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Musicoterapia secondo Benenzon

Benenzon afferma che il suo obiettivo è stato quello di far parte di un'equipe terapeutica, lavoro terapeutico e di ricerca. La musicoterapia è intervenuta nel momento in cui si è compreso che il linguaggio verbale si è trasformato in un sistema difensivo, come un'armatura che nasconde i sentimenti, le emozioni e le verità. L'uomo utilizza i mezzi audiovisivi e le parole per collocare una distanza fra sé e i suoi sentimenti, le sue verità, i suoi desideri. Lavorare nel non-verbale dunque significa rimuovere la polvere dalla nostra memoria, darci ancora un territorio in cui collocarci.

Definizioni

La musicoterapia può essere definita in due modi: secondo l'aspetto scientifico e secondo l'aspetto terapeutico.

  • Dal punto di vista scientifico: la musicoterapia è "una disciplina scientifica che si occupa dello studio e della ricerca del complesso suono-essere umano con l'obiettivo di ricercare diagnosi e metodi terapeutici".
  • Dal punto di vista terapeutico: la musicoterapia è "una disciplina paramedica che utilizza il suono, la musica, il movimento, per aprire canali di comunicazione, con obiettivo di attivare il processo di socializzazione e inserimento sociale".

Comunque, la definizione che Benenzon preferisce dare è "la musicoterapia è una tecnica psicoterapica, che utilizza il suono, la musica, il movimento corporeo, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita e recuperare i pazienti per la società", precisando che comunque si tratta di una disciplina scientifica.

Concettualizzazione delle definizioni

Esempio storico: nella Bibbia, nel passo che parla di Saul e Davide, che suonava la cetra per calmarlo e per "allontanare lo spirito maligno".

Esempio scientifico: Ferè de la Salpêtrière, fisiologo francese che studiò l'influenza della musica sulla capacità di lavoro dell'uomo, e rilevò che l'intensità era in rapporto alla tonalità: l'effetto stimolante era più intenso nella tonalità maggiore che nella minore.

La musicoterapia si occupa della ricerca del complesso suono-essere umano: questo complesso è formato da elementi capaci di produrre stimoli sonori; gli elementi come il silenzio, i suoni interni del corpo, i suoni armonici, ritmici e melodici; le vie di propagazione delle vibrazioni sonore; gli organi recettori di questi stimoli; la ricezione da parte del sistema nervoso e la sua relazione col sistema endocrino, parasimpatico ecc; la reazione psicobiologica e l'elaborazione della risposta; la risposta comportamentale, motoria, sensoriale, di comunicazione attraverso il grido, le lacrime, la danza.

Il suono può essere musicale o non.

Non è solo la musica a essere utilizzata nel processo terapeutico, ma anche il suono e il movimento. Movimento, musica e suono sono una stessa entità.

Esempi di diagnosi attraverso la musica

Un esempio di possibilità di diagnosi per mezzo della musica ci è offerto dalle turbe latenti del ritmo. Esistono suoni che in alcuni pazienti, sia a causa di qualità del suono, sia attraverso associazioni mnemoniche, possono produrre apparizione di turbe latenti del ritmo. Questo consente una diagnosi nelle epilessie temporali, che possono essere scatenate da stimoli uditivi e non presentano manifestazioni motorie, convulsive.

Un altro esempio di diagnosi per mezzo della musica è offerto dalle modifiche di disegni eseguiti sotto influenza di stimoli ritmici predominanti, quali una marcia o un valzer (esempio, l'esperimento di Wolff: il tipo di disegno cambiava in sintonia con il ritmo di musica). Boissier ne ha ricavato un test proiettivo sonoro, partendo dall'idea che ogni individuo ha una propria percezione uditiva, che può essere modificata da problemi della personalità. Questo permetterebbe una diagnosi differenziale tra soggetti adattati o soggetti che presentano una struttura nevrotica o psicotica.

La musicoterapia è una disciplina paramedica

Collabora con la medicina, ha come scopo l'inserimento del paziente nella società e la prevenzione delle malattie fisiche e mentali. Benenzon vuole convincerci che uno studente di medicina deve studiare pure la musicoterapia.

