L’ECCEZIONE E LA REGOLA
INTRODUZIONE
-Teoria di Zeno sull’ultima sigaretta: mondo a confine tra eccezione e regola dove la nostra
coscienza può autorizzare momentanee e isolate deroghe ad un fermo proposito
e “eccezione” richiamano la sfera del pubblico, della vita civile/sociale MA il loro
”regola”
significato è più ampio: sono alla base dell’esperienza umana, accompagnano la comprensione
dei fenomeni cardini culturali
sono
base alla formula “dell’eccezione che conferma la regola” si mantiene una compatibilità tra
in
evento nuovo discrepante e la regola fino a giungere a formare regole parallele: regole che
possono coesistere per lunghi periodi con le regole consolidate e canoniche una
preparano
nuova teoria che non abolisce immediatamente la prima(rimane ancora valida fino a quando la
nuova teoria diventa egemonica)
-Storia del mercante(Bertol Brecht): scopo di indagare il rapporto tra regola ed eccezione
tenendo presente il problema di ciò che può essere anomalo dentro la normalità e normale
dentro l’anomalia e regola dipendono dai punti di vista: spesso bisogna saper uscire
eccezione
dalla regola e dalla sua ovvietà per accorgendosi della sua stranezza, cercando di considerare gli
stessi eventi da un’altra prospettiva o confrontando quella regola con altre
e faticoso mutare prospettiva quindi l’essere umano ha previsto che quando le
difficile
eccezioni accadono confermano la correttezza della regola = ECCEZIONE CHE CONFERMA LA
REGOLA: risale alla pubblica difesa che nel 56 a.C. Marco Tullio Cicerone fa di Cornelio
Balbo(accusato di aver ricevuto in modo illegale la cittadinanza romana)
fa cadere le accuse dimostrandole prive di fondamento dal momento che, se
Cicerone
esplicitamente per alcuni popoli è stata vietata la concessione della cittadinanza, questo
significa che negli altri casi essa deve essere concessa(con Cadice non esiste alcun trattato
quindi non si tratta di un’eccezione) INCLUSIO UNIUS EST EXCLUSIO ALTERIUS: fatto di
principio
includere un’eccezione indica esplicitamente l’esclusione di altri casi
tempo il significato si è trasformato fino a diventare sinonimo di “ogni regola ha le sue
col
eccezioni e ogni eccezione ha la sua regola”: inusualità di un caso eccezionale fuori dalla norma
e che per questo rafforza la regola
legge/norma, tendenza statistica(rapporto tra regola ed eccezione come differenza
”regola“:
quantitativa)
-CIGNO NERO(Taleb): uomo impreparato a vedere cigni neri, cioè ad aspettarsi eventi
improbabili, e ciò perché segue le regole del teorema di Bayes ragionando in termini
probabilistici
LEGGE E REGOLA: ANTITIESI O SINTESI? (Margherita Cassano)
-REGOLA: prescrizione di un comportamento intersoggettivo convivenza si fonda su
armoniosa
2 capisaldi: certezza della legge e effettività della sua osservanza delle norme
fondamento
giuridiche risiede nella convinzione collettiva della necessità della loro osservanza, in quanto
necessarie per l’ordinata vita civile
-DIRITTO: insieme di valori non necessariamente scritti nella legge che trovano fondamento nella
tradizione storica e nella progressiva maturazione dello spirito di un popolo
-LEGGE: complesso di norme giuridiche che assumono il carattere della generalità e astrattezza
in quanto volte a disciplinare una pluralità di comportamenti umani riservare un
deve
trattamento uniforme quindi si pone in antitesi con la giustizia del singolo caso
DI ANTIGONE: Antigone, sfidando la legge posta dal padre Creonte, che impediva in tali
MITO
casi di dare sepoltura, decide di dare sepoltura al fratello Polinice e paga con la vita venendo
uccisa come simbolo di ideali più alti e Creonte come simbolo della legge che esige
Antigone
obbedienza uniforme e incondizionata
-Di fronte a mostri giuridici e agli orrori prodotti(es.Hitler: giudice deve trovare la soluzione
meglio corrispondente al sano sentimento del popolo tedesco) il freddo schermo della legge e la
riaffermazione del suo valore diventa un baluardo per riaffermare i diritti di libertà contro la
potente ingerenza del potere
-Calamandrei: sistema della legalità richiede un complesso prestabilito di norme generali e la
loro applicazione secondo regole precise per assicurare la certezza dell’uguale applicazione della
legge anche quando il contenuto della legge gli fa orrore deve applicarla non
giudice,
forzandola/intervenendo su di essa (nel 1944 muta le convinzioni affermando che, di fronte a
leggi immonde non si può giudicare il valore del principio di legalità)
-Jemolo: buon giurista è esperto e uomo giusto, dalla profonda sensibilità morale che dalla
esperienza fatta trae impulso a patrocinare riforme legislative =tormentate riflessioni,
caratterizzate da oscillazioni tra fedeltà alle norme scritte e rispetto dei principi fondamentali,
