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Riassunto esame di Psicologia della personalità e delle differenze individuali, docente Moè, libro consigliato Psicologia della personalità e delle differenze individuali, Moè, Pazzaglia, De Beni, Carretti

Riassunto per l'esame di Psicologia della personalità e delle differenze individuali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Moè.: "Psicologia della personalità e delle differenze individuali", Moè, Pazzaglia, De Beni, Carretti.
Gli argomenti trattati sono i seguenti: tutti i capitoli del libro consigliato,... Vedi di più

Esame di psicologia della personalità e delle differenze individuali docente Prof. A. Moè

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ESTRATTO DOCUMENTO

CAPITOLO 2

MOTIVAZIONE

MOTIVAZIONE

Motivazione: motus, movimento > allontanamento, avvicinamento. Configurazione

organizzata di esperienze soggettive che consente di spiegare inizio, direzione, intensità

e persistenza di un comportamento diretto ad uno scopo.

Demotivato: motivato a non fare, ad evitare.

Non motivato: non coinvolto, non interessato.

Motivi impliciti: preoccupazioni ricorrenti, tratti di motivazione (presenti fin dalla

nascita, componente emotiva, legati ad ormoni, stabili).

McClelland:

- riuscita;

- affiliazione;

- potere.

SENSATION SEEKING SCALE-V (ZUCKERMAN)

Sensation seeking: ricerca di sensazioni, di avventura, di situazioni estreme.

Propensione al rischio, bisogno di esperienze, suscettibilità alla noia > esperimenti di

deprivazione sensoriale. Piacere nel padroneggiare la situazione rischiosa.

Predisposizione genetica, più frequente nei maschi.

BIS/BAS

BIS: Behavioural Inhibition System. Sensibili alle punizioni, paura, tristezza. Stile

prevention (prudente): agisce se sicuro, non tenta.

BAS: Behavioural Activation System. Sensibili ai rinforzi, sfida, rabbia. Stile promotion

(audace): si cimenta e ci prova anche nell’incertezza.

Base biologica e da processi di socializzazione.

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MOTIVAZIONE ALLA COMPETENZA

Bisogno innato che si sviluppa se sostenuto dall’ambiente (Harter).

Tentativi di padronanza approvati:

- aumenta: la percezione interna di controllo (so fare e ci riesco); piacere e sistema di

autoricompensa; desiderio di padroneggiare i compiti; motivazione alla competenza;

motivazione al compito.

- diminuisce: bisogno di approvazione esterna.

Tentavi di padronanza disapprovati:

- aumenta: bisogno di essere approvati; ansia di non riuscire, attesa di fallimento;

desiderio di non mostrarsi incapaci.

- diminuisce: percezione interna di controllo (non so fare, non ci riesco); motivazione

al compito.

ESPERIENZA DI FLUSSO

Percezione di essere assorbiti nel compito al punto da perdere la cognizione del tempo

che passa e dei propri bisogni.

Focalizzazione sull’attività che si sta svolgendo e non sugli obiettivi finali.

Massima concentrazione.

Fusione tra sé e l’attività.

Più probabile: in attività di medio-alta difficoltà, quando la percezione di competenza è

medio-alta; per attività importanti e scelte da sé; quando l’attività non è giudicata.

SELF-DETERMINATION THEORY (Deci e Ryan)

Tre bisogni:

- competenza (sentirsi capaci);

- autonomia (scegliere da sé);

- relazione (costruire e mantenere legami, essere sostenuti).

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Virtù e forze del carattere

La personalità è una scelta, una volontà, è costruzione di tratti positivi.

Sei virtù:

- saggezza e conoscenza: forze > creatività, apertura mentale… (acquisizione e uso

della conoscenza COGNITIVO);

- coraggio e volontà: forze > audacia, vitalità… (esercizio della volontà contro gli ostacoli

EMOTIVO);

- umanità ed altruismo: forze > gentilezza, amore… (impegno verso gli altri

INTERPERSONALE);

- giustizia: forze > equità, onestà… (impegno per il bene della comunità);

- temperanza: forze > prudenza, autocontrollo… (forza per proteggersi contro gli

eccessi);

- trascendenza: forze > speranza, spiritualità… (porta ad un collegamento con l’universo

e dà significato).

