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Capitolo3: I percorsi adattivi delle famiglie: problemi e risorse familiari, il punto di vista della

comunità

La necessità di considerare l’intera famiglia ha messo in luce l’importanza dei processi e dei

sistemi che interagiscono nelle condizioni di difficoltà familiare. Per comprendere le fatiche che

intervengono all’interno di un sistema occorre considerare tutti gli ambiti e le interazioni che si

paradigma ecologico,

verificano nell’ecologia di tale sistema. Secondo il un cambiamento in una

parte del sistema interferisce nelle altre parti credo nuovi bisogni per un adattamento, o

adattamento, del sistema stesso. In situazioni di crisi si sente il bisogno di:

identificare le relazioni che possono offrire risorse potenziali all’interno e al di fuori della famiglia

• attraverso gli amici e la comunità;

prestare attenzione al fatto che più generazioni possono fare esperienza di uno stesso

• avvenimento del ciclo di vita, per cui il livello di competenza delle prime può ripercuotersi sulle

altre;

considerare che favorire l’instaurarsi di relazioni significative aiuta lo sviluppo e la capacità di

• mediare i rapporti con il contesto sociale e nell’arco del lungo periodo.

La prospettica ecologica sottolinea quindi come, per capire e incoraggiare meccanismi protettivi,

sia importante fare attenzione alle dinamiche che intercorrono tra ciò che accade all’interno della

famiglia e ciò che è il clima culturale, sociale, economico e politico in cui gli individui vivono.

L’incontro e il rapporto di una famiglia con disabilità cronica di uno dei suoi membri sono

credenze

fortemente influenzati dalla rispetto a ciò che può aver causato il verificarsi dell’evento

ricerca di significato

stesso. La consiste nel capire se la disabilità deriva da problemi interni alla

famiglia, è stata provocata da figure esterne oppure è un evento fatale. Prendere coscienza della

propria forza di fronte alle avversità o dell’importanza delle relazioni può aiutare ad alleviare il

senso di perdita o di danno che alcuni eventi producono. Per essere in grado di attivarsi rispetto

alle sfide, le persone devono dar significato all’evento che gliele pone: l’evento diventa allora

comprensibile e giustificabile ed è possibile affrontarlo ponendosi obiettivi possibili e realizzabili.

Condividere significati rispetto ad un evento riduce le ambiguità e le incertezze relative a una

situazione problematica e crea un coordinamento di risposte tra i membri del gruppo. Secondo il

mito familiare, anche dove esistono dei disaccordi tra i membri della famiglia, la loro presenza non

implica un’assenza di condivisione. C’è differenze tra interazione e transazione: l’interazione è un

avvenimento in atto tra due persone che può non interferire con il significato e diventa transazione

quando, durante i processi di interazione, si verifica un cambiamento interno rispetto al mito

familiare. I due livelli di costruzione della realtà sono i costrutti familiari condivisi e i paradigmi: i

costrutti sono situazioni più specifiche dei paradigmi e si riferiscono alle concezioni della famiglia

rispetto alle interazioni di routine. I significati e il paradigma cambiano nel tempo in funzione delle

risposte familiari a nuove esperienze e in modo particolare a quelle stressanti. La caratteristica

fondamentale delle famiglie competenti è la capacità di trovare spiegazioni condivise rispetto alle

cause del disagio. costruzione di significato nei processi di buon adattamento

Per considerare la funzione della

familiare, nel modello FAAR il fattore significato è differenziato in due livelli:

1. il significato situazionale, che ha una funzione strumentale e operativa, fa riferimento agli

individui e alla definizione soggettiva della famiglia rispetto ai propri problemi, alle proprie

esigenze e alla valutazione delle proprie competenze nei rapporti con gli altri esterni al nucleo;

2. il significato globale, che ha una funzione valoriale e culturale, racchiude un sistema di

credenze più stabile rispetto alle relazioni tra i membri della famiglia e ai rapporti della famiglia

con una realtà più ampia.

