CAPITOLO 1: APPROCCI CLASSICI ALLO STUDIO DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO
1. APPRENDIMENTO E PSICOLOGIA DELL’ISTRUZIONE
L’apprendimento viene di solito de nito come un cambiamento che si manifesta in un individuo
per e etto dell’esperienza. L’apprendimento e lo sviluppo sono legati inseparabilmente. Il
cambiamento può riguardare il comportamento o la conoscenza, e si manifesta in molti modi, solo
alcuni dei quali sono intenzionali.
Il tema centrale della psicologia dell’educazione è costituito dai processi e dalle dinamiche di
apprendimento-insegnamento, tanto che alcuni studiosi parlano di psicologia dell’istruzione per
riferirsi a quell’area di studio scienti co sull’acquisizione di conoscenze, abilità e atteggiamenti in
contesti di istruzione.
Si può parlare di cognizione calda o tiepida in riferimento a tutti gli aspetti motivazionali, emotivi,
relativi e contestuali da tenere presenti perchè in uenzano cosa, come e quanto si impara.
2. APPROCCIO COMPORTAMENTISTA
Il metodo introspezionista, basato sull’autosservazione e descrizione particolareggiata e sistemica
del vissuto di un soggetto, veniva messo al bando in quanto privo di fondamento scienti co: solo i
comportamenti direttamente osservabili, de nibili in termini di risposte di un organismo agli stimoli
ambientali, dovevano costruire oggetto di studio della psicologia. Il movimento di pensiero si
chiama comportamentismo proprio per la scelta del contenuto da studiare, il comportamento
manifesto, e del metodo di ricerca che deve rispondere alle esigenze di oggettività.
Il comportamentismo enfatizza il ruolo dell’ambiente, assumendo una posizione totalmente critica
nei confronti dell’innatismo. Predisponendo un ambiente in maniera adeguata, si possono forgiare
tutti i comportamenti desiderati in un individuo. L’apprendimento è la continua creazione di nuove
associazioni tra stimoli dell’ambiente e risposte dell’individuo.
2.1 CONDIZIONAMENTO E RINFORZO
Il condizionamento classico di Pavlov consiste nell’emissione di una risposta naturale in presenza
di uno stimolo non naturale. Quando si interrompe la procedura di associazione e si presenta solo
lo stimolo condizionato, la risposta condizionata comincia a manifestarsi sempre meno no a
estinguersi. Il meccanismo del condizionamento classico poteva rendere conto solo di
comportamenti alquanto semplici e non di quelli complessi.
Il condizionamento operante di Skinner si riferiva alla modi cazione del comportamento che un
organismo produce spontaneamente prima che venga ra orzato dal condizionamento e non
come risposta ad uno stimolo. Se un comportamento prodotto in assenza di uno stimolo
particolare viene rinforzato, de ne aumenta la frequenza. Il rinforzo è quell’evento che aumenta la
frequenza del comportamento che lo precede. Un rinforzo è positivo quando si veri ca una
situazione piacevole. Un rinforzo è negativo quando viene meno una situazione spiacevole.
Una punizione è un evento che diminuisce la probabilità che si manifesti un comportamento cui è
associata.
SGUARDO ALLA REALTA’: RINFORZO E FEEDBACK CORRETTIVO
Senza una conseguenza forte e immediata, il comportamento non viene modi cato e
l’apprendimento non si manifesta. Insegnare implica l’applicazione piani cata di conseguenze.
Walberg ha individuato due tipi di conseguenze e caci per l’istruzione: il feedback correttivo e le
lodi.
Il feedback correttivo ha un e etto moderato, perchè rimedia gli errori re-insegnando. Sul piano
comportamentale punisce la risposta errata, modella la risposta corretta.
La lode è una forma comune di rinforzo positivo. Se usate in maniera inadeguata, le lodi possono
non avere l’e etto desiderato sull’apprendimento.
La lode dovrebbe essere semplice e diretta.
Usare frasi dirette e dichiarative, non espressioni esagerate, ma nemmeno eccessivamente fredde
e distaccate.
Speci care il particolare risultato che viene premiato e ogni sforzo.
Variare le espressioni e le modalità di erogazione.
La comunicazione non verbale deve sostenere le lodi.
Evitare a ermazioni generiche.
