Psicologia dei gruppi
Capitolo 1 – Nozioni e tipi di gruppo
Introduzione
Studio dei gruppi
Le discipline scientifiche che studiano i gruppi umani oppure, in generale, i rapporti individuo-gruppo/individuo-società sono molte: la sociologia, l’antropologia, il diritto, la psicologia. Nell’ambito delle discipline psicologiche i gruppi sono studiati in particolare dalla psicologia sociale (diversa da psicologia dei gruppi perché li studia solo in chiave sperimentale) che, prevalentemente attraverso metodi sperimentali, descrive gli aspetti strutturali e i processi elementari nei gruppi e tra i gruppi ed il modo in cui i pensieri, i sentimenti e le azioni sono influenzati dall’appartenenza a gruppi sociali, naturali e artificiali, nell’ambito di un modello teorico prevalentemente di stampo cognitivista. Lewin: “Quello che esiste come realtà per una persona è determinato in buona misura da ciò che socialmente viene accettato come tale”.
Il gruppo è qualcosa di più o, per meglio dire, qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri: ha una struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi. Quel che ne costituisce l’essenza non è la somiglianza o la dissomiglianza riscontrabile tra i suoi membri, bensì la loro interdipendenza. Esso può definirsi come una totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato, di una sua parte o frazione qualsiasi, interessa lo stato di tutte le altre. Il grado di interdipendenza dipende, tra gli altri fattori, dall’ampiezza, dall’organizzazione e dalla coesione di gruppo (Lewin). In tutti i gruppi si crea un clima di gruppo.
Definizione di gruppo
Il concetto di gruppo ha origine nel XVII secolo dal germanico “Kruppa” (= matassa arrotolata) e dall’italiano “groppo” (= nodo). I fatti di gruppo si distinguono dai fatti psichici individuali perché si riferiscono ad una pluralità o ad un conglomerato di individui. Sono necessari due individui per fare una coppia e almeno tre per comporre un gruppo. I fenomeni di gruppo si manifestano pienamente soltanto a partire da quattro membri. In un gruppo composto da quattro o più componenti il numero delle possibili relazioni due a due supera il numero dei membri. Fra tre persone A B C esistono tre relazioni possibili: AB, AC, BC; tra quattro persone A B C D esistono sei relazioni possibili: AB, AC, AD, BC, BD, CD. I fatti di gruppo sono diversi dai fatti sociali (ad esempio le classi sociali) per il fatto che sono determinati da una pluralità di individui che sono presenti insieme (o che lo sono stati e se ne ricordano o che sanno che lo saranno) cioè un insieme di persone riunite (o che possono e vogliono riunirsi).
I nostri antenati stavano in gruppo solo per un problema di difesa, la nascita dell’affettività legata al gruppo nasce con i primi riti funerari. Lavorare con i gruppi significa lavorare con qualcosa che è dentro di noi, con il nostro mondo gruppale interno che si confronta con quello esterno.
Per definire un gruppo bisogna tenere conto della sua natura, quindi del suo grado di organizzazione, della sua funzione, delle modalità di interazione esistenti tra i membri e della distribuzione dei ruoli. È importante usare un approccio psicosociale che permetta la relazione tra lo psichico e il sociale. Amerio definisce il gruppo come il perno tra l’individuo anonimo e il sociale indifferenziato, uno spazio intermedio tra la vita singola, quella della coppia e la vita sociale.
Definizione: Chiamiamo gruppo, un costrutto della mente, un’organizzazione mentale, un operatore psichico, un sentimento di appartenenza, un'emozione e insieme, contemporaneamente a tutto ciò, anche un complesso reticolo di inter-relazioni psichiche tra persone che comunicano tra di loro, da osservare da un punto di vista cognitivo e fenomenologico. Gruppo è nodo, groviglio, pluralità.
