ASSESSMENT DELLA STORIA PROFESSIONALE
-DOPO aver completato la CSI e PRIMA di iniziare il career counseling: professionista
comprende il significato delle storie del cliente, fa un collegamento con il motivo
iniziale per cui ha cercato l’intervento e si prepara a raccontare nuovamente le storie
in modo da delineare un profilo chiaro del personaggio, evidenziare il tema e
prefigurare scenari che amplino la trama
può fare questo mentre conduce la CSI (così dopo averla conclusa
professionista
può dare avvio al CC) PRIMA
generalmente:
SESSIONE(far emergere le costruzioni professionali del cliente attraverso la CSI),
SECONDA SESSIONE (narrare la storia ricostruita e iniziare a co-costruire con il cliente
la narrazione dell’identità condivisa), TERZA SESSIONE(completare il percorso di CC)
=passa una settimana tra la 1° e la 2° sessione E due/quattro tra la 2° e la 3°: nella
settimana fra la 1° e la 2° sessione il professionista compie una valutazione che
permetta di ricostruire le risposte del cliente alle domande della CSI e sviluppare un
ritratto per affrontare la richiesta iniziale
-Professionista deve inserire le storie brevi in una narrazione più ampia in relazione
alla trama e al tema del soggetto: RITRATTO DI VITA psicologico in cui sono
ritratto
riportate le storie brevi (apparentemente eterogenee e senza legami) in una
narrazione dell’identità chiara e coerente
e professionista usano questo ritratto in maniera collaborativa per riflettere
cliente
ed elaborare il problema posto
=studio del ritratto attiva un processo di apprendimento trasformativo con il quale il
cliente afferma la questione in ambito occupazionale che lo disorienta
=professionista delinea una prima bozza del ritratto di vita connettendo le microstorie
di sé presentate dal cliente(ambientazione, copione,strategia) in una macrostoria di
livello superiore che include le storie brevi
deve organizzare le storie brevi in un modo da accentuare il senso di
professionista
vitalità, rivelarne il senso e ritrarre una vita significativa: traendo elementi dalle storie
brevi ricostruisce una storia più ampia che può costituire una risorsa per la vita della
persona
=riconfigurazione delle microstorie in una macrostoria consente di affrontare i
problemi portati dal cliente
=idea di LASCIARE CHE SIA LA VITA DEL CLIENTE AD ESPRIMERSI e ad affrontare il
problema in questione
-Per sviluppare la competenza narrativa il professionista deve avere 3 abilità:
1)ENTRARE NELLA STORIA: intuizione e empatia per accogliere la storia, concentrarsi
sulle situazioni e le sensazioni negative, percepirne l’atmosfera, contenerne la
sofferenza e tollerarne l’ambiguità
2)COMPRENDERE LA STORIA: riconoscimento del tema e utilizzo di metafore del
cliente per esprimerlo
3)APPROFONDIRE IL SIGNIFICATO: assumere molteplici prospettive per giungere ad
interpretazioni diverse e a significati nuovi che aprano inedite possibilità d’azione
=usando la competenza narrativa il professionista offre un quadro della vita e del
percorso professionale del cliente evidenziando un tema che ne costituisce il filo
rosso: macronarrazione deve includere un arco del personaggio verosimile, che
ricostruisce il percorso del soggetti fino alla situazione attuale
dopo storia il professionista ricostruisce la narrazione più ampia usando la
storia
propria capacità intuitiva e prestando attenzione a dettagli occasionali (dai quali la
storia trae validità) macronarrazione
deve far emergere un significato importante: ritratto di vita deve essere organizzato in
modo da rafforzare l’agentività biografica per affrontare efficacemente il problema del
presente =ritratto di vita deve
promuovere il cambiamento, introducendo nuove possibilità d’azione e tendendo
l’arco in una direzione incoraggiante: professionista deve ricordare che l’agentività
risiede nell’organizzazione della storia
=narrazione deve aiutare il cliente a trovare il coraggio di cui ha bisogno per prendere
decisioni che migliorino la propria vita e aumentino la sicurezza in sé necessaria per
essere partecipe nella comunità
-Teoria della costruzione di carriera offre una CORNICE CONCETTUALE per ricostruire le
micronarrazioni del cliente in una narrazione comprensibile e coerente che lo aiuti a
