INTRODUZIONE
ORGANIZZAZIONE del LAVORO RISORSE UMANE
Per e con le persone
Società del Knowledge importanza attuale degli intangibles key indicators
Ø à
Il successo di un’org. è legato alla sua capacità di comporre:
Ø - Umano
- Tecnologia
- Cultura
Manca:
Ø a) Una solida tradizione di pensiero sull’umano org.
b) Integrazione di una buona teoria sugli umani in seno ad un modello
generale dell’org. PARTE I
TEORIA dell’ORGANIZZAZIONE
CAPITOLO 1 - LA QUESTIONE ORGANIZZATIVA
ORGANIZZAZIONE e ORGANIZZARE: dal greco òrganon = strumento
Strumento per mezzo del quale si possono raggiungere obiettivi
Organizzazione:
a) Azione organizzativa: se serve a fornire struttura ad una serie di oggetti
ordinandoli e rendendoli più gestibili, ovvero utilizzabili come strumento
per il raggiungimento di obiettivi
b) Entità organizzazione: risultato dell’azione org.
Entità organizzazione (definizioni):
-Usa: gruppi spontanei
-Entità psicologica alla quale l’individuo reagisce def. Di Schein, Quaglino,
à Maggi, Etzioni e Parsons
(vedi cap. 1 Work
harassment)
Def. Federici: struttura ordinata in cui gli elementi costituenti sono in
inter- connessione tra loro, in modo da poter operare insieme per il
raggiungimento di un determinato fine. La cooperazione è alla base del
senso di appartenenza individuale e della messa in atto delle procedure
atte al raggiungimento di scopi che vengono percepiti come comuni
Def. Zucchermaglio: comunità di pratiche, in cui vi sono elementi di
impegno reciproco (mutual engagement), la percezione di un’impresa
comune (joint enterprise) e un repertorio condiviso di significati (shared
repertoire)
-Bennis: ADHOCRAZIA vs burocrazia
Adhocrazia: forma di org. fatta su misura per le persone e i gruppi di lavoro,
anche temporanei, che in essa si formano, operano, vivono, lavorano e si
sciolgono
-Def. Classiche:
a) Costrutto sociale, formalmente costituito, per il raggiungimento di
determinati fini
b) Insieme di persone, formalmente riunite, per raggiungere obiettivi più o
meno comuni
-Ferrante: forma di azione collettiva reiterata, basata su processi di
differenziazione e di integrazione dei compiti tendenzialmente stabili
e intenzionali
-Schein: organizzazione formale come coordinamento razionale delle attività
di un certo numero di persone al fine del raggiungimento di un
obiettivo comune ed esplicito mediante la divisione del lavoro e delle
funzioni (ruoli) mediante una gerarchia di autorità e responsabilità
-Ottica funzionalista: sottosistema del sistema sociale, delegato da quest’
ultimo a svolgere una specifica funzione
-Ottica sociologica- strutturalista: campo concreto in cui si realizzano ed
esplicano le caratteristiche del sistema sociale
-Ottica psicosociale: campo in cui si svolge la maggior parte della vita delle
persona e all’interno del quale gli individui ricercano la soddisfazione dei propri
bisogni
CLASSIFICAZIONE di ETZIONI - 1967
§
1. Org. coercitive: potere coercitivo controllo fisico (sanzioni fisiche)
à
2. Org. utilitaristiche: potere remunerativo controllo materiale (moneta)
à
3. Org. normative:
- Potere normativo: esercitato da chi occupa una posizione elevata
- Potere normativo- sociale: esercitato in via indiretta dal superiore al gruppo
sociale, cui appartiene il subordinato
- Potere sociale: esercitato dal gruppo di pari sui suoi membri
COERCITIVE: carceri, ospedali psichiatrici, centri di accoglienza e comunità
terapeutiche
Rispondono alla necessità di tenere sotto controllo gli elementi che si
è dissociano e deviano dal modello sociale prevalente
UTILITARISTICHE: aziende di produzione industriale artigianale, aziende di
credito, aziende di servizi, associazioni senza fini di lucro
Rispondono alla necessità di provvedere alla propria riproduzione
è (priorità dell’elemento economico)
NORMATIVE: chiese, ospedali, partiti politici, esercito, istituzioni scolastiche
Rispondono alla necessità del sistema sociale di provvedere alla propria
è riproduzione attraverso un sistema di valori, motivazioni e significati che
contribuisce a costruire cultura e identità per gli individui che ne fanno
parte
AZIENDE moderne di SERVIZI:
INPUT- problem solving, dialogo, orientamento al cliente
OUTPUT- fruizione del servizio da parte del cliente personalizzazione del
à
servizio
CLASSIFICAZIONE di BRUSCAGLIONI – 1982
§
2 parametri della distribuzione del potere all’interno dell’org.:
1. Fonte del potere: in alto al vertice della gerarchia o in basso alla base
dell’org.
