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Bugie, finzioni e sotterfugi: un modello della mente e del comportamento sociale

Sistemi scopistici

I sistemi scopistici sono quelli le cui attività sono regolate da scopi. Uno scopo è uno stato regolatore che può essere identico o diverso da uno stato del mondo attuale, cioè percepito dal sistema stesso. Quando c'è discrepanza fra stato percepito e stato regolatore, il sistema si mette in azione per ridurre o annullare la discrepanza per far in modo che lo stato del mondo percepito coincida con lo stato regolatore. Quando non c'è discrepanza, il sistema è in quiete. Ad esempio, se ho fame, lo stato del mondo che percepisco è discrepanza rispetto allo stato che mi regola e devo mangiare.

Il raggiungimento dei propri scopi dipende dalle condizioni del mondo, dalle risorse a disposizione e dalle azioni che compie. In certi casi, si può far ricorso ad una sola azione, in altri casi bisogna creare le condizioni adatte. Questo porta alla progettazione di un piano (gerarchia di scopi). Le varie azioni che compongono la meta di un piano sono sottopiani, ciascuno dei quali serve a realizzare dei sottoscopi di una meta. Durante la pianificazione, il sistema può trovare più alternative e quindi trovarsi in una situazione di scelta. Per scegliere quale scopo proseguire, il sistema fa un bilancio fra scopi (BS) confrontando i coefficienti di valore (CV); nella scelta dobbiamo prendere in considerazione i benefici che comporta.

Pseudoscopi e metascopi

Gli pseudoscopi sono funzioni adattative esterne al sistema verso cui il comportamento è orientato in modo finalistico e non casuale: sono pseudoscopi gli scopi esterni e i metascopi. Gli scopi esterni sono scopi non rappresentati all'interno di un sistema, ma determinano le caratteristiche o l'uso, azioni del sistema stesso. Sono scopi esterni la destinazione e la funzione. Ad esempio, l'uso, la destinazione e la funzione di una canna sono per far cadere; sono scopi posti su di lui da un altro organismo o dettati dalla situazione contingente.

Le funzioni biologiche sono scopi esterni di un individuo per perpetuare i propri geni e spesso portano ad altri pseudoscopi come meccanismi di releaser. Ad esempio, il riflesso di fuga di un uccello a causa della percezione di una sagoma di falco in movimento.

I metascopi sono dei principi costitutivi del sistema stesso; sono degli scopi modali, scopi che stabiliscono il modo più conveniente ed efficace in cui il sistema può perseguire i propri scopi, ad esempio lo scopo di evitare la sofferenza.

Scopi strumentali e terminali

Gli scopi strumentali sono quelli perseguiti in vista di qualche sovrascopo. Gli scopi terminali sono quelli oltre i quali non è possibile individuare scopi ulteriori. Spesso alcuni scopi che nascono come strumentali diventano terminali.

Gli scopi sono attivi nel momento in cui il sistema li esamina nel suo apparato decisionale, inattivi quando non vi entrano. Non ogni scopo attivo può essere perseguito, poiché magari se ne sceglie un altro. I nostri scopi sono attivati cioè da sovrascopi per cui sono mezzo (es. per mantenermi in vita devo mangiare) o dal basso quando nel mondo si crea la situazione adatta per perseguire quello scopo (es. passo davanti alla pasticceria e voglio un pasticcino).

Sistemi cognitivi

Un sistema per perseguire i suoi scopi deve avere le conoscenze relative agli stati del mondo esterno, sui rapporti di causa ed effetto fra gli stati del mondo, sui propri stati interni ed esterni. Un sistema cognitivo è capace di regolare le sue azioni in base agli scopi che vuole raggiungere.

Le conoscenze e gli scopi possono essere rappresentati in formato percettivo-motorio (nella mia mente lo scopo è immaginato visivamente) o in formato concettuale o proposizionale (secondo il suo significato linguistico). I sistemi cognitivi mentali sono quei sistemi capaci di autoregolazione in cui le conoscenze e gli scopi sono rappresentati anche in un formato proposizionale (voglio raggiungere uno scopo e ne sono consapevole), mentre non sono mentali quei sistemi che dispongono solo di un formato percettivo-motorio (es. animali agiscono per stimoli).

La mente è il sistema cognitivo di un uomo o di un computer. Un sistema mentale è capace di riflessione ed ha rappresentazioni della sua stessa mente (meta-rappresentazioni > meta-cognizione).