Utilizza il suono, la musica e il movimento. Sono convinto che movimento e suono sono la stessa cosa, insomma l'uno completa l'altro. In ogni movimento è implicito un suono, e ogni suono genera ed è generato da un movimento.

Effetti regressivi del suono

Uno dei fenomeni più profondi, prodotti dal suono, è la capacità di provocare stati regressivi nell'essere umano. Per quanto concerne il termine regressione, facciamo riferimento alla spiegazione di tipo psicanalitico. Sappiamo che esistono il concetto di fissazione e quello di regressione. In caso di turbe dello sviluppo si registrano alterazioni o movimenti regressivi che riconducono a stati anteriori (stadio orale, anale o fetale). L'individuo che sperimenta frustrazione, tende a rimpiangere periodi più gratificanti, e stadi interiori soddisfacenti: quindi la regressione è un meccanismo di difesa dell'io [due tipi di regressione: a) da tappe adulte a tappe infantili della sessualità; b) la regressione al narcisismo primario cioè a quella tappa di sviluppo che precede la distinzione dell'io e dell'es]. Nel soggetto psicotico si può creare possibilità di transfert: la musica, il suono, il movimento, sono elementi di comunicazione tipici dello stadio primitivo di sviluppo.

Chiameremo complesso non-verbale l'insieme di elementi sonori e musicali, movimenti, che provocano effetti regressivi e aprire canali di comunicazione, con l'obiettivo di attivare il processo di apertura e reinserimento.

In questo processo di reinserimento la musicoterapia occupa il primo anello perché viene utilizzata come tecnica di approccio. A volte è un aiuto lungo tutto il processo, come nel caso in cui l'obiettivo è di ottenere movimenti compensatori nell'educazione motoria o nello sblocco di strutture ossessive nelle psicoterapie profonde.

"Processo", come sinonimo di progresso, è il termine che caratterizza la musicoterapia, in quanto una sola seduta di musicoterapia non costituisce di per sé un'azione terapeutica. La musicoterapia richiede cicli, un percorso terapeutico.

Basi della musicoterapia

Biologia del suono

La musicoterapia si fonda su alcuni principi:

  • Elementi produttori di stimoli sonori: stimoli sonori che impressionano il nostro sistema sensoriale.
  • Sistemi percettivi di stimoli sonori: il sistema nervoso e l'interrelazione con altri sistemi (la musica ad esempio è connessa alle funzioni del linguaggio: i ritardi nelle funzioni musicali sono quasi sempre connessi a inibizioni delle funzioni psicomotorie).
  • Risposta agli stimoli: gli effetti sono stati registrati persino sullo sviluppo di specie vegetali, attualmente in Canada si utilizza la musica nelle coltivazioni intensive, e la musica è capace di distruggere il parassita del mais. Esperienze varie dimostrano insomma l'influsso della musica sulla crescita vegetale.

Un'esperienza storica è stata realizzata dal fisiologo italiano Patrici che poté individuare l'effetto della musica sulla circolazione del sangue nel cervello. Nel 1945-55 Fraisse e Mousson misero in evidenza le caratteristiche dell'emozione musicale sulla motricità, il sistema neuro-vegetativo e la corteccia cerebrale; utilizzarono un E.E.G., lo strumento che registra il riflesso psico-galvanico della pelle, un dispositivo per il ritmo cardiaco e la capacità respiratoria. Notarono un riflesso psico-galvanico della pelle soprattutto quando si metteva in onda un tema musicale noto al soggetto.

Lo psichismo è in grado di differenziare le sensazioni uditive durante il sonno —> quantità di engrammi sonori che vengono inconsciamente inscritti nel corso della nostra vita e che faranno parte della nostra identità sonora. Come ultimo esempio limite, faremo riferimento agli esperimenti sul DNA e RNA, elemento fondamentale delle cellule del sistema nervoso: per mezzo di determinati suoni, è possibile provocare un'alterazione della biosintesi di proteine nelle cellule viventi, provocando mutamenti nell'acido desossiribonucleico.

