione umana. Interesse non solo per comportamento osservabile ma
anche per i processi sottostanti all’osservabile, architettura della mente,
focus sui processi di sviluppo.
Tre livelli delle teorie:
1. Teorie dei compiti: descrizione delle differenze legate all’età nelle capacità
cognitive relative ad un compito specifico tra un tempo t1 e un tempo t2.
Modello descrittivo
2. Teorie dei domini: spiegazione valida per tutti i compiti relativi a un singolo
dominio cognitivo.
3. Teorie dell’architettura dell’attività cognitiva: principi elementari di
organizzazione cognitiva utili al sistema per estrarre l’info dall’ambiente ed
elaborarla. Funzionamento generale.
Previsioni degli adulti sulle competenze infantili: prima dei 5 anni le aspettative
degli adulti sono inferiori alle effettive capacità del bambino, dopo i 5 anni sono
superiori, a partire dagli 8 coincidono.
Nel corso degli anni c’è stato un cambiamento nella visione del bambino: da adulto
in miniatura a titolari autonomi di diritti. Da passivo recettore di stimoli a attivo
nell’elaborazione, dotato di prerequisiti cognitivi molto precoci che si sviluppano
grazie all’ambiente.
L’immaturità del bambino ha un valore importante perché è funzionale allo
sviluppo di architetture neurali che supportano il successivo sviluppo molto più
complesso. Consente all’esperienza con l’ambiente di esercitare un ruolo cruciale
che sarebbe precluso da un sistema predeterminato. LESS IS MORE.
Fondamenti di una scienza dello sviluppo (Meltzoff):
- Lo sviluppo è computazionale: i bambini hanno capacità computazionali
che consentono loro di inferire modelli strutturati del loro ambiente a partire
delle regolarità statistiche che sperimentano. Le regolarità statistiche sono
una fonte di informazione cruciale. Acquisiscono queste info in modo
esplicito, senza training diretto o rinforzo, è sufficiente che una data
combinazione di input sia più probabile di un’altra (statistical learning)
L’apprendimento delle relazioni statistiche tra elementi di una sequenza è
automatico, avviene grazie all’esposizione, ha basi neurali sottocorticali ed
ha origine filogenetica ed ontogenetica precoce.
- È sociale: i bambini prestano fin da subito attenzione alle persone e sono
motivati a ripetere le azioni che vedono compiere. Es: 3 gruppi bb 16-22 mesi.
Gruppo 1: viene consegnato un rastrello; gruppo 2: un adulto usa il rastrello
per toccare l’oggetto ma non per avvicinarlo; gruppo 3: un adulto usa il
rastrello per avvicinare l’oggetto lontano. Risultati: solo gruppo 3 usa bene il
rastrello (bb tra 20-22 mesi) i bb imparano osservando l’altro. Es:
accrescendo i comportamenti sociali di un robot cresce anche la motivazione
del bambino ad apprendere da lui. Due comportamenti sono cruciali: 1.
Imitazione accelera apprendimento e moltiplica occasione di apprendere.
È più veloce dei processi di scoperta individuale e i bb usano la conoscenza
dell’altro per creare la propria. 2. Attenzione condivisa attenzione ad uno
stesso oggetto o evento fornisce un terreno comune per la comunicazione e
l’apprendimento
- Si basa su meccanismi che connettono azione e percezione: azioni
osservate vengono poi messe in atto. Il neonato non può vedere il proprio
volto, ciò nonostante è in grado di mappare il comportamento osservato sul
proprio comportamento. C'è una rappresentazione condivisa delle proprie
azione e di quelle altrui. Ruolo cruciale dei neuroni specchio.
LE DOMANDE
1. Che cosa si modifica nel corso dello sviluppo e come avvengono questi
cambiamenti?
Studiare le trasformazioni significa descriverle e spiegarle osservando i
meccanismi che le producono. Due livelli di analisi: descrittivo vs
interpretativo. È più facile studiare il cosa che il come dal punto di vista
metodologico. Teorie strutturaliste: cosa. teorie funzionalistiche: come.
2. Lo sviluppo cognitivo è sostenuto da un’architettura della mente dominio-
generale o dominio-specifica?