Un nuovo FAAR aggiunge anche il terzo concetto di ambiguità di contorno, che mette in luce un

problema di estrema rilevanza in molte famiglie che hanno un membro disabile e riporta alla

comunicazione incongruente evidenziata spesso nei modelli di intervento di terapia familiare. Ci

sono tre livelli importanti da prendere in considerazione quando le famiglie sono costrette a

riadattarsi dopo una situazione stressante:

1. i significati situazionali, che corrispondono al modo in cui i membri della famiglia parlano tra

loro delle condizioni stressanti. Può accadere che i familiari non condividano lo stesso punto

di vista, ma l’accorso è indispensabile per giungere a una definizione comune della situazione

che permetta alla famiglia di coordinare le risposte e i comportamenti dei singoli membri

garantendo il funzionamento del sistema;

2. l’identità familiare, che fa riferimento a come la famiglie vedono se stesse. Le regole implicite

che guidano i membri della famiglia nel modo di operare l’uno verso l’altro sono:

le definizioni dei vincoli esterni e interni;

• l’assegnazione dei ruoli per l’esecuzione dei compiti familiari;

• 3

le regole e le norme per un comportamento di interazione.

L’identità familiare si sviluppa e si mantiene grazie alla routine e ai rituali propri di ogni famiglia.

3. il punto di vista familiare sul mondo, che considera l’orientamento che i membri del numero

hanno rispetto alla realtà esterna, cioè come essi la interpretano, qual è il fondamento delle

loro assunzioni rispetto all’ambiente, quali solo le loro credenze sull’esistenza e quali sono gli

obiettivi della famiglia nella vita. Questo è il più stratto dei tre livelli.

Le famiglie costruiscono significati a partire dall’evento disabilità. Il senso di appartenenza alla

famiglia coinvolge le alleanze e le intese che esistono nell’ambito della famiglia. Lo stile ideologico

e i valori della famiglia sono connessi ai comportamenti di attivazione sono influenzati anche da

criteri culturali. Fanno parte dello stile ideologico le attese nei confronti delle competenze dei figli

e della riuscita scolastica. I modelli di interazione individuano e definiscono i compiti e le

responsabilità di ciascuno all’interno della famiglia. Le priorità funzionali, invece, sono regole di

vita influenzate da macrofattori, come lo status economico o l’appartenenza etnica.

I genitori che hanno avuto un bambino disabile hanno riferito come la loro esperienza personale

sia stata quella di un cambiamento di attitudini e di orientamento verso l’organizzazione della vita

intera: le esperienze devono essere interpretati rispetto ai significati, agli obiettivi di vita e al modo

in cui le relazioni devono essere strutturate. Ciò è avvenuto a partire dalla loro esperienza

individuale, familiare e sociale. Le persone sviluppano regole condivise usando il linguaggio e

processi d’interpolazione, cioè quando un membro colma le alcune dell’altro, e di estrapolazione,

cioè quando gli individui imparano a generalizzare da un’esperienza a un’altra simile. I processi di

regolazione che emergono riducono l’incertezza e mantengono la stabilità dei rapporti all’interno e

all’esterno della famiglia. Le famiglie consenso-sensitive condividono tutti gli aspetti dell’esistenza

e dei significati, mentre le famiglie “sensitive alla distanza” accettano l’individualità dei propri

membri. Tutti questi processi di adattamento e la fatica di individuare nuovi significati hanno

comunque la funzione di raggiungere un modo di vivere che sia soddisfacente per tutti i membri

del nucleo. I tre livelli di cambiamenti sono:

1. il senso di controllo della situazione. Quando la famiglia raggiunge la consapevolezza degli

ordini di difficoltà del bambino tenta di controllare e gestire i problemi. L’orientamento della

famiglia può variare da un controllo interno, per individuare opportunità per il loro bambino, a

uno esterno, per una percezione maggiore del potere degli altri;

2. la disabilità e l’identità della famiglia. La presenza di disabilità può intervenire sui normali

processi di regolazione della famiglia e della sua identità danneggiandoli. È necessario

sviluppare nuove routine per gestire i problemi della malattia e stabilire nuove regole e ruoli;