sono l’espressione più alta del complesso rapporto tra legge e diritto
-Costituzione: lunga, rigida(non modificabile da leggi ordinarie MA solo da costituzionali) fini
ai
dello sviluppo della democrazia è necessaria e sufficiente la diffusione dei diritti di
partecipazione: nel nostro stato si sta diffondendo indifferenza/apatia politica e si sta creando un
divario crescente tra costituzione formale e materiale i presupposti per la “democrazia
creati
per assuefazione”
si alternano brevi fasi contraddistinte da fenomeni di mobilitazione in situazioni
all’apatia
eccezionali in cui si riaccendono l’impegno e la partecipazione diretta alla vita pubblica
il ruolo democratico dell’individuo e la consapevolezza che una democrazia non
centrale
fondata sulle qualità della persona ma sulla massa è foriera di regimi autoritari
realmente definita deve porre al centro la persona, deve stimolarne/garantirne
democrazia
l’originalità(attitudine progettuale e di rinnovamento della vita) contrastando ogni forma di
conformismo/passività di un’opinione pubblica consapevole(ruolo fondamentale di
importanza
famiglia, scuola, strutture sociali intermedie)
-Negli anni potere legislativo e esecutivo hanno mantenuto immutate le prerogative anche se
sono caduti ostacoli all’effettività dell’intervento giudiziario in conseguenza dell’attuazione dei
principi di autonomia/indipendenza all’ordine giudiziario e della progressiva eliminazione di
vincoli formali all’esercizio dell’azione penale
si è assistito a fenomeni idonei a porre in crisi la legge: proliferazione
parallelamente
legislativa, volta a disciplinare ogni più minuzioso aspetto della vita sociale si trova
cittadino
nell’impossibilità di comprendere la regola a seguito della stratificazione di Più disposizioni sulla
stessa materia (nuove norme sono contraddistinte da formule ambigue)
=proliferazione legislativa e frequente frammentarietà di nuove disposizioni provoca la non
prevedibilità e non stabilità degli orientamenti giurisprudenziali: in un quadro di riferimento
complesso/contraddittorio è inevitabile la pluralità delle opzioni interpretative che si traduce in
un elemento di instabilità e non prevedibilità delle decisioni giudiziarie
a delegare alla sentenza irrevocabile del giudice ogni risposta in ordine a
tendenza
responsabilità di tipo politico, amministrativo, disciplinare o a rinviare ad un tempo successivo
alla pronunzia l’adozione di altri tipi di valutazione: snatura il significato più profondo
dell’ordinamento statuale, all’interno del quale ogni potere deve operare, nel rispetto del proprio
ruolo e delle proprie attribuzioni
=pur in presenza di un’abnorme proliferazione legislativa si registrano silenzi/lacune su questioni
che scaturiscono da nuovi modelli culturali che contemporaneamente allargano, forzano il
sistema tradizionale dei diritti fondamentali e pongono problemi di compatibilità/coesistenza e
prefigurano la possibilità di nuovi modelli unificanti
NON E’ GIUSTO! MA C’E’ UN GIUDICE A BERLINO?(Carugati e Selleri)
-Giustizia: percepita come vocabolario che le persone usano in modo diverso, a seconda delle
culture, per perseguire diversi interessi dall’infanzia, nell’esperienza
Kourilsky-Augever:
quotidiana, vengono acquisite coordinate giuridiche
NORMATIVA/GIURIDICA: processo di interiorizzazione di comandi
SOCIALIZZAZIONE
giuridici/regole che autorizzano le condotte e forniscono strumenti per l’iniziativa individuale,
predisposizione e orientamento all’obbedienza, processo di apprendimento dei diritti soggettivi e
acquisizione della consapevolezza di essere titolari di tali diritti e di poterli rivendicare davanti
alle autorità competenti di appropriazione dei concetti ma anche delle condotte
processo
pertinenti specifiche di ogni cultura
i costruttivisti l’accordo non è considerato come il prodotto di processi sociali ma il risultato
per
ottenuto in maniera indipendente grazie ad uno stesso meccanismo operante nei singoli
individui
-Smetana: differenziazione fra ciò che è morale e ciò che non lo è dipende da caratteristiche
specifiche delle relazioni sociali nelle quali i bambini crescono che conducono alla costruzione di
diversi tipi di conoscenza sociale oggettivi concernenti giustizia, danni,
MORALITA’(obblighi
diritti e si concretizza in azioni che hanno effetto diretto su benessere/diritti degli altri) e
CONVENZIONI(certe azioni giuste soltanto in virtù di un contesto sociale)
=CONVENZIONE: obbligo che non trova legittimazione nella legge naturale per
vantaggiosa
coordinare le interazioni sociali (≠AZIONI MORALI: esistono intrinsecamente in quanto tali)
=bambini hanno esperienza di un numero sufficiente di casi prototipici tali da attivare nella
