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Riassunto esame psicologia clinica

Professione psicologo clinico

Il termine "clinica" rimanda al letto del malato, alla nozione di disturbo, all'individualità del soggetto che soffre, alla diagnosi dell'evoluzione della patologia e al tentativo di cura. La psicologia clinica si concentra sui fenomeni di sofferenza psicologica, che possono diventare disturbi. L'approccio dello psicologo clinico è ideografico, poiché cerca l'individualità della sofferenza, per regole generali. La patologia si configura come l'esasperazione di fenomeni dell'esperienza di vita normale, non patologica.

La diagnosi implica un sistema di classificazione condiviso, come il DSM, in quanto strumento con criteri diagnostici semplificati ma condivisi ed espressione della psichiatria americana, o anche l'ICD-10 frutto dell'OMS. Per formulare un progetto terapeutico bisogna integrare dati oggettivi e soggettivi (propri del paziente). La diagnosi è influenzata dal contesto, costituito dalla relazione terapeutica, e in quanto lo psicologo è parte della relazione, il suo atteggiamento influenza il tipo di informazioni che raccoglie.

Per comprendere la follia altrui, bisogna considerarla come una possibilità umana, indice di precarietà della salute. Bisogna infatti saper mantenere la stabilità dell'identità di fronte alle manifestazioni di follia. Si possono assumere due posizioni nei confronti del paziente: avere-qualcosa-di-fronte; essere-con-qualcuno. Si può concentrare con il paziente come persona o sui suoi sintomi per giungere ad una nosografia.

La psicologia clinica si rivolge al singolo individuo (caso clinico), che vive una crisi evolutiva o un disturbo psicologico. Altre volte si rivolge a coppie con sofferenza nella relazione, famiglie con crisi o gruppi di pazienti e familiari. Lo psicologo può lavorare in privato con pazienti con situazioni cliniche di minore gravità. Può lavorare come dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, con varie mansioni e collaboratori e gravi casi. Può lavorare in strutture come case famiglia o comunità, per casi gravi e a lungo termine. Occupandosi di condotte devianti, può lavorare come perito e nelle carceri. Può lavorare in ambito scolastico, come docente, ricercatore o preventivo.

L'oggetto della psicologia clinica sono la sofferenza psicologica e la patologia mentale, nonché stati di sofferenza para-fisiologica. Problemi di carattere emozionale (paure, fobie, rabbia, ansia, ossessioni); problemi di dipendenza (alcolismo, tossicodipendenza, disturbi alimentari); problemi di carattere psico-sessuale (disfunzioni sessuali, orientamento sessuale, abuso sessuale); problemi di carattere sociale e interpersonale (solitudine, timidezza, comportamenti aggressivi e antisociali); problemi di carattere psicosomatico e medico (disturbi psicosomatici e malattie mediche croniche).

La motivazione del paziente nasce dalla percezione soggettiva della sofferenza (utente o committente). Il committente è utile in gravi patologie psicotiche, in cui il paziente chiude rapporti con la comunità dei sani. La motivazione del terapeuta è quella di alleviare la sofferenza umana e migliorare la qualità della vita. Il clinico deve essere in grado di regolare la propria distanza dal paziente. Per mezzo del tirocinio si riesce a sperimentare il contatto con la patologia mentale e il coinvolgimento di un gruppo di lavoro multi-professionale che si occupa di patologia mentale. Nella relazione con l'altro si ha paura che la follia sia contagiosa; a tal scopo sono utili i tutor.

