ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PER LO SVILUPPO DELLE RISORSE UMANE
CAP. 1 – LA QUESTIONE ORGANIZZATIVA: DEFINIZIONI E PROBLEMI
Qualsiasi modello di management è il concretizzarsi di una visione e di una teoria sull’uomo.
Il successo di un’org. è dato dal modo con cui si legano uomo, tecnologia e cultura = risorse umane, capitale
e contesto politico-‐sociale.
Management: dal latino manus agere = condurre, guidare, dirigere.
Organizzare = da un punto di vista pratico, vuol dire razionalizzare, ordinare, coordinare, sistematizzare,
velocizzare, disporre, catalogare, strutturare, semplificare, comandare, definire, progettare, pianificare,
economizzare, dare regole e norme, dare disciplina.
I potenziali significati del verbo sono tanti, dipendono dal contesto in cui l’azione organizzativa si esplica.
Organizzazione come azione (azione organizzativa): tentativo di mettere ordine, fornire struttura ad un
insieme di elementi (cose, persone), che possono essere definiti risorse (materiali, immateriali, umane…)
Organizzazione come entità (entità organizzazione): risultato dell’azione organizzativa.
Organizzazione = artefatto sociale, formalmente costituito, per il raggiungimento di determinati fini, o
insieme di persone, formalmente riunite, per raggiungere obiettivi più o meno comuni.
In qualsiasi organizzazione risulta naturale la presenza sia di elementi di rinuncia individuale (in termini di
spontaneità e soggettività) che di utilità collettiva. Rinunciare ad una parte della propria individualità può
portare al raggiungimento di un benessere collettivo.
PARSONS: le org. sono unità complesse, costruite per raggiungere fini specifici e soddisfare i bisogni della
società e degli individui che la compongono. Le funzioni, al loro interno, si articolano in comportamenti che
obbediscono a regole conosciute e condivise (aspettative di ruolo).
Negli ambiti sociale, aziendale, comunitario l’organizzazione può essere definita come un costrutto sociale,
formalmente costruito, per il raggiungimento di determinati fini, o, anche, come un insieme di persone,
formalmente riunite, per raggiungere obiettivi più o meno comuni.
Caratterizza l’elemento portante dell’organizzazione, la cui formalizzazione impegna tutti i componenti.
In quanto artefatto sociale il passaggio da uno stato laicale a quello di membro di un’organizzazione viene
segnato da procedure, riti, cerimonie ad alta valenza simbolica che enfatizzano il senso di appartenenza. È
importante avere chiaro il senso dello specifico organizzativo del gruppo di cui si vuole far parte.
Le organizzazioni, in modo generale ed esclusivo, possiedono due componenti:
Differenziazione dei compiti (processo di attribuzione di responsabilità e compiti in relazione alle
! competenze esistenti nell’organizzazione: quanto più un’organizzazione è complessa tanto più è
differenziata)
Integrazione dei compiti (singole caratteristiche che devono essere ricondotte ad unità).
!
Emerge un’altra definizione, come unità composta da gruppi di individui, sorta per raggiungere obiettivi
condivisi e distribuiti, attraverso processi di divisione del lavoro, cioè di differenziazione (parcellizzazione)
ed integrazione dei compiti.
Sistema di Classificazione delle organizzazioni di ETZIONI (1967)
Individua 3 forme di POTERE (mezzi di controllo) esercitato nelle organizzazioni, cui corrispondono 3 tipi di
IMPEGNO richiesto.
Controlli fisici = Potere coercitivo (l’uso porta alla costrizione, tende a costringerlo)
• Controlli materiali = Potere remunerativo o utilitaristico (l’uso fa sorgere un interesse personale ad
• obbedire)
Controlli simbolici = (l’uso tende alla convinzione, tende a convincere l’individuo)
• Potere normativo (esercitato da chi occupa una posizione elevata in una scala gerarchica)
Potere normativo-‐sociale (esercitato per via indiretta dal superiore verso un gruppo)
Potere sociale (esercitato dal gruppo di pari sui suoi membri).
La congruenza tra potere esercitato e impegno richiesto è una condizione necessaria al conseguimento
degli obiettivi da parte dell’org., la quale ha a sua disposizione alcuni mezzi di controllo per far sì che gruppi
e persone si comportino secondo aspettativa.
-‐ Organizzazioni COERCITIVE: Carcere, Ospedali Psichiatrici, Comunità di accoglienza e recupero.