dare un senso al passato, a definire il presente e a prefigurare cosa fare in futuro si
fonda su 3 principi:
1)Narrazione include l’esperienza presente del cliente: narrazione deve coincidere con
le idee attuali del soggetto (se è troppo distante dalla storia esistente il cliente può
non comprenderla e non saperla usare) 2)Narrazione deve fornire nuovo materiale
che possa colmare in maniera coerente lacune nella storia 3)Macronarrazione,
con la sua nuova prospettiva e il significato più profondo, dovrebbe dare al cliente
energia per intraprendere l’azione
-Benchè le storie dei clienti siano diverse (personaggi, ambientazioni, circostanze)
generalmente sono accomunate da un TEMA che ciascuna di esse sviluppa: questo
ampliamento permette al professionista di cogliere una melodia nascosta negli aspetti
delle storie che appaiono più in risalto per
delineare il ritratto di vita il professionista deve usare il suo intuito e le sue idee per
riorganizzare e stimolare i vari aspetti delle storie: l’operazione principale consiste
nell’identificazione del tema che struttura la macronarrazione (struttura latente che
unisce le cose più importanti per il cliente) necessario per i
è
professionisti un contenitori che collochi le microstorie del cliente in uno schema,
attraverso cui poter selezionare gli eventi e modellarli in una macrostoria: CC è
efficace quando la macrostoria mostra al soggetto nuove prospettive, NON
imponendole, per riconsiderare le proprie idee
-PROTOCOLLO DI VALUTAZIONE della CSI: offre una cornice per far emergere gli
schemi presenti nelle storie del cliente (descrivere il sé, collocare il sé in un ambiente,
aggiungere un copione per impersonare il sé, interpretare e definire una strategia per
dare il via al copione) fornisce
una struttura affidabile che punta il riflettore sulle questioni importanti e lascia in
ombra i dettagli irrilevanti
di aumentare la creatività dei professionisti fornendo loro un punto di partenza
cerca
ed un elemento di sicurezza: professionista NON deve applicarlo rigidamente MA
seguirne i passi in modo flessibile ricordando cosa desidera il cliente dal CC
=rimanendo aperti alla sua variazione la macrostoria può svilupparsi in relazione ai
bisogni del cliente, NON alle preferenze del professionista: applicazione rigida
conduce ad una macrostoria semplice e stereotipata 8 elementi:
prevede
1. ESAMINARE GLI OBIETTIVI DEL CLIENTE
-Counselor comincia esaminando come il cliente vorrebbe usare l’esperienza del CC:
obiettivi identificati orientano la successiva analisi delle microstorie e il percorso,
fornendo un filtro per esaminare le storie
2. IDENTIFICARE LE PREOCCUPAZIONI
-Professionista analizza i primi ricordi del cliente per identificare le preoccupazioni alla
base dell’arco ogni volta che un cliente cerca un intervento di
Adler:
orientamento professionale il professionista deve porgli domande sui primi anni di vita
possono dimostrare per quali attività la persona si è formata
essi James:
nella storia del cliente un aspetto della propria esperienza originale del mondo lo ha
influenzato a tal punto da usarlo come analogia per comprendere le situazioni
importanti migliorare la propria vita/cambiare le proprie abitudini ha bisogno di
per
aumentare la propria consapevolezza dell’analogia con la quale considera la propria
vita e di scegliere un orientamento più efficace
=professionisti del CC usano le prime storie per aiutare i clienti a comprendere e
valutare le analogie con le quali interpretano la vita: chiedono di narrare i primi ricordi
perché forniscono storie di quando i clienti cominciavano a sviluppare consapevolezza
della propria vita e iniziavano a comprendere i funzionamenti del mondo circostante
ricordi ritraggono le esperienze fondamentali che rappresentano le
primi
conoscenze essenziali del cliente su di sé, sulle altre persone e sul mondo: sono
aspetti importanti di paragone che fungono da prototipi che contengono un principio
di vita e ne mostrano un esempio pratico
obiettivo del professionista è comprendere il significato centrale su cui il cliente
un
mantiene la propria attenzione, ripetendo frequentemente a se stesso queste
