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Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Zanobini, libro consigliato La famiglia di fronte alla disabilità, Manetti, Usai Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Psicologia dello sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La famiglia di fronte alla disabilità: Stress, risorse e sostegni di Zanobini, Manetti e Usai. Argomenti: primi approcci allo studio delle famiglie, l'incontro con la disabilità, implicazioni pratiche ed emotive, percorsi... Vedi di più

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. M. Zanobini

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ƒ Il percorso verso la comprensione del problema.

Taylor (1983) Æ le persone che fanno esperienza di un evento fortemente negativo si adattano

distorcendo in modo selettivo i punti di vista negativi su di sé e si costruiscono

illusioni.

Le persone sviluppano regole condivise usando il linguaggio e riducono e mantengono la stabilità

dei rapporti all’interno e all’esterno della famiglia.

ƒ Il senso di controllo sulla situazione: primo livello di cambiamento.

Il problema disabilità pone i genitori di fronte ad una situazione inattesa. Spesso la diagnosi è

resa esplicita ai genitori in modo inatteso. La maggior parte di loro manifesta forme di incredulità,

sfiducia nell’operatore e/o negazione dell’evento. In molti casi la diagnosi o la definizione del

problema di un tecnico o di un educatore viene rifiutata, anche se le figure che evidenziano le

difficoltà del bambino sono diverse e si succedono nel tempo. questa strategia di evitamento ha

come conseguenza un grave ritardo nella diagnosi e, quindi, nell’attuazione di strategie utili ad

affrontare efficacemente i problemi.

ƒ Disabilità e identità della famiglia: secondo livello di cambiamento.

La presenza di una situazione di disabilità grave richiede che siano sviluppate nuove routine per

gestire i problemi della malattia e che siano stabilite nuove regole e nuovi ruoli. In alcuni nuclei ci

può essere la tendenza ad indirizzare una parte sproporzionata delle proprie risorse verso i

bisogni della malattia riducendo le energie che normalmente sarebbero indirizzate alla vita

quotidiana. Altri nuclei invece si concentrano sui possibili processi di salute Æ in questo caso la

disabilità può essere un problema grave ma non invade tutte le sfere dei rapporti e

dell’organizzazione familiare.

ƒ Disabilità e visione del mondo della famiglia: terzo livello di cambiamento.

Gli eventi disastrosi frantumano le aspettative, gli obiettivi e la visione del mondo; ciò produce

incertezza e ambiguità. Il processo di ristrutturazione della famiglia si associa ai cambiamenti

delle loro credenze sul nucleo familiare e sul mondo esterno. La cultura della comunità è

estremamente efficace nell’influenzare e nell’organizzare il modo in cui le famiglie pensano di

essere in grado di gestire il problema. L’esperienza della disabilità cambia le priorità e i significati

rispetto all’organizzazione della propria vita.

3) Stress.

ƒ Introduzione al percorso stress-adjustment-crisi-adattamento-coping.

Nella letteratura attuale lo stress non è considerato come una condizione assoluta che può colpire

le persone, ma come un accadimento che diventa problematico solo qualora sottoponga un

individuo, per un certo periodo di tempo, ad un dispendio di energie superiore al livello da lui

considerato accettabile. Fondamentale è il momento della valutazione= processo mentale durante

il quale un individuo dà ad un evento un significato soggettivo e personale. È il percepire l’evento

come stressante che lo rende tale.

Si può parlare di eventi nodali (= durata limitata nel tempo e comportano veri e propri

stravolgimenti), eventi quotidiani (= disturbano la normale routine), frequenti situazioni di

difficoltà e disagio.

ƒ Situazioni di crisi e processi di adattamento.

Il termine crisi deriva dal greco e significa decidere; descrive il momento nodale di una situazione

che può concludersi in maniera positiva o estremamente dannosa per la persona. Il termine

esprime un momento confuso a seguito del quale la situazione può evolversi secondo percorsi

diversi. La crisi può aggravare e ridurre le risorse dell’individuo e danneggiare anche quelle della

sua famiglia. Il superamento della crisi implica la capacità del soggetto di attivarsi e gestire la

condizione di stress senza essere travolto.