Riassunto degli effetti biologici del suono e della musica sull'essere umano

  • Energia muscolare
  • Respirazione
  • Pressione sanguigna e funzione endocrina
  • Riduce l'impatto degli stimoli sensoriali differenti
  • Ritarda la fatica
  • Aumento di attività volontaria
  • Mutamenti nei tracciati elettrici dell'organismo

Psicologia del suono

L'essere umano, fin dai primi mesi, è a contatto con sensazioni vibratorie, ritmo cardiaco, respiratorio, che diventano essenziali per la propria vita. Questi stimoli provenienti dalla madre, sia esterni che interni, faranno parte non solo dei complessi non verbali ma anche dell'engramma mnesico dell'essere in gestazione. In questo engramma mnesico c'è un mosaico genetico nel quale si collocherebbero esperienze del passato folkloristico del soggetto, corrispondente alla vita dei suoi antenati, alla propria razza, al proprio contesto culturale, ecc.

(Naturalmente il feto non percepisce i suoni per mezzo del sistema uditivo, ma ha una percezione vibratoria: questa è da intendersi come unità di percezione sensoriale, come un tutto indifferenziato del quale il movimento sarebbe il fattore più importante). Ci sono diversi esempi che mostrano la sensibilità del bambino, a diversi mesi di gravidanza, che reagisce a diversi stimoli sonori, soprattutto quelli musicali. Alcuni esperti parlano di imprinting uditivo del battito del cuore della madre. Salk afferma che musica e danza sono il risultato dell'imprinting e l'uomo le crea e le vive nel proprio tentativo di restare vicino agli stimoli dell'imprinting; esse rappresenterebbero tentativi umani inconsci volti all'appropriazione di esperienze sensoriali simili a quelle recepite nella vita prenatale. [Nel capitolo dedicato alle basi della musicoterapia si discuteranno le differenze dell'ISO e l'imprinting].

Attraverso alcuni esperimenti sarebbe confermata l'ipotesi secondo cui si riceverebbero nella regione ombelicale le prime sensazioni ritmiche generate dal battito dell'arteria ombelicale, durante lo stato uterino. Qui infatti è presente il plesso solare, un importante elemento del sistema nervoso autonomo.

È stato notato poi, attraverso alcuni esperimenti con gruppi di handicappati mentali, come è possibile attuare un ritorno allo stadio iniziale dello sviluppo evolutivo, attraverso l'ascoltazione di suoni come il battito cardiaco, che producevano un clima di conforto e benessere tra i pazienti. Sono stati fatti esperimenti che confermano gli stati regressivi indotti dal battito del cuore.

Se seguiamo il processo evolutivo dell'essere umano troviamo altre relazioni di ordine psicologico nelle quali incontriamo il fenomeno sonoro musicale.

Nel neonato il riflesso di Moro si manifesta molto precocemente in risposta a un suono forte: il bambino stende le braccia in avanti, tende le estremità, abbassa la testa e fa una smorfia; dopo un secondo o due unisce lentamente le braccia in una specie di abbraccio, emette un grido e poi si distende. Questo riflesso compare fin dalla quarta-sesta settimana ed è sostituito dal sussulto che compare negli adulti in risposta a un rumore forte.

Levaries sostiene che via via che il bambino cresce: fisicamente, intellettualmente ed emozionalmente, è minacciato da pericoli specifici a ogni tappa dello sviluppo psico-sessuale. Rumori specifici evocano contesti specifici, e la sensibilità a essi può fornire una soluzione per quanto riguarda il punto di fissazione regressivo. Ci sono suoni improvvisi che ingenerano panico (esempio, a un ebreo dei tempi di Hitler faceva meno paura una pattuglia che il suono del campanello a casa). Il significato misterioso di un suono, in un contesto di pericolo, comporta un effetto paralizzante. Non solo i suoni inattesi generano paura, anche i suoni monotoni, ripetuti, aumentano la tensione e possono ingenerare panico.

In vari campi si è notato l'utilizzo psicologico del suono, ad esempio durante la seconda guerra mondiale i tedeschi cercarono di seminare il panico nelle truppe alleate con l'aggiunta di sirene alle bombe. Questi esempi confermano l'idea che l'organizzazione mentale arcaica, tipica del bambino e dell'uomo primitivo, tende a percepire il suono come una minaccia diretta e di riflesso la riattiva.

