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I meccanismi neurocognitivi

Struttura del cervello e prodotti della mente

Nell'antichità, attribuivano al secondo passaggio problemi dell'anima, poi si passò al metodo anatomo-funzionale: si analizza il cervello e le eventuali lesioni per capire il problema (metodo autoctono). Oggi ci sono molte tecnologie che permettono di monitorare il comportamento cognitivo, attraverso diversi esperimenti.

Esperimenti volto

  • Si monitora l'attività cerebrale di persone mentre osservano queste fotografie e si cerca di capire come il cervello le interpreta;
  • A un bambino si mostra una composizione con mandorle (occhi), carota (naso) e banana (bocca) e il bambino reagisce vedendone un volto, poiché si sofferma più del normale. Volto umano = insieme di tratti in una specifica configurazione.

Esperimenti lettere e parole

  • Si fanno osservare dei grafemi (lettere scritte) e si fanno pensare parole che inizino con quel grafema;
  • Si legge una parola e si pensa al verbo corrispondente, ad esempio gelato > leccare.

Tecniche di neuroimaging funzionale

Queste mappe sono una rappresentazione grafica di dati statistici. Ciò che ha colori caldi ha alta probabilità di attivarsi nella maggior parte delle persone.

Tecniche di registrazione e stimolazione corticale

Si pongono micro-elettrodi sulla corteccia cerebrale e si fanno fare attività al paziente (si parla di "neurochirurgia da svegli").

Esempio: paziente plurilingue, durante l'operazione, svolgeva un compito linguistico (fornire nome di immagini nelle varie lingue). Venivano inibiti determinati punti e in ciascun caso la paziente non riusciva a ricordare la parola in quella lingua. Ciò permise di capire le aree che si possono toccare e quelle da evitare.

Suonare uno strumento

Anche in un'orchestra, nel direttore si attivano le stesse aree degli orchestranti.

Cervello come simulatore

Il cervello è un simulatore: il mondo viene etichettato sulla base di una visione imperfetta di ciò che percepiamo, e ciò è veicolato dalla mente (mito della caverna di Platone).

La memoria di lavoro

Interazione: Se un'amica è stata in vacanza e l'altra le chiede "il Golden Gate Bridge è davvero dorato?", l'amica risponderà generando l'immagine e attivando diverse parti del cervello: localizzazione (parietale), forma (temporale inferiore), colore (temporo-occipitale). Questa è la memoria di lavoro, che fa passare solo ciò che è pertinente (nell'esempio, fa passare il colore).

Neuroscienze sociali

Le neuroscienze si stanno spostando sempre più sul fronte sociale, ad esempio per capire come i rapporti tra le persone possono essere influenzati dalle strutture cerebrali e viceversa, cioè come essi influenzino il cervello stesso.

Dolore e plasticità

Esperimento: si fanno giocare gli sperimentati con due giocatori, uno simpatico e uno antipatico. Si usa un laser sempre più caldo sul dito dello sperimentato. Si comunica che anche un'altra persona sta provando le stesse cose. Risultati emersi:

  • Se a provare il dolore è il giocatore corretto, nelle donne si attivano valori alti delle strutture;
  • Se a provare il dolore è il giocatore scorretto, nelle donne si attivano valori più bassi delle strutture;
  • Se a provare il dolore è il giocatore corretto, negli uomini si attivano valori alti delle strutture;
  • Se a provare il dolore è il giocatore scorretto, negli uomini c'è un'inibizione dell'area! Inoltre, si attiva anche la struttura nucleus accumbens, legata alla struttura della ricompensa, quindi gli uomini stanno proprio bene.

Successivamente è stato compilato un questionario di "vendicatività" ed effettivamente i maschi si sono dimostrati più vendicativi delle donne. Il dolore emotivo si basa sulle stesse strutture cerebrali di quello fisico, cioè si attivano le stesse aree (riciclaggio neuronale: strutture implicate in una funzione x, se ce n'è una y che si rifanno alla x, le strutture si riadattano, per plasticità. Ad esempio, se vediamo qualcuno che riceve un calcio, proviamo dolore anche noi). Da ciò emerge che le neuroscienze cognitive permettono di studiare anche le attitudini delle persone.

La guida di un veicolo

Guidare un veicolo è un'attività complessa, dove si sommano due fattori:

  • Fattori di natura oggettiva: prestazioni del veicolo, caratteristiche della strada;
  • Fattori di natura soggettiva: condizioni del guidatore (felice, triste, sotto effetto di sostanze), esperienza, livello di concentrazione o mind wandering, capacità di monitorare il comportamento proprio e degli altri, effettuare compiti diversi durante la guida.