Entitari o incrementali (Dweck)

Teoria entitaria: si nasce così, sono fatto così, non sono portato per…

- dimostrare di valere, evitare di dimostrarsi incapaci;

- paura del fallimento, preferenza per compiti e attività noti;

- tendenza alla rinuncia;

- paura del giudizio.

Teoria incrementale: si diventa così, si può sempre imparare.

- imparare cose nuove, errori e difficoltà come strumenti per capire/migliorare;

- affrontare situazioni nuove, preferenza per attività ed ambiti in cui sfidare le

abilità;

- soddisfazione anticipata, alte aspettative di riuscita.

Effetti della lode

- Lodare l’abilità rende vulnerabili (sei molto intelligente);

- Lodare l’impegno (ti sei impegnato molto!) favorisce lo sviluppo di una teoria

incrementale. 18

Attribuzioni

- interne (merito/colpa miei):

- stabili > controllabili (es. tenacia) o incontrollabili (es. caratteristiche stabili);

- instabili > controllabili (es. impegno) o incontrollabili (es. umore, salute).

- esterne (merito/colpa degli altri):

- stabili > controllabili (es. pregiudizi) o incontrollabili (es. difficoltà del compito);

- instabili > controllabili (es. tenacia) o incontrollabili (es. aiuto, caso).

Le attribuzioni più motivanti sono quelle interne e controllabili.

Stili attributivi

Schemi interpretativi che guidano la lettura della realtà.

- impegno: SUCCESSO soddisfazione, fiducia in sé INSUCCESSO senso di colpa

QUINDI rimettersi in gioco;

- impotente (mancanza di abilità): SUCCESSO sorpresa, gratitudine INSUCCESSO

vergogna, depressione QUINDI evitare i compiti;

- negatore (dell’insuccesso): SUCCESSO fiducia in sé, superbia INSUCCESSO rabbia,

rassegnazione QUINDI evitare l’impegno;

- pedina (caso): SUCCESSO sorpresa, gratitudine INSUCCESSO rassegnazione,

sorpresa QUINDI evitare l’impegno e scarsa fiducia in sé;

- abile: SUCCESSO fiducia in sé, superbia INSUCCESSO vergogna, apatia QUINDI

evitare compiti nuovi.

Stili di coping

- strategico: affrontare il problema, cercare strategie e modalità per intervenire e

cambiare;

- evitamento: non pensare al problema, fare altro, abusa di sostanze per “dimenticare”,

rimandare, dare colpa a qualcuno;

- sociale: condividere il problema con altri, cercare conforto e consiglio;

- emotivo: ripensare la situazione per i suoi aspetti positivi, accettare anche con

umorismo il problema, affidarsi ad un’entità superiore.

Impotenza appresa e resilienza

- Impotenza appresa: atteggiamento rinunciatario, percezione perdita di controllo,

aspettativa d’insuccesso, attribuzione alla mancanza di abilità > apatia e depressione;

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- Resilienza: dopo l’insuccesso riprende con maggiore sforzo, percezione di controllo,

aspettativa di farcela, attribuzione all’impegno.

Autoefficacia

Autoefficacia: percezione di riuscire ad agire sull’ambiente ottenendo risultati positivi.

- percezione di controllo;

- senso di padronanza;

- aspettative di riuscita;

- conoscenza delle strategie per farcela;

- è specifica (questo compito, in questo momento).

