Capitolo 1 - Cognizione e personalità
Principali approcci allo studio psicologico della personalità
Personalità: Secondo Gordon Allport (1937), la personalità è l’organizzazione dinamica, interna alla persona, di sistemi psicofisiologici che determinano il suo adattamento all’ambiente. Nel 1961, l’autore cambia l’ultima frase in "che determinano i modi caratteristici di comportarsi e di pensare".
- Con il termine personalità si indicano le qualità che le persone posseggono;
- Con organizzazione dinamica s’intende che la personalità è costantemente in crescita e in cambiamento;
- Il termine psicofisiologico enfatizza l’importanza del contributo sia del sistema psicologico che del sistema fisiologico nel formare i modi caratteristici (unici, individuali) di "pensiero" e "comportamento" di una persona.
I cinque filoni della personalità
- Disposizionali: teorie dei tratti e biologiche. La personalità ha basi genetiche, stabili, presenti sin dalla nascita. Teorie: Big Five, Modello PEN.
- Apprendimento: situazionismo e interazionismo. La personalità dipende da rinforzi e dall’ambiente. Teorie: Comportamentismo radicale, Condizionamento operante, Apprendimento sociale.
- Cognitivo e sociocognitivo: la personalità dipende dai pensieri e dalle interpretazioni nei contesti sociali. Teorie: autoefficacia, aspettative, valori, stili esplicativi.
- Psico-dinamico: personalità nata da conflitti intrapsichici. Teorie: Inconscio, difese, Psicologia dell’Io.
- Fenomenologico-Umanistico: personalità data dalla Realizzazione di Sé, vicinanza tra Sé reale e Sé ideale. Teorie: costrutti personali, valutazione organismica, piramide dei bisogni.
Due approcci allo studio della personalità
- Approccio nomotetico: mette l’accento sulle dimensioni della personalità, che possono essere quantificate e misurate, e quindi confrontano le dimensioni della personalità tra gruppi di individui; tale approccio assume che le differenze individuali possano essere descritte, spiegate e predette in termini di criteri e dimensioni. Individua variabili o leggi generali che sono all’origine del comportamento per ampi gruppi (considera le differenze individuali come differenze tra gruppi). Filoni: teorie dei tratti e biologiche, teorie situazioniste, teorie cognitive e sociocognitive; (es. Big Five, teoria trifattoriale di Eysenck).
- Approccio idiografico: assume che ogni individuo sia unico e che non possano essere utilizzabili gli stessi concetti o termini per definire e descrivere due persone differenti. Enfatizza il singolo e la sua unicità, persona come una totalità, ogni elemento ha un significato per il ruolo che svolge rispetto al funzionamento globale della persona stessa. Filoni: teorie psicodinamiche, teorie fenomenologiche.
Teorie dei tratti
Ogni individuo è contraddistinto da qualità naturali, i tratti. L’insieme dei tratti definisce la nostra personalità.
- Hanno una base biologica;
- Sono stabili nel tempo;
- Sono le nostre qualità distintive;
- Si manifestano direttamente col comportamento.
Teoria dei tratti: Big Five
McCrae e Costa hanno identificato cinque fattori in grado di spiegare la personalità di un individuo, la cui individuazione si basa sulla produzione libera di aggettivi descriventi la personalità e la compilazione di un questionario.
- Coscienziosità (grado di persistenza, affidabilità, scrupolosità);
- Amabilità (modalità di porsi in relazione con gli altri, cordialità e cooperatività);
- Nevroticismo (affrontare le situazioni con stabilità emotiva);
- Apertura mentale (misura curiosità, creatività, e capacità immaginativa);
- Estroversione (bisogno di attività, stimoli, socializzazione).
È uno strumento che classifica e descrive la personalità, fondato su basi scientifiche, che ha un’importanza critica per la ricerca scientifica, in ambito clinico, educativo ed organizzativo. Nel passato, il numero di fattori non coincideva a causa di diverse impostazioni teoriche (es. Cattel individuò 16 fattori; Eysenck 3 superfattori): il BIG FIVE rappresenta il tentativo di mediazione tra i diversi punti di vista.
Struttura dello strumento
- Ogni fattore > 24 item suddivisi in due sottoscale da 12 item per dimensione (es. Coscienziosità: sottoscale scrupolosità e perseveranza, ognuno con 12 item per quantificarla);
- Scala Lie (scala della bugia) > 12 item in un’unica sottoscala;
- Totale: 132 item.