La risposta dipende dal modo in cui i diversi modelli hanno ipotizzato
l’architettura mentale. Un dominio è un insieme specializzato delle
rappresentazioni che fanno da supporto ad una specifica area della
conoscenza e delle procedure che servono per manipolare tali
rappresentazioni. In ogni dominio è possibile individuare sottosistemi di
conoscenze (microdomini). Piaget: dominio-generale, ossia sviluppo
sostenuto da un’unica struttura sottostante che controlla in modo unitario
tutto il funzionamento mentale. Lo sviluppo è indipendente dal dominio e il
bambino ha le stesse competenze in tutti i domini. Visione dominio-specifica:
struttura cognitiva costituita da un insieme di processi e circuiti neurali
specializzati diversi per ogni dominio. Lo sviluppo ha luogo con modalità
diverse a seconda del dominio.
3. Qual è il rapporto tra fattori biologici ed esperienza nella determinazione dei
cambiamenti dello sviluppo (dibatto appreso vs innato)?
La maggior parte dei modelli considera lo sviluppo come il prodotto
dell’interazione tra fattori innati ed acquisiti. Le teorie differiscono per il peso
che assegnano agli uni e agli altri. Epigenesi: processo che porta allo sviluppo
di un sistema a partire da uno stato di indifferenziazione e disorganizzazione,
verso stati di progressiva organizzazione sempre più complessa che avviene
grazie a scambia tra organismo e ambiente e viceversa.
Epigenesi predeterminata: lo sviluppo ontogenetico consiste nel processo
attraverso cui le istruzioni contenute nei geni vengono eseguite per dare
forma alle strutture. Visione unidirezionale, diretta e predeterminata:
genistrutture esperienza (es. maturazionismo).
funzioni
Epigenesi probabilistica: ogni freccia può andare in entrambe le direzioni.
Il genoma è parte di un sistema olistico e bidirezionale dell’organismo aperto
ai segnali che hanno origine dall’interno o dall’esterno. Lo sviluppo è un
processo emergente, probabilistico e determinato dalle forze che si hanno
sull’organismo in quel momento e hanno un certo grado di variabilità a
seconda di diversi fattori (es. paesaggio epigenetico di Waddington).
Empirismo: mente plasmata dall’esperienza. Empirismo moderno:
ambiente esterno determina la forma che la mente prenderà nello sviluppo.
Innatismo moderno: alla nascita ci sono rappresentazioni preselezionate e
lo sviluppo è un arricchimento di queste conoscenze. Approccio
interazionista (Aslin): sviluppo come prodotto dell’interazione tra fattori
innati e acquisti attraverso l’esperienza. L’esperienza ha diversi effetti
sull’andamento dello sviluppo a seconda del livello di maturazione raggiunto.
4 modi attraverso cui i fattori ambientali possono influenzare lo sviluppo di
un’abilità biologica: 1. Mantenimento (una data esperienza è necessaria
affinchè l’abilitò mantenga il livello raggiunto). 2. Perdita (abilità si atrofizza
se non c’è esperienza specifica). 3. Facilitazione (incontro con un’esperienza
accelera il ritmo di sviluppo con livello di maturazione parziale). 4. Induzione
(una competenza rimane latente in assenza di un’esperienza critica che la
stimoli). Maturazione completa: mantenimento o perdita. Maturazione
parziale: facilitazione o mantenimento o perdita. Assenza di maturazione:
induzione o nessun effetto. Il modello è criticabili perché offre una visione
unidirezionale delle interazioni tra fattori genetici e ambientali. Modelli
neurocostruttivisti: sviluppo ontogenetico come processo attivo
caratterizzato da scambi bidirezionali attraverso cui i geni interagiscono con
l’ambiente a più livelli per produrre strutture complesse. Sviluppo come
processo emergente.
4. Lo sviluppo cognitivo è un processo che avviene in modo continuo o
discontinuo?