Obiettivi: padronanza, risultati, riconoscimenti

- Padronanza: porta ad AFFRONTARE situazioni per migliorarsi, crescere, imparare

nuove abilità; porta ad EVITARE situazioni per paura di non riuscire a padroneggiare il

compito, di sentirsi incompetenti;

- Ottenere risultati: porta ad AFFRONTARE situazioni per ottenere buoni risultati; porta

ad EVITARE situazioni per timore di non farcela a raggiungere i propri obiettivi e

standard;

- Dimostrazione di abilità: porta ad AFFRONTARE situazioni per ottenere giudizi positivi

dagli altri, competere; porta ad EVITARE situazioni per evitare giudizi d’incompetenza,

evitare brutte figure.

Valori, aspettative, utilità

Valori:

- obiettivi a lungo termine;

- emozioni anticipate;

- valore intrinseco;

- importanza del risultato.

Aspettative: probabilità soggettiva di riuscire ad affrontare un compito con successo:

conoscenza di strategie e fiducia in sé,

Utilità percepita: considerare utile/non dannoso un ambito.

Percezione di sé: i sé possibili (Markus e Nurius)

Sé ideale: come l’individuo vorrebbe essere e le qualità che vorrebbe possedere;

Sé imperativo: caratteristiche che l’individuo crede di dover possedere;

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Sé attuale: rappresentazione che ognuno ha di sé stesso e delle qualità che ritiene di

possedere.

Le discrepanze (Higgins)

- Sono, ma vorrei essere = delusione, insoddisfazione > ritiro, disinteresse;

- Sono, ma dovrei essere = senso di colpa, ansia > impegno;

- Sono, vogliono che io sia = vergogna, paura di fallire;

- Sono, mi vorrebbero = paura, agitazione > motivazione estrinseca

Emozioni anticipate (Atkinson)

Motivazione: tendenza individuale di personalità X TS (probabilità soggettiva di

riuscire) o EF (probabilità soggettiva di fallire) X incentivo (emozione anticipata.

M = Tendenza individuale X TS/EF X incentivo

Tendenza al Successo (TS): suscita emozioni di speranza, e rappresenta il desiderio

di affrontare le situazioni, la percezione di controllo, il senso di padronanza. Dipende da

esperienze pregresse, è suscettibile al giudizio sociale ed è motivante.

Tendenza ad Evitare il Fallimento (EF): suscita paura, rappresenta la rinuncia nel

timore di fallire e da una ridotta percezione di controllo. È demotivante.

Dimensioni del benessere (Ryff) 21

Motivazione e personalità

Motivazione = Personalità X Situazione

Temperamento: costituzionale, ereditario, stabile. Influenza il tono dell’umore e della

risposta emotiva;

Personalità: caratteristiche verbalizzabili e consapevoli che contraddistinguono la

persona. Di origine: cognitiva, relazionale, rappresentazioni di Sé, stili interpretativi.

Approccio allo studio della personalità e Teorie motivazionali

- Tratti: Motivi (riuscita, affiliazione, potere);

- Situazionismo-interazionismo: Motivazione estrinseca;

- Sociocognitivo: Teorie implicite, obiettivi, valori;

- Psicoanalitico: Pulsioni;

- Fenomenologico-Umanistico: Forza del carattere.

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EXTRA (SLIDES)

LA COMUNICAZIONE

GLI STILI COMUNICATIVI

Passivo: è un soggetto che comunica senza utilizzare al meglio gli strumenti

comunicativi. Il canale vocale non è valorizzato. Tende ad avere volume basso, il tono

emotivo definisce un soggetto timido e sottomesso, che preferisce subire, piuttosto che

ribellarsi, evitare scontri diretti, l’unica arma di difesa in suo possesso è “lamentarsi”.

La comunicazione non verbale è silente. Lo sguardo basso, non si sofferma sul viso

dell’interlocutore. La gestualità non è coerente con l’obiettivo del suo messaggio. Ne

risulta un’immagine falsata, poco veritiera. Questo stile sottovaluta le effettive capacità

della persona. Tende a rivelare bassa autostima. Si fa condizionare da un eccesso di

timidezza.

Aggressivo: questa tipologia di stile è propria di quelle persone che amano schiacciare

gli altri. Tendono ad aumentare il volume vocale, usano di frequente il tono sarcastico,

a loro piace umiliare gli altri. A volte, questo stile è usato per nascondere la timidezza.

