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Riassunto esame Psicologia del Lavoro, Prof. Favretto, libro consigliato Le Forme del Mobbing

Riassunto esame Psicologia del Lavoro, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente prof. Favretto, Le Forme del Mobbing, dell'università degli Studi Carlo Bo - Uniurb, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in PDF!

Esame di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni docente Prof. G. Favretto

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sé stessi o gli altri, violenza fisica. L’adattamento è compromesso, con tutte le

conseguenze negative a livello psicobiologico e psicosociale che ciò comporta;

− Alterazioni dell’equilibrio sociale: conseguenza di uno stato psicofisiologico alterato

e di difficoltà genericamente psicologiche, emotive e comportamentali, è il fatto di non

riuscire più a gestire i rapporti sociali come si faceva prima e, quindi, di introdurre o

subire alterazioni nell’originario equilibrio sociale, a scapito, spesso, del senso di

soddisfazione personale.

Cinque fattori:

− Alienazione organizzativa: azioni considerabili come escludenti, il cui scopo è cioè

quello di estromettere dalla vita organizzativa la vittima ignorando o manipolando le

informazioni utili per un corretto svolgimento del suo lavoro, esprimono azioni

finalizzate a screditare la professionalità del lavoratore;

− Attacco estremo e violento;

− Attacco alla libertà di comunicazione e all’immagine: azioni che mirano

contemporaneamente alla repressione della libera espressione della vittima e al suo

screditamento;

− azioni tese a minare l’identità sociale della vittima,

Attacco all’identità sociale:

ridicolizzandola e criticandone il modo di essere, pensare, gestire i propri rapporti

affettivi;

− azioni tese a considerare l’individuo alla stregua di

Spersonalizzazione lavorativa:

una cosa, al punto tale che questi viene, anche fisicamente, spostato da un luogo o

incarico all’altro, senza tenere conto della sua dignità, dequalificandolo con incarichi al

di sotto delle sue capacità, isolandolo dai colleghi, affidandogli lavori nocivi per la

salute o lasciandolo senza lavoro da svolgere.

■ □ ■

- 13 -

è l’insieme degli sforzi comportamentali e cognitivi, volti alla gestione di specifiche

Il coping

richieste esterne e/o interne, valutate come situazioni che mettono alla prova o che in ogni

caso eccedono le risorse di una persona. Questi sforzi sono finalizzati a ridurre,

minimizzare, padroneggiare, sopportare tali richieste. Alcuni approcci:

• Il primo approccio fonda i cardini della sopravvivenza su ciò che è prevedibile e

controllabile per evitare, deviare o superare pericoli dell’ambiente o agenti nocivi. Nel

animale il coping è spesso definito come quell’insieme di azioni volte al

modello

controllo delle condizioni ambientali avverse, per diminuire le pulsioni in condizioni di

deprivazione;

• viene definito come l’insieme

Il coping secondo il modello psicanalitico di pensieri e

azioni che mirano a risolvere i problemi e a ridurre lo stress. La principale differenza

tra la concezione del coping in questo modello e in quella animale riguarda la centralità

I diversi ordini

sui modi di recepire e pensare la relazione delle persone con l’ambiente.

di strategie sono: le strategie che nel corso della vita ordinaria servono per ridurre le

tensioni causate da episodi stressanti, la forma di ritirata attraverso la dissociazione,

lo spostamento dell’aggressione, la sostituzione di simboli e delle modalità che

favoriscono lo sfogo e il porre sé stessi come oggetto dell’aggressività, gli episodici

disorganizzanti esplosivi scoppi di energia aggressiva, la crescente disorganizzazione

e la totale disintegrazione dell’ego;

• un sistema di classificazione dei processi dell’ego

Un altro approccio propone secondo

la tripartizione gerarchica del coping, defending e fragmentation, in cui il coping viene

inscritto nei livelli più alti di adattamento e riflette un ego forte e ben funzionante. Gli

svantaggi che presenta questo approccio sono di duplice tipo: il coping prevede

sempre e necessariamente il contatto con la realtà; si parla sempre di coping inteso

come adattamento soddisfacente.

Quattro modelli principali sono:

1) il trattamento del coping: come un tratto strutturale o stile;

2) il fallimento per distinguere il coping dai comportamenti di adattamento automatico;

3) il confondere il coping con gli outcomes;

l’equazione tra coping e controllo sugli eventi.