2.2 COMPORTAMENTISMO E PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE
Nel campo dell’istruzione programmata, Skinner applicava il suo modello del condizionamento
operante alla programmazione di corsi o unità didattiche di autoistruzione, che gli studenti
potevano svolgere individualmente mediante l’utilizzazione di macchine per insegnare. Partendo
da una rigorosa de nizione degli obiettivi di istruzione da raggiungere e dall’accertamento dei
prerequisiti posseduti dallo studente, la programmazione lineare o unisequenziale di Skinner
suddivide i contenuti di un corso in piccolo unità di informazione da presentare gradualmente e
ff fi ff ff fi ff fi fi fi fl ffi ff fi fi fi fi fi fi
alternare con domande di veri ca per accertare l’apprendimento del nuovo materiale. Il
programma di istruzione è una sequenza lineare di unità contenutistiche, a ognuna delle quali fa
seguito un item a cui bisogna rispondere correttamente per poter procedere. Skinner sosteneva
che sbagliando si impara a sbagliare, per cui era compito cruciale predisporre nella giusta
sequenza di passi semplici e graduali il materiale di apprendimento. Per garantire l’operatività
dell’allievo non gli veniva chiesto di scegliere una risposta tra le altre, bensì di costruire la propria.
- L’apprendimento avviene osservando le conseguenze delle proprie azioni;
- I comportamenti che provocano rinforzi vengono ripetuti;
- Più rapida è l’associazione comportamento desiderato-rinforzo e più è frequente quest’ultimo,
più alta è la probabilità che il comportamento si ripresenti;
- La mancanza di rinforzo porta all’estinzione del comportamento;
- Un apprendimento complesso può essere suddiviso in una sequenza di apprendimenti più
semplici e graduali;
- Il rinforzo positivo è motivante, fa aumentare il desiderio di apprendere, stimolando l’attività
dello studente e migliorando il suo ritmo di apprendimento.
Il mastery learning è l’apprendimento per la padronanza, basato sull’assunzione che è possibile
porre tutti gli allievi nella condizione di raggiungere pienamente gli obiettivi stabiliti, consentendo
loro di avanzare secondo i propri ritmi, sulla base di opportune valutazioni formative lungo il
percorso, accuratamente progettato in tutti i suoi segmenti.
La ricerca sull’istruzione militare ha dato un contributo per l’analisi della prestazione richiesta
all’essere umano quando si trova a controllare sistemi uomo-macchina complessi, ossia come
avviene l’apprendimento di un’abilità percettivo-motoria complessa.
La task analysis è l’individuazione dei requisiti comportamentali necessari allo svolgimento di un
compito.
Per feedback si intende un’informazione di non ritorno, priva di carattere valutativo.
La conoscenza, secondo i comportamentisti, viene trasmessa da un emittente a un ricevente in
modo meccanico. La conoscenza non è elaborata da chi la riceve, ma è chiamato a riprodurla
nella maniera più fedele possibile per essere valutato positivamente. Concepita come pacchetto
statico, la conoscenza descrive, rispecchia o riproduce il mondo esistente.
Assimilazione passi a di informazioni in una tabula rasa.
2.3 COMPORTAMENTISMO E TEORIA DELL’APPRENDIMENTO SOCIALE
Bandura sosteneva che nella vita quotidiana gli individui regolano i propri comportamenti in base
alle osservazioni delle conseguenze delle loro azioni, constatando quali ottengono successo e
quali invece falliscono. Sono in grado di comprender che cosa è adeguato in una determinata
circostanza e di anticipare il risultato di un comportamento. È dato un ruolo essenziale al pensiero
cosciente nella guida del comportamento.
L’apprendimento osservativo sottolinea che gli individui manifestano anche comportamenti mai
rinforzati precedentemente, frutto dell’osservazione di altre persone rinforzate per il loro
comportamento.
I teorici dell’apprendimento sociale parlano di rinforzi e punizioni ma con la consapevolezza che
gli individui si attendono delle conseguenze sulla base degli eventi passati, si formano delle
opinioni su di se stessi e gli altri, e si comportano di conseguenza. Bandura de nisce
l’apprendimento nei termini dell’acquisizione di conoscenza attraverso l’elaborazione cognitiva di
informazioni.