Esperimento: ragazzi divisi in 3 gruppi:

  • Guida senza distrazioni;
  • Guida mentre viene richiesto di eseguire semplici addizioni;
  • Addizioni senza guida.

Dai risultati si evince che le aree rosse sono ciò che si usa per la guida: a destra rimane ben poco.

Psicolinguistica e neurolinguistica

Psicolinguistica Neurolinguistica
Studiare i meccanismi alla base del sistema linguistico Comprendere le strutture nervose

Una di queste discipline non può prescindere dall'altra e viceversa.

Perché studiare il linguaggio

Il linguaggio deve essere oggetto di studio per diversi motivi:

  • Si vuole spiegare cosa avviene nella mente quando si ha una parola "sulla punta della lingua". Le caratteristiche di questa situazione sono che: Conosciamo il significato, il concetto della parola. Conosciamo la categoria grammaticale della parola (informazione morfosintattica). Sappiamo se la parola è lunga o corta. Non riusciamo però ad accedere alla forma fonologica e poi emerge senza apparente motivo. Il motivo si chiama priming: quando sentiamo qualcosa di connesso alla parola ricercata, essa emerge da sé con maggior facilità. Altro motivo è la frequenza d'uso (parole usate molto sono più automatiche).
  • Capire cosa avviene quando commettiamo errori linguistici. Per ogni lingua, una persona media conosce 50.000 parole. Esempi di errori:
  • Parafasia verbale: produzione di una parola sbagliata a livello semantico (del significato) e non appartenente al campo semantico della parola da dire. Esempio: il cane ha mangiato > il divano ha mangiato (non c'entra niente)
  • Parafasia semantica: errore con una relazione semantica con la parola (ad esempio entrambi animali). Esempio: il cane ha mangiato > il gatto ha mangiato (anch'esso un animale)
  • Paragrammatismo: sostituzione di un morfema nella parola. Esempio: il bambina sale sull'albero (usato il morfema femminile al posto di quello maschile)
  • Parafasia fonologica: parola nella quale viene omesso o inserito o invertito o modificato un fonema. Esempio: il pambino/pamboni… sale sull'albero
  • Parafasia fonetica: problema articolatorio. Esempio: il bmbn sla sl lbr
  • Per comprendere le patologie del linguaggio (afasia, dislessia, disturbi…). Disturbi congeniti: persone che non sviluppano correttamente il linguaggio. Disturbi acquisiti: in età evolutiva e adulta, quando le persone perdono abilità che si erano ben costruite, a causa di una lesione cerebrale (tumore, demenze).
  • Per comprendere l'evoluzione delle lingue, ad esempio il passaggio dal latino alle varie lingue attuali. Sono "meta-mutazioni", che passano attraverso l'uso stesso della lingua.
  • Quando osserviamo un bambino apprendere la sua L1 e quando impariamo una seconda lingua. Lo sviluppo della lingua non risente dell'età di acquisizione.
  • Per comprendere il bilinguismo: possiedo coppie di morfemi e ne inibisco uno piuttosto che un altro quando formulo il pensiero e lo traduco in parole.

Comunicazione

Comunicazione = "processo interazionale che consente ad agenti diversi di trasmettersi in modo reciproco informazioni codificate attraverso un determinato canale".

Processo: qualcosa che richiede un dinamismo, è un qualcosa in divenire e non statico.

Interazionale: qualcosa di interattivo.

Agenti comunicativi: qualunque cosa, viva o non viva, in grado di veicolare informazioni.

Informazioni: deriva dal latino "dare forma a qualcosa", per indicare il dare forma al pensiero. Le informazioni, infatti, non sono altro che il contenuto del pensiero.

Codificate: le informazioni vanno tradotte in termini linguistici.

Canale: di tipo audiovisivo, in cui le informazioni vengono veicolate con voce e parole.

Si pensa che la comunicazione sia una prerogativa degli esseri umani, mentre non lo è. Stessa cosa per il linguaggio: un'altra specie è arrivata a utilizzare un sistema tale.

Il meccanismo della ricompensa

La ricompensa è il motore degli apprendimenti.

  • Ricompensa primaria: riferita al sostentamento.
  • Ricompensa secondaria: mediata da una cultura (denaro, viaggi, vestiti, potere).