4)

Le definizioni di mobbing devono includere gli sforzi per affrontare le situazioni di stress,

tranne gli outcomes. La concezione di coping sta nel processo che indica un tentativo di

adattamento, non un risultato. L’insieme delle strategie cognitive e comportamentali messe

in atto da una persona per fronteggiare una situazione di stress. Il coping è un processo

dinamico, non è causale e produce cambiamenti esterni o interni. Si basa su tre fattori

principali:

1) Osservazione e valutazione;

2) Quello che la persona fa e pensa in quel momento viene analizzato in base al contesto

specifico;

3) La persona lo mette in atto di fronte a dei cambiamenti, come strategia di difesa.

- 14 -

La valutazione inizialmente è stata distinta in:

1) Valutazione primaria: che consiste nel prendere atto che si ha un problema da

risolvere; che è relativa all’identificazione di tutte le risorse di cui si è

2) Valutazione secondaria:

in possesso per affrontarlo. Tale fase precede quella finale di mastery, fase relativa al

momento di padronanza della situazione;

3) Valutazione di controllo.

Nell’ambito organizzativo il concetto di coping assume ulteriore importanza: le modalità con

cui l’individuo tenta di adattarsi, di gestire la situazione o di fronteggiare un problema

con l’ambiente

producono effetti determinanti sulla qualità del suo lavoro, sul suo rapporto

organizzativo e sullo svolgimento della mansione.

Facciamo una distinzione tra le risorse di coping, stili di coping e tendenze comportamentali:

tra le risorse di coping ci sono alcuni aspetti relativi all’immagine che l’individuo ha di se.

Gli stili attribuzionali fanno riferimento a tre dimensioni: interno-esterno, stabile-instabile,

globale-specifico.

Nelle tendenze comportamentali rientrano tutti quei tentativi che si mettono in atto per

contenere gli effetti distressogeni di una situazione.

Tre momenti principali di coping:

1) Anticipatorio;

2) Impatto-confronto;

3) Post-impatto.

Il concetto di coping implica l’insieme di strategie mentali e comportamentali che sono

messe in atto per fronteggiare una certa situazione. Una duplice modalità di gestione:

• Problem focused coping: tale strategia mira al controllo dei problemi che causano

distress;

• Emotion focused coping: è una strategia che mira a regolare le emozioni

responsabili del problema.

Oltre alle due diverse modalità sopraelencate potrebbero entrare in azione anche dei

meccanismi potenzialmente disadattivi.

I diversi tipi di fronteggiamento influiscono sul vissuto emozionale attraverso tre vie:

Attivazione dell’attenzione;

1) Il cambiamento di significato che si attribuisce all’evento;

2) azioni che modificano l’interazione persona-ambiente.

3) Le

Di fronte a un evento traumatico si avrà subito un rifiuto o una minimizzazione dell’accaduto

poi gradualmente si passerà alla considerazione del problema e ai tentativi per modificarlo

e controllarlo infine si attueranno le azioni considerate risolutorie. Tra le risorse

maggiormente studiate troviamo:

• Il supporto sociale;

• Il senso di controllo;

• L’autoconsiderazione. - 15 -

Determinanti anche le risorse di personalità e la considerazione positiva di sé stessi.

Alcuni elementi sono importanti come:

• L’effetto dei fattori professionali stressanti;

• La sperimentazione di un’ampia gamma di stati di umore negativi.

Gli stressor interpersonali procurano più disagio rispetto ad altre problematiche professionali

come alcune caratteristiche di personalità, come l’assertività e l’autoefficacia, si

e

configurano come strettamente correlate con la salute psicologica.

Alcuni fattori che influiscono sulla percezione dei rapporti interpersonali e sugli stili di coping

sono:

• Le valutazioni cognitive;

• La propensione al controllo;

• Le componenti personologiche;

• Lo status;

• La sperimentazione di difficoltà quotidiane.

Le sette componenti di conglomerated conflict behavior sono le seguenti:

1) Forcing, cioè forzare;

2) Confronting, cioè affrontare il problema;

3) Process controlling, cioè imporre le procedure a proprio vantaggio;

4) Problem solving, conciliare gli interessi delle parti;

5) Compromising, cioè accordo attraverso concessioni reciproche;

cedere all’avversario;

6) Accommodating,

7) Avoiding, fuggire dal conflitto.

La mancanza di controllo sulla situazione e l’instaurarsi di condizioni che rendono più difficile

il crearsi di relazioni di supporto e di sostegno in ambito lavorativo sono due fattori che

favoriscono indubbiamente comportamenti maladattivi di coping, comportamenti cioè che,

anziché aiutare l’individuo a diminuire lo stress, tendono invece a incrementarlo.