Altre definizioni di gruppo
- “Ogni gruppo esiste nella misura in cui gli individui che lo compongono perseguono programmaticamente mete interdipendenti” (Deutsh)
- “Un gruppo è un aggregato di organismi in cui l’esistenza di tutti è utilizzata per la soddisfazione dei bisogni di ognuno” (Cattel)
- “Un gruppo si caratterizza dalla frequenza di interazioni dei suoi membri, per la presenza di ruoli e di norme condivise. Ogni gruppo ha un suo ordine ed una sua struttura specifica” (Newcomb)
- “Un gruppo si può dunque definire come una pluralità di individui che sono in contatto reciproco, tengono conto gli uni degli altri e hanno coscienza di avere in comune qualcosa di importante” (Olmsted)
Classificazioni dei gruppi
Classificazione di Cooley
- Gruppi primari → gruppi naturali, spontanei (famiglia, compagni di gioco, gruppi adolescenziali, gruppi ideologici, piccole comunità) con forti legami di appartenenza e reciproca identificazione. Caratterizzati dall’interazione diretta (faccia a faccia) tra i membri, numero ristretto di persone, legami personali intimi, forte senso di appartenenza e reciproca identificazione. Portano a sentirsi dentro ad una totalità indicabile con un “noi”;
- Gruppi secondari → sistemi sociali, economici, giuridici, scolastici, ospedalieri, politici, amministrativi. Sono caratterizzati da relazioni indirette e formali in cui la dimensione emozionale è rivolta alla realizzazione dell’obiettivo in modo prioritario rispetto alla membership.
Cooley ha individuato anche altri tipi di gruppi:
- Gruppi di appartenenza / gruppi di riferimento → vertice interpretativo dell’influenza del gruppo sul comportamento, sulle aspettative, sulla soddisfazione degli individui; nel primo caso l’individuo appartiene conformandosi a quel gruppo, mentre nel secondo il gruppo rappresenta un parametro comparativo e normativo riguardo comportamenti e valori del singolo membro;
- Gruppo interno / gruppo esterno → indicano quello di cui una persona è parte e quello di cui non lo è;
- Gruppo naturale / gruppo sperimentale → il primo è il gruppo in cui si nasce o ci si trova senza scelta (famiglia, gruppo di amici dell’infanzia), il secondo è un gruppo costituito per uno specifico scopo o intervento;
- Gruppo informale / gruppo formale → nel primo le interazioni sono situazionali e contingenti, nel secondo vi è una precisa strutturazione delle relazioni interne e delle finalità da perseguire (regole).
Classificazione di Anzieu e Martin
Individuarono sette forme di aggregazione:
- Folla → Insieme numeroso di individui nello stesso posto, senza aver cercato esplicitamente di riunirsi (assembramenti, pellegrinaggi). La situazione di folla sviluppa uno stato psicologico tipico:
- Passività e ricerca di soddisfazione immediata
- Assenza o debole livello di contatti sociali e interazioni interumane
- Contagio delle emozioni
- Rapida propagazione di azioni collettive violente o entusiastiche, o apatia collettiva
- Massa → moltitudine molto più ampia di persone, che non sono fisicamente raccolte in uno stesso luogo (opinione pubblica, telespettatori);
- Banda → numero finito di membri, che si aggrega sulla somiglianza, con forte senso di appartenenza e di definizione dall’esterno. Le bande composte da adolescenti sono l’esempio più noto, con l’accentuazione dei segni di somiglianza (abbigliamento, modifiche del corpo, gergo). Tale forma di aggregazione è presente anche in età adulta: la compagnia di amici, ecc. Poiché si costituiscono in base alle esigenze evolutive dei soggetti, le bande sono spesso gruppi temporanei, destinati alla disgregazione o comunque a continui e profondi cambiamenti. È caratterizzata da:
- Strutturazione debole
- Numero piccolo di membri
- Modalità relazionale = ricerca dei simili
- Effetto su credenze e norme = di rinforzo
- Azione = spontanea
- Media consapevolezza riguardo gli scopi
- Raggruppamento → composto da un numero variabile di persone, unificate da rapporti superficiali, assemblee periodiche che hanno l’obiettivo di perseguire un interesse comune e con forme di rappresentanza. Si tratta di insiemi di soggetti che si trovano periodicamente per il raggiungimento di specifici scopi, oltre ai quali non si danno altre forme di legame o coinvolgimento (circoli artistici, club sportivi). Caratteristiche:
- Grado medio di strutturazione
- Numero di membri piccolo, medio o elevato
- Durata = da settimane a mesi
- Modalità relazionale = superficiale
- Effetto su credenze e norme = di mantenimento
- Azione passiva o limitata
- Medio-bassa consapevolezza degli scopi
- Piccolo gruppo interattivo → vi fa parte il piccolo gruppo psicoterapeutico tuttavia non tutti i seguenti tratti sono tipici di qualsiasi piccolo gruppo interattivo (es. gruppi sperimentali):
- Numero ristretto di persone (massimo 12)
- Modalità relazionale = di interdipendenza intrapsichica, interpsichica e gruppale
- Grado elevato di strutturazione
- Durata = da tre giorni a anni
- Effetto su credenze e norme = rielaborazione e cambiamento
- Elevata consapevolezza degli scopi
- Azione = innovatrice e partecipata
- Gruppo allargato (o mediano) → costituito da un numero di persone tra 13 e 50 riunite per discutere di un tema comune. Si possono manifestare dinamiche interattive simili a quelle del piccolo gruppo interattivo.
