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Riassunto esame Pedagogia dell'infanzia e dell'adolescenza, prof.Tognazzi ,libro consigliato Lo strappo e la tela, Rizzardi

Riassunto per l'esame di pedagogia dell'infanzia e dell'adolescenza
e della prof. Tognazzi, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Lo strappo e la tela, Rizzardi, dell'università degli Studi Carlo Bo - Uniurb. Scarica il file in PDF!

Esame di Pedagogia dell'infanzia e dell'adolescenza docente Prof. B. Tognazzi

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ESTRATTO DOCUMENTO

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L’importanza della continuità delle cure materne!

Secondo Winnicott (1963) i processi di sviluppo iniziano sin dalla nascita e necessitano di!

un ambiente adatto che li faciliti.!

“una madre e un padre hanno dato inizio ad un processo evolutivo che determina!

l’esistenza di un abitante nel corpo della madre e poi nelle sue braccia e infine nella!

casa fornita dai genitori”!

Il primo ambiente che il bambino incontra è costituito dalla coppia-madre anche se il!

neonato non ne è ancora consapevole.!

Winnicott scrive:!

“c’è un momento in cui il bambino non conosce la madre nel momento in cui!

conosce solo la madre “!

è un paradosso per spiegare che il bambino nella fase iniziale della sua esistenza non fa!

un’esperienza consapevole dell’esistenza di un oggetto.!

Dunque,per Winnicott l’oggetto è inizialmente assente e subito dopo è creato dal!

bambino come oggetto soggettivo ,grazie al rapportarsi alla realtà nell’illusione di essere!

lui stesso a creare l’oggetto che soddisfa il suo bisogno.!

L’autore chiama questo primo stadio di “dipendenza assoluta e inconsapevole” la madre e!

il bambino sono tutt’uno ,non vi è una differenziazione fra il Me e il Non-Me.!

Essi costituiscono una organizzazione dinamica individuo-ambiente dove la made è iò!

guscio e il bambino il nocciolo.!

Attraverso cure materne sufficientemente buone ,attraverso la tecnica,l’holding e la!

gestione complessiva ,il guscio può gradatamente essere tolto e il nocciolo può cominciare!

ad essere un individuo.!

questo avviene solo se la madre si torva nello stato di preoccupazione materna primaria!

cioè d identificazione profonda con il bambino;capace di soddisfare e adattarsi ai suoi!

bisogni generando in lui l’illusione onnipotente che egli stesso ha creato con il suo stesso!

desiderio.!

In questa prima fase il bambino è inconsapevole dei suoi bisogni e non percepisce un!

ambiente esterno perchè è lui che crea ciò di cui ha bisogno .!

La madre capace di sottomettersi a lui è in grado di preservare la continuità dell’esistere!

del figlio.!

Qualsiasi urto o mancanza di adattamento provoca una forte reazione nell’infante ,una!

reazione che interrompe la continuità.!

nella dipendenza assoluta il figlio percepisce la continuità,l’essere fuso con la madre!

sperimenta in lui la fiducia.!

La madre sufficientemente buona svolge 3 importanti funzioni:!

-Holding!

-Handling!

-Presentazione dell’oggetto!

Holding!

letteralmente sostenere descrive la capacità di contenimento ,di supporto,il tenere!

sua fisicamente che psicologicamente il bambino.!

la madre-ambiente riconosce i bisogni dell’infante.!

Le sensazioni si legano al corpo e il bambino inizia a percepire che esse!

provengono dal suo interno.!

Questa esperienza consente la graduale integrazione delle!

esperienze ,nell’integrazione graduale dell’Io.!

E’ come se la madre assumesse su di sé stati che vengono restituiti al bambino in!

modo rassicurante,modificati ,presentati in un modo da affrontare le esperienze in!

un modo non troppo distruttivo.!

Bion —> funzione di contenitore! Réverie!

Tale processo che si svolge inizialmente nel contenitore è denominato

intendendo con ciò l’uso da parte della madre della propria empatia con il fine di!

meteabolizzare in se stessa ciò che il bambino non è ancora capace di accogliere.!

la madre rappresenta l’ambiente necessario affinché i bambino possa fare l’esperienza di!

esistere ,di essere se stesso,favorendo così i processi di integrazione e personalizzazione!

che prevedono l’insediamento della psiche nel corpo dell’infante.!