Alcune teorie vedono lo sviluppo come una successione lineare di
cambiamenti che avvengono in modo graduale con l’accumularsi di
esperienze. Altri modelli lo intendono come un processo discontinuo,
caratterizzato da profonde trasformazioni nell’organizzazione e nel
funzionamento mentale, che portano all’emergere di nuove strutture
cognitive ed abilità. Dibattito continuità vs discontinuità fa riferimento a due
aspetti: 1. Prestazione (comportamento manifesto) 2. Competenza (processi
sottostanti coinvolti nel comportamento osservato). Una teoria può essere
allo stesso tempo continua e discontinua. Modello RR di Karmiloff-Smith
afferma che la mente tende a trasformare continuamente le proprie
rappresentazioni al fine di renderle flessibili e accessibili alla coscienza. I
cambiamenti non portano automaticamente a un incremento nell’efficienza
e questo spiega le curve ad U. un aspetto connesso è quello della
predittività: possibilità di prevedere l’andamento dello sviluppo futuro del
comportamento sulla base della conoscenza dello stato attuale. Solo
ammettendo l’esistenza di un certo grado di continuità si può ipotizzare che
il comportamento sia predittivo.
LO SVILUPPO CONCETTUALE
Concetti: andare oltre all’info data (es: non ho mai visto un pettirosso, ma riesco a
dire che lo è).
Avere concetti significa saper:
- Cogliere associazioni
- Estrarre regolarità dall’ambiente
- Percepire somiglianze
- Fare analogie
Il concetto è una struttura mentale che va oltre la rappresentazione percettiva e
implica l’avere delle credenze.
Lo sviluppo concettuale è possibile grazie alla capacità di osservare costanze
percettive, in cui attributi diversi co-occorrono e dall’avere una teoria che guida la
percezione.
Uso dei “sorting tasks” per valutare lo sviluppo concettuale:
- Piaget: prima dei 6 anni i bambini sono in grado di costruire solo relazioni
tematiche, non tassonomiche o gerarchiche. Per concettualizzare usano solo
il contesto specifico.
Mandler: i sorting tasks non sono buoni valutatori perché inducono il
bambino a dare risposte causali (es: associa gli oggetti che stanno bene
insieme. Il bambino è portato ad associare ciò che vede più spesso insieme).
Se al bambino viene chiesto di associare gli oggetti simili, allora la
prestazione è buona.
- Piaget: il bambino prima dei 6 anni ha solo conoscenze percettive e concrete
Simons: i bambini hanno aspettative, infatti sono in grado di fare inferenze
(es: pecora o macchina con interno visibile. Ingranaggi vs organi. Indicare
associazione corretta. Bambini hanno buona prestazione).
- Bambini usano conoscenze pregresse?
Pauen: Bambini di 10-11 mesi di vita, compito visuo-manipolatorio
(manipolano più a lungo oggetti che appartengono a una nuova categoria
rispetto ad oggetti che appartengono ad una categoria familiare). Animali vs
Mobili: versione classica. I bambini categorizzano. Animali vs Mobili: La
somiglianza è maggiore TRA le categorie che ENTRO le categorie. I bambini
categorizzano in entrambi i casi animali vs. oggetti: usano anche le
conoscenze che già possiedono per categorizzare gli oggetti.
Coley: bambini di 2 anni. Mostrato uccello tipico e chiesto se vive nel nido.
Bambino risponde correttamente. Mostrato uccello atipico e chiesto se
quell’animale vive in un nido, risposta sbagliata. MA se viene chiesto rispetto
all’uccello atipico se quell’UCCELLO vive nel nido allora prestazioni
migliorano. importanza dell’etichetta categoriale.
- Vigotsky: nel corso dello sviluppo si passa da caratteristiche specifiche a
caratteristiche definienti (es: nonno: tutti quelli con i capelli bianchi tutti
quelli che hanno nipoti).
Rosch: in realtà i concetti sono basati sul prototipo, ossia l’esemplare più
rappresentativo della categoria.
- I bambini usano proprietà specifiche o funzionali per categorizzare?
Diverse proprietà a seconda del compito (es: mostrato pupazzo a cui viene
dato un gioco o del cibo. Chiesto al bambino di sfamare o far giocare il
pupazzo. Per il cibo il bambino si basa sul colore, per il gioco sulla forma).
Lo sviluppo concettuale inizia già nella prima infanzia, non in età scolare
come sosteneva Piaget. Questo si può osservare dagli studi sulla
categorizzazione percettiva.