analogie, usando il significato in situazioni nuove =counselor parte dall’inizio della
storia di vita del cliente che rappresenta l’orientamento basilare della sua vita:
esaminando i primi ricordi il counselor si concentra sugli interessi significativi per il
cliente (così importanti da rappresentare la forza principale in quanto costituiscono il
sé e l’identità) compito
professionista: far riemergere i ricordi così che il cliente possa diventare consapevole
di ciò che essi hanno trasmesso ed eliminare i diktat rivolta a come il
attenzione
cliente può usare la sua attività lavorativa per risolvere il problema
=facendo emergere info dai primi ricordi, il counselor evoca aspetti essenziali della
persona per attribuire significato alle questioni di scelta vocazionale e adattamento
lavorativo sottoposti al CC =obiettivo: mostrare al cliente
come attingere da tali aspetti basilari per svolgere le attività quotidiane
-PERCHÉ ESPLORARE I PRIMI RICORDI? Perché rappresentano cronache basilari legate
ad aspetti centrali nella rappresentazione dell’intreccio narrativo personale del cliente
la storia centrale nella spiegazione di sé della persona: narrazioni
presentano
sintetiche che ritraggono le verità alla base della vita delle persone le
contengono
prescrizioni del cliente per vivere (incluse convinzioni e aspirazioni)
parabole di vita spesso hanno significati simbolici e paralleli che restano taciti
come
e impliciti legati generalmente a
essendo
questioni che il cliente percepisce come preoccupanti, spesso fanno emergere alcune
manifestazioni del sé: professionista è pronto ad accogliere le emozioni con la
consapevolezza che, quando il cliente li racconta, manifesta le emozioni che vuole
affrontare nel presente =affrontare tali emozioni diventa cruciale per la
riorganizzazione del cliente e offre risorse per intraprendere nuove azioni
-Cliente seleziona le storie da raccontare in funzione della sua stessa autoguarigione e
dello sviluppo personale: tra quelle disponibili narra le storie che ha bisogno di sentire
=primi ricordi riguardano dove il cliente è ora, non da dove è venuto, oltre a riferirsi
alla direzione futura =persone riconfigurano i propri ricordi e i propri significati per
raccontare storie su di sé e sulla società che siano in grado di sostenere i loro obiettivi
attuali e di ispirare l’azione futura (ricordi rievocati o ricostruiti per rispondere ai
bisogni delle situazioni presenti)
-Primi ricordi possono riguardare verità personali raccontate in termini di finzione:
rievocazione nel presente può distorcere o inventare fatti
non alterano i fatti accaduti in modo casuale MA ricostruiscono il passato così
clienti
che gli eventi precedenti confermino le scelte attuali e gettino le basi per le azioni
future: ogni storia presenta una verità che può romanzare il passato per preservarne
la continuità e la coerenza difronte ad una transizione =importante che
professionista e cliente non considerino i primi ricordi determinanti rispetto al futuro:
narrazione da concepire come un tentativo attivo di attribuire significato e dare forma
al futuro =storie orientano l’adattamento valutando opportunità e limiti: nel
raccontare le storie i clienti ricordano il passato in modo da costruire un possibile
avvenire
-Ci sono molti modi per considerare i primi ricordi: professionisti del CC li usano come
raggi x che rivelano un buco nel cuore del cliente: buco indica cosa manca alla
persona, cosa desidera o cosa ha perso ricordi come narrazioni che
primi
nascono dal desiderio del cliente di guarire un cuore ferito =primi
ricordi come racconti relativi ad una deviazione nella vita: tentano di colmare la
distanza tra esperienza e spiegazione (spiegano qualcosa che non sarebbe dovuto
succedere ma che è accaduto) maggior parte dei casi la situazione descritta
nella
nei primi ricordi è il problema che la persona vorrebbe risolvere più di ogni altra cosa:
in alcuni casi i clienti riportano ricordi che non possono essere definiti “problemi” (la
parola problema li turba) MA all’interno del ricordo risiede una preoccupazione
=vita delle persone vista come una serie di tentativi ripetuti di diventare più complete
colmando il buco che hanno nel cuore, ripetendo ogni volta una versione della