Il bambino non è ancora consapevole che la madre-ambiente e la madre-oggetto sono la!

stessa persona.! prestazione dell’oggetto

Altra funzione materna importante è la che consiste nella!

capacità graduale e progressiva della madre di presentare al bambino a realtà esterna!

oscillando tra illudere il bambino di essere Dio e disilluderemo in modo che il bambino!

stesso oscilli dall’essere fuso con Lei al cercare la madre ,disillusione che favorisce!

gradualmente la differenza tra Me e Non-Me.!

winnicott si riferisce alla crescente capacità del bambino di distinguere tra Me e Non-Me.!

Se il bambino si è abituato gradatamente ad essere separato dalla madre nella realtà per!

non più di x+y minuti ,diventa capace di ricordarla e conservarla nella!

mente ,avvicinandosi molto al concetto dell’essere solo.!

La madre non sufficientemente buona che non sa rispondere al gesto spontaneo del!

bambino non sopravvive agli attacchi del bambino ed interferisce con il suo sviluppo!

emozionale.!

una delle conseguenze a questo stile materno è rappresentato dallo sviluppo di un Falso!

Sé compiacente.!

Lo sviluppo del bambino procederà alla fase successiva quella dell’Io sono solo!

caratterizzata da una sempre maggiore consapevolezza.!

l’affidabilità fa sì che il bambino possa essere solo e possa godere di esserlo per un!

periodo di tempo limitato.!

Con il passare del tempo l’individuo introietta la madre che dà sostegno all’Io ed in questo!

modo diventa capace di essere solo senza avere il bisogno di far frequente riferimento alla!

madre o al simbolo.!

La sicurezza e la garanzia della continuità permettono di affidarsi ,di dare fiducia a chi ha!

offerto le cure necessarie per la crescita.!

Sara mostra difficoltà nel fidarsi e affidarsi ed è questo un obbiettivo che la!

psicoterapia ,attraverso il setting ,la continuità ma soprattutto attraverso la relazione con il!

terapeuta si propone di fornirle ,dandole l’opportunità di vivere un’esperienza di un!

ambiente continuativo così che possa diventare anche per Lei affidabile.!

Fallimenti e deprivazioni da parte dell’ambiente!

Winnicott afferma che la salute mentale del bambino viene fortemente compromessa!

qualora la madre non sia in grado di entrare in uno stato di preoccupazione primaria.!

questo avviene se la madre è depressa o se la sua mente è occupata da altre!

preoccupazioni oppure se risulta inaffidabile ,incostante …tutte caratteristiche che si!

ripercuotono sul bambino e che hanno l’effetto peggiore sul suo sviluppo poiché la natura!

inaffidabile dell’ambiente viola l’elemento centrale del senso di Sé ,di un Sé potenziale che!

deve trovare le giuste condizioni per potersi sviluppare.!

Gli abbandoni ripetuti di Sara non le hanno consentito di interiorizzare i legami in quanto il!

tempo di attesa della madre è stato prolungato e infinito.!

Dopo x+y minuti per il bambino c’è il trauma .!

Il trauma implica che il bambino ha sperimentato una rottura nella continuità dell’esistenza.!

Il bambino che non ha ricevuto cure adeguate non può vivere gli urti ambientali come sue!

proiezioni perché non ha ancora raggiunto lo stadio di strutturazione dell’Io.!

Se la madre fallisce nella sua funzione di copertura dell’Io ,nella sua capacità di!

proteggere il bambino dagli urti dell’ambiente,nella capacità di illudere il bambino e!

disilluderlo gradualmente le conseguenze che si possono incorrere sono diverse tra cui!

distorsioni dell’organizzazione dele funzioni dell’Io.!

Il ripetersi dei fallimenti dell’ambiente in età precoce determina nell’infante!

un’indebolimento all’Io in costruzione.!

Quando le funzioni di holding falliscono ,la madre non protegge il bambino da angosce!

impensabili ,per questo il bambino ,potrà instaurare difese che se mantenute possono!

trovare uno stato di malattia.!

Tra queste difese c’è la dissociazione che impedisce il raggiungimento dell’integrazione!

della personalità(il bambino raggiunge lo stato di integrazione quando diventa!

consapevole che le 2 madri della sua fantasia madre -oggetto e madre -ambiente sono!

un’unica persona ).!

ci sono situazioni come l’adozioni in cui la continuità del Sé è minacciata di!

innumerevoli interruzioni ,traumi che derivano dal distacco, da perdite e ciò può!

comportare la strutturazione di uno stato patologico con gravità bordline!

Patologia e discontinuità: livello di gravità borderline!