Comunicazione non umana

Le formiche

Le formiche hanno un'organizzazione sociale complessa ed articolata, sono dei veri e propri ingegneri. Sono in grado di costruire veri e propri edifici che vengono gestiti sia a livello strutturale, sia a livello di sostentamento. Le formiche comunicano grazie a suoni dovuti a frizioni, ma la loro vera comunicazione è di tipo chimico: ogni formica rilascia feromoni e ognuno corrisponde a un messaggio (ad esempio "seguimi"). La formica che segue rilascia lo stesso feromone a quella dietro e, andando in fila indiana, comunicano tra loro. Per questo motivo, se piove le formiche impazziscono. Per tornare al formicaio, le formiche devono seguire di nuovo la traccia.

Anche noi umani abbiamo forme di comunicazione chimica: nel naso sono presenti feromoni e li rilasciamo inconsapevolmente. Essi impattano sul sistema nervoso e noi, a pelle, grazie ad essi, possiamo avere una buona o cattiva impressione di una persona.

Api

Le api hanno diversi canali comunicativi, e uno di questi sfrutta i movimenti: la danza comunicativa (Waggle Dance). L'ape che trova il cibo, tornata in alveare, comincia a fare una danza. Alla fine della danza, l'ape se ne va, mentre le altre vanno dove indicato dai messaggi trasmessi con la danza. Il cervello di un'ape è detto "granulare", con molti lobi e reti neurali intrecciati.

Le api hanno inoltre forme di memoria a breve, medio e lungo termine. Esperimento: le api srotolano la lingua, che ha recettori che toccano l'oggetto che hanno davanti. Prendono le molecole della sostanza e, riavvolgendo la lingua, le mettono in bocca, che manda informazioni al cervello. Il cervello restituisce informazioni come "è dolce e buona" o "è amara e cattiva". La volta dopo, la memoria si ricorda e, se l'informazione era buona, ogni volta le api srotoleranno di nuovo la lingua.

Cani e gatti

I mammiferi presentano caratteristiche simili al nostro cervello. Cani e gatti in particolare, si sono adattati alla natura umana vivendo con gli uomini, ma non si sono adattati pienamente al linguaggio però mostrano comprensione verbale. Questa comprensione è data dalla capacità di associare suoni ad oggetti e i cani possono immagazzinare fino a 1000 di queste associazioni.

Uccelli

Gli uccelli nascono dai dinosauri, mentre noi deriviamo dai mammiferi più piccoli che si nascondevano durante la preistoria. Gli uccelli parlano lingue diverse anche all'interno della stessa specie e il loro linguaggio è composto da note, che si combinano per formare unità maggiori (gruppi tonali o sillabe), combinate a loro volta fra loro. Al posto della faringe, hanno la siringe. Gli uccelli hanno una straordinaria capacità imitativa: basti pensare ai pappagalli. Alex: pappagallo allevato da una psicologa che ha imparato a parlare perfettamente l'inglese.

Scimmie

Sono i nostri vicini evolutivi. Numerosi studiosi hanno tentato di allevare scimpanzé insieme ai propri figli:

  1. Nei primi anni del '900 si cominciò a capire che forse si pretendeva troppo dalle scimmie, perché esse non hanno il nostro stesso apparato fonetico e articolatorio.
  2. Negli anni '60, la domanda si è spostata su un fronte più cognitivo (segni, oggetti, "lessigrammi") piuttosto che linguistico.
  3. 1979: frattura con l'articolo di Herb Terrace pubblicato su Science.

Anni '60: Beatrix e Allen Gardner

Acquistano una femmina di scimpanzé di 10 mesi, a cui insegnano la ASL (American Sign Language, la lingua dei segni). Lingua dei segni = segni arbitrari che veicolano informazione linguistica, sono di diversi gruppi. L'animale dimostra di essere in grado di usare centinaia di segni per richiedere cibo, ottenere oggetti ecc.

Anni '70: Duane Rumbaugh

Alleva la scimpanzé Lana, in grado di usare e combinare molti lessigrammi, ma sempre per produrre richieste.

Anni '70: Penny Patterson

Acquista il gorilla Koko, a cui insegna l'ASL. La ricercatrice affermò che il gorilla poteva apprendere 1000 segni linguistici. Che mentisse o meno, a 4 anni il gorilla aveva un QI di 85.