mente la distinzione tra moralità e convenzioni(hanno la capacità di inferire le qualità morali
inerenti a certi eventi): principi imperativi di un codice morale che si fonda sulla razionalità sono
già presenti fra 3-5 anni la capacità di differenziare tra obblighi fondati sull’oggettività,
hanno
legge naturale, ragione e obblighi fondati sul consenso
-Comportamenti morali e convenzionali si verificano spesso nel corso delle stesse routine della
vita quotidiana ed è cruciale il rapporto tra concezioni che una cultura condivide circa il
significato di questi eventi e le procedure che gli adulti adottano per rendere
operante/giustificare queste proibizioni le indicazioni di ciò che è buono/giusto e le
cruciali
assegnazioni di diritti/doveri che la società prevede
-Distinzione fra regole morali e sociali già a partire dall’età prescolare: comprensione delle norme
morali è associata alle esperienze sociali che riguardano giustizia, equità, benessere altrui
MENTRE comprensione delle regole convenzionali è legata ad eventi regolati socialmente
-Se regole sono rappresentate sotto forma di script allora una regola è tanto più trasgredita
quanto più si allontana dal prototipo quotidiana caratterizzata da insiemi di routine
vita
quotidiane a loro volta caratterizzate da regolarità e da regole: rapidamente le richieste vengono
legittimate con argomentazioni di carattere morale quindi routine e regole convenzionali
assumono una connotazione morale
dal livello individuale(costruzione del giudizio morale di tipo individualista) ad un
passiamo
livello di analisi che collega la costruzione delle regole(sociali e morali) ai processi di
socializzazione e alla costruzione di astrazioni di regole
-Schemi pragmatici di ragionamento: insiemi di regole generalizzate che sono definite in termini
di classi di scopi e di relazioni con tali scopi implicazioni sia di ordine razionale che
contengono
di ordine morale(
-Set di regole che definiscono le routine quotidiane, in quanto frutto di decisioni/pratiche sociali
ed educative, è soggetto a modifiche: nel corso della socializzazione primaria i bambini non
hanno la possibilità di scegliere le persone per loro importanti, si devono arrangiare con gli adulti
scelti dalla sorte e l’interiorizzazione della realtà da essi prodotta è inevitabile(mondo degli adulti
è l’unico mondo esistente e concepibile per i bambini) il sistema di legittimazione
importante
che gli adulti definiscono e contribuiscono a far costruire/accettare ai propri figli
-DIRITTO ALL’EDUCAZIONE: è offerto a tutti i cittadini minorenni una definizione
solo
meramente formale di uguaglianza di opportunità in quanto ignora le influenze esterne che
rendono difficile una competizione effettiva da parte di studenti svantaggiati: scuola
meritocratica produce disuguaglianze sociali piuttosto che attenuarle
e giudizi scolastici sono pratiche sociali che si radicano nell’esprimere giudizi sugli altri
voti scolastica e istituzione giuridica presentano somiglianze: in entrambe è
istruzione
amministrato il potere di giudicare individui e emettere giudizi, sanzionare
positivamente/negativamente le persone scolastici possono essere concettualizzati
giudizi
come il prodotto di norme sociali presenti nel sistema scolastico e nel sistema sociale più
ampio(insegnanti si comportano in modo diverso con gli alunni più bravi, verso alunni mediocri
rivolgono maggiori critiche e svalutazioni)
insieme di condotte, valori, obiettivi e convinzioni documentabili negli insegnanti
ETHOS:
quando per loro lavorare in classe significa qualcosa, quando vale la pensa impegnarsi produce
iniziative tese a costruire uno spirito di collaborazione e coinvolgimento e concretizza
l’importanza dell’impegno diretto nel governo della vita quotidiana
tratta di una trasgressione se l’insufficienza è considerata sotto il profilo morale MA la
si
gravità è diversa se considerata frutto di mancato impegno(circostanza aggravante) o di
mancanza di abilità(circostanza attenuante) più giusto valutare più negativamente
considerato
insuccessi dovuti a mancanza di impegno rispetto a mancanza di abilità = giudizi scolastici si
ispirano a principi morali e insegnanti considerano giusto utilizzare al responsabilità personale
come un criterio per esprimere giudizi sui risultati scolastici
valutazioni negative per i risultati scolastici può essere considerata una forma di
ricevere
punizione ma può essere anche un obiettivo educativo: studente fa esperienza di sanzioni per
trasgressione ad una norma obiettivi delle sentenze: UTILITARISTICO(considera costi e
2
benefici: ridurre al probabilità del ripetersi di un crimine da parte del colpevole) e
RETRIBUTI
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