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Psicologia dello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale

Diagnosi e valutazione

Tempo: il "quando" dell’espressione del disagio all’interno del ciclo di vita.

Dove: il "contesto" in cui ha forma il sintomo. L’oggettività del sintomo di un bambino è filtrata dalla risposta ambientale ad esso:

  • Ciclo di vita della coppia/genitore;
  • Salute fisica/psichica dei genitori;
  • Differenze socio-demografiche;
  • Differenze culturali.

Nella definizione del problema intervengono: educatori, insegnanti, genitori, pari. Nel 76% dei casi, non c’è accordo sulla "natura ed emergenza" del problema. I sistemi diagnostici "nosografici" spiegano in termini causalistici il rapporto sintomo-malattia: DSM IV-TR; DSM V, ICD-10 (OMS). Sono a-teoretici, multiassiali e non fanno riferimento all’eziologia.

Gli aspetti da considerare nella diagnosi in età evolutiva sono: i fattori di rischio (aspetto cumulativo), fattori protettivi, la multifinalità a partire da identici fattori di rischio, l'equifinalità a partire da diversi fattori di rischio.

Le paure nei bambini

La paura cambia in ogni fascia d’età. Le paure sono in relazione all’ambiente circostante. Il genitore filtra la paura del bambino. Le paure sono normali, è la loro intensità ad essere estrema.

Nella prima infanzia: paura del vuoto (perdita di supporto), rumori improvvisi e forti, altezza, paura dell’estraneo, di farsi male, paura dei fantasmi, vampiri, mostri e paura del buio.

Nella seconda infanzia e età scolare: paura di animali insoliti, paura di eventi naturali, paura della morte, paure legate all’insicurezza.

Intorno agli 11 anni le paure iniziano a scendere, nel caso contrario è un cattivo segno. A 13 anni, si ha paura del mondo esterno. Le paure nella prima e nella seconda infanzia, anche se intense, tendono a scomparire molto velocemente.

Paura e infanzia: il bambino non è in grado di prendere il controllo di nessun suo stato psicofisico.

Valutazione dei disturbi d'ansia

L’intensità di un disturbo li valutiamo con gli assi IV e V del DSM (funzionamento psicosociale e generale). Disturbo d’ansia di separazione: per l’assessment clinico è molto usato il "Children Behavior Check List (CBCL, 1991)". Questo questionario si avvale di tre scale.

Per uno screening mirato sulle paure si usa il "Fear Survey Schedule for Children-Revised (FSSC-R, Ollendick, 1983)". Questo valuta il range di sensibilità dei bambini alle diverse paure e individua i processi di acquisizione delle paure anche in termini psicopatologici. Si può usare nello screening e nella valutazione di un trattamento, preferibilmente in associazione all’Anxiety Disorders Interview Schedule for DSM-IV-Child and Parent (ADIS-IVC/P, Silverman, Albano, 1996). Ha 4 fattori per un totale di 75 items.

Disturbo d'ansia di separazione

Il disturbo d’ansia di separazione, nel DSM-IV-TR, era importante per l’età dello sviluppo. Nel DSM-V, è diventato centrale anche per l’età adulta (ad esempio, persecuzioni nei confronti del partner). Nell’ansia, ci sono 3 parti:

  • Modificazioni somatiche/fisiologiche (soma): fatica a respirare, bocca secca, debolezza nelle gambe, senso di svenimento. I bambini parlano di "farfalle nello stomaco", mani sudate, mal di testa. Discriminante importante è il "battito cardiaco" che perdura per tutta l’evento stressante;
  • Stato di sofferenza e pensieri legati all’ansia (mente): iperattivazione intorno a temi di vulnerabilità e pericolo, selezione delle informazioni e del focus attentivo su alcuni elementi, pensiero centrato su elementi negativi;
  • Risposte comportamentali (reazioni).

Lo "stroop task" è una prova di attenzione selettiva molto usata dai cognitivi-comportamentali (i tempi di reazione cambiano da soggetto a soggetto). Devi farti catturate l’attenzione dall’unico elemento, il "task". Questa prova è rivolta a termini connotati emotivamente per il soggetto. I tempi di reazione, in questa prova, cambiano (sono leggermente più lunghi) quando il soggetto è affetto da un disturbo d’ansia. Questa prova è rivolta a termini connotati emotivamente per il soggetto. Il soggetto ci mette ancora di più quando si parla di incidente e morte che gli provocano un’attivazione emotiva.

Strategie di coping

"Nessuna strategia di coping è disfunzionale, dipende dal contesto in cui è usato". Il coping è disadattivo quando tutto il contesto sociale del soggetto è disadattivo. Lo stress e l’effetto che provoca è diverso in ogni persona, ciò che è universale/uguale per tutti è come le persone reagiscono ad esso; cioè le strategie di coping sono uguali per tutti. I bambini, normalmente, cercano di non chiedere aiuto; è una cosa che gli tornerà dopo.

Tutti hanno dei rituali per abbassare l’ansia, anche quella fisiologica come, per esempio, fumarsi una sigaretta prima dell’esame. Cioè sono tutti quei comportamenti che le persone attuano prima di una prova importante, in cui è normale avere ansia! Quando questi comportamenti ritualizzati diventano ritualizzati? Questo accade quando se non si può mettere in atto il comportamento ritualizzato che contiene l’ansia, non si fa la prova.

Nel disturbo d’ansia da separazione l’elemento centrale del disturbo è l’abbandono.

Fattori genetici e ambientali

Uno studio di Eley (2001) e di Lang (2005) sugli studi di adozione ha messo in luce che 1/3 dei casi di ansia infantile ha alla base fattori genetici. Da un altro studio, risulta che il 30-40% dei disturbi d’ansia è spiegato dai fattori genetici. Inoltre, un genitore iperprotettivo aumenta l’ansia del figlio rendendolo sempre più debole.

Colloquio con i genitori

  • Contesto in cui si è manifestata la separazione;
  • Reazione dei genitori;
  • Modalità con cui affrontano l’ansia.

La scala CBCL serve per valutare la "fobia della scuola". È composto da 4 scale, la 4o è quella per gli insegnanti.

Fobia in età evolutiva

School refusal assessment scale-Revised (SRAS-R, Kearny, 2002) è composta da quattro fattori che descrivono le "funzioni di un comportamento fobico".

La fobia è diversa dall’ansia. L’ansia può nascere dal nulla mentre, la fobia, nasce da uno stimolo specifico. La fobia specifica in età evolutiva è diversa da quella in età adulta. L’adulto con fobia può ricorrere all’evitamento mentre, per il bambino è impossibile. Il bambino non può evitare le situazioni (per es. andare a scuola, andare in macchina con i genitori, animali domestici). La fobia è un’espressione del disturbo d’ansia generalizzato. La fobia rimane stabile (se non ci si interviene).

Un fobico si manterrà nei problemi internalizzanti. La fobia può portare a disturbi dell’umore (per es. un bambino con fobia in età adulta potrà andare incontro a depressione). È difficile che un bambino con fobia abbia un calo di tensione; la tensione rimane "costante". Le maggiori paure nella prima e seconda infanzia sono: "paura del buio", "paura della scuola" e "paura degli animali". Nel 58% dei casi la fobia specifica è accompagnata al disturbo d’ansia di separazione mentre, nel 49% dei casi, è accompagnata al disturbo d’ansia generalizzato. I bambini ansiosi, generalmente, vengono descritti dagli insegnanti come: molto intelligenti, molto bravi e tranquilli.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Edo1511 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale tipico e atipico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Fiorilli Caterina.
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