La storia di sara fu connotata da diversi traumi che le hanno impedito di sviluppare un!

senso di identità forte ed integrato.!

Rispetto alle esperienze di abbandono Cricetti scrive che :!

“ il bambino è abbandonato non quando è stato concretamente abbandonato bene!

fin dal momento in cui è stato concepito perchè non incluso in un desiderio che lo!

prevedeva come presenza su cui investire…”!

Rispetto al livello di gravità bordline i fallimenti possono risalire ai tempi in cui l’infante non!

è ancora consapevole dell’esistenza di un Non-Me ,periodo in cui dovrebbe fare!

esperienza di una dipendenza assoluta ,dovrebbe godere di uno stato di fusione con la!

madre che spinta da un movimento di profonda identificazione con il bambino provvede al!

soddisfacimento dei suoi bisogni.!

Se ciò non avviene ne deriva un narcisismo primario scarsamente nutrito;esso coincide!

con l’interiorizzazione da parte del bambino degli aspetti goduti da parte della

coppiamadre.!

è rappresentato dalle parti che ognuno di noi ama di se stesso,coincide con il!

senso di sé ,con il sentirsi desiderabile.!

è il luogo della nostra dignità personale.!

Sara non ha sviluppato una preoccupazione stabile verso il suo Vero Sé,un senso della!

propria dignità personale.!

Sara dovette adeguarsi alla situazioni che la vita le aveva riservato.!

I comportamenti di Sara nascondevano la sua necessità di vivere quel rapporto

coppiamadre!

che le era stato negato; i suoi comportamenti reclamavano un soddisfacimento.!

era continuamente in cerca di braccia materne che la accogliessero.!

la ricerca delle amicizie da parte di Sara era immediata,senza filtri,il suo unico bisogno era!

quello di sentirsi subito accolta e amata.!

non tollerava l’attesa ; l’attesa che naturalmente esiste prima di creare un solido rapporto!

di amicizia.!

come se non avesse ancora sviluppato un compagno interne che la aiutasse ad aspettare.!

Sara per diversi dalle angosce strutturo un Falso sé mantenendo isolato e protetto il Vero!

Sé ma non consentendone una vera e reale crescita.!

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discontinuità: tra continuità e patologia in adolescenza!

L’adolescenza è considerata la ricapitolazione del primo anno di vita.!

In adolescenza di ricapitolano le esperienze precoci ,i legami oggettuali con la!

coppia genitoriale ed in generale le relazioni oggettuali .!

immaginiamo che se qualcosa non è andato per il verso giusto nei primi 3 mesi di vita!

( periodo dove si colloca la nascita del senso di Sé, della distinzione tra Sé e l’altro!

compiuto attraverso il progressivo riconoscimento di un oggetto sufficientemente!

integrato ,altro da Sé) ci si dovrà aspettare nell’epoca adolescenziale l’incontro di un tale!

fallimento.!

Polarità esperienziali in adolescenza!

l’adolescente non è ancora una persona unificata e delimitata ma è un camp aperto di!

forze molteplici tra loro in conflitto ;!

il suo corpo disorienta per le sue imprevedibilità e i suoi eccessi ,per i suoi mutamenti!

repentini .! organizzazione psichico

Crocetti ha definito l’adolescenza un in quanto prevede!

rotture,!

scompensi,!

confusioni,!

nuove esperienze,!

progetti che servono per la ristrutturazione della personalità.!

il vissuto di trasformazione dell’adolescenza sembra spezzare il senso di continuità di se!

stessi dando luogo a sentimenti di disorientamento e incompletezza con la perdita di punti!

di riferimento .!

Forze molteplici e contrastanti con cui l’adolescente si confronta e con le quali fa!

esperienza sintetizzate in quelle che Cricetti individua come polarità esperenziali:!

- Dipendenza \ Autonomia (l’adolescente ha il bisogno di attaccare i suoi genitori per la!

necessità di separarsi da essi )!

- Continuità \ Discontinuità ( continuità che esprime il bisogno di mantenere una!

tradizione interna di Sé e ha a che fare con la consapevolezza dell’esperienza di!

sé.Discontinuità è quel luogo in cui si colloca la trasgressione che rompe gli equilibri in!

adolescenza )!

- Confusione \ Ricerca di Identità(lutto e perdita sono aspetti che connotano il mondo!

interno dell’adolescente che tenta di esprimerli attraverso la disperazione,tristezza e!

confusione. I sentimenti di perdita sono innumerevoli uno di questi è la perdita del corpo!

infantile che è in via di sviluppo.!