2. Criterio di distribuzione di potere: tra i membri dell’org. sulla base del
regolamento o tra i membri sulla base dei legami personali o ancora tra i
membri in base alle funzioni svolte da ciascun membro CULTURA
PROFESSIONALE
STRUTTURA Potereà funzione
AUTOCRATICA
Il potere è al vertice PATERNALISTICO-‐
CLIENTELARE
ORGANIZZAZIONI Potereà legami personali
DEMOCRATICA
Il potere è alla base BUROCRATICO-‐
AUTORITARIA
Potereà regolamento
CLASSIFICAZIONE di ROBBINS – 1987
§
3 componenti principali delle org.:
1. Complessità: grado di differenziazione delle attività
2. Formalizzazione: livello di standardizzazione del lavoro
3. Centralizzazione: fonde dell’autorità
3 tipologie di struttura org.:
Struttura per funzioni: vengono raggruppate attività affini
û Struttura divisionale o per prodotto: si articola nelle varie linee di
û prodotto articolate nelle diverse funzioni
Struttura matriciale: combinazione dei primi due modelli
û
Def. Favretto
Organizzazione: insieme di risorse, governati da un sistema di leadership e
dotato di un programma che serve a determinare la mission e la vision. Tutte
le org. condividono alcune caratteristiche comuni e trasversali:
- Indirizzate da decisioni tattiche
- Orientate a durare nel tempo
- Sostenute da risorse
- In grado di soddisfare i bisogni dei propri membri o clienti
MODELLO TRADIZIONALE di ORGANIZZAZIONE del LAVORO
§
L’azienda si configura in un modello organizzativo adeguato in rapporto al
proprio task
Task: Bernardi (’89)
Ciò che la direzione ha deciso di produrre, con quali tecnologie, con quali
risorse, con quale livello di risultato atteso, e di come conservare nel tempo la
capacità di generare i propri prodotti
Fasi di scelta della struttura organizzativa:
1. Definizione o individuazione del task
2. Analisi dell’AMBIENTE e delle risorse a disposizione
3. Scelta dei criteri di DIVISIONE orizzontale e verticale del lavoro
4. Scelta del tipo di configurazione organizzativa
5. Verifica delle sue conseguenze
Ambiente organizzativo: 2 dimensioni
Dinamicità altaà ambiente dinamico: cambiamenti frequenti
Dinamicità Dinamicità bassaà ambiente stabile: pochi cambiamenti
Complessità altaà ambiente complesso: no facile previsione
Complessità Complessità bassaà ambiente semplice: facile gestione
complessità
ambiente c aumentano le difficoltà ed è difficile fare previsioni
ambiente se
aumentano i cambiamenti
ambiente st ambiente d
Divisione del lavoro:
a. Divisione verticale: divisione gerarchica dell’azienda
Rapporti di LINE (linea di potere): rapporti formali
è
b. Divisione orizzontale: suddivisione dei compiti e delle mansioni all’interno
della stessa classe gerarchica; le decisioni vengono prese con il supporto
di più persone
Rapporti di STAFF (attività di ricerca, analisi, consulenza): rapporti
è informali
Quando rapporti formali e informali si contrappongono si generano conflitti
Unità elementare = compito Formalizzazione = organigramma + mansionario
CAPITOLO 2 - TASSONOMIA MODERNA
MODELLO di MINTZBERG – 1983
§ Structure in 5’s: Designing Effective Organizations
5 componenti fondamentali dei modelli organizzativi:
Vertice strategico
Ø LINE intermedia
Ø Nucleo operativo di base
