Estratto del documento

Capitolo 1 - Definizioni

La musicoterapia

La musicoterapia può essere definita sotto due punti di vista:

  • Scientifico: È una disciplina scientifica che si occupa dello studio e della ricerca del complesso suono-essere umano, con l'obiettivo di ricercare elementi terapeutici e di diagnosi;
  • Terapeutico: È una disciplina paramedica che utilizza il suono, la musica ed il movimento per produrre effetti regressivi o aprire canali di comunicazione con l'obiettivo di attivare attraverso essi il processo di socializzazione ed inserimento sociale.

La musicoterapia secondo Berenzon è una tecnica psicoterapica che utilizza suono, musica, movimento e strumenti corporei, sonori e musicali per determinare un processo storico di vincolo tra il terapeuta ed il/i paziente/i con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita e di riabilitare e recuperare i pazienti per la società.

Concettualizzazione delle definizioni

Troviamo diversi studi ed esempi degli effetti della musica sull'essere umano, sugli animali, sulle piante: nella Bibbia (Davide prendeva la cetra e Saul si calmava, poiché lo spirito maligno si ritirava da lui e lo lasciava in pace) o Feré de Salpêtrière (che studiò l'influenza della musica sulla capacità di lavoro dell'uomo).

Il complesso suono - essere umano è formato da:

  • Elementi capaci di produrre stimoli sonori (la natura, il corpo, gli strumenti musicali, gli apparecchi elettronici...);
  • Stimoli quali il silenzio o i suoni prodotti dal corpo, i suoni musicali ritmici, melodici o armonici, gli ultra o infrasuoni, le parole;
  • Vie di propagazione delle vibrazioni;
  • Organi ricettori di questi stimoli (sistema uditivo, tatto, vista);
  • La ricezione e l'impressione da parte del sistema nervoso e la sua relazione col sistema endocrino, parasimpatico...;
  • La risposta, che può essere comportamentale, motoria, sensoriale, organica o comunicativa attraverso il grido, le lacrime, il canto, la danza.

Non è solo la musica ad essere utilizzata nel processo terapeutico, ma anche il suono e il movimento. In ogni movimento è implicito un suono ed ogni suono è generato da un movimento. Gli stimoli sonori e musicali possono suscitare manifestazioni organiche e psicologiche tipiche della dinamica dell'essere umano.

La musicoterapia collabora con la medicina e si colloca sullo stesso piano della fonoaudiologia o della psicomotricità. Per questo dovrebbe essere inserita nel ramo di una facoltà di medicina.

Uno dei fenomeni più profondi prodotti dal suono e dalla musica è la capacità di provocare stati regressivi nell'essere umano. Per l'utilizzo del termine regressione si fa riferimento alla spiegazione di tipo psicoanalitico. Esistono due concetti: il concetto di fissazione e quello di regressione. In caso di turbe dello sviluppo, si registrano in esso alterazioni o movimenti regressivi che riconducono a stadi anteriori vissuti con più o meno successo: stadio orale, anale o fetale. La regressione è un meccanismo di difesa dell'Io. Esistono perciò due tipi di regressione:

  • La regressione da tappe adulte a tappe infantili della sessualità (che sarebbe il prerequisito della nevrosi);
  • La regressione al narcisismo primario, ovvero quella tappa di sviluppo che precede la differenziazione finale dell'Io e dell'Es. Quando questa su verifica, ci imbattiamo nel più antico dei meccanismi di difesa: il blocco dell'Io ed entriamo nel campo dei processi tipici delle schizofrenie, delle psicosi infantili, dell'autismo.

Il musico terapeuta integra l'utilizzo del movimento con un linguaggio preverbale o non verbale codificato ed è in grado di accedere, attraverso questi strumenti, al livello regressivo narcisistico senza provocare nell'Io regressioni più gravi perché lavora con elementi noti in questo stadio dell'Io.

Ciò ha portato Berenzon a formulare due termini concettuali: quello dei suoni regressivogenetici (che sono in grado di provocare effetti regressivi negli esseri umani in misura maggiore ed indipendentemente dalla patologia e dai caratteri individuali. Es. il battito del cuore) e il complesso non verbale (l'insieme degli elementi sonori e musicali e dei movimenti che provocano effetti regressivi).