- Adulto \ Bambino (fa riferimento al movimento dell’adolescente verso il polo adulto o!

verso quello dell’infante ;l’adolescente eccessivamente adultizzato manifesta una fuga!

in avanti verso l’età adulta e la presenza della polarità infantile viene espressa!

dall’dolescente attraverso la ricerca di coccole; il movimento verso il mondo adulto non!

è facile perchè questo ha una caratteristica che l’adolescente rifiuta: l’ambivaenza.!

in adolescenza c’è il rifiuto delle false soluzioni in quanto non si accettano mediazioni!

perchè o è bianco o è nero.)!

- Maschile \ Femminile( il ragazzo per esempio deve essere liberato dalla sua parte!

femminile che collocherà sulla compagna )!

- Pubblico \ Privato (riguarda il senso di Sé e della propria dignità personale ; uscire dal!

privato per mostrarsi al pubblico significa essere capaci di autogratificazione ,godimento!

di Sé e delle proprie potenzialità che permettono di affrontare la realtà senza timore!

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Il filo di paglia!

Aspettando Sara !

quando i genitori raccontarono la storia di Sara rimasi colpita dalle discontinuità che

questa ragazza subì.!

il primo distacco fu quello con i genitori naturali;poi il distacco dalla nonna materna;poi

l’istituzionalizzazione e la separazione dal fratello che fino ad allora aveva rappresentato

l’unico elemento di continuità nella sua vita .!

! “Quando parla non si capisce cosa dice,&

dice cose sconnesse che non seguono un filo logico,&

non si lava,&

è estremamente aggressiva,&

risponde male,&

è arrivata in italia con una diagnosi di oligofrenia,”&

!

-Così mi fu presentata Sara-!

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Iniziai così a domandarmi se ero all’altezza per affrontare questa situazione ,!

mi figurai la ragazzina come un essere incomprensibile ,un extraterreste,!

avevo paura di non essere capace di affrontare una situazione così complessa ma

l’incontro con Sara fu importante perché mi diede l’opportunità di confrontarmi con queste

angosce scoprendo che in realtà si trattava di una ragazzina sofferente,intenta a

nascondere le sue difficoltà,i suoi dolori ,a mascherare la sua aggressività arrivando ad

annullarsi completamente.!

Cercai di mettermi nei suoi panni ,di identificarmi con lei per poter comprendere meglio i

suoi punti di vista ,i suoi bisogni,le sue necessità ma cercai comunque di mantenere la

distanza necessaria che mi consentisse di esserle d’aiuto e svolgere cosi una funzione

terapeutica.!

Sara fu molto pensata e considerai questo un primo ed importante elemento terapeutico:

così come la coppia genitoriale pensa al proprio bambino e lo colloca in una costellazione

di pensieri e desideri; anch’io mi ritrovai a pensare a Sara ,a come accoglierla ,a come

sarebbe stata o il nostro lavoro insieme ,se davvero le sarei stata d’aiuto o se forse questa

situazione era per me troppo grande.!

Da tutto questo derivò la necessità di portarla in supervisione ,di essere aiutata dal

supervisore a scorgere le rabbie e le dense emozioni che la ragazzina sperimentava.!

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L’utilizzo del setting!

è fondamentale la continuità,l’affidabilità e la stabilità del setting.!

Fu fondamentale per Sara la possibilità di avere una continuità di rapporto con l’analista

che le consentì progressivamente di unificare quegli aspetti di sé che non avevano potuto

integrarsi nel rapporto primario.!

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Il setting in adolescenza!

Winnicott definiva il setting come l’insieme di tutti i particolari che riguardano la

conduzione dell’analisi intendendo con tutti i particolari la gamma dei comportamenti non

verbali,i sentimenti dell’analista,ecc..!

Winnicott

Per il setting coincide con l’ambiente di holding in cui il paziente gravemente

danneggiato da un precoce fallimento ambientale può avere la possibilità di curarsi in un

setting altamente spacializzato.!

con ciò affermava che l’ambiente di holding e e l’affidabilità del setting erano gli elementi

che consentivano al paziente di ricercare il proprio Sé.!

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Crocetti(1998) ,rivisitando Winnicott afferma che ha individuato 3 mete fondamentali

che dovrebbero essere acquisite per il raggiungimento di un equilibrio psichico

della persona:!