- Gruppo secondario (organizzazione, istituzione) → gruppo con una strutturazione molto elevata che funziona sulla base di istituzioni sociali di varia natura (politiche, economiche e giuridiche). Comprende al suo interno anche piccoli gruppi o gruppi assembleari (gruppi allargati). È composto da un numero medio o elevato di membri, i quali interagiscono secondo i ruoli attribuiti per il perseguimento degli scopi fissati dall’organizzazione. La durata è da mesi ad anni, la consapevolezza sugli scopi è variabile e l’azione comune è pianificata e sistematizzata. Le relazioni interpersonali sono regolate da principi impersonali e logiche burocratiche (es. ospedale, scuola, industria).
- Famiglia → è un gruppo fondamentale per la vita sociale, che può essere considerato sia primario (per gli scambi affettivi) sia secondario (per le istituzioni pubbliche che lo disciplinano).
Esempi: «Folla aggressiva» (violenze collettive), «Panico e accaparramento», che sono fenomeni innescati dalla scarsità di risorse vitali (fuga da un edificio in fiamme) e materiali (accaparramento di beni limitati), «Folla espressiva», caratterizzata da forte motivazione relazionale (partecipare a uno spettacolo) e valenza esterna (aderire a una manifestazione di protesta).
Classificazione in base alla dimensione
- Da 3 a 12 persone: piccoli gruppi, gruppi ristretti
- Da 13 a 50 persone: gruppi mediani, allargati
- Gruppi di più di 50 persone: assemblee
I piccoli gruppi si caratterizzano per:
- Origine: spontanei o organizzati
- Dimensione: da 3 a 12 persone
- Durata: chiusi, aperti, slow open
- Composizione: omogenei, eterogenei
- Obiettivi: autocentrati, eterocentrati
Alcune tipologie di piccoli gruppi sono:
- In ambito lavorativo → gruppi di lavoro, equipe (svolgimento di compiti, apprendimento, scopo comune, interdipendenza, eterocentrati) gruppi di discussione (hanno la finalità di produrre decisione o risolvere problemi, il ruolo del conduttore è quello di facilitatore, ne fanno parte i focus group e le riunioni, sono una modalità con la quale un gruppo di lavoro svolge lavoro di gruppo, sono eterocentrati. Promuovono lo scambio e il confronto rispetto ad una tematica) gruppi di decisione (producono decisioni finalizzate a risultati), gruppi di informazione/educazione (fornisce e riceve informazioni, sono gruppi eterocentrati), gruppi di orientamento (fanno emergere le aspettative e le motivazioni dei membri in modo da renderli responsabili delle loro scelte), gruppi di ricerca (scopo di conoscenza, studio e interpretazione delle situazioni).
- In ambito clinico → gruppi di osservazione/formazione (hanno lo scopo di aumentare le competenze personali dei partecipanti attraverso l’aumento della consapevolezza di sé, delle relazioni interpersonali e delle dinamiche di gruppo, il prototipo è il TGroup di Lewin, oppure i Gruppi Balint, Socialdreaming, Gruppo Acquario, sono autocentrati, hanno come scopo l’osservazione del funzionamento e delle dinamiche relazionali di gruppi già esistenti), gruppi di sostegno (si basa sulla discussione e confronto a proposito di un disagio, con lo scopo di ricevere sostegno dal gruppo), gruppi di counselling (si basa sul confronto rispetto a problemi personali), gruppi di prevenzione (ha come scopo l’attivazione e il recupero delle potenzialità dei singoli) gruppi di psicoterapia (Art therapy, musicoterapia, Photolanguage, gruppi con utilizzo di altri medium, come lettura testi e fiabe, psicodramma) gruppi di auto-aiuto.
Il gruppo interattivo è caratterizzato da:
- Numero ristretto di membri con percezione reciproca individualizzata
- Perseguimento comune, permanente e attivo di stessi obiettivi e scopi
- Relazioni affettive intense (positive e negative) in possibili sottogruppi
- Forte interdipendenza e sentimenti di solidarietà
- Differenziazione dei ruoli
- Costituzione di linguaggi, norme e codici del gruppo
- Pluralità
- Interazione → è quanto è osservato dell’azione reciproca fra gli individui del gruppo
- Legame → è il sentimento di appartenenza degli individui ad un insieme (appartenenza sistemica e psicologica).