3. la disabilità e la visione del mondo della famiglia. Gli eventi disastrosi possono frantumare le

aspettative, gli obiettivi e la visione del mondo, producendo incertezza e ambiguità. Così i

genitori fanno riferimento alle persone per loro significative in cerca di conforto emotivo e di

spiegazione per ciò che gli accade. Una perdita del senso personale di controllo da sì che ci si

rapporti in modo più forte agli altri per individuare un punto di vista condiviso.

stress

Lo è considerato un accadimento che diventa problematico solo qualora sottoponga un

individuo, per un certo periodo di tempo, a un dispendio di energie superiore al livello da lui

considerato accettabile. Gli eventi che si verificano nella persona o nell’ambiente e che richiedono

una risposta di tipo emotivo, cognitivo o comportamentale sono definiti stressori. Fondamentale è

il momento della valutazione, cioè il processo mentale durante il quale un individuo dà a un

evento un significato soggettivo e personale, che è il primo passo del processo di percezione

dello stress. Attraverso la valutazione cognitiva dell’evento si decide se un semplice evento

psicosociale è o meno uno stressore psicosociale e la valutazione incide fortemente sulle

modalità di gestione del “problema”. Quando si parla di stress è bene distinguere tra il tipo di

evento stressante (stressor) da cui esso ha origine e le sue caratteristiche temporali: lo stress può

essere definito in termini di eventi nodali che hanno di per sé una durata limitata nel tempo e

comportano veri e propri stravolgimenti nella vita di un individuo e della sua famiglia, di eventi

quotidiani che ne disturbano la normale routine, di frequenti situazioni di difficoltà e disagio che ne

mettono durante alla prova le risorse. Un’idea più articolata di stress può essere acquisita

seguendo le connessioni tra stress, situazioni di crisi, processi di adattamento e strategie di

attivazione (coping).

crisi

Il termine deriva dal greco “decidere” e descrive il momento nodale di una situazione che

può concludersi in maniera positiva o estremamente dannosa per la persona. In generale, il

termine esprime un momento confuso a seguito del quale la situazione può evolversi secondo

percorsi diversi. Si ha una crisi quando un individuo si trova a fronteggiare ostacoli,

apparentemente insormontabili, che rendono difficile il raggiungimento degli obiettivi che egli

ritiene importanti per la sua vita e i metodi abitualmente utilizzati per risolvere i problemi non 4

sembrano efficaci. La crisi può aggravare e danneggiare le risorse dell’individuo, della sua famiglia

e di coloro che offrono supporto. Essa corrisponde all’apice della condizione di stress ed è il

punto di non ritorno, oltre il quale esiste solo la possibilità di nuovi tipi di adattamento. La crisi ha

adjustment-crisi-adattamento.

un andamento circolare: L’adjustment è un periodo durante il quale

le famiglie resistono a cambiamenti notevoli e tentano di rispondere alle richieste indotte dalla

situazione con le risorse e le capacità esistenti. Una crisi emerge nel sistema quando le richieste

fase di

superano le risorse esistenti e questo squilibrio persiste nel tempo. Durante la

adattamento, le famiglie tentano di:

- mantenere o ripristinare l’equilibrio acquisendo nuove risorse a attivando comportamenti utili

allo scopo;

- ridurre le richieste a cui devono far fronte;

- cambiare i significati circa la propria situazione, modificando il significato di sé come famiglia e/

o la propria prospettiva sul mondo.

adjustment,

A seguito di processi di sono previsti due tipi di cambiamenti:

maladjustment;

1. quando le richieste eccedono le risorse, si crea una situazione di

2. quando la famiglia o la comunità riesce a incrementare le risorse, si crea una situazione di

bonadjustment.