Se l'ambiente è gratificante, numerosi suoni sono considerati, nelle associazioni simboliche primarie, come avvenimenti. Tali associazioni variano in base allo sviluppo della libido, ma anche in base a situazioni specifiche della vita adulta. Alcune associazioni: i primitivi piaceri erotici di natura cinestetica (dondolamento della culla) anticipano il piacere per la danza e possono associarsi a modelli definitivi del ritmo; l'identificazione col solista, ma spesso col suono isolato o predominante di un pezzo musicale, può sottendere implicazioni col piacere di tipo fallico, esibizionistico. Il silenzio, in tappe più evolute dello sviluppo, può essere sperimentato come minaccioso, poiché se l'io concepisce l'ambiente umano come buono, il silenzio significa solitudine. La musica, in quanto esperienza di gruppo, consente il sollievo da questa paura e una componente del piacere della musica è appunto il fatto di costituirsi come esperienza di gruppo.

Dunque, la musica rappresenta per l'adulto una difesa di fronte a situazioni paranoidi e malinconiche (esempio, il fischiettare nell'oscurità, in silenzio e solitudine). Si prova così per mezzo del suono, a dissipare l'ansia paranoide creando l'illusione di un gruppo di sostegno. Sono tanti gli esempi che confermano questa ipotesi in ambito storico e mitologico (es. Nel mito di Orfeo si dice che egli con la sua lira dominava i crudeli, i quali rappresentano tutte le pulsioni aggressive, distruttive). Inoltre, possiamo affermare che fare musica, produrre un ritmo, equivale a conquistare il "tempo" esterno. Fontana dice che anche i pianti, i balbettii, il canto e la parola sono forme, sempre più evolute, dell'espressione di un'integrazione del mondo interno con quello esterno.

Principi della musicoterapia

La musicoterapia si fonda sui seguenti principi:

  • Il principio dell'ISO
  • L'oggetto intermediario

Questi non sono appannaggio esclusivo della musicoterapia, poiché possono essere alla base di altre tecniche cliniche non-verbali.

Principio dell'ISO

ISO vuol dire uguale e sintetizza la nozione di esistenza di un suono o di un insieme di suoni interni che ci caratterizzano e ci individualizzano. Si tratta di un fenomeno sonoro e di movimento interno che riassume i nostri archetipi sonori, il nostro vissuto sonoro intra-uterino e il nostro vissuto sonoro della nascita, dell'infanzia, fino all'età attuale.

Spiegato in parole più semplici: per generare un canale di comunicazione tra terapeuta e paziente, il tempo mentale del paziente deve coincidere col tempo sonoro musicale eseguito dal terapeuta. L'ISO è dinamico, ma il canale di comunicazione è veramente aperto quando si riesce a scoprire l'ISO del paziente attraverso la coincidenza di quello del terapeuta.

L'ISO gestaltico è il mosaico dinamico, descritto inizialmente, che caratterizza l'individuo; è l'ISO che ci consente di scoprire quello che è il canale di comunicazione per eccellenza del soggetto. Il soggetto non percepisce un insieme di suoni elementari, ma una sensazione globale.

L'ISO complementare è l'insieme di piccole modifiche che si attenuano ogni giorno o in ogni seduta di musicoterapia sotto l'effetto di circostanze ambientali e dinamiche. Rappresenta la fluttuazione momentanea dell'ISO gestaltico.

L'ISO gruppale è connesso allo schema sociale all'interno del quale l'individuo evolve. Occorre un certo lasso di tempo affinché si instauri, dipenderà spesso dalla buona composizione del gruppo e dalla conoscenza dell'ISO individuale di ciascun paziente.

La nozione di ISO gruppale porta direttamente al concetto di identità etnica poiché l'identità culturale etnica non può essere separata dall'identità sonora (ISO). All'ISO di gruppo dobbiamo aggiungere l'idiosincrasia o l'insieme delle idiosincrasie dei singoli individui componenti del gruppo, questo conferma che l'ISO dipende dalla storia della gestazione e dalla storia infantile dell'individuo.

Quello che Grebe chiama ISO culturale, invece, esclude questi elementi ed è il prodotto della configurazione culturale globale della quale l'individuo e il suo gruppo fanno parte. L'ISO universale è un'identità sonora che caratterizza o identifica tutti gli esseri.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danidams di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Caterina Roberto.
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