Per raggiungere uno scopo bisogna avere conoscenze. I meccanismi di acquisizione o manipolazione delle conoscenze sono: la percezione (meccanismi sensoriali che permettono di avere un contatto col mondo esterno); la comunicazione; la memoria (le conoscenze sono immagazzinate nella memoria in strutture di conoscenze da cui si possono recuperare); le inferenze (conoscenze nuove che provengono per via inferenziale dal sistema stesso). Le conoscenze acquisite percettivamente sono più certe di quelle comunicate o inferite. Quest'ultime invece sono più numerose di quelle acquisite per via percettiva o comunicate.

Data l'importanza delle conoscenze, della loro quantità e attendibilità, la mente è dotata di capacità di meta-conoscenza, cioè ha la capacità di riflessione e valutazione sulle proprie conoscenze, sulla loro qualità e attendibilità.

Una volta acquisite, le conoscenze si organizzano in reti interconnesse attraverso legami di appartenenza a classe, legami causa-effetto, legami mezzo-scopo. Questa strutturazione facilita il recupero e l'utilizzo delle conoscenze, in quanto permette di navigare fra di esse in maniera mirata e quindi più economica. Inoltre, in una stessa rete non possono coesistere conoscenze incompatibili e questo ne aumenta il grado di certezza. Gli scopi epistemici sono quelli mirati all'acquisizione di conoscenze e sono scopi sempre attivi e terminali.

Potere e scopi

Un sistema è in grado di raggiungere i propri scopi attraverso l'uso del potere: ha nel proprio repertorio (è in grado di eseguire) le azioni necessarie, ha le capacità di risolvere problemi e le condizioni esterne sono soddisfatte per eseguire con successo un'azione.

Esistono stati (o condizioni) del mondo che non possono essere determinati dalle nostre azioni (es. tempo atmosferico): cause di mancanza di potere > non sappiamo compiere la scelta giusta o mancano le condizioni. Oppure non abbiamo il potere di scegliere > quando due scopi sono in conflitto fra loro e quindi per proseguirne uno si compromette l'altro.

Un sistema ha interesse che sia raggiunto un determinato scopo. La dipendenza è il rapporto causa-effetto che c'è fra uno stato del mondo e il raggiungimento di uno scopo. Nasce da qui la possibilità di interazione con un altro sistema (rapporto di interdipendenza). C'è una dipendenza oggettiva nel caso in cui A si serve di B inconsapevolmente, mentre una dipendenza soggettiva nel caso in cui A si serve di B con coscienza. Può accadere che B adotti uno scopo di A. Questa adozione di scopi può essere motivata da sovrascopi diversi: per interesse (il raggiungimento di uno scopo di A permette a B di realizzare un suo scopo); per collaborazione; per scambio; o per puro altruismo.

Comportamenti sociali e inganno

Secondo il dibattito sociobiologico, l'uomo ha come scopo biologico quello di perpetuare i propri geni: da una parte favorisce gli individui che condividono una parte maggiore del proprio patrimonio genetico (altruismo parentale), dall'altra adottano lo scopo dell'altro in caso di bisogno (altruismo relazionale). L'adozione degli scopi altrui aumenta complessivamente il potere di tutti gli individui. Il cheater è colui che non rispetta le regole della collettività, sottraendosi alla norma dell'altruismo prendendo tutto senza dare nulla in cambio.

A volte, per raggiungere i propri scopi, si può utilizzare l'aggressione, cioè compromettere volontariamente gli scopi degli altri, o si può influenzarlo. Influenzare significa aumentare o diminuire le probabilità che l'altro abbia un certo scopo, modificando l'assetto delle proprie conoscenze o scopi. Questo può avvenire attraverso la seduzione (accrescere l'importanza di uno scopo); far prendere coscienza B delle proprie capacità; meccanismo della tentazione (cogliere l'opportunità).

Certe volte, gli scopi di influenzamento sono determinati da scopi tutori (quando A adotta gli scopi di B per scopi tutori o pedagogici). L'influenzamento avviene attraverso la comunicazione al fine di influenzare le conoscenze dell'altro.

L'acquisizione della conoscenza avviene attraverso la percezione (CSP conoscenza dello stimolo percepito ≠ CA conoscenza assunta); da CSP posso trarre anche inferenze che non sono sempre coincidenti: CSP CI; la significazione che è il rapporto fra CSP e CS (conoscenza significata) es. se A bacia B vuol dire che A ama B (inferenze cristallizzate: bisogno di ragionamento); la comunicazione.

Esistono scopi interni (consci e inconsci) e scopi esterni (funzioni degli oggetti e le finalità sociali e biologiche). Ad esempio, un tic nervoso può avere lo scopo inconscio di comunicare uno stato di stress, mentre una spia della benzina ha una funzione comunicativa esterna di segnalare che il serbatoio è quasi vuoto.