Patterson (1994) Æ vede in questo processo un andamento di tipo circolare e distingue tra fasi di

adjustment (= periodo stabile durante il quale le famiglie resistono a

cambiamenti notevoli e tentano di rispondere alle richieste indotte dalla

situazione con le risorse e le capacità esistenti) e fasi di adattamento (= le

famiglie tentano di mantenere o ripristinare l’omeostasi acquisendo nuove

risorse, ridurre le richieste a cui devono far fronte, cambiare i significati circa la

propria situazione).

ƒ Coping.

Il processo di adattamento e quello di coping sono distinti solo dal punto di vista concettuale; le

famiglie tentano di risolvere i loro problemi provando a migliorare (adattandosi) e a individuare

risorse e risposte utili per affrontare con successo la situazione (coping).

Lazarus e Folkman (1984) Æ definiscono il coping come gli sforzi costanti cognitivi e

comportamentali di cambiare o gestire specifiche domande interne o

esterne che sono valutate come gravose o eccessive per le risorse della

persona.

Questa definizione: a) è orientata verso il processo piuttosto che verso i tratti della persona; b)

implica una distinzione tra comportamenti di coping e comportamenti adattivi; c) mette in luce il

problema di una possibile confusione tra coping ed esiti.

Lazarus e Folkman (1988) Æ individuano 8 strategie di coping: attivazione di confronto, ricerca di

supporto sociale, autocontrollo, distanziamento, accettazione della

responsabilità, fuga/evitamento, problem solving programmato,

rivalutazione positiva.

Le risorse sociali possono rafforzare l’efficacia del coping individuale e/o familiare; agevolano gli

individui nell’usare meno frequentemente approcci di evitamento e di fuga.

Gottlieb e Wagner (1991) Æ dalla loro ricerca risultò una differenza di genere: le mogli si

focalizzavano sulla capacità di esprimere emozioni, mentre la maggior

parte dei mariti tendeva a orientare la capacità di risolvere i problemi

nell’ambito lavorativo.

Entrambi i coniugi possono sia avere comportamenti e strategie di coping, sia porsi in condizione

di conflitto e negazione rispetto a ciò che il partner propone.

4) Le risorse per affrontare una condizione di disabilità.

ƒ La resilienza come forma di competenza individuale.

Resilienza= abilità di ritornare alla forma o posizione originale dopo essere stati piegati,

schiacciati o sottoposti a tensione, come pure la capacità di superare le avversità e

sopravvivere allo stress.

Cohler (1987) Æ le persone che dimostrano tale abilità sono in grado di attivarsi usando strategie

flessibili per la soluzione dei problemi attuando, nel contempo, comportamenti di

richiesta di aiuto.

Rutter (1993) Æ la resilienza richiede che siano esplicitati di volta in volta i criteri di misura

affinchè risulti chiara a tutti la competenza specifica che si intende rilevare.

In letteratura sono state individuate tre grandi classi di fattori protettivi che contribuiscono a

sviluppare e mantenere un comportamento resiliente:

- caratteristiche di personalità, intelligenza flessibile e capacità adattiva, senso dello humour ed

empatia

- aver avuto, da bambini, persone di riferimento significative

- un supporto sociale ben definito.

ƒ La resilienza familiare.

Lo studio della resilienza familiare è utile per riconoscere le dimensioni e le proprietà che aiutano

le famiglie in situazioni di crisi ad affrontare i cambiamenti in modo adattivo e a resistere alla

distruzione.

Caratteristiche salienti per la resilienza familiare sono:

- l’elasticità= capacità familiare di funzionare anche dopo essere stata sfidata da fattori di rischio

- la galleggiabilità= abilità della famiglia di recuperare rapidamente livelli di funzionamento.

Allo scopo di integrare eventuali carenze del nucleo genitoriale assumono valore anche le funzioni

e le attività di figure integrative in grado di offrire un clima caldo e affettuoso ( fratelli maggiori,

nonni, amici…)

Le famiglie con una maggiore resilienza sono in grado di affrontare o resistere al problema, e di

avere una capacità di adattamento secondo modalità positive per il loro benessere. Tre tipologie

di famiglie:

1) F. rigenerative= tendono ad utilizzare la coerenza rispetto allo stress e la solidità

2) F. ritmiche= si concentrano sul tempo trascorso in famiglia e sulle routine, per far fronte al

cambiamento

3) F. resilienti= sono in grado di sviluppare un maggior grado di flessibilità e accordo.

ƒ La resilienza familiare e la disabilità.