Ø Tecnostruttura (specialisti che non appartengono alla struttura formale)
Ø STAFF di supporto (contributo indiretto all’org. es. consulenza legale)
Ø
5 MODELLI ideali:
1. Struttura semplice (forma elementare/imprenditoriale)
2. Burocrazia meccanica (forma burocratica)
3. Burocrazia professionale (forma professionale)
4. Forma divisionalizzata (forma decentrata)
5. Adocrazia
STRUTTURA SEMPLICE:
Ruota attorno alla figura dell’imprenditore (vertice strategico)
ü Ridotti staff di supporto e tecnostruttura
ü Divisione flessibile del lavoro
ü No strumenti di coordinamento
ü Decision making informale
ü complessità
ambiente c
ambiente se struttura semplice
dinamicità
ambiente st ambiente d
BUROCRAZIA MECCANICA: aziende di produzione in serie (es.automobilistiche)
Compiti e mansioni ripetitivi e semplici
ü Forte divisione dei compiti
ü Formalizzazione di norme e procedure
ü Poco coordinamento
ü Centralizzazione potere decisionale
ü Pianificazione sofisticata
ü Forte differenziazione tra line e staff
ü complessità
ambiente c
ambiente se burocrazia meccanica dinamicità
ambiente st ambiente d
BUROCRAZIA PROFESSIONALE: enti di formazione/consulenza
Org. decentrata
ü Nucleo operativo fatto da specialisti autonomi
ü Tecnostruttura ridotta
ü Staff di supporto rilevante per appoggio agli specialisti
ü complessità
ambiente c burocrazia professionale
ambiente se dinamicità
ambiente st ambiente d
FORMA DIVISIONALIZZATA: aziende che intendono diversificare i mercati
Sotto- unità decentrate che prendono decisioni
ü Debole coordinamento
ü Line intermedia rilevante per controllare i risultati delle varie divisioni
ü Tecnostruttura poco sviluppata
ü Staff di supporto molto sviluppato
ü complessità
ambiente c forma divisionalizzata
ambiente se dinamicità
ambiente st ambiente d
ADHOCRAZIA: aziende ad elevata innovazione e tecnologia
Org. team- based
ü Rapporti formali
ü Potere decentrato
ü Autorità alle componenti di staff
ü
Adhocrazia operativa innovazione grazie ai clienti (società di consulenza)
à
Adhocrazia amministrativa innovazione creata ai fini dell’org. (società
à
farmaceutiche)
complessità
ambiente c adhocrazia
ambiente se dinamicità
ambiente st ambiente d
CAPITOLO 3 - ANALISI ORGANIZZATIVA
MODELLO P/E
§
Modello classificatorio delle org. come strumento di INTERVENTO
P/E (Person/Environment) di French, 1974
Teoria lewiniana
è oB = f [P x wE]
oB: organizational behaviour
P: personal characteristics
wE: work environment
2 parametri di analisi dei fenomeni nel contest organizzativo:
Soggetto (lavoratore): relazione tra competenze/aspettative/ bisogni e
Ø possibilità di realizzarli attraverso l’org.
Ambiente (org.) : richieste fatte al lavoratore
Ø
Valutazione soggettiva dell’individuo sull’ambiente e l’immagine di sé
Autopercezione
è Vs
Valutazione oggettiva delle caratteristiche intrinseche all’ambiente e al
soggetto
Job analysis e assessment delle competenze
è METODO P/E
§
DIMENSIONI da misurare:
- Caratteristiche dell’ambiente lavorativo
- Caratteristiche della risorsa
- Valutazione soggettiva delle richieste oggettive dell’ambiente
- Valutazione soggettiva delle doti personali
RELAZIONI tra le dimensioni: da misurare perché danno informazioni sullo
stato di salute di un’org.