Rispondono alla necessità, per il sistema sociale, di garantire la propria riproduzione, stabilità, equilibrio
e il controllo delle devianze.
-‐ Organizzazioni UTILITARISTICHE: Aziende di Produzione industriale e artigianale, Aziende di Credito,
Aziende di Servizi, Associazioni senza fini di lucro.
Provvedono alla riproduzione del sistema sociale producendo un flusso economico.
-‐ Organizzazioni NORMATIVE: Chiese, Ospedali, Partiti Politici, Esercito, Istituzioni Scolastiche.
Assicurano la riproduzione del sistema sociale attraverso un sistema di valori, motivazioni e significati che
contribuisca a costruire cultura e identità. Oggi c’è da chiedersi se gli ospedali non siano meglio
classificabili come org. utilitaristiche di servizi. Le organizzazioni sono passibili di mobilità da una categoria
all’altra. Ciò che di volta in volta viene messo in discussione non è la classificazione di fondo, ma la
relazione tra output dell’org. e i suoi elementi strutturali e soggettivi.
Il servizio è una performance, immateriale e intangibile, il che comporta la difficoltà dell’imporre standard
precisi e misurabili. Infatti, la qualità si realizza nel momento di fruizione del servizio stesso e, come tale,
dipende dal fattore umano. Così, la qualità si coglie in termini di percezione, che vengono espresse
attraverso un giudizio del cliente e influenzato da fattori materiali e psicologici. da qui l’esigenza di
flessibilità, intesa come capacità di adattarsi ai diversi interlocutori e alle loro diverse domande. La qualità
del servizio è dunque legata alle caratteristiche della relazione tra operatore ed utente. Da qui,
l’importanza attribuita ai sistemi di gestione della qualità.
Una modalità di misurazione è la CUSTOMER SATISFACTION, ovvero l’indagine sulla soddisfazione del
cliente, attraverso la quale l’organizzazione può analizzare e migliorare il proprio servizio.
Sistema di Classificazione delle organizzazioni di BRUSCAGLIONI
Utilizza come criterio di classificazione la DISTRIBUZIONE DEL POTERE all’interno dell’organizzazione.
2 parametri della distribuzione del potere:
Fonte del potere struttura organizzativa AUTOCRATICA (la fonte è al vertice della gerarchia)
struttura organizzativa DEMOCRATICA (la fonte del potere in basso, alla base)
sulla base della posizione gerarchica o del regolamento = CULTURA AUTORITARIA
Distribuzione del sulla base di legami personali = CULTURA PATERNALISTICO – CLIENTELARE
Potere in base alle funzioni svolte da ciascun membro = CULTURA PROFESSIONALE.
Storicamente le aziende a capitale privato sono state tipicamente autocratiche, ma hanno
1. Inizialmente adottato una cultura burocratico-‐autoritaria (teorizzata da Taylorismo e Scientific Management)
2. In seguito ci si rende conto che i dipendenti sono portatori di bisogni più complessi (Mayo) quindi inizia una cultura
paternalistico – clientelare che metteva in luce la centralità dei bisogni sociali e relazionali sul luogo di lavoro.
3. Con l’evoluzione delle tecnologie l’efficienza si impone come criterio di sopravvivenza: cultura professionale.
Molte organizzazioni si sono fermate a questo punto; il passaggio da un struttura autocratica ad una
struttura democratica appare ancora problematico.
CAP. 4 -‐ ARCHETIPI DELLE ORGANIZZAZIONI MODERNE
ACCENNI DI ORGANIZZAZIONE NELL’ANTICHITA’:
Gli Egizi furono tra i primi a porsi in modo programmato il problema della pianificazione e del controllo.
Nella costruzione delle piramidi erano previsti protocolli di descrizione delle mansioni, procedure specifiche
di trasporto, carico ed elevazione dei materiali. Nel codice di Hammurabi si parla di salario minimo e di
ricevuta!
L’efficacia di un esercito, come di qualsiasi sistema organizzato, è correlata alla sapienza con la quale si
riescono a rendere compatibili tecnologia e componente umana. Un esempio noto è quello della falange
macedone.
Con l’Impero Romano nasce la concezione scalare dell’organizzazione e la necessità di arrivare ad una
precisa definizione dei compiti (job description) e ad un’esplicitazione scritta delle strutture organizzative e
dei piani. Armi e strumenti costruiti a misura d’uomo (gladio, scudo,fodero..). La macchina bellica romana si
infrange, però, contro un apparato offensivo che né l’antitesi: l’orda barbarica che punta
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