I fattori critici per il recupero della famiglia rispetto a condizioni di difficoltà sono:

- la capacità di integrazione (gli sforzi dei genitori per mantenere unita la famiglia)

- il supporto della famiglia e la costruzione del senso di stima (ottenere appoggio dalla comunità)

- orientamento della famiglia verso il mantenimento di benessere, controllo e organizzazione

- ottimismo di famiglia (mantenere un senso di ordine e di ottimismo)

- il sostegno di comunità alla famiglia

- significati di famiglia (di fronte alla crisi, il nucleo è chiamato a predisporre gli assestamenti

necessari allo stabilire nuovi modelli di funzionamento)

- schema della famiglia (le famiglie hanno un senso interno –schema- che organizza i valori

condivisi, le credenze, le attese e le regole che guidano le aree emotive e di gestione.

ƒ Il significato e la funzione di supporto: una risorsa articolata.

Il supporto di base è una transazione interpersonale che comporta affetto, rassicurazione e aiuto.

I fornitori di supporto possono essere più o meno sollecitati da chi necessita di aiuto. Funzioni del

supporto:

- risorsa di base (quando viene utilizzato in situazioni non necessariamente stressanti)

- mantenimento delle condizioni di benessere relazionali (legate alla capacità delle persone di

stabilire relazioni intime)

- integrazione e potenziamento (la quantità e la qualità di supporto sociale hanno una funzione

nell’offrire risposta ai bisogni e allo stress)

- strategia di coping (il supporto si trova ad avere una duplice funzione: risorsa e fonte di energia

per chi deve affrontare prove e compiti difficili).

ƒ La funzione delle reti e del supporto nelle famiglie con un bambino disabile.

La presenza di un bambino disabile può avere effetti sul patrimonio relazionale della famiglia.

La letteratura documenta e sottolinea da un lato le difficoltà che la famiglia con un bambino

disabile si trova ad affrontare, dall’altro come essa possa affrontare percorsi che promuovono le

competenze dei propri membri. Le famiglie con un bambino disabile tendono a sperimentare

situazioni di isolamento sociale e denunciano una riduzione delle loro relazioni a partire dalla

nascita del bambino. Le persone amiche tendono ad offrire aiuto indirizzando la loro attenzione ai

figli non disabiliÆpercezione di rifiuto con il risultato di una riduzione dei contatti extra-familiari.

In molte ricerche le madri di bambini disabili riferiscono di avere reti numericamente inferiori a

quelle delle madri di bambini senza problemi. Il supporto sociale interferisce sul

benessere/malessere delle madri di bambini disabili. La competenza della rete di supporto e la

sua capacità di regolare la vicinanza/lontananza al nucleo familiare, deve essere tanto maggiore

quanto più alto è il livello di stress che i genitori affrontano.

ƒ Supporti extra-familiari e processi di adattamento.

I microsistemi non operano in modo isolato ma interagiscono con e tra livelli differenti, in modo

tale che i cambiamenti che si verificano a un livello si riversano sugli altri. Il supporto sociale intra

ed extra-familiare ha effetti diretti e indiretti sul benessere del nucleo e delle persone che lo

compongono.

Occorre valutare non solo l’ampiezza e il contenuto delle relazioni, ma anche la loro qualità. Le

relazioni di supporto intervengono nell’influenzare la capacità genitoriale. Il supporto sociale ha il

suo effetto maggiore sullo stile di attribuzione, vale a dire sul modo in cui i genitori giudicano e

valutano l’evento disabilità e le situazioni ad essa connesse. Il supporto sociale è correlato alla

percezione dei genitori circa i limiti fisici dei loro bambini, le limitazioni sociali e i problemi di

comportamento. I genitori che ricevono più supporto sociale indicano, a parità di menomazione,

che i loro bambini hanno minori limitazioni fisiche, sono maggiormente accettati dagli altri e

manifestano minori problemi di comportamento e difficoltà.

Le forme di aiuto alla famiglia intervengono anche riducendo forme di iperprotezione che alcuni

genitori manifestano nei confronti dei figli. Il supporto sociale ha impatti diversi in funzione delle

differenti fasi che i soggetti stanno attraversando.

ƒ Il punto di vista della comunità.