- 16 -

Sorge il dubbio se il numero cospicuo di episodi di mobbing denunciati sia effettivo o non

sia, piuttosto, frutto di un insieme di fattori che possono portare a una drammatizzazione di

eventi, a una percezione sbagliata dell’organizzazione, a un’attribuzione erronea della colpa

dei propri fallimenti lavorativi.

Il concetto di life stress (stress di vita) mette in luce il fatto che ciascun evento pregresso ha

un potenziale vulnerante. La negatività di ciascun evento è determinata dalla quantità di

adattamento sociale necessaria per permettere un adeguato cambiamento.

La scala SRRS (Social Readjustment Rating Scale) consiste in una lista di quarantadue

accadimenti. Lo stress non andrebbe inteso come fenomeno esclusivamente lavorativo,

bensì come stress totale o life stress. Ogni evento preso in considerazione in questa scala

è contraddistinto da un valore stressorio rappresentato da un punteggio.

Sono stati condotti numerosi studi per indagare la relazione tra life stress e indici di salute

e adattamento. I life stress incrementerebbero la predisposizione generale alla malattia.

Diverse ricerche hanno trovato che i life stress incidono sulla correlazione con misure

d’ansietà e depressione. Va comunque evidenziato, nel considerare gli effetti dei

cambiamenti di vita, come le persone siano esposte anche a una grande varietà di stressor,

fra cui quelli di tipo ecologico il vivere in condizioni ambientali estreme. Inoltre, c’è una

molteplicità di altre stressor che hanno impatto sulla vita delle persone, i quali, però non

possono essere definiti accadimenti di vita recenti.

- 17 -

Opponiamo due stili di vita: ad alto stress e a basso stress.

Gli stili di vita a basso stress sono caratterizzati da sistemi di vita non convulsi, in cui viene

previsto un certo spazio sia per i momenti di relax sia per le relazioni sociali, vengono

coltivati hobby e interessi personali, ci si applica in attività alternative al lavoro, si dedica

cura e attenzione al proprio fisico.

Gli stili ad alto stress spesso supportano alti livelli di tensione per essere più produttivo,

accetta in maniera passiva pesanti pressioni o situazioni di grave stress, soffrendo in

silenzio, vive relazioni interpersonali difficili, ha cattive abitudini di vita, fatica a ritagliarsi

spazi per il relax o il divertimento, è preso in una o più situazioni di tensione e sforzo

continuo, manca di senso dell’umorismo. Un ruolo di spicco viene svolto dal rumore, stressor

sempre più pericoloso della vita moderna.

Le personalità predisposte allo stress sono come una sindrome coesa di comportamenti di

coping che si incontrano e si associano con frequenza nella stessa persona fino al

manifestarsi in un profilo stabile e caratterizzante. Una caratterizzazione personologica può

“Tipo

essere relativa alla personalità di A”. Tale personalità sembra contraddistinguere

individui con elevata probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari ed è per questo

definita coronary prone. Il comportamento di Tipo A è una costellazione di tre fattori

1) Una serie di convinzioni circa sé stessi e il mondo;

2) Una serie di valori convergenti in un modello di motivazioni o impegni (es. sforzo o

crescita personale);

3) Uno stile di vita e comportamentale interconnessi (es. urgenze o competizioni).

Le persone di Tipo A sono caratterizzate da una forte attitudine al controllo delle situazioni,

fatto, questo, che le rende particolarmente vulnerabili alla perdita o all’assenza dello stesso.

Selezionano una velocità di lavoro superiore reggono un carico di lavoro più pesante e vi

fanno fronte meglio del Tipo B.

Le persone resistenti allo stress sarebbero contraddistinte da un quadro specifico di

atteggiamenti verso la vita e presenterebbero una sorta di vigoria psicologica che le vede

aperte verso il cambiamento profondamente coinvolte in ciò che fanno e convinte di

padroneggiare gli eventi. Quindi gli individui più attivamente impegnati nel lavoro e nella vita

sociale sarebbero contraddistinti da alcuni fattori protettivi che possono essere sintetizzati

nei seguenti tre tratti fondamentali:

1) Il committent: contraddistingue le persone in termini di impegno, di interesse e di vivo

coinvolgimento per l’attività lavorativa o per altre attività;

2) Il control: è quel fattore di personalità che fa sì che una persona sia convinta di poter

influire in termini fattivi sugli avvenimenti, modificandone il corso se necessario;

si riferisce alla disponibilità dell’individuo ad affrontare cambiamenti e

3) Il challange:

nuove esperienze, mostrandosi disponibile a modificare i propri schemi di vita

comportamentali.