- Adattamento oggettivo (r. tra richieste e dotazione)
- Adattamento soggettivo (r. tra richieste e doti rappresentate)
- Contatto con la realtà (congruenza tra richieste dell’org. e l’org.
rappresentata)
- Accuratezza dell’autopercezione (congruenza tra dotazione e
dotazione rappresentata)
ASSUNTI:
1. Esistenza della capacità dell’org. di adattarsi all’umano
2. Esistenza dell’org. come artefatto sociale dinamico e relazionale di
rapporti intersoggettivi che viene percepita dall’individuo
3. Esistenza di un processo di continuo aggiustamento reciproco tra org. e
come viene percepita
VANTAGGI:
- Pertinenza
- Flessibilità
- Facile interpretabilità generale
- Concettualizzazione delle situazioni tipo
CAPITOLO 5 – IL CICLO TECNOLOGICO
MACCHINA può essere considerata come forza che l’uomo applica alla
à
natura per ripiegarla alle proprie esigenze.
Storia ed evoluzione dell’uomo coincidono con storia ed evoluzione del
v lavoro umano.
Azione dell’uomo sulla natura è connessa al cambiamento che l’uomo può
v generare sull’ambiente al fine di soddisfare bisogni e desideri.
INTERAZIONE UOMO-AMBIENTE L’UOMO SCOPRE LA MACCHINA
à à
L’UOMO SI SERVE DELLA MACCHINA
Nelle moderne organizzazioni troviamo:
LAVORO
v COMPONENTE UMANA
v COMPONENTE TECNOLOGICA
v
l’azione organizzativa ha lo scopo di conciliare le componenti (tecnologica e
à
umana), per soddisfare i bisogni dell’uomo e per comporre le differenze nei
gruppi e nelle comunità. Differenze riguardano interessi e poteri, ma anche
potenzialità, attitudini, capacità ecc.
Le organizzazioni:
Non soluzioni assolute e definitive
v Possono essere contaminate da cambiamenti di contesti cult. e politici
v Mutano al variare delle condizioni umane e tecnogiche
v IL MODELLO DI ROHMERT E LUCZACK (1979)
§ Hanno cercato di mostrare in un modello le possibili interazioni uomo –
à
macchina.
Da considerare punto di partenza per comprendere il cambiamento della
à
realtà socio-orga, ad opera dell’introduzione della tecnologia.
Trattano del domino progressivo della tecnologia sulle funzioni complessive.
à Descrive l’evoluzione delle organizzazioni, attraverso l’attribuzione di alcune
à
funzioni all’uomo, e di altre alla macchina. Col progredire della tecnologia alla
macchina affidati sempre più compiti.
Ci sono 4 elementi distintivi su cui si articola il rapporto reciproco
nell’interazione uomo-macchina:
Effettuazione, Controllo, Monitoraggio, Strategia
Ci sono 4 fasi, relative alle reciproche funzioni di un sistema integrato uomo-
macchina:
1. ATTIVITA’ ARTIGIANALEà presente prima dell’organizzazione
scientifica del lavoro, l’artigiano controllava tutte le azioni a 360 gradi.
Si occupava di effettuazione del lavoro, controllo, monitoraggio e
strategia.
2. MECCANIZZAZIONEà relativa alla prima rivoluzione industriale, il
compito meccanico viene contornato di dispositivi che lo rendono più
sofisticato e variegato. La macchina sottrae all’uomo i compiti di
effettuazione.
3. AUTOMAZIONEà relativa alla seconda rivoluzione industriale, può
essere considerato cambiamento recente, il prodotto diventa ancora
più standardizzato, anche la fase di controllo passa alla macchina.
l’uomo è supervisore.
4. ROBOTICAà relativa a fine a
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