Psicologia e fisiologia del sonno
Definizione e caratteristiche del sonno
Il sonno è definito come uno stato dell’organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali che comporta la sospensione dell’attività relazionale e modificazioni della coscienza. Si instaura automaticamente, periodicamente e si autolimita nel tempo. Riduzione della reattività significa che si innalza la soglia degli stimoli sensoriali al di sotto della quale essi non vengono percepiti e elaborati. Spontaneamente e periodicamente significa che il sonno non ha bisogno di eventi esterni specifici per scatenarsi. Il sonno si auto-limita perché il passaggio dal sonno alla veglia avviene autonomamente. Il sonno è reversibile perché i soggetti possono essere svegliati in qualsiasi momento.
Lo "stato" indica una condizione, un modo di essere e si riferisce a una combinazione di circostanze appartenenti a un certo oggetto o persona. L’aggettivo comportamentale si riferisce al comportamento osservabile, obiettivabile e registrabile. Gli stati sono limitati e riflettono le principali modalità di funzionamento del sistema nervoso, coordinate a livello centrale che si esprimono in una serie di variabili che si modificano all’inizio e alla fine di ogni epoca di un particolare stato rimanendo invariate nel periodo intercorrente e determinando le modalità di interazione dell’individuo con l’ambiente.
Caratteristiche degli stati comportamentali
Gli stati comportamentali sono stabili nel tempo per almeno qualche minuto, non è possibile riconoscere la presenza di un determinato stato a partire da una sola variabile, gli stati definiscono situazioni esclusive (l’esistenza di uno stato esclude l’esistenza di un altro) e sono caratterizzati da un’organizzazione ciclica.
Stati comportamentali nel neonato
- Stato 1 di Prechtl: corrisponde al sonno NREM e si caratterizza per la chiusura delle palpebre, assenza di motilità corporea e oculare, respirazione regolare, battito cardiaco rallentato, onde lente di voltaggio elevato.
- Stato 2 di Prechtl: corrisponde al sonno paradosso o REM ed è caratterizzato da chiusura degli occhi, movimenti corporei globali, dei muscoli mimici, delle estremità, movimenti oculari rapidi, irregolarità del ritmo cardiaco e della respirazione, EEG irregolare e basso voltaggio.
- Veglia calma o stato 3 di Prechtl: caratterizzata da movimenti rapidi degli occhi, assenza di movimenti corporei e vocalizzazioni, solitamente avviene dopo i pasti ed è più breve.
- Veglia attiva o stato 4: si differenzia dalla precedente per i movimenti corporei e la respirazione irregolare.
- Pianto o stato 5: caratterizzato da occhi chiusi o aperti, respirazione irregolare, movimenti corporei globali.
Variabili e parametri
Per variabile si intende un fenomeno biologico che serve da indicatore per la categorizzazione degli stati comportamentali e può variare con l’età. I parametri invece indicano le proprietà delle variabili e quelli necessari per indicare uno stato non sono mai più di 3 o 4. Una caratteristica importante della variabile è la stabilità nel corso del tempo. I criteri sono degli insiemi di parametri, mentre le concomitanti sono eventi o fenomeni episodici che si producono esclusivamente durante un determinato stato comportamentale e sono stato specifici. Numerose ricerche hanno evidenziato che gli stati comportamentali influenzano le relazioni tra stimolo e risposta. I riflessi propriocettivi sono presenti in sonno calmo, ma non in sonno attivo. Gli stati comportamentali sono l’espressione di diverse modalità di funzionamento del SNC.
Caratteristiche fisiologiche e comportamentali del sonno
Il sonno si caratterizza per differenti livelli di profondità con una loro sequenza. Il sonno viene distinto in sonno REM e NREM che viene classificato in 4 stadi. Il sonno inizia con lo stadio 1 e poi è seguito dal 2, 3, 4. Successivamente compare la prima fase del sonno REM. Un ciclo di sonno è costituito da un periodo di sonno NREM e da una fase di sonno REM, la sua durata media è di 90 minuti. Durante il sonno notturno si osservano circa 4-6 cicli. Il sonno NREM prevale nella prima parte della notte, mentre il sonno REM al mattino.
Ontogenesi del sonno
Nel neonato il sonno è polifasico, mentre nell’adulto è monofasico. Nel neonato il sonno paradosso o REM compare subito dopo l’addormentamento e precede il sonno calmo, mentre nell’adulto è il contrario.
Il neonato a termine: la registrazione poligrafica associata all’osservazione diretta è la metodica più utilizzata nelle ricerche. Il sonno si presenta in 6-9 episodi che durano complessivamente 16-17 ore. Il neonato si addormenta in sonno paradosso e il tracciato EEG è poco diverso da quello della veglia. Il sonno REM ha una durata di 5-20 minuti. Nel sonno calmo l’attività EEG è a onde lente.
Il primo anno di vita: nel corso dei primi mesi diminuisce il sonno paradosso perché diminuisce il sonno diurno, ma non si modifica il sonno notturno. Aumenta la durata del sonno calmo soprattutto nella prima parte della notte. L’aumento del sonno REM di mattina non è ancora comparso. Il sonno ambiguo (caratteristiche del sonno REM e NREM) sparisce nel primo anno di vita.
Infanzia e adolescenza: dal punto di vista dell’EEG diviene sempre più evidente la differente distribuzione delle onde delta all’interno del sonno NREM consentendo così la classificazione nei 4 stadi. Tra i 6 e i 15 anni la durata complessiva del sonno diminuisce lievemente: la proporzione del sonno a onde lente diminuisce.
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