ERRORI DA NON RIPETERE
-Non è ciò che ci è accaduto da piccoli il fattore cruciale, è il significato che abbiamo attribuito a
come queste esperienze hanno influenzato la nostra vita: sviluppo in un bambino di un
attaccamento sicuro verso i genitori è strettamente correlato alla capacità di essi di
comprendere le proprie esperienze infantili i genitori diventano capaci di riflettere sulle
quando
loro esperienze infantili sono in grado di operare scelte più efficaci nel rapporto con i propri figli
modo in cui comunichiamo con i nostri figli ha un profondo impatto sul loro sviluppo: la
il
nostra capacità di stabilire comunicazioni empatiche/attente alle esigenze del bambino lo aiuta a
sviluppare un senso di sicurezza che gli fornisce una base per affrontare il mondo di
capacità
comunicare correlata alla capacità di dare un senso agli avvenimenti passati, di capire e
integrare le nostre esperienze infantili e di accettarle come parte della vita
assenza di questi processi di riflessione il passato tende a riprodursi nel rapporto con i figli,
in
ricreando gli stessi modelli negativi di relazione che ci hanno danneggiato nell’infanzia: relazione
genitore-figlio costituisce nei primi anni una parte importante delle esperienze che plasmano la
personalità del bambino (individui che hanno avuto da bambini relazioni positive manifestano
una maggior resistenza psicologica)
-Elementi essenziali dell’approccio alla relazione genitore-figlio:
vivere nel presente, consapevoli dei nostri pensieri/sentimenti e pronti a
CONSAPEVOLEZZA:
percepire quelli dei nostri figli permette di essere pienamente presenti nelle interazioni con
ci
gli altri e di rispettare le loro esperienze individuali (bambini imparano a conoscersi attraverso il
modo in cui comunichiamo con loro) = essere consapevoli vuol
dire essere capaci di scegliere comportamenti che rispondono alle esigenze emozionali dei figli
AD APPRENDERE: figli ci danno la possibilità di crescere e esaminare questioni
DISPONIBILITA’
lasciate in sospeso legate alle nostre esperienze infantili alla vita che prevede
approccio
disponibilità ad imparare ci permette di affrontare il ruolo di genitori con la mente aperta: ci offre
l’opportunità di continuare ad apprendere mentre riflettiamo sulle nostre esperienze a partire da
punti di vista inediti e continuamente soggetti a cambiamenti
DI RISPOSTA: capacità di operare una selezione tra impulsi, idee, sensazioni,
FLESSIBILITA’
processi della mente e arrivare ad una scelta che si traduce in una risposta mediata e non
automatica la capacità di ritardare le gratificazioni e frenare i comportamenti
coinvolge
impulsivi: in alcune condizioni può essere inibita(stanchi, arrabbiati, delusi) MA è importante
riuscire a trovare un equilibrio tra flessibilità e definizione di regole/limiti di cui il bambino ha
bisogno DI PERCEPIRE LE MENTI: ci permette di considerare pensieri, emozioni, percezioni,
CAPACITA’
ricordi, intenzioni altrui per comprendere noi stessi e i nostri figli consente di andare oltre la
ci
superficie di un’esperienza e ci consente di stabilire interazioni basate sull’empatia e la
comprensione emotiva: quando parliamo con i nostri bambini dei loro pensieri, emozioni creiamo
esperienze interpersonali essenziali per lo sviluppo delle loro capacità di conoscere se stessi e
porsi in relazione con gli altri
DI VIVERE: divertirsi con i figli e condividere con loro lo stupore di scoprire ciò che
GIOIA
significa sentirsi vivi
COME RICORDIAMO L’ESPERIENZA
-Esperienze non completamente elaborate possono dare origine a questioni non risolte o lasciate
in sospeso che si riflettono nel rapporto con i figli: reazioni nei loro confronti spesso assumono la
forma di forti risposte emotive, comportamenti impulsivi, distorsioni percettive o sensazioni
fisiche non risolte sono simili a quelle lasciate in sospeso MA sono più gravi ed esercitano
questioni
un’influenza più disorganizzante sulla vita interiore e sulle relazioni interpersonali: alla loro
origine ci sono esperienze intense che comportano sentimenti di impotenza, disperazione,
perdita, terrore
si diventa adulti/genitori senza aver avuto la possibilità di elaborare esperienze
quando
infantili che ci inducono paura i nostri ricordi emozionali possono continuare ad emergere in
maniera intrusiva e ad interferire con la nostra vita e con i rapporto con i figli
sono spesso motivi per cui le esperienze traumatiche non vengono elaborate in modo che
ci
siano prontamente disponibili per successivi richiami della memoria: nel corso di un trauma i
meccanismi di adattamento/sopravvivenza possono far sì che l’attenzione venga distolta da
aspetti dell’esperienza che suscitano orrore, troppo difficili da accettare (è anche possibile che lo
stato di stress eccessivo indotto dal trauma inibisca le funziono cerebrali implicate nei processi di
immagazzinamento dei ricordi autobiografici) il trauma è probabile che il richiamo di
dopo
aspetti dell’esperienza registrati solo in forma non verbale susciti emozioni spiacevoli che
possono essere disturbanti
PARENTALE: esperienze dei nostri figli inducono in noi emozioni intollerabili la
AMBIVALENZA
nostra incapacità di esserne coscientemente consapevoli e di capire questi processi può
impedirci di tollerare tali emozioni anche in loro intolleranza può portarci a non
questa
riconoscere/ignorare emozioni provate dai figli ai quali ciò trasmette un senso di irrealtà e
allontanamento dai propri sentimenti
può diventare oggetto di reazioni ostili che progressivamente entrano a far parte del