L’aggressività è uno strumento di difesa, che si trasforma in una caricatura della persona

forte e decisa. Questo stile ha l’obiettivo di sottomettere l’altro, impedendogli di

controbattere, utilizzando un ritmo incalzante, che non lascia spazi di silenzio. La

comunicazione non verbale è molto accentuata, quasi esagerata.

Espressivo o assertivo: è lo stile della persona che ama il contatto con gli altri. Utilizza

al meglio lo strumento voce, rispetta gli altri adottando un comportamento verbale, non

prevaricante. È sicuro e deciso, ammette quando sbaglia, accetta la critica, e a sua volta

sa criticare in modo costruttivo. Ha uno sguardo aperto, portato all’ascolto attivo sa

mettere a proprio agio l’interlocutore. Accoglie l’altro nel pieno rispetto dei diritti di

entrambi. Ottima gestione della comunicazione non verbale. La postura è eretta, ma

priva di rigidità, è morbido anche nella gestione dei movimenti comunicativi. Condisce

il messaggio verbale in un insieme armonioso di gesti e di sguardi che evidenziano il

suo interesse verso chi ascolta. 23

CAPITOLO 3

INTELLIGENZA

Intelligenza: un aspetto che accomuna costrutti teorici è la difficoltà di darne una

definizione univoca. In generale, s’intende la capacità e velocità nel ragionare,

pianificare, risolvere problemi, ragionare in modo astratto, capire il mondo che circonda,

adattarsi…

È stata definita un fattore unitario (Spearman) e una costellazione di fattori (Thurstone),

un’organizzazione gerarchica (Horn e Cattel) e un’idea globale (Weschler).

Principali classi di teorie dell’intelligenza

- unitarie: es. teorie psicometrica del “fattore g” STRUMENTI Matrici progressive di

Raven, stime del “fattore g”;

- globali-maturative es. teoria dell’età mentale STRUMENTI batterie di testi

d’intelligenza (es. Stanford-Binet, Wechsler);

- multiple es. teoria delle intelligenze multiple STRUMENTI test di abilità primarie

(PMA), analisi delle prestazioni devianti;

- gerarchiche es. teoria fattoriale a livelli STRUMENTI batterie di intelligenza.

Teoria dell’investimento di Cattel

- intelligenza fluida: capacità di ragionamento di astrarre, formare concetti, percepire e

dedurre relazioni in situazioni non familiari. Non dipende da conoscenze precedenti.

Strumenti es. Matrici di Raven;

- intelligenza cristallizzata: abilità sottesa all’esecuzione di compiti che richiedono di

fare riferimento a informazioni acquisite per arrivare alla soluzione. Forte substrato

culturale. Strumenti es. definire o sinonimo di…

Alcuni aspetti della personalità influenzano il funzionamento intellettivo.

Teoria dell’investimento: le convinzioni determinano lo sforzo e l’interesse.

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Teoria PPIK (Ackerman)

Lo sviluppo dell’intelligenza è determinato:

- dal funzionamento dei processi cognitivi sottostanti Process (intelligenza fluida);

- da variabili di personalità Personality (motivazione verso le abilità cognitive);

- dagli interessi che caratterizzano l’individuo Interests;

- dalle sue conoscenze Knowledge (intelligenza fluida).

Il ruolo dei fattori metacognitivi

Es. Monica pensa di non essere intelligente: non riesce a risolvere problemi logici.

1) Monica pensa di avere poca memoria;

2) Convinzioni di immodificabilità della sua memoria;

3) Utilizzo di strategie disfunzionali;

4) Prestazione bassa > Monica continua a credere di avere poca memoria

5) Conferma delle credenze disfunzionali > Monica continua a credere di…

TIE (Goff e Ackerman) 25

Personalità, intelligenza e apprendimento

Favorito da:

- motivazioni, poca ansia;

- estroversione, apertura mentale, coscienziosità;

- intelligenza.