coping

Il processo di si attiva quando le famiglie si adattano e cercano di attivarsi per individuare

e utilizzare nuove risorse. Se l’adattamento consiste nel tentativo da parte delle famiglie di

coping

risolvere i loro problemi provando a migliorare, il consiste nell’individuare risorse e risposte

coping

utili per affrontare con successo la situazione. Le strategie di possono avere una funzione

stabilizzante e implicano sforzi cognitivi e comportamentali per ridurre o eliminare condizioni di

coping

stress e tutto ciò che di logorante vi è connesso. Alcuni sono più utili di altri perché la

persona in condizioni di difficoltà può stabilire relazioni più facili con il contesto ambientale. I

coping

processi di possono aiutare gli individui a mantenere l’adattamento psicosociale durante

condizioni di difficoltà e sono fondamentali per resistere allo stress. Le risorse agevolano gli

individui nell’usare meno frequentemente approcci di eccitamento e fuga. Quando si passa

coping coping

dall’analizzare strategie di individuale a strategie di familiare, laddove si presenta

una disabilità, la situazione si modifica in quanto i due coniugi non procedono autonomamente nel

tentativo di risolvere o alleggerire la situazione di disabilità, ma devono tener conto del punto di

coping

vista del partner. Entrambi i coniugi possono avere comportamenti e strategie di che

rinforzano o tentano di riorientare quelle del partner verso obiettivi condivisi e porsi in condizioni

di conflitto e negazione rispetto a ciò che il partner propone. Quest’ultima situazione da

facilmente emergere problematiche nell’ambito della coppia, che danno luogo a relazioni

simmetriche tendenti a interrompere una comunicazione funzionale tra i due.

resilienza

La è il potere o l’abilità di tornare alla forma o alla posizione originale dopo essere stati

piegati, schiacciati o sottoposti a tensione, come pure la capacità di superare le avversità,

resilienza familiare

sopravvivere allo stress e riprendersi dopo un momento di difficoltà. La è utile

per riconoscere le dimensioni e le proprietà caratteristiche che aiutano le famiglie in situazioni di

crisi ad affrontare i cambiamenti in modo attivo e a resistere alla distruzione. Le caratteristiche

della resilienza familiare sono:

l’elasticità, ovvero la capacità del sistema familiare di mantenere propri i modelli e di funzionare

• anche dopo essere stato sfidato e messo a confronto con i fattori di rischio;

la galleggiabilità, ovvero l’abilità della famiglia di recuperare rapidamente i livelli di

• funzionamento paragonabili a quelli antecedenti all’evento critico.

Se in passato si guardava alla resilienza come una risorsa individuale, adesso si preferisce

spostare l’attenzione della ricerca dal singolo al nucleo familiare: si parla allora di resilienza

relazionale. Questo approccio è fondato sulla convinzione che lo sviluppo degli individui e quello

della famiglia possano essere plasmati da sforzi di collaborazione attuati per far fronte alle

avversità. Gli studi sulla resilienza familiare si sono soffermati sul clima emotivo, indicando

l’importanza dell’affettività, dell’intimità, del supporto emotivo e di strutture e ruoli definiti in modo

chiaro. Allo scopo di integrare eventuali carenze del nucleo genitoriale assumono valore anche le

funzioni e le attività di figure integrative in grado di offrire un clima sufficientemente caldo e

affettuoso, come i fratelli maggiori, i nonni, gli amici, i vicini, gli insegnati o i sacerdoti. Alcune

volte il concetto di resilienza è simile a quello di morfogenesi: per poter sopravvivere, le famiglie

devono, talvolta, operare cambiamenti fondamentali nei ruoli e nei processi. La ricerca sulla

resilienza ha un orientamento salutogeno: tenta di mettere in luce le caratteristiche che

contribuiscono allo sviluppo delle risorse e al benessere familiare. Per determinare il livello di

adattamento del nucleo sono state individuate tre tipologie di famiglie: 5

1. rigenerative, che utilizzano tipi di funzionamento quali la coerenza rispetto allo stress e la

solidità;

2. ritmiche, che si concentrano sul tempo trascorso in famiglia e sulle routine, come modo di far

fronte al cambiamento;

3. resilienti, che sviluppano un maggior grado di flessibilità e accordo.

Le famiglie con un progetto molto forte enfatizzano il “noi”, tendono ad adottare un punto di vista

sulla vita realistico e dimostrano disponibilità ad accettare soluzioni anche non ideali rispetto alle

domande della vita.