Il modello di Dohrenwend considera una serie di variabili che, nell’ecologia di un ambiente, si

pongono su 2 livelli: uno individuale e uno legato alla collettività:

- sul piano individuale e familiare possono essere presi in considerazione il livello di educazione,

istruzione e socializzazione e le caratteristiche psicologiche della famiglia

- sul piano di comunità: il livello di sviluppo e organizzazione di comunità opera sui mediatori

situazionali (sono gli aspetti di contesto che più facilmente possono intervenire con elementi di

proazione sulle condizioni di benessere o malessere di persone in condizioni di crisi)

- le situazioni stressanti vengono interpretate sia sul piano individuale/familiare sia su quello della

comunità

- le terapie di tipo correttivo intervengono quando la situazione si è modificata in senso

patologico.

5) Conclusioni.

La condizione di disabilità di un figlio richiede ad una famiglia di mettere in atto processi di

adattamento non facili. La maggior parte dei genitori esprime sentimenti di fatica e sofferenza

rispetto al percorso da compiere per capire la situazione e per trovare modi di funzionamento

familiari adeguati. Gli operatori dei servizi devono avere il compito di individuare i momenti critici,

predisporre interventi di accoglienza per l’intero nucleo ed organizzare programmi di prevenzione

secondaria.

OBIETTIVI E METODO DELLA RICERCA.

1) Obiettivi della ricerca.

Progetto di ricerca (1996-1999) Æ esamina i diversi fattori che influenzano le strategie di coping, la

percezione dei processi di cambiamento e la quantità e la qualità del supporto sociale. Si pone 2

obiettivi:

1- Fotografare la situazione di famiglie con bambini di età prescolare e scolare, mettendo in luce

le fonti che potevano costituire risorsa o difficoltà in rapporto alla gestione dei problemi

quotidiani e delle relazioni con la comunità e con le istituzioni; ipotesi:

- presenza consistente di strategie di attivazione adattive

- presenza di alcune variabili nell’orientare le risposte dei genitori = il livello di istruzione, le

possibili fonti di sostegno materiale/emotivo, lo stato occupazionale, i livelli di cura richiesti, le

reti sociali di supporto

- differenze qualitative/quantitative nelle reti sociali del campione confrontate col gruppo di

controllo

2- Ricavare alcuni elementi per formulare proposte di intervento.

2) Il campione.

Campione di 91 famiglie con almeno un bambino disabile iscritto ad una scuola dell’infanzia. Il

reperimento del campione è avvenuto attraverso la scuola. Alle famiglie era richiesto un incontro con

un ricercatore e all’incontro erano invitati sia la madre che il padre del bambino. Nella maggior parte

dei casi si sono presentate all’incontro le sole madri, mentre i padri hanno accompagnato le madri in

una percentuale di casi più limitata. Rari sono stati invece i casi in cui si è presentato il solo padre.

Dal campione sono stati esclusi a priori i casi di bambini segnalati per disturbi specifici di

apprendimento, dato che essi non rientrano nella definizione di disabilità comunemente accettata.

3) Procedura.

Le famiglie che hanno preso parte alla ricerca sono state contattate attraverso gli insegnanti della

scuola, che richiedevano entrambi i genitori; l’intervista si svolgeva individualmente con un consenso

delle famiglie.

Strumenti:

- la Scheda di rilevazione dei dati anagrafici e delle informazioni sull’organizzazione familiare Æ 3

parti:

1) rilevazione dei dati anagrafici dei genitori, del n° dei figli e dei dati relativi al bambino disabile;

2) valutazione dei supporti istituzionali di cui si era avvalsa la famiglia in relazione al bambino

disabile;

3) rilevazione delle informazioni sull’organizzazione familiare, sul carico di lavoro connesso alla vita

familiare e alla gestione del bambino.

- il Social support network di Vaux e Harrison (1985) Æ finalizzato all’analisi delle strutture di

supporto sociale; agli intervistati è richiesto di compilare una lista di persone che fornisce loro 5 tipi

di supporto: affettivo, aiuto pratico, aiuto finanziario, amicizia e consigli. L’intervistato deve anche

rispondere a una serie di domande sul legame con ciascuna delle persone menzionate e sul livello di

soddisfazione legato a ciascun supporto.

- la Scala di adattamento personale Æ per rilevare i principali cambiamenti a seguito della nascita di

un bambino con disabilità: 8 items relativi a situazione emotiva personale, lavorativa, abitativa,

economica, relazione di coppia, relazioni con eventuali altri figli, con i parenti, con gli amici e con i

colleghi; utilizzando una scala a punti da –5 (max cambiamento in negativo) a +5 (max

cambiamento in positivo); il valore 0 indicava l’assenza i cambiamenti.