Aspetti cognitivi: ciò che sa/può fare;

Aspetti non cognitivi: ciò che farà.

Personalità, intelligenza e riuscita nel lavoro

- Coscienziosità, nevroticismo, estroversione;

- Intelligenza (in negativo se poca autonomia).

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CAPITOLO 4

MEMORIA

Memoria a lungo termine (Tulving)

- Memoria semantica: codifica, mantiene e recupera le conoscenze di tipo fattuale;

- Memoria episodico-autobiografica: contiene i ricordi di eventi con una precisa

collocazione spazio-temporale.

Autobiografica: è rappresentazione di sé, aiuta ad anticipare eventi futuri, a

condividere con gli altri, ad affrontare eventi attuali.

Relazione tra sistemi di MLT, coscienza, rappresentazione di sé

Ricordare gli eventi passati attraverso il tempo > viaggio mentale. Si associa ad

autonoesi (forma di consapevolezza che permette di distinguere quando un fatto è

vissuto, è ricordato o rappresentato).

Analisi di pazienti amnesici

Subito dopo l’incidente Vent’anni dopo

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Memoria autobiografica e personalità (modello Conway e Pleydell-Pierce)

Un evento autobiografico contiene tre tipi di conoscenze organizzate gerarchicamente:

- periodi di vita: consentono di collocare lungo la linea del tempo i nostri ricordi. È

l’ossatura della memoria autobiografica;

- eventi generali: riguardano eventi ripetuti nel tempo o un evento singolo. Sono gruppi

di ricordi legati ad un tema (es. ricordi della prima volta – il primo giorno di lavoro -);

- eventi specifici: dettagli che riguardano il ricordo. Centrale la capacità di immaginare

e di rivedere con l’occhio della propria mente il ricordo.

L’integrazione dei tre livelli di conoscenze permette l’accesso al proprio passato,

l’interpretazione del presente e previsioni del futuro.

Scollamento di questi tre livelli > disorientamento della nostra identità.

Ricordi autobiografici e fondamento del sé

- self-reference effect: informazioni coerenti con l’idea che si ha di sé ricordate in modo

più dettagliato e più facilmente accessibili rispetto a informazioni discrepanti;

- self-memory system: integrazione fra conoscenze autobiografiche e working self

(vissuto in continua modificazione che l’individuo ha di sé).

Nella costruzione dell’identità, l’individuo integra informazioni già possedute con

informazioni nuove > partecipazione della memoria di lavoro.

IL RICORDO DI EVENTI NEGATIVI

Ricordi negativi intrusivi e improvvisi sono frequenti nel disturbo post-traumatico da

stress (DPTS):

- pensieri e/o ricordi spiacevoli irrompono nella normale attività in modo rapido e

spontaneo;

- intensa rivisualizzazione delle scene traumatiche (flashback) accompagnate da

attivazione fisiologica (sudorazione, battito cardiaco accelerato). Come rivivere

l’esperienza traumatica;

- ricordi frammentari e disorganizzati.

Teoria della doppia rappresentazione

I ricordi degli eventi traumatici sono immagazzinati in due formati differenti:

- verbally accessible memory: viene recuperato sia automaticamente che

coscientemente, interagisce con altre conoscenze autobiografiche andando a modificare

schemi di pensiero e contribuendo quindi ad una nuova interpretazione di eventi passati,

presenti e futuri.

Ricordi negativi dal punto di vista emotivo

- i ricordi autobiografici ordinari legati al trauma suscitano sentimenti di colpa e di rabbia

perché ci si sente responsabili (depressione);

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- i ricordi “flashback” (intensa rivisualizzazione delle scene traumatiche) producono la

sensazione di rivivere quelle che è accaduto provocando paura, sensazione di essere

indifeso, le sensazioni provate al momento dell’evento traumatico (DPTS).