I fattori critici per il recupero della famiglia rispetto a condizioni di difficoltà sono:

la capacità di integrazione;

• il supporto della famiglia e la costruzione del senso di stima;

• l’orientamento della famiglia verso il mantenimento di una condizione di benessere, controllo e

• organizzazione;

l’ottimismo di famiglia;

• la fiducia in sé;

• il sostegno della comunità alla famiglia;

• i significati della famiglia;

• lo schema della famiglia, che organizza i valori condivisi, le credenze, le attese e le regole che

• guidano le aree emotive e di gestione.

supporto

Il sociale è un transazione interpersonale che comporta l’affetto, la rassicurazione e/o

l’aiuto. Il supporto è un ambito di negoziazione sul quale possono intervenire fattori personali,

situazionale e relazionali e può essere subordinato a condizioni più generali, come eventi di vita e

modificazioni del contesto individuale. Il supporto ha una funzione di:

risorsa di base, quando viene utilizzato in condizioni non necessariamente stressanti;

• mantenimento delle condizioni di benessere relazionali, che sono legate alla capacità delle

• persone di stabilire relazioni intime. L’intimità è il presupposto per un buon livello di

soddisfazione rispetto al tipo di aiuto che le stesse potrebbero attendersi in condizioni di

difficoltà;

integrazione e potenziamento, in quanto la quantità e la qualità di supporto sociale hanno una

• funzione nell’offrire risposta ai bisogni e allo stress delle persone;

coping,

strategia di considerata come una strategia d’azione positiva per la soluzione dei

• problemi.

In un ambiente, le variabili si pongono su due livelli: uno individuale e uno legato alla collettività.

comunità,

Gli eventi stressanti richiedono l’intervento delle abilità personali e di quelle di

producendo una reazione allo stress che può essere modificata da mediatori psicologici

individuali e da mediatori istituzionali. In particolare:

sul piano individuale e familiare possono essere presi in considerazione il livello di educazione,

• istruzione e socializzazione e le caratteristiche psicologiche della famiglia. Le competenze e

abilità intervengono sui “mediatori psicologici”, cioè sugli atteggiamenti e sugli orientamenti nei

confronti dell’evento stesso;

sul piano della comunità: un orientamento politico generale interviene sul contesto, mentre il

• livello di sviluppo e organizzazione di comunità opera sui “mediatori situazionali”. I mediatori

situazionali sono gli aspetti di contesto che più facilmente possono intervenire con elementi di

proazione sulle condizioni delle persone in condizioni di crisi;

le situazioni stressanti vengono interpretate sul piano individuale e familiare e su quello della

• comunità e quindi si evolvono procedendo esiti di tipo positivo o negativo;

le terapie di tipo correttivo intervengono quando la situazione si è modificata in senso

• patologico e si concentrano sugli ambiti da reintegrare.

Capitolo4: Obiettivi e metodo della ricerca obiettivi:

Il progetto di ricerca, realizzato dal 1996 al 1999, è stato guidato da due il primo, più di

carattere esplorativo, mirava a fotografare la situazione delle famiglie con bambini di età

prescolare e scolare, mettendo in luce le fonti che potevano costituire una risorsa o una difficoltà

in rapporto alla gestione dei problemi quotidiani e delle relazioni con la comunità e con le

istituzioni. Il secondo è quello di ricavare alcuni elementi per formulare proposte di intervento

guidate da una logica che coniughi le esigenze di integrazione da un lato e l’attenzione ai processi

evolutivi della famiglia dall’altro.

campione

La ricerca è stata svolta su un di 91 famiglie con almeno un bambino disabile iscritto a

una scuola dell’infanzia o a una scuola elementare. La gravità delle menomazione relative ai 6

bambini è stata classificata con un livello da 1 (compromissione minima) a 3 (compromissione

massima).

Le famiglie che hanno preso parte alla ricerca sono state contattate attraverso gli insegnanti della

scuola frequentata dal bambino e sono state fornite loro informazioni sul progetto e sul tipo di

intervista. strumenti:

Nel corso dell’intervista venivano proposti i seguito

una scheda di rilevazione dei dati anagrafici e delle informazioni sull’organizzazione familiare;

• una scheda per l’analisi delle strutture di supporto sociale;

• una scala di adattamento personale per rilevare i principali cambiamenti a seguito della nascita

• di un bambino con disabilità;

un questionario per analizzare le strategie di attivazione utilizzate dai genitori di bambini disabili.