Si possono aprire canali di comunicazione non solo grazie alla produzione di effetti regressivi, ma anche in funzione di altre caratteristiche degli stimoli sonori musicali che fanno parte del processo terapeutico.

La musicoterapia viene utilizzata come tecnica di approccio ed è mantenuta come affiancamento lungo tutto il processo di lavoro. Per linguaggio non verbale (che chiameremo linguaggio corporeo), si intendono tutti i fenomeni che costituiscono il movimento, il suono, il rumore e la musica, ma anche le parole, che sono comprese non per il loro significato ma per le loro caratteristiche di timbro, intensità, ritmo, volume.

Capitolo 2 - Basi della musicoterapia

Biologia del suono

Di seguito alcune esperienze di applicazione nel mondo vegetale e animale. Un fattore dell'Illinois pose le stesse sementi in due serre diverse ma in condizioni identiche: in una collocò un altoparlante che diffondeva musica, nell'altra no. Notò che nell'ambiente con la musica il mais aveva germogliato più rapidamente e i chicchi di mais erano più grandi e la fertilità del terreno era aumentata, anche se le piante più vicine all'altoparlante erano rovinate per effetto delle vibrazioni del suono. In Canada viene tutt'ora utilizzata la musica nelle coltivazioni intensive e le vibrazioni sono in grado di distruggere un parassita che attacca il mais.

In uno dei più grandi mattatoi di Buenos Aires vengono utilizzati stimoli musicali prima del macello perché non vi sia una diminuzione del peso dell'animale. Dalla fine del 1800, numerosi sono stati gli studi sugli effetti provocati da stimoli ritmici o sonori sull'uomo o sugli animali: miglioramento della circolazione sanguigna e dell'attività cardiaca, aumento del rendimento lavorativo. Altri esperimenti riguardarono l'effetto degli stimoli sonori sull'attività cerebrale durante il sonno.

Riassumendo, queste ricerche evidenziano che:

  • Il ritmo accresce o diminuisce l'energia muscolare;
  • La regolarità della respirazione si altera;
  • Si registra un effetto notevole ma variabile sul polso, sulla funzione endocrina e sulla pressione sanguigna;
  • Si tende a ridurre o ritardare la fatica e quindi si accresce la resistenza muscolare;
  • Si registra un aumento dell'attività volontaria;
  • Si possono provocare mutamenti nei tracciati elettrici dell'organismo;
  • Si possono provocare mutamenti nel metabolismo o nella biosintesi dei diversi processi enzimatici.

Psicologia del suono

È uno dei temi più importanti e complessi alla base della musicoterapia. Raramente la psicoanalisi si è occupata della musica, a causa delle difficoltà di rappresentazione insite in essa e alla sua natura affettiva, variabile di individuo in individuo.

Dal momento preciso in cui l'ovulo si unisce allo spermatozoo nell'utero materno, il nuovo essere umano si trova sin da subito a contatto con innumerevoli sensazioni vibratorie (battito del cuore, respirazione, rumori intestinali della madre) e agli elementi del complesso non verbale. Nella misura in cui il feto si sviluppa, esso acquista la sensazione dell'importanza di questi suoni, che percepisce come essenziali per la sua vita. "La base della relazione tra il ritmo e l'essere umano va ricercata nel contatto sonoro del feto". "La musica è una rievocazione della madre, una riedizione della relazione con lei e con la natura".

Tomatis suppone che il feto riconosca i rumori specifici della madre, compresa la sua voce ed utilizza proprio la voce della madre per la cura delle dislessie, passata attraverso dei filtri che danno l'impressione di una trasmissione in un luogo acquatico. Altri esperimenti su bambini mongoloidi dimostrarono che il suono del battito del cuore induce ad una gradevole condizione regressiva, più della musica stessa. Su un gruppo di 7 medici, il suono del battito del cuore li portò ad assumere posizione fetale e ad entrare in un sonno profondissimo.

Secondo Charles Rycroft "La musica originerebbe dal piacere primario legato all'ascolto delle pulsazioni del cordone ombelicale." Nel neonato, il cosiddetto "riflesso di Moro" si manifesta molto precocemente in risposta ad un suono forte: intorno alla 4 o 6 settimana. La musica rappresenta una difesa di fronte a situazioni paranoidi e melanconiche (il fischiettare nell'oscurità è un tentativo di dissipare l'ansia attraverso il suono, creando l'illusione di un gruppo di sostegno). La musica è in grado di annullare i rumori indesiderati.