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-la graduale integrazione delle funzioni dell’Io—> essa consiste nella necessità di

ognuno di integrare le varie funzioni dell’Io (memoria,percezioni,movimento,relazione)

affinché possano essere collegate tra loro!

-la personalizzazione—> ha come luogo di realizzazione proprio l’adolescenza e consiste

nell’appropriazione soggettiva dei processi di crescite e di relazione ,nella soggettivazione

dell’esperienza e della capacità di relazionarsi con gli altri attraverso l’esposizione di sé

come oggetto.!

Tale processo è graduale ,lento e non si conclude ma nell’arco della vita !

-la realizzazione delle relazioni oggettuali —>ovvero il modo di essere in relazione con

l’altro esterno da sé.!

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Queste 3 tappe evolutive possono essere ricondotte a 3 importanti aspetti che

riguardano le cure materne quali:!

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-l’holding—>ovvero il tenere,il sostenere da parte della madre il proprio bambino in modo

da favorire il processo di integrazione delle funzioni dell’Io.!

-l’handling —> ovvero il gestire ,il manipolare il bambino favorendone la

personalizzazione!

-la presentazione dell’oggetto —> che è correlata con la relazione oggettuale.!

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Questi 3 aspetti si presentano contemporaneamente nel lavoro con gli adolescenti ed è

importante tenerne conto: solo un setting strutturato può consentire a questi aspetti di

emergere,di essere decifrati e accolti ma soprattutto affrontati nelle loro varietà e nelle loro

variazioni.!

Il setting rappresenta un’estensione del terapeuta ,parla della persona ed è importante che

in adolescenza esso si presenti fermo,stabile ed elastico capace di adeguarsi ai

cambiamenti dei pazienti.!

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Nel setting con l’adolescente deve essere prevista una flessibilità tecnica,una

tolleranza ,ovvero il ragazzo può trasgredire e attaccare anche quelle regole concordate.!

Il terapeuta indipendentemente del modello teorico di riferimento deve essere capace di

adattabilità,elasticità,tolleranza .!

Winnicott diceva che una delle più grosse difficoltà del terapeuta è quella di adattarsi alle

difficoltà del paziente ,ovvero far si che il paziente possa far libero uso dell’analista per

come ne è capace.!

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La terapia con l’adolescente!

la terapia con l’adolescente è una terapia preventiva e consiste nel tentativo di limitare la

frammentazione del sé .!

Il compito dell’analista non è quello di divenire la madre del paziente ma di offrire al

paziente solo alcune funzioni materne come quella di scudo protettivo e di Io ausiliario.!

L’analista può favorire processi di integrazione ovvero cercare di riunificare parti scisse

attraverso l’holding offerto dal setting.!

Il terapeuta deve avere la capacità di contenere in sé vissuti molto dolorosi ; deve poi

manipolarli e presentarli al paziente in modo già digerito.!

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La ricerca della continuità nel setting !

i primi incontri con Sara furono caratterizzati dal suo iniziale smarrimento rispetto al lavoro

terapeutico appena avviato ,lavoro centrato sulla relazione con il terapeuta ,con una

persona che si occupava di Lei.!

Da un lato emerse la fatica di Sara nel dover essere protagonista di quelle esperienze;

mentre dall’altro emergeva il suo disorientamento e la sua estraneità per quegli aspetti di

continuità che caratterizzavano la stanza d’analisi : frequenza settimanale;vedersi alla

stessa ora dello stesso giorno per tutto il mese e per quello successivo .!

Il lavoro terapeutico,il setitng e la presenza del terapeuta rappresentarono per Sara come

un contenitore,una scatola che le era stata messa a disposizione e che ogni volta

ritrovava.un contenitore all’interno del quale poteva portare sè stessa con i suoi

sentimenti,emozioni e riconoscere aspetti che la riguardavano.!

Sara ebbe bisogno di mettere alla prova questo contenitore ,quanto avrebbe potuto

reggere ,se fosse stato abbastanza solido e robusto per contenere tutto anche le sue parti

più distrutitve.!

Sara inoltre riempi la scatola una serie di oggetti destinati a divenire il contenuto,oggetti tra

loro diversi ; sembrò quasi che il suo intento fu quello di riempirla ,non importava con che

cosa,ma non apprezzava il fatto di avere un contenitore vuoto.!

La scatola che il terapeuta propose a Sara voleva essere come una mente che contiene

pensieri ,ricordi ,emozioni ,un contenitore capace di raccontare una storia nel momento in

cui ci si sarebbe soffermati a guardarne il contenuto.!