Psicologia clinica e dintorni

  • Psicologia generale: La psicologia clinica rappresenta il versante applicativo della psicologia generale che dona conoscenze, modelli e teorie. Molti concetti vengono ripresi dal cognitivismo, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale. La patologia è la compromissione di una qualche funzione cognitiva, a discapito del funzionamento normale. La psicologia generale è uno studio sistematico dei principi generali e delle leggi della vita mentale. La psicologia clinica si occupa di singoli soggetti che presentano specifiche situazioni di crisi, sofferenza o disturbo.
  • Psicologia differenziale: Questa psicologia indaga le differenze tra gli individui con l'uso di strumenti quantitativi come i test psicometrici. La psicometria si interessa dello sviluppo di strumenti che misurino le variabili psicologiche, mentre la clinimetria si interessa ai giudizi dello psicologo nella valutazione dei fenomeni clinici.
  • Psicologia medica: Integrare la preparazione del medico con competenze psicologiche come la psicologia della malattia e la relazione. Interesse alla relazione medico-paziente (o famiglia) come lo stesso modo di affrontare la morte.
  • Psicologia dinamica: Energia psichica, come la pulsione che, subendo delle modificazioni per impedimenti, diventa un conflitto. Psicologia che interviene sui fenomeni psichici con un processo terapeutico mediato dalla relazione. Considerazione psicodinamica e psicogenetica di rappresentazioni del Sé, processi intrapsichici e relazioni interpersonali. La psicopatologia è determinata dalla relazione dialettica di vulnerabilità e persona.
  • Psichiatria: Erronea distinzione dell'ambito psichiatrico per eziologia organica e curabile con farmaci, dall'ambito psicologico clinico per eziologia psicologica curabile quindi con le parole. La psicologia clinica ha un campo di applicazione più ampio rispetto alla psichiatria, ristretta a disturbi nei sistemi diagnostici. Nonostante la psichiatria lavori con disturbi psichici, essa assume il modello medico (sintomi, cause, prognosi, cura). Nella psicologia clinica ha importanza la dimensione storico-narrativa per la storia che ha condotto il paziente a quella situazione. Si tratta della storia di vita del paziente e del rapporto con la malattia in termini soggettivi. Nella valutazione diagnostica si fa attenzione alle risorse sane del paziente utili nella cura, non solo ai deficit. Psicologia del patologico in quanto elabora i modelli di funzionamento mentale utili nel trattamento.
  • Psicopatologia: Accezione generica: intero campo della patologia mentale, e di tutte le forme cliniche in cui si esprime. Accezione estetica: per nobilitare la psichiatria clinica, che possiede un’immagine un po’ deteriorata. Accezione epistemologica: metodologia delle operazioni psichiatriche di studio dei disturbi. Accezione specialistica: specifico metodo di conoscenza dei fenomeni patologici, come psicologia del patologico. La psicopatologia generale si riferisce all’opera di ricerca di Jaspers con formazione medica e si occupa di fenomeni patologici generali e delle alterazioni del funzionamento mentale. La psicopatologia clinica mira alla classificazione nosografica dei disturbi per mezzo di sintomi distintivi, con attenzione alle particolari configurazioni dell’esperienza soggettiva del paziente.
  • Psicoanalisi: È una particolare forma di psicologia clinica in quanto si interessa di:
    • Indagine dei processi psichici inconsci, i quali sono inaccessibili diversamente.
    • Metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi mentali.
    • Disciplina e movimento scientifico costituiti da una serie di conoscenze psicologiche e psicoanalitiche.
  • Psicoterapia: Una terapia che si basa sull’uso delle parole, con una teoria del funzionamento mentale che possa spiegare come determinate perturbazioni possano produrre determinati casi clinici. Deve possedere una tecnica di trattamento derivante da premesse teoriche, e che possa agire terapeuticamente.

I livelli di diagnosi: diagnosi nosografica, psicopatologica e psicodinamica

La diagnosi è un’operazione di riduzione della totalità individuale e personale con attenzione al sintomo. La malattia è più della somma dei suoi sintomi e il mondo della persona non si riduce ai sintomi manifesti. La diagnosi inoltre ostacola il processo conoscitivo, in quanto dopo di essa vi è poco interesse alla conoscenza. I sistemi diagnostici si riferiscono a costrutti teorici, guidano le indagini e cambiano nel tempo, selezionando ed escludendo gli aspetti rifacendosi al nostro sistema dei valori.

Diagnosi nosografica: descrivendo i fenomeni clinici si giunge ad una diagnosi provvisoria e ipotetica. Il DSM non considera la sofferenza soggettiva; oggettivazione necessaria ma non sufficiente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Davide_L_R di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Lo Coco Gianluca.
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