Capitolo5: Incidenza delle variabili socioanagrafiche sulle risposte di coping, sui processi di

adattamento e sul grado di soddisfazione relativo alla funzione dei servizi

Le caratteristiche socioanagrafiche possono influenzare il modo in cui gli individui reagiscono a

determinati eventi come la nascita di un bambino disabile. La percezione della disabilità può

essere addirittura modificata da fattori come il livello socioeconomico della famiglia.

madri,

Per quanto riguarda le si è capito che non è l’anzianità l’elemento di discriminazione nei

rapporti con le istituzioni. Le madri con più bassa scolarità sono le più soddisfatte dei servizi di

riabilitazione e delle istituzioni scolastiche. Esistono due interpretazioni:

- si può considerare la difficoltà delle persone di basso livello sociale a interpretare i trattamenti a

cui sono sottoposti i loro bambini: le persone accettano quanto viene loro proposto e non

esprimono insoddisfazioni;

- si può considerare l’espressione di diversi tipi di interazione che si basano su una differente

capacità contrattuale: più fiducia o minor fiducia a seconda se le madri hanno un titolo di studio

più alto o più basso.

Le madri casalinghe risultano lievemente più soddisfatte delle madri impegnate in altre

occupazioni riguardo alle istituzioni scolastiche in cui sono inseriti i propri figli: rispetto alla madri

lavoratrici, le casalinghe hanno aspettative più contenute nei confronti delle agenzie educative e

questo determina una tendenza a manifestare maggiore soddisfazione. processi di

L’influenza del titolo di studio e dell’occupazione sulla percezione dei cambiamenti, o

adjustment, in funzione della nascita di un bambino disabile sono classificate in tre categorie:

1. i cambiamenti in negativo, che riguardano l’emotività, gli aspetti finanziari, la relazione di

coppia e la situazione lavorativa;

2. nessun cambiamento, che riguardano i rapporti con i colleghi, i rapporti con i figli, l’abitazione

e i rapporti con i parenti e con gli amici;

3. i cambiamenti in positivo, che riguardano la situazione abitativa, l’accrescimento della famiglia

e la necessità di nuovi spazi. risposte di coping,

Gli stili di risposta alle condizioni di stress, o sono nella maggior parte

“adattive” invece che “disadattive”. Rispetto alle madri con un titolo di istruzione più alto, le madri

con un titolo di studio medio-basso presentano valori più alti in corrispondenza delle risposte di

fuga/evitamento. I più alti livelli di istruzione e l’attività lavorativa favoriscono la presenza di stili di

coping “positivi”, mentre in altri lavori è stato evidenziato che un basso livello di istruzione è

coping

collegato a stili di “negativi”.

padri,

Per quanto riguarda i si è capito che i padri con scolarità medio-bassa tendono a essere

istituzioni

più soddisfatti in relazione alle che hanno curato la diagnosi del bambino e in relazione

a quelle che si sono occupate delle attività di riabilitazione.

percezione dei cambiamenti

Per valutare l’effetto del titolo di studio sulla ci si riferisce a tre

categorie:

1. i cambiamenti in negativo, che riguardano la situazione finanziaria;

2. nessun cambiamento, che riguardano i rapporti con i parenti e con i colleghi di lavoro;

3. i cambiamenti in positivo, che riguardano la situazione di coppia e i rapporti con gli altri figli.

I padri con un titolo di studio più alto tendono a riportare una percentuale lievemente superiore di

peggioramenti in seguito alla nascita di un bambino disabile rispetto ai padri con un livello di

istruzione medio-basso.

strategie di coping

Tra le adottate dai padri sono maggiormente utilizzate le strategie adattive.

Rispetto alle madri, i padri manifestano valori inferiori nelle strategie di distanziamento e di fuga/

evitamento. 7


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher likelikelike di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'handicap e della riabilitazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Limberti Carolina.

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