I numerosi oggetti che Sara vi ripose rappresentavamo parti frammentate di sé e l’impulso

che manifestò nel riempirla era espressione del suo bisogno di rassicurarsi rispetto ai suoi

vuoti affettivi originari ,al suo bisogno di vederli colmati.!

nella storia di Sara la permanenza dell’oggetto non fu sviluppata perché non vi fu una

continuità nelle cure materne.!

Man mano che il lavoro andava avanti Sara acquisì più fiducia nel ritrovamento delle

proprie cose.!

La scatola divenne un contenitore di oggetti preziosi ,oggetti che avevano una valenza

affettiva ma che custodiva lei stessa e su cui poteva esercitare un pieno controllo .!

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Una volta Sara trovò un filo di paglia sul tavolo che depose all’interno di un barattolo e

disse: !

“ La prossima volta controllo se c’è ancora “!

e così fece la volta sucessiva.!

Era come se ogni volta Sara volesse verificare se riusciva a dare senso a quel filo

sperduto e ritrovato.!

Sara a volte si arrabbiava quando vedeva alcuni oggetti cambiati di posto o quando la

stanza era in disordine; la sua necessità di fare ordine forse era legata al suo desiderio di

fare ordine denaro di sé .!

Sara arrivò alla conclusione che il terapeuta non era un oggetto sé ,ma piano piano iniziò

a percepirlo come un oggetto oggettivo; come una persona con una propria vita che

sfuggiva al suo controllo onnipotente.!

Sara arrivò ad un importante stadio : MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA DI Sé E

DELL’ALTRO.!

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L’uso del terapeuta!

l’inizio del 2 anno di terapia fu per Sara anche l’inizio di una nuova fase di crescita della

relazione tra il terapeuta e Sara.!

Sara parlò delle sue amicizie,delle liti con i suoi genitori e del rapporto con i ragazzi.a volte

sembrava aperta ,a volte chiusa nel suo giubbotto di jeans.!

così come non piaceva mostrare l’interno del suo giubbotto perché non le piaceva il

colore, a Sara non piaceva neanche mostrare il suo vero sé,La parte di lei più autentica.!

Sara iniziò a domandarsi fino a quando si sarebbe dovuta recare ai nostri incontri,quando

il nostro lavoro si sarebbe concluso.!

Sara percepì che il terapeuta non era più un oggetto sé ma bensì una persona altra da

sé ,un Non - me.!

Sara chiese quando partì per una gita scolastica di essere tenuta a mente anche quando

non c’era.!

In quel periodo riportò in seduta le insoddisfazioni e le incomprensioni che viveva in

famiglia.!

Diceva che era stanca le continue richieste ,che aveva altro a cui pensare.!

Espresse sentimenti di rabbia verso i suoi genitori ma anche verso il terapeuta; sentimenti

che furono riconosciuti dallo stesso terapeuta senza mostrarsi risentito.!

Di seduta in seduta Sara manifestò la sua aggressività in modo sempre più diretto ,anche

se mai in modo eclatante,attraverso lamentele perché trovava in disordine ,il pensiero che

un’altro bambino fosse stato in quel luogo che sentiva appartenerle sempre di più.!

Tali manifestazioni avveniva quasi sempre nel periodo prima che lei sarebbe dovuta partire

per le vacanze ; iniziava ad esprimere il desiderio di voler interrompere i nostri incontri

anticipando così la separazione dove era lei ad abbandonare il terapeuta per non subire

lei stessa l’abbandono.!

Nel rapporto terapeutico si era concessa di rivelare la parte più autentica di Sé ,quella più

scomoda perché incrementava il rischio che l’altro non la volesse.!

una volta Sara arrivò in forte anticipo ed incontro il paziente che la precedeva.manifestò

tutta la sua rabbia affermando che non voleva più venire perché era stanca .!

“ poi hai l’altro bambino”!

come se volesse far sentire al terapeuta il dolore che l’abbandono comporta.!

era molto arrabbiata e questo incontro ci permise di affrontare il tema dell’aggressività ,di

come la percepiva e di come vive questo sentimento ,di come a volte sentiva di essere

molto cattiva quando si arrabbiava temendo di distruggere tutto.!

ma ,il terapeuta era sopravvissuto ai suoi attacchi e continuava ad aspettarla .Sara ebbe

modo di ripetere la sua aggressività molte e molte volte per esserne davvero sicura.!