Capitolo 3 - Principi della musicoterapia

La musicoterapia in quanto metodologia tecnica di applicazione si basa su due principi, che non sono esclusivi di essa, poiché alla base di altre tecniche cliniche non verbali, ma che in essa assumono caratteristiche particolari.

Principio dell'Iso

Il principio dell'Iso fu elaborato come principio fondamentale alla base della musicoterapia. Iso vuol dire uguale e sintetizza la nozione di esistenza di un suono o di un insieme di suoni o di fenomeni interni che ci caratterizzano e ci individualizzano. Si tratta di un fenomeno sonoro e di movimento interno che riassume i nostri archetipi sonori, il nostro vissuto sonoro intrauterino e il nostro vissuto sonoro della nascita, dell'infanzia, fino alla nostra età attuale.

È un suono strutturato all'interno di un mosaico di sonoro il quale a sua volta si struttura col tempo e che è fondamentalmente in perpetuo movimento.

Esempio di principio dell'Iso: per generare un canale di comunicazione tra terapeuta e paziente, il tempo mentale del paziente deve coincidere col tempo sonoro musicale eseguito dal terapeuta. Il canale di comunicazione è perciò veramente aperto quando si riesce a scoprire l'Iso del paziente attraverso la coincidenza di quello del terapeuta. Possiamo distinguere un Iso Gestaltico, un Iso complementare, un Iso gruppale ed un Iso universale.

L'Iso Gestaltico (da Gestalt) è l'Iso che ci permette di scoprire quello che è il canale di comunicazione per eccellenza del soggetto col quale cerchiamo di instaurare una relazione terapeutica. La psicologia della Gestalt evidenzia la necessità di riportarsi alla percezione originaria, all'esperienza immediata, non alterata da una ipotesi preconcettata che deforma la realtà del fenomeno osservato. Ne consegue che la percezione non coglie un insieme di elementi ma un tutto. Il soggetto non percepisce un insieme di suoni elementari ma una sensazione globale. La scoperta dell'Iso non danneggia mai la comunicazione.

L'Iso Complementare è l'insieme delle piccole modifiche che si attenuano in ogni seduta di musicoterapia sotto l'effetto di circostanze ambientali e dinamiche. Esso rappresenta la fluttuazione momentanea dell'Iso Gestaltico sotto l'effetto di condizioni ambientali specifiche.

L'Iso Gruppale è strettamente connesso allo schema sociale all'interno del quale l'individuo evolve e, dipendendo direttamente dalla composizione del gruppo e dalla conoscenza dell'Iso individuale di ciascun paziente da parte del musicoterapista, occorre un po' di tempo prima che esso si instauri e si strutturi. L'Iso Gruppale, secondo Maria Ester Grebe, è l'identità sonora di un gruppo umano, in quanto prodotto dalle affinità musicali latenti sviluppate in ciascuno dei suoi membri. Tenuto conto delle sue caratteristiche, l'Iso gruppale porta al concetto di identità etnica (con le sue caratteristiche biologiche, geografiche e culturali, che non possono essere separati dall'identità sonora - l'Iso appunto).

L'Iso Universale è un'identità sonora che caratterizza o identifica tutti gli esseri umani, indipendentemente dal contesto storico, culturale, sociale e psico-fisiologico (battito del cuore, i suoni di inspirazione ed espirazione, la voce della madre). Potrebbe essere riconosciuto come una sorta di imprinting, anche se quest'ultimo è un engramma statico, mentre l'Iso è un fenomeno dinamico per eccellenza. Berenzon osserva che per aprire un contatto di comunicazione con un altro essere è necessario imitare l'altro e ripetere esattamente le azioni che compie. L'imitazione di alcune espressioni corporee, sonore e musicali del bambino autistico, produce un'apertura dei canali di comunicazione. L'Iso si struttura in noi secondo un'antica legge ben precisa ma la dinamica di messa in atto da ogni singola struttura è infinitamente diversa. L'Iso Universale sarebbe plasmato da archetipi sonori, che sono in continuo movimento e da cui si genera l'Iso Gestaltico. Esso si differenzia dal primo perché si andrà strutturando a partire dalla storia dell'embrione in gestazione (il sussurro della voce della madre, il fruscio delle pareti uterine, il flusso sanguigno, le variazioni delle pulsazioni saranno vitali per la vita dell'embrione). Man mano che l'embrione si trasforma in feto, altri suoni si aggiungono all'Iso Gestaltico, provenienti dall'esterno attraverso il liquido amniotico (voce del padre, rumori dell'ambiente sociale, fenomeni acustici di vario tipo). Durante i mesi della gestazione, l'Iso Gestaltico riceve perciò:

  • Stimoli dall'esterno, attraverso il liquido amniotico;
  • Stimoli dall'interno della madre;
  • Stimoli dallo stesso corpo del feto (flusso sanguigno, battito cardiaco, tutti i fenomeni sonori del funzionamento del suo organismo).

Il parto e la nascita provocano cambiamenti importanti in queste strutture, in ambito mentale appare il preconscio (Prec), che è atemporale e prelogico, ed il conscio (Conc), che è un aspetto ridotto dell'apparato psichico che permette il passaggio di un numero limitato di stimoli e pulsioni. Anche questi fenomeni prodotti durante il passaggio nel canale del parto saranno iscritti nell'Iso gestaltico. L'Iso Culturale si forma invece nel Preconscio ed è prodotto dalla configurazione globale di cui fanno parte l'individuo ed il suo gruppo, dall'identità sonora propria di una comunità relativamente omogenea dal punto di vista culturale (suoni come le voci degli altri individui, il telefono, il campanello, il calpestio, la radio, le risate, il tossire, il nome proprio). Ci sono poi parametri sonori che pur appartenendo al folklore di una determinata comunità, vengono percepiti da altre comunità allo stesso identico modo e che entrano a far parte dell'Iso universale, come ad esempio il ritmo binario.

L'oggetto intermediario

È uno strumento di comunicazione in grado di agire terapeuticamente sul paziente in seno alla relazione, senza dar vita a stati di allarme intensi. Questo termine fu coniato da J.G. Rojas Bermudez, il quale notò che le marionette erano un grande tramite per creare con alcuni pazienti legami che li facessero uscire dal loro stato di isolamento. In altre parole, i pazienti rispondevano in modo più efficace se l'emittente non era un essere umano, soprattutto in caso di intenso allarme per il paziente, nelle quali si aveva a che fare con turbe dello schema corporeo. Basandosi sulla sua qualità di oggetto-cosa e sulla sua funzione di intermediario, chiamò questo espediente oggetto intermediario, ovvero un mezzo di comunicazione che permette di agire terapeuticamente sul paziente senza dar vita a stati di allarme e che possiede le seguenti caratteristiche:

  • Esistenza reale e concreta;
  • Innocuità;
  • Malleabilità, perché può essere usato per qualsiasi ruolo;
  • È un trasmettitore che permette la comunicazione sostituendosi al legame e mantenendo la distanza;
  • È adattabile ai bisogni del paziente;
  • È assimilabile a se stessi, ovvero il paziente può facilmente identificarsi in esso;
  • È strumentale e può essere utilizzato come prolungamento del soggetto;
  • È identificabile e può essere riconosciuto immediatamente.

Gli strumenti musicali ed i suoni che essi emettono possono essere considerati oggetti intermediari e possono possedere tutte le caratteristiche sopra elencate. Il primo oggetto intermediario che appare nella relazione tra madre e neonato è proprio il corpo della madre (oggetto intermediario corporale). Nella seconda fase il neonato diventa un lattante e l'oggetto intermediario si svincola dal corpo materno e comincia ad entrare in relazione con l'Iso Gestaltico, Universale e Culturale del lattante. In una terza fase, l'oggetto intermediario perde le caratteristiche individuali e assume le caratteristiche del fenomeno culturale connesso con la crescita e l'integrazione dell'individuo nell'ambiente sociale. Per questo motivo in sede di terapia è necessario intraprendere un cammino inverso, partendo dall'oggetto intermediario della terza fase e andare verso la prima. L'apparire della figura paterna implica l'inserimento di altri oggetti intermediari che avranno a che fare con l'Iso culturale e Gestaltico del padre. L'oggetto intermediario del padre può essere utilizzato sia dal figlio che dalla madre.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 1 Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia della Musica, Prof Caterina, libro consigliato Manuale di Musicoterapia, Berenzon Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mir.romano85 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Caterina Roberto.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community