Ambiti d’applicazione
- Psicologia clinica e della salute (l’esame della personalità è essenziale i fini terapeutici e prognostici > individuare i punti deboli e di forza del paziente);
- Psicologia dell’educazione (relazione tra successo scolastico e fattori > apertura mentale e coscienziosità risultano correlate al successo scolastico);
- Ambito organizzativo (individuazione dei profili di personalità più idonei ai vari criteri organizzativi > selezione del personale per individuare le persone con le caratteristiche più idonee ad un certo lavoro).
Somministrazione
- Individuale o collettiva;
- Risposte su scala Likert con valori da 1 a 5;
- Inutile falsificare perché non ci sono risposte giuste o sbagliate, non c’è una graduatoria di punteggio.
Produzione del risultato
- Considerare ogni punteggio, sia delle sottoscale sia dei fattori;
- Individuare le tabelle di conversione adatte al soggetto (es. sesso);
- Cercare il punteggio grezzo, convertirlo nel rispettivo punto T e inserirlo nel foglio di profilo.
Scala Lie
Il BFQ contiene una scala Lie per identificare i profili falsati o distorti:
- Un punteggio molto basso nella scala Lie indica che il soggetto si falsifica in negativo (si presentano in luce peggiore rispetto alla realtà) rivelando un forte atteggiamento autocritico;
- Un punteggio alto indica la tendenza a negare i propri difetti o ad essere particolarmente ingenui;
- Un punteggio molto alto presuppone un soggetto che fa uso massiccio di meccanismi di negazione.
Prospettiva disposizionale
Ogni persona possiede determinate caratteristiche di origine biologica (i tratti), che la predispongono a manifestare alcuni comportamenti in modo più regolare di altri. Il tratto è quel costrutto psicologico che identifica la tendenza abituale, o disposizione, di una persona a mostrare un certo tipo di condotta in un’ampia gamma di situazioni.
Tratti temperamentali
Temperamento: insieme di caratteristiche individuali, osservabili nel comportamento, che hanno sostrato genetico e fisiologico, interessano l’emozionalità e si manifestano entro il primo anno di vita. Sono stabili nel tempo. Sheldon individua tre tratti temperamentali:
- Endomorfi (estroversi, espansivi, socievoli) > ciccioni;
- Mesomorfi (coraggiosi, sicuri, decisi, amanti dell’avventura, del rischio e del pericolo) > palestrati;
- Ectomorfi (introversi, riflessivi, ansiosi) > magri.
Modello di Eysenck (PEN)
I tratti hanno una base genetica, ma non ereditiamo il comportamento bensì le strutture biologiche che danno origine a quel comportamento. Tre tratti di personalità:
- Psicoticismo (alto livello = persone fredde, anticonformiste, egocentriche, impulsive, ostili, aggressive);
- Estroversione (grado di socievolezza di una persona);
- Nevroticismo (capacità di un individuo di gestire le reazioni emotive).
Modello Big Five
Appartiene anch’esso al filone disposizionale, in quanto ha come vertice i tratti.
Teorie biologiche
Geni e comportamento: Ricerca della correlazione tra geni e comportamento attraverso tre metodi:
- Metodo familiare: la variabile da verificare è l’ereditarietà > studi tra genitori e figli, nonni e cugini. Studi su gemelli (monozigoti -con stesso genoma- e dizigoti -con stesso ambiente biologico) e su bambini adottati. Si ricorda lo studio sulle gemelle cresciute separatamente, si rincontrano a 25 anni e si sottopongono loro ad un test. Risultati: molto simili negli aspetti fisici e nelle abitudini di vita, ma una delle due aveva inferiore tolleranza alla frustrazione e più pregiudizio, più emozioni negative QUINDI influenza dell’ambiente nel sostenere le predisposizioni.
- Studio dei mutanti: è stato studiato il moschino da frutta (Drosophila melanogaster) perché 2/3 dei nostri geni sono a loro identici. Studi sui parameci.
- Selezione del comportamento: induzione dell’ereditarietà nei ratti. Si creano ratti “bright” (imparano con pochi errori) e ratti “dull” (fanno molti errori). Risultati: quest’ereditarietà si manifesta in un ambiente normale, non arricchito né impoverito QUINDI Comportamento = informazione genetica + ambiente esterno (dieta, stress ecc.) + ambiente interno (citogenetica).
Teorie situazioniste
Secondo la corrente del situazionismo, la personalità dipende soprattutto dall’ambiente. I principi per spiegare la personalità di un individuo vanno cercati nelle leggi del condizionamento e dell’apprendimento proposte da comportamentisti come Skinner, Watson e Tolman. La personalità coincide col comportamento, il quale:
- Dipende da fattori esterni all’individuo;
- È appreso;
- Viene spiegato da meccanismi di condizionamento e rinforzo.