2.4 RAPPORTO SVILUPPO-APPRENDIMENTO
L’approccio comportamentista ha sempre attribuito importanza fondamentale all’ambiente che
regola e determina l’apprendimento a vari livelli di complessità. Concepisce lo sviluppo in termini
di acquisizione progressiva. Vengono chiamate in causa le acquisizioni precedenti e le condizioni
ambientali in cui si deve manifestare il nuovo apprendimento. L’apprendimento cumulativo diventa
fattore causale dello sviluppo, che è dato, secondo Gagnè, dal costituirsi progressivo di capacità
ordinate gerarchicamente mediante processi di discriminazione, rievocazione e transfer. Lo
studioso si di erenziava dal comportamentismo classico che vedeva lo sviluppo
nell’apprendimento di nuove associazioni stimolo-risposta. A nchè si acquisiscano nuove
capacità è importante la presenza di determinate condizioni interne ed esterne. Le prime
riguardano i prerequisiti che l’individuo deve possedere per poter a rontare con successo un
nuovo apprendimento, le seconde riguardano le modalità tramite cui un compito viene presentato
e organizzato.
2.5 METODO DI RICERCA
ff fi ffi ff fi
L’approccio comportamentista ha avuto il merito di cominciare a sostenere lo studio rigoroso di
come l’apprendimento si manifesti in conseguenza di stimoli ambientali. Un’ampia quantità di dati
di ricerca rigorosa proveniva principalmente da due tipi di studi: sperimentali e correlazionali.
Gli studi sperimentali di laboratorio mettevano in evidenza rapporti causali tra eventi.
Gli studi correlazionali documentavano le relazioni signi cative, positive o negative, tra variabili.
3. APPROCCIO COGNITIVISTA
I cognitivisti ripresero a studiare la mente umana attraverso le inferenze tratte dai comportamenti
osservabili. L’approccio cognitivista è denominato approccio Hip dall’acronimo o dell’espressione
Human Information Processing.
La metafora del computer come macchina che elabora le informazioni è stata adottata dagli
psicologi che si interrogavano sui processi e le strategie che guidano le attività umane, sulle
modalità di organizzazione delle nostre conoscenze nella memoria permanente, nonchè sulle
caratteristiche dei sistemi di elaborazione delle informazioni nell’uomo, ed è servita come valido
dispositivo euristico.
3.1 IL SISTEMA DI MEMORIA PER L’ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI
Il primo modello dei magazzini di memoria nell’uomo e del uire delle informazioni al loro
intervento è quello di Atkinson e Shi rin, che prevede tre magazzini attraverso cui transitano gli
stimoli sensoriali.
- Registro sensoriale
È collegato con l’organo di senso corrispondente, in cui l’informazione viene conservata per
poche frazioni di secondo, necessarie a compiere operazioni importanti.
- Memoria a breve termine
Ha una capienza limitata, ossia la quantità di informazione che può esservi contenuta è in media
di 7 unità nell’uomo. Le informazioni vi possono permanere solo per un brevissimo periodo,
dell’ordine di una qualche decina di secondi. La memoria a breve termine serve da transito in
quanto le informazioni provenienti dall’ambiente, prima di approdare e rimanere nella memoria a
lungo termine, vi sostano brevemente; serve da memoria di servizio in quanto contiene le
informazioni provenienti dalla memoria a lungo termine che devono interagire con quelle
provenienti dall’ambiente. Un’informazione può passare dalla memoria a breve termine a quella a
lungo termine per mezzo della reiterazione. Si ritiene che ci sia una relazione diretta tra la durata
della reiterazione dell’informazione nel magazzino a breve termine e la forza della sua
rappresentazione nel magazzino a lungo termine. La capacità limitata della memoria a breve
termine ci porta a considerare anche la capacità limitata della nostra attenzione in quanto
esperienza consapevole.
- Memoria a lungo termine
Si tratta di un archivio della capacità potenzialmente illimitata dove vengono depositate, per
alcuni minuti o per tutta la vita, le conoscenze che acquisiamo da recuperare all’occorrenza, di cui
possiamo distinguere vari tipi. Nella memoria a lungo termine hanno importanza le relazioni tra
codi ca, immagazzinamento e recupero delle informazioni. I dati di un esperimento condotto da
Craik e Tulving hanno evidenziato che il ricordo del materiale appreso è legato al livello di
elaborazione a cui è sottoposto in fase di codi ca: più è profondo, migliore risulta il ricordo.
Mettendo a confronto tre tipi di codi ca- visiva, fonologica e semantica- è emersa la superiorità di
quella semantica che richiede maggiore sforzo per rendere signi cativo il materiale da
apprendere. Una codi ca profonda porta a ricordare meglio.
La memoria di lavoro è stata introdotta come alternativa a quella di memoria a breve termine,
intesa non più come un sistema unitario, bensì come una struttura complessa formata da più
sottosistemi coordinati, che agiscono con la supervisione di un esecutivo centrale, ossia un
sistema attenzionale di controllo, la cui capacità è limitata. Due suoi sottoinsiemi sono il loop
articolatorio e il taccuino visuospaziale.