Gli scopi comunicativi biologici sono il rossore, che comunica vergogna; gli scopi comunicativi esterni sono le divise che comunicano l'appartenenza di un gruppo ad un certo status sociale. Si ha comunicazione in senso pieno quando A ha lo scopo che B sappia C ma ha anche lo scopo che B sappia che A ha lo scopo di farglielo sapere (meta-comunicazione). Esistono tre modi per fare avere conoscenze: involontario, volontario, ma subdolo e quando si ha lo scopo di far avere conoscenza e che l'altro sappia che te le sto facendo avere.

Il significato di un atto linguistico è costituito da un performativo (l'intenzione con cui il parlante produce quella frase) e da un contenuto proposizionale (ciò di cui il parlante informa). Performativo e contenuto proposizionale formano il significato di una frase che è poi il suo scopo. I sovrascopi non sono dichiarati esplicitamente e per questo possono essere ricavati solo per via inferenziale (comunicazione indiretta).

L'inganno: fra verità e punti di vista

L'inganno è un'azione sociale che ha come atto finalistico lo scopo di fare avere ad un altro agente conoscenze false e inadeguate. Una persona si inganna quando ha una conoscenza della realtà erronea o incompleta. La nozione di "ingannarsi" fa riferimento ad un solo agente (l’errante), ma presuppone un’altra persona che è colui che sa la verità. L'errore è la relazione fra osservatore (colui che sa la verità) e l’errante.

L'inganno è quel tipo di inganno che non implica l'esistenza di qualcuno che ha lo scopo di ingannare. Anche in sistemi non mentali esiste l'inganno sociale, ma il loro scopo non è rappresentato esplicitamente nel sistema, è solo una funzione adattativa e biologica. L'inganno è finalistico o sociale: M ha lo scopo di ingannare I e agisce mirando a questo. Per qualificare un inganno bisogna tenere in considerazione lo scopo (voglio ingannare I), non il risultato (I si inganna). M ha lo scopo di ingannare, ma è anche consapevole di ciò: lo scopo di ingannare è interno all’individuo ed esplicitamente rappresentato.

Sincero e veridico: chi non inganna sui contenuti della propria mente, anche se è diverso dalla verità oggettiva. Insincero: inganno; vero accidentale: dico una cosa pensando sia falsa ma in realtà si rivela vera. Falso deliberato: dico consapevolmente il vero.

Inganno come atto finalistico

Ci sono inganni compiuti con le parole o solo con le azioni, alcuni senza fare nulla. Un inganno è un atto o un tratto di un organismo M che ha la finalità di non far avere ad un organismo I una conoscenza vera rilevante, e che non rivela tale finalità.

  • La menzogna è un atto linguistico in cui M ha lo scopo di ingannare I.
  • La finzione è un atto comunicativo non linguistico che ha valore comunicativo.
  • Per ingannare non c'è bisogno di un atto comunicativo: mettere la pistola in mano alla vittima per ingannare I (atto non comunicativo).
  • L'omissione può essere considerata un atto in cui non si fa nulla ma si inganna lo stesso. Esempio: M sa che la prova è stata rinviata ma non lo dice ad I.
  • Gli oggetti possono essere usati per ingannare: banconote false (la volontà di ingannare è negli atti con cui quelle banconote sono state prodotte).
  • Le caratteristiche morfologiche hanno lo scopo di nascondere, mimetizzare, rendere irriconoscibile la preda da parte del predatore, come la colorazione del camaleonte.

L'aspetto finalistico di un inganno può essere uno scopo di cui l'individuo è cosciente (vuole ingannare e sa di volerlo); scopo inconscio nei casi di involontaria reticenza, quando per dimenticanza omettiamo di dire qualcosa di importante perché inconsciamente vogliamo nasconderla; funzione biologica negli animali l'inganno è regolato da funzioni adattive, da scopi esterni all'individuo. Quando M inganna I, ha lo scopo di non far sapere ad I la verità: può far credere il falso o non far sapere il vero. C'è inganno solo se la conoscenza di cui ha bisogno I è fondamentale per i suoi scopi, tale che il suo comportamento sarebbe importantemente diverso se la possedesse.

Quando non si vuol far sapere una certa conoscenza è necessario che l’intenzione di non far sapere il vero o far credere il falso non sia esplicitata. L'inganno è un meta-inganno: se voglio ingannarti devo necessariamente ingannarti sul mio scopo di ingannarti. L'ingannatore (quasi sempre) tradisce la fiducia riposta in lui.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marta.vannelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Poggi Isabella.
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