Sempre più la funzione del terapeuta fu quella di funge da Io ausiliario,un Io esterno.!

Al compimento del suo 16esimo anno iniziammo a parlare di lei,di quando era nata,della

sua famigia,dei suoi affetti anche se non ne amava parlarne.!

Sentii che il lavoro terapeutico aveva contribuito ad una crescita della ragazzina ,crescita

avvenuta all’interno di una relazione con il terapeuta.!

Sara aumentò la consapevolezza di sé e la possibilità di fidarsi e affidarsi.!

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Obbiettivi terapeutici!

L’obbiettivo era muoversi verso la capacità di ricostruire legami connotati da una sana

ambivalenza e dalla capacità di essere in relazione senza confondersi con l’altro.!

Negli incontri con Sara il primo obbiettivo è stato quello di creare un confino tra Lei e l’altro

riconoscendo la sua collocazione nella realtà esterna per acquisire una maggior

consapevolezza di sé e l’altro ,dei suoi limiti ,dei propri bisogni .!

Un’ulteriore obbiettivo fu quello di acquisire un pensiero critico di sé e nei confronti della

realtà esterna.!

Occorreva aiutarla anche a far crescere in Lei un senso di dignità personale,valore di

sé ,di stima,di amor proprio recuperando un narcisismo perduto.!

In certi momenti sentii la necessità di assumere una funzione di Io ausiliario proponendomi

come persona esterna che l’accompagnava nella lettura della realtà.!

Il setting le consentì di vivere un’esperienza di continuità nel tempo in cui le sofferenze ,i

suoi dolori ,le sue rabbie potessero essere vissute senza che la figura del terapeuta

sparisse .!

In sintesi il lavoro terapeutico con Sara fu quello di aiutarla ad isolarsi meno nel mondo

che lei stessa creava e che gestiva a modo suo.!

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Vi fu l’intento di aiutarla a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé CERCANDO

DI RECUPERARE IL Sé AUTENTICO ,ACCRESCERE LA FIDUCIA IN Sé STESSA ,LA

SUA CAPACITà CRITICA .!

Cercai di proporgli una realtà si setting in cui aveva la possibilità di sentirsi anche “diversa

“.!

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Riflessioni conclusive !

il mio intento in questo lavoro era quello di condividere una mia scoperta,in senso

Winnicottiano,come se avessi scoperto ora una cosa molto importante: !

l’importanza del setting,dell’ambiente ,nel lavoro con bambini fortemente deprivati ,ma soprattutto

l’importanza della relazione con essi.!

La stanza d’analisi potrebbe essere intesa come un’area transizionale tra realtà e mono interno in

cui il paziente può recuperare tappe dello sviluppo importanti e non completamente risolte.!

L’analista può divenire colui che fornisca per la prima volta al soggetto le condizioni ambientali

primarie che le sono mancate .Può fungere da madre-ambiente ,da madre-oggetto,svolgere

funzioni di holding,handling,presentazione dell’oggetto.!

Può inoltre fungere da Io ausiliario ,da filtro protettivo senza però essere la madre.!

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Nella psicoterapia il paziente potrà sentirsi vero e completo solo se avrà la possibilità di ricostruire

la continuità interrotta e quindi di entrare in rapporto con gli oggetti in modo reale.!

Sara mi ha insegnato che si può fare psicoterapia solo se si è disposti di concedersi

completamente; far sì che l’altro possa usarci.!

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Capitolo 2!

Sulla disprassia . Note psico-dinamiche da un caso clinico!

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Disprassia: problema dell’organizzazione del movimento che può anche influenzare

l’andamento di un bambino a scuola.!

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E’ un percorso arduo quello che ci spinge a cercare di capire le esperienze precoci

avvenute nel rapporto bambino \ coppia-madre.!

Sono esperienze quasi informulabili perché situate fuori dalla parola,in epoche in cui il

linguaggio non è ancora accessibile e solo corpo comunica e se stessi il suo messaggio.!

Nelle fasi iniziali della vita è il corpo che con le sue espressioni e movimenti comunica

(Crocetti,2004).!

Il caso che descrivo è quello di un ragazzo a cui è stato diagnosticato attorno ai 5 anni Un

disturbo dello Sviluppo della Coordinazione Motoria.!

A livello eziologico ( Terapia eziologica, mirata a combattere la causa della malattia

(contrapposta a terapia sintomatica) i ricercatori che si sono occupati di tale disturbo

ritengono che alla base ci sia un deficit originario di tipo neurofisiologico ,di cui però non si

hanno al momento attuale elementi scientifici precisi.!