Queste caratteristiche psicologiche di vigore e di resistenza possono intervenire a ridurre le

probabilità di ammalarsi fino al 50%. Le persone più predisposte a porsi come spettatori

passivi sarebbero maggiormente a rischio di stress negativo.

che deriva dalle teorie dell’apprendimento sociale e che pone l’accento

Un altro costrutto,

sull’influenza dell’esperienza nei confronti delle attese di una persona, è il “locus of control”.

- 18 -

Il costrutto del locus of control è di derivazione comportamentistica e si riferisce al grado

in cui una persona suppone di poter controllare gli eventi:

− “controllo è inerente al convincimento dell’individuo di poter influire sugli

Il interno”

avvenimenti in maniera fattiva e di poterli modificare facendo affidamento sulle sue

risorse personali;

− “controllo

Con il esterno”, invece, la persona è portata a considerare gli eventi come

casi fortuiti, che non dipendono tanto da un suo intervento diretto, dalle sue capacità

o dalle sue azioni, quanto piuttosto dal destino.

L’uno o l’altro di questi due stili provocano reazioni differenziate di fronte agli stressor. Quelli

con un controllo interno tendono ad assumere informazioni e a cercare di risolvere il

problema mentre quelli a controllo esterno assumono prevalentemente un comportamento

passivo.

Un fenomeno su cui tutt’ora non si è fatta completamente luce è inerente al fascino che le

attività rischiose, dall’esito incerto e che mettono in gioco conseguenze importanti,

esercitano su alcuni individui. Non tutti agiscono nell’ottica di correre rischi, ma vi sono

individui che mettono in gioco loro stessi, in pesanti situazioni di insicurezza.

Alcuni spiegano questo tipo di comportamento con la sperimentazione di esperienze

come accade, per esempio, agli scalatori. Null’altro

particolarmente intense, deep flow,

esiste oltre quello che stanno facendo.

a costituire l’incentivo, solo che questo tipo di esperienza,

In tal caso sono gli stessi stati flow

che altri definiscono sentimento oceanico oppure peak-experience, può essere provata

anche ballando, suonando o dipingendo, senza mettere a repentaglio l’incolumità

personale.

Alcuni hanno una particolare predisposizione a ricercare sensazioni e impressioni forti

(sensation seeking: ricerca di sensazioni e impressioni). La scala Zuckerman (Sensation

Seeking Scale, SSS) considera quattro fattori:

Amore per la trepidazione e per l’avventura;

1)

2) Desiderio e ricerca di esperienze forti;

3) Desiderio di disinibizione sociale e sessuale;

4) Suscettibilità alla noia, e rifiuto a tutto quello che è monotono o ripetitivo (boredom

susceptibility).

Va evidenziato comunque come il punteggio della SSS tenda ad abbassarsi col progredire

dell’età e dell’assunzione di responsabilità.

■ □ ■

- 19 -

Perché si scateni il mobbing occorre delle precondizioni. Quattro strati:

1) Individuale;

2) Microsociale;

3) Organizzativo;

4) Socioeconomico e culturale.

Il mobbing si genera più facilmente laddove vi sia compresenza di fattori scatenanti. È

possibile ipotizzare che un mercato del lavoro sempre meno stabile e prevedibile, in cui la

flessibilità diventa sempre più incertezza e precarietà, possa favorire l’insorgere di

sentimenti negativi legati all’insicurezza della propria identità professionale.

Premesse forti:

• il conflitto e l’ambiguità di ruolo;

• le caratteristiche del job design;

• lo stile manageriale;

• il clima organizzativo;

• (l’insicurezza

le career concerns del lavoro e mancanza di opportunità di crescita);

• le condizioni ambientali.

I fattori definiti come leadership, controllo e conflitto di ruolo risultano statisticamente e

significativamente correlati con il verificarsi del mobbing.

Un alto livello di mobbing è associato: a una bassa soddisfazione nei confronti del carico di

lavoro, del controllo, del clima organizzativo, della leadership e della sfida e ad alti livelli di

conflitto di ruolo e di ambiguità di ruolo.

Il clima organizzativo, un alto livello di distress e generici problemi a livello di organizzazione

sono tra le più frequenti cause di mobbing dal punto di vista della vittima. Ciò che noi

vediamo del mobbing e che viene portato alla nostra attenzione dal filtro di stampa e

televisione, non è che una parte di come le cose possono essere andate.

Le organizzazioni si manifestano su due versanti fondamentali:

• strutturale;

• sociale relazionale.