Differenze della qualità dei ricordi tra pazienti DPTS e depressi

- DPTS: più ricordi intrusivi con sensazione di estraniamento;

- Depressione: maggiori pensieri con valutazione della propria colpa rispetto all’evento

traumatico in sé.

Accomunanze: ricordi sempre molto vividi, disturbanti, presenti più volte durante la

settimana e accompagnati da sensazioni fisiche.

Terapia: strategie di distrazione o soppressione; il “non pensare a” produce l’effetto

contrario: funziona il distrarsi con un pensiero ricorrente (es. auto rossa).

L’OTTIMISMO DELLA MEMORIA

- persone con alta Estroversione > maggiori ricordi di eventi legati ad esperienze di

amore, amicizia o rifiuto;

- persone con alta Coscienziosità > maggiori ricordi di eventi legati al conseguimento di

scopi o al fallimento.

Anziani: maggiori ricordi di eventi più positivi (es. successi, vacanze); la valutazione

della propria vita migliora con l’aumentare dell’età.

Teoria delle selettività socioemotiva (Carstensen et al.)

Anziani > percezione del tempo come limitato:

- rivolgono l’attenzione verso emozioni più positive;

- sperimentano un maggiore senso di benessere psicologico;

- dimenticano aspetti più negativi degli eventi velocemente.

In uno studio di Schlagman et al., si è analizzato il contenuto di ricordi autobiografici

involontari esaminando eventuali differenze legate all’età.

Risultati:

- Ricordi positivi uguali per anziani e giovani;

- I giovani ricordano principalmente eventi stressanti;

- Gli anziani valutano meno negativamente gli eventi negativi rispetto ai giovani.

SENSIBILITÀ DELLA MEMORIA

Leopardisti: persone che amano ripensare ai propri ricordi e lo fanno molto più

frequentemente. Vivono ricordi più vividi.

Questionario di sensibilità alla memoria (QMS) valutava:

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- abitudine a ripensare ad eventi del passato, con frequenza ed intensità;

- piacere per il presente e orientamento al futuro (valorizzazione degli eventi);

- tendenza a riconsiderare eventi di vita recenti;

- implicazioni emotive e legame affettivo con il proprio passato;

- memoria autobiografica come punto di riferimento.

Risultati: ragazze, donne e anziani più leopardisti.

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CAPITOLO 5

STUDIO

Lo studio è una forma particolare di apprendimento, nonché un’attività tipicamente

umana.

STRATEGIE DI STUDIO

Le strategie di studio:

- sono caratterizzate dall’essere potenzialmente consapevoli e controllabili;

- sono finalizzate ad obiettivo: comprendere e ricordare.

STRATEGIE EFFICACI 31

STRATEGIE INEFFICACI

EFFICACIA DI DIVERSE TECNICHE DI STUDIO

Positive:

- auto-interrogarsi (testarsi sul materiale appena studiato, attraverso domande

formulate da sé o proposte dal libro);

- pratica distribuita (suddividere lo studio in momenti organizzati).

Neutre:

- pratica intervallata (intervallare più materie o tipologie di esercizi e compiti nella

stessa sessione di studio);

- fare associazioni (collegare i nuovi contenuti con conoscenze precedenti);

- elaborare (dare spiegazioni personali per concetto o fatto, chiedersi le ragioni dei

fenomeni studiati).

Negative:

- riassumere (scrivere riassunti);

- sottolineare (sottolineare parte del materiale durante la lettura);

- usare parole chiave (individuare parole chiave);

- immaginare (formare immagini mentali durante la lettura);

- rileggere (ristudiare il materiale dopo l’iniziale lettura).

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia della personalità e delle differenze individuali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Moè.: "Psicologia della personalità e delle differenze individuali", Moè, Pazzaglia, De Beni, Carretti.
Gli argomenti trattati sono i seguenti: tutti i capitoli del libro consigliato, unito alla rielaborazione personale delle slides della professoressa e di appunti presi a lezione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche sociali e del lavoro
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher monego248 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicologia della personalità e delle differenze individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Moè Angelica.

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