1979: Frattura di Herb Terrace

Premessa: Noam Chomsky teorizzava che il linguaggio è sostanzialmente la grammatica, cioè mettere insieme parole per comporre frasi, mentre il resto sono abilità motorie ecc. Inoltre sostiene che tempo fa, un bambino della specie Homo sapiens sapiens aveva una modifica genetica che lo portò ad essere superiore agli altri. Esso si è evoluto, ha procreato e noi siamo i suoi discendenti. Herb Terrace acquista uno scimpanzé e lo dà a Laura Ann Petitto, che lo iniziò ad allevare e gli diede il nome di Nim Chomsky. Tuttavia, un'analisi delle registrazioni video dimostrò che Nim non usava un linguaggio indipendente, ma fissava attentamente per utilizzare un linguaggio imitativo. Non ha quindi sviluppato una grammatica, ma ha semplicemente appreso capacità imitative. Come sosteneva Chomsky, quindi, studi dimostrarono che anche Koko e gli altri scimpanzé non imparavano il linguaggio, ma imitazioni.

Gli studi di Sue e la scimmia Kanzi

Gli studi sugli scimpanzé non ottennero più finanziamenti da quel momento, fino a quello di Sue Savage-Rumbaugh. Sue acquista una scimmia, Matata, che aveva avuto un figlio (Kanzi) e una figlia. Sue pensò di insegnare i lessigrammi a Matata indossando una maschera da saldatore, in modo tale da non poter vedere il volto. Passano i mesi e Matata non apprende senza la possibilità di vedere in faccia. Tuttavia, un giorno Sue si accorge che i figli di Matata stavano comunicando usando i lessigrammi. Loro erano infatti sempre presenti quando Matata tentava di acquisire le informazioni. Ciò perché esistono periodi critici in cui il cervello è più pronto a sviluppare abilità linguistiche (generalmente fino a 6 anni). Nel caso delle scimmie, Matata era troppo vecchia, mentre i figli erano pronti ad assimilare informazioni. Kanzi non aveva però imparato la pragmatica (se si chiedeva di lanciare la carota in acqua, la buttava fuori dalla finestra perché pioveva e non nel secchio d'acqua predisposto).

Memoria degli scimpanzé

Gli scimpanzé hanno una memoria di lavoro (a breve termine) molto efficiente perché, rispetto a noi, sono cresciuti in un ambiente pericoloso. Per questo motivo, devono decodificare ogni ambiente appena lo vedono, devono ricordarsi una grandissima quantità di informazioni e questa caratteristica è genetica.

Competenze

Competenza: "insieme di conoscenze in parte implicite (usate in modo automatico), in parte esplicite (usate in modo consapevole) che ci permettono di sapere o saper fare qualcosa."

La competenza implicita

Una competenza implicita è l'insieme di conoscenze che permettono di fare qualcosa in modo automatico. Le competenze implicite possono essere di 2 tipi:

  • Implicite > implicite: nascono in modo implicito e rimangono tali;
  • Esplicite > implicite: nascono in modo esplicito e diventano implicite.

Competenze implicite > implicite

Acquisite senza il controllo consapevole ed esercitate in modo automatico. Tra queste abbiamo:

  • Deambulazione: intorno ai 12 mesi, il bambino inizia a deambulare senza sapere cosa sta facendo davvero. Non sa cosa significa muovere dei muscoli e coordinarsi.
  • Linguaggio: non ci si accorge della quantità di muscoli e meccanismi che si attivano per permetterci di parlare. Stessa cosa vale per l'accento che emettiamo naturalmente o quando parliamo una seconda lingua.

Competenze esplicite > implicite

Competenze originate in modo consapevole che sono diventate automatiche. Di queste fanno parte:

  • Imparare a suonare uno strumento;
  • Imparare uno sport;
  • Imparare a guidare.

La competenza esplicita

Una competenza esplicita è l'insieme di conoscenze che permettono di fare qualcosa in modo consapevole. Le competenze esplicite possono essere di 2 tipi:

  • Esplicite > esplicite: competenze generate in modo esplicito che continuano ad essere usate in modo esplicito;
  • Implicite > esplicite: competenze sviluppatesi in modo implicito e divenute esplicite.

Competenze esplicite > esplicite

Di questo tipo fanno parte tutte le nozioni, acquisite in modo esplicito ed utilizzate in modo esplicito. Esempi:

  • Capitali
  • Sapere avvenimenti storici

Competenze implicite > esplicite

Tra i 10 e i 12 mesi, il cervello del bambino inizia a sviluppare una competenza fonologica implicita. Significa che il cervello inizia a prestare attenzione ai suoni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LorenzoRz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Marini Alfonso.
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