Categorizzazione percettiva: processo adattivo che organizza la continua percezione
di nuove esperienze e situazioni offerte dall’ambiente.
Categorizzare: trattare come simili stimoli diversi dal punto di vista percettivo.
Categorie percettive: strutturano la percezione e facilitano la memoria e il
riconoscimento delle nuove informazioni in relazioni alle pregresse.
Lo sviluppo delle categorie è uno sviluppo continuo e graduale di tipo quantitativo.
Processo innato parte dell’architettura innata dell’attività cognitiva.
Per valutarlo viene usato il paradigma dell’abituazione visiva, che consiste in una
prima fase di familiarizzazione e una successiva di test, in cui viene presentato sia
lo stimolo familiare che quello nuovo.
IL MODELLO DI SVILUPPO CONCETTUALE DI COHEN
- Liv. 1 (0-3 mesi): categorie basate su caratteristiche semplici (colore)
- Liv. 2 (3-7 mesi): categorie basate su forme semplici (prototipo)
- Liv.3 (7-10 mesi): categorie basate su integrazione di oggetti complessi
(regole). Es: animali disegnati. 3 attributi che possono assumere ciascuno 3
diversi valori: 1= corpo 2= coda 3= orecchie con 1 e 2 che covariano. 4, 7 e
10 mesi 3 attributi che possono assumere ciascuno 3 diversi valori: 1= corpo
2= coda 3= orecchie 1 e 2 covariano 4 mesi: preferiscono N; 7 e 10 mesi:
preferiscono NC e N (nuova categoria e stimolo del tutto nuovo).
- Liv. 4 (10 mesi): categorie basate su eventi complessi. Es: aereo, dinosauro
e pagliaccio. Bambini di 6 e 10 mesi. Tre tipi di eventi (relazione tra aereo e
dinosauro): 1 collisione, 2 movimento ritardato 3 azione a distanza.
Risultati: 10 mesi: Reazione alla novità per evento che viola la “regola” (anche
quando l’evento familiare coinvolge oggetti nuovi). Sono in grado di cogliere
la relazione tra gli eventi. 6 mesi: Reazione alla novità per oggetti nuovi
indipendentemente dalla regola
Fin dalla nascita la categorizzazione è presente purchè le caratteristiche da
categorizzare siano salienti per l’immaturo sistema percettivo. Lo sviluppo proceda
da categorie globali-sovraordinate a categorie locali-subordinate
APPRENDIMENTO DI REGOLE STATISTICHE
È un apprendimento di tipo implicito non associativo basato sulla capacità di
astrarre le regolarità statistiche presenti nelle informazioni. È un processo dominio-
generale. Es: apprendimento linguistico, sillabazione parole e comprensione
dell’inizio e fine di una parola (segmentazione del flusso); sequenze geometriche,
presentate a coppie, maggiore fissazione per figure che non seguivano la regola.
RAPPRESENTAZIONE DELLE INFORMAZIONI NELLE RETI NEURALI
Codifica non avviene solo nelle aree associative, ma anche in quelle sensoriali attive
quando un evento viene esperito. Ciò che è più comune si attiva prima. La
rappresentazione è distribuita e coinvolge simultaneamente diverse aree.
L’esperienza media la rappresentazione.
Modelli connessionisti (PDP): ogni unità elabora un frammento più piccolo di un
simbolo, detto subsimbolo che assume significato solo se combinato con gli altri
subsimboli.
Diversi concetti possono essere dati dalla stessa rete neurale, quello che cambia è
il peso dei singoli fattori.
Il riconoscimento è attivo anche per rilevazioni parziali. Più cresci, maggiori sono
le conoscenze, migliori sono le connessioni quindi modifica dei concetti.
I concetti dei bambini sono diversi dagli adulti perché danno importanza a
caratteristiche diverse.
L’APPRENDIMENTO
Basato su una triplice alleanza tra fattori cognitivi, metacognitivi ed emotivi.
Aspetti cognitivi:
- Attenzione selettiva: capacità di prestare attenzione ad informazioni
specifiche salienti per il compito in questione.
- ML verbale e visuospaziale: es. fenomeno delle maree. Due gruppi, uno con
buona ML e l&rs
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