- il Ways of coping questionnaire di Folkman e Lazarus (1988) Æ per analizzare le strategie di

attivazione utilizzate dai genitori di bambini disabili; 66 items che consentono la rilevazione di 8 tipi

di strategie:

1) l’attivazione di confronto: descrive un atteggiamento aggressivamente orientato a cambiare la

situazione

2) il distanziamento: descrive gli sforzi sul piano cognitivo per distaccarsi dalla situazione

3) l’autocontrollo: descrive gli sforzi fatti per tenere sotto controllo i propri sentimenti e le proprie

azioni

4) la ricerca di supporto sociale: descrive gli sforzi fatti per cercare supporti materiali e sostegno

emotivo

5) l’accettazione della responsabilità: descrive il riconoscimento del proprio ruolo nel problema

6) la fuga/evitamento: descrive gli sforzi a livello immaginativo e comportamentale per evitare il

problema

7) il problem solving programmato: descrive gli sforzi indirizzati al cambiamento della situazione

8) la rivalutazione positiva: descrive gli sforzi fatti per elaborare significati positivi enfatizzando gli

aspetti di crescita personale.

INCIDENZA DELLE VARIABILI SOCIO-ANAGRAFICHE SULLE RISPOSTE DI COPING, SUI

PROCESSI SI ADATTAMENTO E SUL GRADO DI SODDISFAZIONE RELAZTIVO ALLA

FRUIZIONE DEI SERVIZI.

Le caratteristiche socio-anagrafiche possono influenzare il modo in cui gli individui reagiscono a

determinati eventi come la nascita di un bambino disabile.

1) Madri.

Sono state raggruppate in 2 tipologie: occupate (lavoro extra-domestico) e casalinghe.

Fra le madri con bassa scolarità sono più numerose le casalinghe, mentre le occupate sono più

numerose fra le madri con alta scolarità. La soddisfazione delle madri è stata analizzata anche in

relazione al titolo di studio e allo stato occupazionale. Le madri con un titolo di studio inferiore si

affidano con maggior fiducia e con un atteggiamento meno critico alle strutture.

ƒ La percezione del cambiamento: i processi di adjustment.

Le aree in cui prevalgono cambiamenti negativi sono: la relazione di coppia, gli aspetti finanziari

e la situazione lavorativa. Quelli in cui, invece, prevale l’assenza di cambiamento sono

l’abitazione, i rapporti con i colleghi, con i figli, con i parenti e con gli amici. La situazione emotiva

delle persone è cambiata in conseguenza all’evento: il 60% delle madri riscontra un

peggioramento, mentre il 29% un miglioramento.

ƒ Le strategie di coping.

Anche gli stili di risposta alle condizioni di stress (risposte di coping) possono essere influenzati

da alcune variabili socio-anagrafiche come l’età delle madri, il livello di istruzione e lo stato

occupazionale.

In letteratura è stato rilevato come lo stile relativo al problem solving programmato sia quello

preferito nelle situazioni connesse alla presenza di una disabilità.

2) Padri.

Come rilevato anche per l madri, generalmente i padri più istruiti tendono a emettere giudizi di minor

soddisfazione rispetto agli individui con più basso livello di istruzione.

ƒ La percezione del cambiamento: i processi di adjustment.

- situazione lavorativaÆ la maggior parte delle risposte indica una situazione

- situazione finanziariaÆ peggioramento

- rapporti con i figliÆ miglioramento

- rapporti con i parenti e con i colleghiÆsituazione immutata

- situazione emotivaÆ i padri con bassa scolarità riportano un miglioramento, mentre gli altri

riportano un peggioramento

ƒ Le strategie di coping.

Nel campione è maggiore l’utilizzo di strategie adattive; si tratta di un campione di individui che

hanno dimostrato di non voler prendere le distanze dal problema disabilità.

3) Conclusioni.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia dello sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La famiglia di fronte alla disabilità: Stress, risorse e sostegni di Zanobini, Manetti e Usai. Argomenti: primi approcci allo studio delle famiglie, l'incontro con la disabilità, implicazioni pratiche ed emotive, percorsi adattivi delle famiglie, problemi e risorse familiari, il punto di vista della comunità, obiettivi della ricerca, i futuri possibili.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Zanobini Mirella.

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