Come scrive Colette Audry :!

“ il dramma del bambino si è svolto talvolta 20,40 anni prima che egli nascesse. E i

protagonisti sono stati i genitori e forse addirittura i nonni…; quali frustrazioni,quali

rimpianti di un paradiso perduto,quale disperazione,formano già in precedenza il

sentimento che fin dalla gravidanza lega la madre all’essere che uscirà da Lei.”!

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Guido Crocetti parla dell’importanza della preistoria del bambino e di quanto questa possa

coincidere sulla sua storia.!

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Nella prima parte del racconto verranno descritti elementi che caratterizzano la disprassia;!

Nella parte centrale si trova la descrizione dei primi incontri diagnostici con i genitori e

delle esperienze del ragazzo;!

Nella parte conclusiva saranno approfonditi gli aspetti teorico - clinici e psico-dinamici ;!

Nell’appendice sono riportate le descrizioni che il DSM-IV e l’ICD-10 danno del disturbo in

esame.!

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1.La disprassia evolutiva: i disturbi dello sviluppo pratico!

1.1 Descrizione nosologica e fenomenologia della disprassia!

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Quando la neuropsicologia cominciò ad occuparsi di bambini con sviluppo alterato

delle abilità motorie,sembrò inevitabile che vennero descritti come bambini goffi e

scordinati che non sembravano sindromi neuromotorie maggiori dunque :!

bambini disprattici.!

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Attualmente la nosografia ufficiale ha segnato la categoria dei disprattici l’etichetta

di disturbo di sviluppo della coordinazione inserendolo tra i disturbi delle capacità

motorie,che con disprassia evolutiva e disprattognosia si ritrovano alternativamente

in letteratura per riferirsi alla stessa categoria nosografica.!

La disprassia può anche influenzare il modo di apprendere a scuola.!

Il bambino può scrivere lentamente e non chiaramente, avere difficoltà nel seguire

o ricordare le istruzioni, essere incapace di parlare chiaramente, avere problemi

con la lettura e la matematica.!

Rimane ancora irrisolto il quesito : “ da quale tipo di lesione è determinata e in

quale struttura del cervello si trova l’anomalia “!

Il tentativo di risposta proveniente dal concetto di danno cerebrale minimo è

considerato dagli ambienti scientifici insoddisfacente.!

L’unica definizione che ci rimane è che la disprassia è il risultato del fatto che

alcune parti del cervello non si sviluppano in modo corretto.!

!

1.2 Descrizione Psico-dinamica delle patologia nell’area della conoscenza e

della coscienza del proprio corpo!

!

Il rapporto che abbiamo del nostro corpo è di conoscenza e coscienza.!

In tal senso si distinguono 2 aree di indagine: !

I disturbi dovuti ad una inadeguata organizzazione della conoscenza e i disturbi

dovuti ad una alterazione della coscienza e del vissuto del proprio corpo.!

!

Disturbi dovuti ad una inadeguata organizzazione della conoscenza del

proprio corpo:!

per avere una adeguata organizzazione è necessario che il bambino abbia : !

- capacità di percezione propriocettiva ed eterocettiva !

- capacità di sintetizzare le diverse percezioni, cioè collocarle in un’insieme che

abbia un significato!

- capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo!

- capacità di apprendere,elaborare,integrare parole e concetti che riguardano il

proprio Io corporeo!

- capacità di rappresentare il proprio corpo a livello immaginativo!

!

C’è un corpo reale che diamo per scontato,un corpo conosciuto non sempre

corrispondente a quello reale e un corpo immaginato fatto di tracce mnestiche,di

proiezioni .!

Queste sono le condizioni che il bambino deve incontrare negli anni della scuola

materna affinché possa strutturarsi un’immagine del proprio corpo conosciuto ,

inteso anche nel senso della conoscenza di quelle parti di sé non direttamente

conosciute,a volte neppure davanti allo specchio.!

!

Nel corso dello sviluppo precoce possono verificarsi situazioni o prodursi fattori che

rendono inadeguata, difficile o impossibile la conoscenza e la capacità di

rappresentarsi i proprio corpo.!

- Fattori Bio neurologici : lesioni congenite o acquisite!

- Fattori Psico-motori: immaturità neuronale !

- Fattori Psico-neurologici: ritardo mentale !


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinajagothor di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia dell'infanzia e dell'adolescenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Tognazzi Barbara.

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