Ebbene, gran parte di queste dimensioni possono essere cause o concause dirette del

del disturbo, e proprio questo fatto sta a indicare che l’organizzazione è

manifestarsi

l’antecedente e il precedente di ogni manifestazione perniciosa sul piano individuale e

sociale.

Per l’individuo è necessario conservare un’adeguata distanza interpersonale, per evitare di

essere sottoposto a troppi stimoli sociali e fisici, e per mantenere basso il livello di distress.

Lo spazio personale è una forma di comunicazione non verbale, la cui invasione conduce a

una diminuzione dell’attrazione reciproca. - 20 -

Indicare un individuo come coordinatore, referente o supervisore, senza atto formale alcuno,

diventa il segnalatore del fatto che l’organizzazione non intende riconoscere in pieno, o non

è completamente cerca della propria scelta o, ancora, che la responsabilità potrebbe essere

transitoria oppure infine che la direzione non si fida non è sicura o è stata costretta per

mancanza di alternative.

L’ambiguità di ruolo e il conflitto di ruolo si hanno quando nel primo caso il mansionario,

ovvero l’insieme delle mansioni e dei compiti specifici relativi al ruolo, non sono

sufficientemente chiari, e per il secondo caso quando le richieste di uno o più superiori

risultano contraddittorie. È soprattutto l’interazione tra questi due fattori organizzativi a

favorire l’insorgere di situazioni potenzialmente distressanti di disagio lavorativo.

È possibile attuare una serie di modifiche a livello aziendale per prevenire il mobbing:

− Cambiamenti che abbiano a che fare col job design, ricomposizione delle mansioni;

− leadership, l’adozione di strategie manageriali tipo

Cambiamenti nello stile di

mentoring, tutoring e coaching;

− Miglioramento della posizione sociale di ogni individuo (social empowerment);

− Aumento degli standard morali: incrementare una maggiore sensibilizzazione di tutte

le parti in causa, superiori o colleghi in primis nel processo di prevenzione.

■ □ ■

- 21 -

Perché Il conflitto non è di per sé fenomeno necessariamente logorante o distruttivo. Alcuni

tipi di conflitto sono:

− Il conflitto è fisiologico cioè parte naturale sana e positiva tanto delle moderne società

complesse quanto delle organizzazioni.

− Il conflitto è fonte di energia.

− Il conflitto è fonte di crescita. tipi di potere che un’organizzazione

French e Raven (1959) individuano cinque è in grado

di esercitare:

potere dell’esempio, che risiede nella possibilità per l’organizzazione di porsi come

1) Il

modello da emulare; si fonda sul possesso da parte dell’organizzazione, di

2) Il potere di competenza,

conoscenze e know-how che il lavoratore non possiede.

che viene esercitato dall’organizzazione nel momento in cui è

3) Il potere di ricompensa,

nelle sue facoltà attuare azioni premianti o sanzionatorie.

che si esplica in un atto di forza dell’organizzazione, come quando

4) Il potere coercitivo,

la direzione procede al trasferimento forzato o al licenziamento di un lavoratore.

5) Il potere legittimo che si sviluppa in una generazione di norme e valori che influenzano

le condotte dei membri.

Anche Etzioni (1964) propone una tassonomia dei poteri, che corrispondono ad altrettante

risposte tipiche, in rapporto agli scopi dell’organizzazione.

− coercitivo del potere prevede che le persone siano forzate a

Potere coercitivo: l’uso

comportarsi in un certo modo per non incorrere in sanzioni;

− remunerativo del potere prevede che coloro che lo

Potere remunerativo: l’uso

detengono ricompensino i lavoratori in rapporto alla funzione e al diverso grado di

responsabilità a essa associato;

− normativo del potere prevede il richiamo ai valori aziendali.

Potere normativo: l’uso

È possibile sviluppare strategie di difesa che permettano al singolo di svincolarsi dalla morsa

della coercizione organizzativa.

Il conflitto diventa deleterio dal momento in cui determina:

• Diminuzione della produttività;

• Abbassamento del morale dei lavoratori;

• Innesco a catena di altri conflitti;

• Reazioni inappropriate, da parte degli attori coinvolti.

Leymann (1996) si pone il problema di quali condizioni siano in grado di favorire o provocare

la comparsa del mobbing e tra queste riconosce:

− Le insoddisfacenti condizioni psicosociali nel luogo di lavoro, che possono trasformarsi

in reazioni biologiche da stress; - 22 -


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Ren23

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ren23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Favretto Giuseppe.

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