deviazione grazie ad un livello sempre più elevato di capacità di gestione
=narrazione come rappresentazione della ripetizione di qualche tema connesso al
compito vocazionale, alla transizione occupazionale o al trauma lavorativo del
presente: narrazione connessa al motivo che ha portato il cliente a ricercare il CC
(storia che il cliente ha bisogno di sentire subito)
-Spesso nel singolo ricordo è possibile riconoscere sia la preoccupazione costante sia il
problema attuale =utilizzando il primo ricordo come catalizzatore
narrativo i professionisti possono dare risalto agli elementi di rilievo della storia per
aumentare la consapevolezza e la possibilità di valutazioni successive
-Opportuno chiedere ai clienti di rievocare 3 ricordi precoci perché spesso le persone
riescono a esplorare le questioni più significative della propria vita attraverso più
storie PRIMO
RICORDO: annuncia la questione principale del cliente (preoccupazione)
RICORDO: ripete la preoccupazione o la approfondisce con un’ulteriore
SECONDO
storia RICORDO: presenta una possibile soluzione
TERZO
=primo ricordo (affermazione del problema), secondo (la sua ripetizione), terzo (la sua
risoluzione) -Molti professionisti trovano utile leggere i 3 titoli
che il cliente ha dato ai suoi primi ricordi: titoli indicano l’essenza della storia e la loro
lettura in sequenza spesso narra una storia più ampia
-Importante esplorare regolarmente i primi ricordi: la maggior parte dei clienti
protegge se stessa condividendo ricordi connessi ai problemi in questione e che sono
pronti ad affrontare base a quando il cliente è
in
emotivamente pronto e a quanto il counselor si sente a proprio agio, i primi ricordi
possono essere discussi a diversi livelli di profondità (da quelli più superficiali a quelli
più profondi) =relazione di CC offre un contesto che contiene e struttura
culturalmente la discussione di storie difficili: professionista deve essere in grado di
accogliere in modo appropriato la storia del cliente e affrontarla in maniera autentica
(se non è preparato ad affrontare emozioni forti non dovrebbe porre questa domanda)
decide di non usare la domanda sui primi ricordi deve ricercare il problema e la
se
preoccupazione nelle risposte alla prima domanda sui modelli di ruolo: modelli di
ruolo mostrano la soluzione al problema proposta dal cliente, sulla quale il
professionista può concentrarsi evitando di affrontare direttamente la preoccupazione
e la sofferenza del soggetto
counselor che si sente travolto dalle emozioni può esprimere tale dolore
anche
condiviso e cercare di elaborare le emozioni insieme al cliente (questo NON costituisce
l’obiettivo del CC)
ASSESSMENT DELLE SOLUZIONI
3. SOLUZIONI AI PROBLEMI EMERSI NEI PRIMI RICORDI
-Professionista inizia ad analizzare le risposte alla domanda sui modelli di ruolo:
questa domanda esplora il modo in cui il cliente ha costruito il sé in termini di risorsa
per vivere scelgono
persone
modelli di ruolo che delineano uno schema rispetto a come risolvere i problemi che
stanno affrontando: modelli scelti perché rappresentano possibili soluzioni alla
situazione di vita del cliente individua queste figure chiave come “io ideali”
cliente
imitando alcuni comportamenti peculiari e includendone le caratteristiche principali
nell’immagine di sé
di ruolo = traccia/schema originale che la persona usa per progettare se
modello
stessa sceglie alcuni modelli per il proprio progetti
persona
personale e costruisce il sé adottando e riproducendo le caratteristiche del modello
fino a farle proprie eroi
e eroine offrono una mappa per l’età adulta perché mostrano soluzioni alle difficoltà
che il soggetto incontra nel proprio percorso di crescita
=per esplorare il concetto di sé il professionista esamina le tracce e i modelli che i
clienti hanno usato nelle prime fasi del processo di costruzione del sé
=rispondendo alle domande sui modelli di ruolo il cliente racconta implicitamente i
problemi che più di tutto desidera risolvere: caratteristiche impersonate dall’eroe
costruiscono gli strumenti che la persona ritiene necessari per risolvere le proprie
difficoltà
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