Comportamentismo radicale (Watson)
Il comportamento (o risposta) R è funzione f dello stimolo ambientale S; R=f(s). La personalità è il risultato di ciò che si apprende dalla nascita per un susseguirsi di condizionamenti. La personalità coincide con il comportamento. Tale teoria esclude emozioni, motivi, cognizioni come parti integranti della personalità.
Condizionamento classico (Pavlov) > salivazione dei cani. Il comportamento umano è un insieme di reazioni a stimoli esterni, ai quali apprendiamo meccanicamente a rispondere.
Condizionamento operante (Skinner) > piccioni. Per Skinner la personalità è una raccolta di modelli di comportamenti, appresi attraverso un insieme di rinforzi o punizioni.
Analisi funzionale e modellaggio (shaping)
Analisi funzionale: è un metodo d’analisi del comportamento che serve a rilevare quali condizioni-stimolo si presentino in concomitanza con determinate risposte comportamentali.
Modellaggio: tecnica d’intervento che mira a modificare comportamenti problematici per gradi successivi, gratificando quei comportamenti concreti messi in atto che si approssimano a quelli desiderati ed estinguendo, invece, quelli indesiderati.
Teoria dell’apprendimento sociale e del modeling (imitazione)
Secondo Bandura, i comportamenti derivano da processi interni di autoregolazione, che tuttavia hanno un’origine esperienziale, nascono cioè dall’osservazione ed elaborazione di comportamenti ed esperienze. L’autoregolazione è il diretto risultato di un’interiorizzazione di situazioni esterne, esercitata da figure di riferimento (in primo luogo i genitori).
Determinanti del modeling:
- Incentivi: devono essere salienti per l’osservatore;
- Modello: si imita un modello con prestigio e credibilità;
- Situazione: il modeling accade anche in base alla frequenza di esposizione allo stimolo;
- Variabili personali: capacità cognitive della persona;
- Capacità simboliche: linguaggio.
Interazionismo
Il focus della personalità è dato dall’interazione tra persona e situazione, in cui i processi cognitivi giocano un ruolo fondamentale. Diversi tipi d’interazione tra persona e ambiente:
- Intreccio statico;
- La persona sceglie l’ambiente / L’ambiente sceglie la persona;
- Le persone possono trasformare l’ambiente / L’ambiente può trasformare le persone;
- Transazione tra persona e ambiente: influenza e modificazioni reciproche.
L’interazionismo sposta l’attenzione dal contesto oggettivo alla situazione percepita dal soggetto; pertanto, si può operare una distinzione tra:
- Ambiente fisico e oggettivo;
- Ambiente percepito e soggettivo.
Teorie cognitive
La personalità nasce dai bisogni, dalle motivazioni e dalle aspettative proprie della persona. George Kelly > Schema > struttura mentale in cui sono organizzati i dati dell’ambiente che hanno qualità simili. Guida l’individuo nel dare un senso all’esperienze. Il modo in cui l’individuo dà senso all’esperienze (grazie agli schemi ed alle componenti affettive) si chiama prospettiva. Ogni uomo possiede un punto di vista del tutto peculiare.
Alternativismo costruttivo: l’uomo interpreta la realtà facendo ipotesi che sottopone a verifica per accertarne l’efficacia; può reinterpretare gli eventi utilizzando alternative maggiormente in grado di spiegarli e anticiparli.
Le emozioni informano la persona dello stato in cui si trova lo schema riguardo ad una certa conoscenza:
- Minaccia: uno schema sta per cambiare;
- Paura: uno schema è messo in discussione;
- Ansia: accade un evento al di fuori della sua struttura;
- Colpa: perdita della struttura.
Teorie sociocognitive
L’approccio sociocognitivo mette in risalto sia l’origine sociale del comportamento, sia l’importanza dei processi cognitivi di pensiero in tutti gli aspetti del comportamento umano. La persona viene considerata come un agente attivo, che usa processi cognitivi per comprendere gli eventi.
La personalità è frutto di tante variabili:
- Atteggiamenti;
- Stili di pensiero;
- Schemi di sé;
- Ambienti e contesti d’interazione che la persona si trova a vivere e interpretare.
Variabili personali sociocognitive
- Codifica (Sé, altri, eventi);
- Aspettative (anticipazioni, autoefficacia);
- Emozioni (e anticipazioni);
- Obiettivi (valori soggettivi);
- Auto-regolazione (Locus of Control, stili esplicativi).
Modello triadico (ovvero approccio sociocognitivo)
Il determinismo triadico reciproco stabilisce come il funzionamento della persona derivi dalle complesse interazioni che hanno luogo tra tre fattori strettamente correlati.
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