Nei gruppi interattivi l’accento è posto prevalentemente su aspetti comunicativi e interattivi tra i partecipanti, infatti questi gruppi promuovono la comunicazione e trasformano in comunicazione qualsiasi cosa accade all’interno del gruppo in forma di atti, gesti. Principale studioso dei gruppi interattivi è Azima.
Gruppi operativi
Sono il risultato dell’integrazione tra l’orientamento lewiniano e quello kleiniano. Finalità: mobilitare, elaborare e rimuovere le strutture stereotipate di pensiero che hanno origine dall’ansia insopportabile che si determina in presenza di ogni cambiamento, ansia depressiva per l’abbandono del legame precedente e ansia persecutoria determinata dal nuovo legame ed all’insicurezza che ne deriva. Comunicazione, apprendimento e risoluzione dei compiti coincidono con la terapia.
Senso di appartenenza = sentimento che sperimenta l’individuo quando si riconosce nelle norme, nei valori, nella “cultura” del gruppo, definisce il senso di identità sociale. Il senso di appartenenza alimenta la vita interna del gruppo e definisce il confine con l’esterno.
Leadership = ogni gruppo ha dei leader (uno o più di uno), che sono riconosciuti formalmente (leader formale) o implicitamente (leader informale o carismatico). Contribuisce a soddisfare i bisogni individuali e del gruppo e aiuta il gruppo a raggiungere lo scopo. Inoltre il leader ha il compito di armonizzare e mantenere l’esistenza e il funzionamento del gruppo stesso. Lewin ha individuato tre tipi di leadership:
- Autocratico: centralizza l'autorità, gestisce il potere attraverso il controllo, le ricompense e forme di coercizione → produce prestazioni migliori solo in presenza del leader;
- Democratico: delega l'autorità, incoraggia la partecipazione, si affida alla competenza dei follower e trae potere dal rispetto dei collaboratori → produce prestazioni migliori anche in assenza del leader;
- Laissez-faire (o permissivo): tende alla passività, evita di agire proattivamente e limita gli interventi alle situazioni in cui è esplicitamente richiesto dal gruppo.
Norma di gruppo = è una gamma di atteggiamenti e comportamenti accettabili (e inaccettabili) per i membri del gruppo.
Capro espiatorio → Il nome deriva dal rito ebraico compiuto nel giorno dell'espiazione (kippūr), quando il sommo sacerdote caricava tutti i peccati del popolo su un capro e poi lo mandava via nel deserto. In senso figurato, un "capro espiatorio" è un individuo, un gruppo, un’organizzazione, scelti per addossare loro una responsabilità o una colpa per la quale sono, totalmente o parzialmente, innocenti. Il fenomeno del capro espiatorio può derivare da molteplici motivazioni, consapevoli o inconsapevoli.
Capitolo 3 – Storia e collocazioni concettuali
Kurt Lewin
Introdusse la Teoria dinamica della personalità in cui passa da un’ottica meccanicistica (focus sui singoli elementi), caratterizzata da una casualità lineare, ad un’ottica dinamica (focus sull’interazione degli elementi), caratterizzata da una casualità circolare. Secondo Lewin quindi la teoria della personalità è dinamica perché in continuo cambiamento in base al “campo” psicologico nel quale si situa. Oltre a questo concetto Lewin introdusse anche la Teoria del campo, il concetto di dinamica di gruppo, di action research e di T-group.
Teoria del campo
Prima di tutto afferma che per prevedere il comportamento umano è necessario comprendere come l’interdipendenza tra fattori soggettivi e fattori sociali/ambientali produca l’azione concreta in un determinato tempo e luogo. La teoria del campo spiega il comportamento in relazione alla situazione in cui il comportamento stesso si verifica. Bisogna quindi definire il carattere della situazione in un momento dato, definendo questa come “campo psicologico” o “spazio di vita”. Il comportamento (C) è in funzione della persona (P) e dell’ambiente (A) → È quindi in funzione dello “Spazio di Vita”, ovvero dell’ambiente psichico. C= f(P,A) → f(spazio di vita)
Secondo la teoria del campo i fenomeni psicologici sono analizzabili come fenomeni che hanno sede del campo psicologico (che comprende bisogni, motivazioni, scopi), ovvero nel campo delle inter-relazioni tra la persona e il suo ambiente. La persona deve venire considerata sempre in relazione all’ambiente.
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