bambino
suo senso interno di identità e compromettono la sua capacità di tollerare in se stesso queste
emozioni (genitori possono sentirsi sommersi da sentimenti contrastanti che compromettono la
capacità di comprensione e amore nei confronti dei figli)
-A partire dai primi momenti di vita il nostro cervello è in grado di rispondere alle esperienze
modificando i collegamenti fra i neuroni: esperienze che generano la rete di connessioni unica
che forma il cervello è il processo attraverso il quale il cervello risponde alle
MEMORIA
esperienze e crea nuove connessioni neuronali forme di memoria:
2
memoria precoce non verbale già presente alla nascita che dà luogo ai circuiti
IMPLICITA:
cerebrali coinvolti nella generazione di emozioni, risposte comportamentali, percezioni e nella
registrazione di sensazioni somaticherichiamo di ricordi impliciti non è associato alla
sensazione di “star ricordando qualcosa” in quanto non ci rendiamo conto di tale
influenza(cervello registra ricordi con meccanismi che non richiedono un’attenzione
conscia)nostra mente crea generalizzazioni di esperienze ripetute attraverso i MODELLI
MENTALI comprende la memoria semantica(conoscenza di dati, parole, simboli ed entra in
ESPLICITA:
funzione a 18 mesi) e episodica(si sviluppa a 2 anni: prima c’è l’amnesia infantile dovuta
all’incompleta maturazione di strutture cerebrali) di ricordi espliciti è accompagnato
richiamo
dalla sensazione interna di star ricordando(attenzione conscia)
-Quando i genitori le loro questioni irrisolte perdono l’opportunità di diventare genitori migliori e
di continuare a crescere/cambiare: quando scrivono la storia della nostra vita non siamo più noi
gli autori della nostra bibliografia ma ragioniamo in base alle esperienze passate
nostra comprensione dello sviluppo infantile è stata ampliata dalla teoria dell’attaccamento
la
che ci mostra come le esperienze giochino un ruolo fondamentale nel determinare le
caratteristiche delle connessioni neurali in via di sviluppo
COSTRUIRE LA STORIA DELLA NOSTRA VITA
-Storie: mezzo con cui cerchiamo di dare un senso agli eventi della nostra vita allo scopo di
capire le cose che ci succedono e di trarre significati da queste esperienze di storie
narrazione
è fondamentale in tutte le culture e la condivisione di racconto crea un coinvolgimento con gli
altri che genera un senso di appartenenza ad una comunità (processi narrativi autobiografici
rappresentano il tentativo di capire il senso della nostra esistenza: crescono e si evolvono
mentre approfondiamo la conoscenza di noi stessi analizzando gli eventi della nostra vita)
adulti raccontiamo le storie usando parole MENTRE con bambini è più efficace l’uso di
da
pupazzi, bambole: quando comprendono ciò che è avvenuto/sta per succedere il loro disagio è
ridottofin dai primi momenti di vita la mente cerca di dare un senso all’ambiente e di regolare
il suo stato emozionale interno attraverso la relazione con i genitori che lo aiutano a modulare gli
stati interni e a dare significato alle esperienze (crescendo acquista la capacità di creare da tali
esperienze una narrazione autobiografica)
autobiografici ci forniscono indicazioni sulle modalità con cui il presente è influenzato
racconti
dal passato: il modo in cui narriamo le storie rivela le caratteristiche dei processi che abbiamo
sviluppato per comprendere noi stessi e il mondo in cui percepiamo influenza il modo in
modo
cui ci comportiamo
-Abbiamo 2 emisferi ,che hanno modi distinti di elaborare le info, collegati da bande di fasci
nervosi che formano il corpo calloso: separazione permette a ciascun emisfero di funzionare in
maniera relativamente indipendente (scambio di info rende possibile una forma di elaborazione
integrata che consente al cervello di raggiungere livelli di funzionamento più alti)
Dx: caratterizzato da modi non lineari e olistici di elaborare i dati ed è specializzato
Emisfero
nella registrazione e elaborazione di info visive/spaziali autobiografici, forme di
dati
comunicazione non verbale, senso integrato del corpo, modelli mentali del sé, emozioni intense
e capacità sociali
Sx: lineare(elementi elaborati in sequenza), logica(ricerca di relazioni causa-effetto) e
Emisfero
basata sul linguaggio
=ipotesi che processi narrativi siano il risultato della fusione tra l’esigenza di trovare spiegazioni
tipica della modalità Sx di elaborazione e l’immagazzinamento di info autobiografiche, sociali ed
emozionali operato dalla modalità Dx flessibile delle due modalità di elaborazione
integrazione
-Nei genitori la costruzione di processi narrativi coerenti è importante perché contribuisce allo
sviluppo delle capacità di stabilire con i figli un rapporto basato sulla creazione di relazioni
emotive e interazioni non rigide: elaborare storie che danno un senso alle nostre esperienze
richiede pensiero, ragionamento logico e accesso ai dati emozionali e autobiografici che si
riferiscono a tali esperienze
=relazione con i figli si basa sulla condivisione di esperienze fondate su un’ampia gamma di
processi interni che favoriscono lo stabilirsi di interazioni interpersonali ben equilibrate
INTEGRAZIONE(processi differenziati separati e distinti contribuiscono a creare un insieme
funzionale) verticale(fra modalità di elaborazione superiori e inferiori), orizzontale(consentono
integrazione
ai lati del cervello di lavorare insieme), temporale(collega i processi nel tempociò che fanno le
storie: c
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