- loop articolatorio o fonologico: è suddiviso in due componenti, un magazzino fonologico che
mantiene l’informazione acustica e verbale per tempi molto brevi, e un meccanismo di
ripetizione preposto alla ripetizione subvocalica.
- taccuino visuospaziale: direttamente sulla base della percezione visiva o indirettamente sulla
base delle immagini mentali, svolge la funzione di mantenere, temporaneamente, le
caratteristiche visuospaziali delle informazioni in entrata, così come di visualizzare o elaborare
immagini mentali.
È l’esecutivo centrale che controlla e coordina le operazioni dei due sottoinsiemi, loop fonologico
e taccuino visuospaziale, integrando le informazioni.
3.2 TIPI DI CONOSCENZE
- Conoscenza dichiarativa
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Riguarda il sapere cosa. Viene rappresentata come una rete semantica formata da nodi e relazioni
tra nodi; i nodi, costituiti da asserzioni o preposizioni, rappresentano gli elementi conoscitivi che
sono collegati tra loro da una serie di relazioni.
A) memoria episodica: immagazzina informazioni su episodi ed eventi che hanno una
collocazione temporale. Nella traccia episodica sono inclusi dati riferibili a quell’evento e alle
relazioni con altri.
B) memoria semantica: è necessaria all’uso del linguaggio in quanto comprendere le conoscenze
che un individuo ha sulle parole e altri simboli verbali, sui signi cati, sui referenti e le loro
relazioni. Tutto ciò che viene archiviato nella memoria semantica è accompagnato dalla sua
referenza cognitiva.
È l’organizzazione delle informazioni che distingue i due tipi di memoria: nella prima si rilevano
soprattutto forme di aggregazione basate sulla vicinanza temporale, mentre nella seconda le
forme di integrazione sono varie, tra cui l’appartenenza categoriale e la somiglianza semantica.
- Conoscenza procedurale
Riguarda il sapere come, ossia i modi o le procedure attraverso cui eseguire i compiti. Quando le
informazioni sono accessibili si parla di memoria esplicita, invece quando non lo sono si parla di
memoria implicita.
- Conoscenza condizionale
Si riferisce alle condizioni d’uso del sapere.
Anderson e Schunn hanno proposto una distinzione tra livello simbolico e livello subsimbolico
della cognizione. Il primo riguarda le singole strutture di conoscenza che possono costituire
l’obiettivo di un programma di istruzione, mentre il secondo livello si riferisce ai processi che
rendono disponibili all’attività cognitiva le strutture simboliche. È a quello livello subsimbolico che
svolge un ruolo decisivo l’esercizio prolungato, ossia la pratica, a nché le attivazioni e produzioni
si consolidino e ra orzino.
Il raggiungimento di un livello elevato di padronanza in un ambito non può che essere collegato al
padroneggiare ogni singola componente di una prestazione complessa.
3.3 STRUTTURE DI RAPPRESENTAZIONE DELLA CONOSCENZA
Gli schemi sono unità organizzative della memoria che rappresentano le nostre conoscenze
relative a oggetti, situazioni, eventi e azioni, considerati come i mattoni di costruzione dell’attività
conoscitiva, elementi di base da cui dipende tutta l’elaborazione dell’informazione. Vengono
utilizzati per interpretare i dati sensoriali, comprendere e produrre nuova conoscenza, recuperare
informazioni dalla memoria, strutturare azioni, determinare scopi e sotto scopri.
- Gli schemi sono come i copioni delle commedie: uno schema possiede delle variabili che
possono essere associate con di erenti aspetti dell’ambiente;
- Gli schemi sono come le teorie: uno schema corrisponde a una teoria informale e personale su
eventi, situazioni e fenomeni in cui di viene a contatto;
- Gli schemi sono come le procedure o i programmi di un computer: hanno la funzione di
determinare se e in che misura possono rendere conto dei dati osservati, associando le proprie
variabili agli aspetti corrispondenti dell’ambiente;
- Gli schemi sono come analizzatori linguistici: dispositivi che ci dicono se una data sequenza di
simboli forma una frase accettabile in base alle regole di una grammatica e ne individuano la
scrittura.
Gli schemi:
- hanno delle variabili;
- sono inservibili gli uni negli altri;
- rappresentano conoscenze a vari livelli di
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