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Le parole del corpo: introduzione alla comunicazione multimodale (Isabella Poggi)

Capitolo 1: La comunicazione

Una conoscenza può essere rappresentata nella mente di un sistema (macchina, animale, umano...) in due formati diversi:

  • Formato senso-motorio: attraverso un'immagine o una serie di movimenti muscolari
  • Formato preposizionale: rappresentazione astratta, formata da un predicato e da un argomento (vale solo per l’essere umano e per le macchine intelligenti)

Modi di acquisizione della conoscenza

Sono almeno 5 i modi in cui ci arrivano le conoscenze (stiamo parlando del singolo individuo):

  • Percezione: i nostri sensi ci mettono in contatto con le caratteristiche fisiche del mondo esterno. Es. Vedo Elisa che bacia un uomo. Una volta acquisita tale conoscenza, questa va a collocarsi nella memoria dove tutte le conoscenze si annodano in legami logici chiamati “Inferenze”.
  • Inferenze: generare nuove conoscenze a partire da quelle percepite o ricordate. Es. Se applico l'inferenza che quando si bacia si ama, deduco che Elisa ama l'uomo che bacia.
  • Significazione: se tutti in ogni contesto, a partire da una conoscenza percepita tendono a fare sempre la stessa inferenza, allora questa inferenza diventa automatica, obbligata. Es. Fumo significa Fuoco, nuvole significa pioggia...

La comunicazione

La comunicazione è un individuo che entra in relazione con un altro individuo:

Condizione necessaria della comunicazione: un sistema, che chiamiamo mittente, ha lo scopo che un altro sistema, o destinatario, venga ad avere una certa conoscenza (un certo significato), e per realizzare questo scopo emette un segnale (uno stimolo fisico percepibile), che viene prodotto e percepito secondo una determinata modalità ed è collegato a quel significato attraverso un sistema di comunicazione.

Elementi della comunicazione

  • Lo scopo comunicativo: si ha comunicazione solo quando c'è lo scopo di comunicare qualcosa ad un altro. Può essere interno o esterno (cioè rappresentato o meno nella mente dell'individuo). Uno scopo interno può essere cosciente, inconscio o tacito. Normalmente nella comunicazione verbale il nostro scopo è cosciente ed intenzionale. Nella comunicazione di tipo non verbale, invece, lo scopo di comunicare può essere:
    • Inconscio: uno scopo che l'individuo nasconde perché sapere di averlo lo fa soffrire (mettere il muso ad un amico ma non volerglielo far pesare)
    • Tacito: uno scopo su cui non poniamo attenzione per ragioni di economia cognitiva (cambiare la postura quando si cambia argomento)
  • Lo scopo esterno comprende:
    • Artefatti: la spia della benzina che si accende
    • Funzioni comunicative biologiche: arrossire, il volo del gabbiano che avvisa lo stormo della presenza di un predatore.
  • Il mittente: a seconda di come si assume la paternità dello scopo di comunicare, può essere: (Goffman)
    • Animatore: pronuncia le parole che non ha pensato in prima persona, come una macchina parlante "Speaker"
    • Autore: chi pianifica e costruisce il discorso "Giornalista"
    • Mandante: è colui per conto del quale si parla ed è colui che si assume la responsabilità di ciò che viene detto "Partito Politico"
  • Il destinatario: colui al quale il mittente decide volontariamente di comunicare, gli fa un regalo. Diverso è il Ricevente (riceve l'informazione ma non per volere del mittente).
  • Destinatari multipli: comunicare 2 cose diverse a 2 diversi destinatari. Es: una signora anziana incontra una mamma col passeggino e vedendo il bimbo con le gambette scoperte, esclama: "hai freddo vero piccolino?". In tal modo comunica sia con il bambino ma ancor di più fa capire alla madre di coprirlo!
  • Il segnale: è uno stimolo fisico, percepibile con i sensi, che è collegato ad un significato nella mente sia del mittente che del destinatario (una carezza, le parole...). Qualsiasi stimolo fisico percepibile può fungere come segnale:
    • Un'azione: un gesto, un grido, una frase
    • Un oggetto
    • Un oggetto usato per/nel compiere un'azione (gli occhiali neri al funerale)
    • Una parte di un oggetto: il verde del semaforo
    • Un aspetto di un oggetto o di un organismo: arrossire
    • Una non-azione: il silenzio
  • Le modalità: in cui il destinatario riceve dal mittente il segnale può essere "modalità produttiva" e una "modalità ricettiva": gli umani utilizzano per la comunicazione tante modalità quanti sono i loro sensi.
  • Un sistema di comunicazione: è una serie di regole per mettere in corrispondenza segnali e significati. I segnali possono essere prodotti da uno stesso organo o da organi diversi.
  • Il significato: ogni volta che comunichiamo, diamo agli altri conoscenze di tre tipi:
    • Informazioni sul mondo: possiamo comunicare eventi concreti, eventi immaginari, il tempo e il luogo dell'evento. La struttura che governa tali conoscenze è quella predicato-argomenti ed è ricorsiva.
    • Informazioni sull'identità del mittente: ogni volta che siamo in presenza di un altro, questi si fa "un'idea di me" attraverso le conoscenze che percepisce (sesso, età, personalità..). Queste conoscenze provengono dal suono della mia voce, dal mio accento e spesso sono segnali non volontari. Oltre a questa identità "oggettiva", ce n'è un'altra "soggettiva" e cioè su come voglio apparire (l’auto-rappresentazione-Goffman), produco segnali con uno scopo interno e cosciente.
    • Informazioni sulla mente del mittente: quando comunichiamo forniamo informazioni sui nostri stati mentali (scopi: verbo performativo, intonazione. Conoscenze: informazioni sul grado di certezza delle credenze che comunichiamo. Emozioni: attraverso parole emotive o intonazioni o espressioni facciali) e informazioni meta-cognitive (da quale fonte mi arrivano le credenze, emozioni)

Sistemi di comunicazione

Il nostro corpo è depositario di molti sistemi di comunicazione.

Parametri del segnale di un sistema di comunicazione

  • Autonomi: come i gesti simbolici o le lingue dei Segni, si possono usare anche senza parlare
  • Non autonomi: si possono usare solo mentre si parla (gesti batonici)
  • Codificati: sono rappresentati stabilmente nella memoria a lungo termine, costituiscono coppie segnale-significato. Una serie di segnali codificati costituisce un lessico. Rientrano nel lessico i gesti simbolici, lo sguardo...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marty267 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Poggi Isabella.
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