CAPITOLO 1
LA SCIENZA DELLA PSICOLOGIA
La PSICOLOGIA è lo studio scientifico della mente, del comportamento e delle
emozioni.
il termine COMPORTAMENTO è riferito ad azioni e risposte direttamente
osservabili
il termine MENTE a stati interiori e processi che non possono essere visti
direttamente
le EMOZIONI sono un linguaggio, una risposta automatica a un pensiero
Essendo la psicologia una SCIENZA, ha 2 generi di TIPOLOGIE DI RICERCA:
1. RICERCA DI BASE: ricerca per acquisire una conoscenza; esamina come e
perché le persone si comportano e pensano in un certo modo; può essere
effettuata in LABORATORI e in contesti di VITA REALE
2. RICERCA APPLICATA: volta a risolvere problemi specifici e pratici; le
conoscenze scientifiche vengono utilizzate per progettare e determinare
programmi di intervento
La psicologia ha 5 OBIETTIVI:
1. DESCRIVERE come si comportano le persone e altre specie
2. COMPRENDERE le cause di tali comportamenti
3. PREVEDERE come si comportano persone ed animali in determinate condizioni
4. INFLUENZARE il comportamento controllandone le cause
5. APPLICARE le conoscenze psicologiche in modo da migliorare il benessere
dell’uomoù
In psicologia possiamo definire 3 differenti livelli di analisi (essendo essa collegata a
diverse altre discipline):
1. LIVELLO BIOLOGICO: esamina il comportamento e le sue cause= neuroscienze
2. LIVELLO PSICOLOGICO: esamina processi come i pensieri e i sentimenti
3. LIVELLO AMBIENTALE: esamina gli ambienti fisici e sociali
PROBLEMA MENTE-CORPO
DUALISMO MENTE-CORPO: la mente è un’entità spirituale separata dal corpo
(CARTESIO, DESCARTES)
MONISMO: mente e corpo sono un’unica cosa (HOBBES)
EMPIRISMO: idee e conoscenze vengono acquisite attraverso le esperienza e i
sensi (LOCKE)
FRENOLOGIA: specifiche abilità e caratteristiche mentali sono localizzare in aree
specifiche del cervello (GALL)
LE PRIME SCUOLE
STRUTTURALISMO: riguarda l’analisi della mente neo suoi elementi costitutivi
(WUNDT- TITCHENER)
FUNZIONALISMO: la psicologia non deve studiare la struttura della coscienza,
bensì le sue funzioni (WILLIAM JAMES)
PSICODINAMICA: ricerca le cause del comportamento nei meccanismi interni
quali emozioni, motivazioni, con particolare riferimento ai processi inconsci
(FREUD= fonda la PSICOANALISI: analisi delle forze psicologiche e inconsce/
JUNG)
COMPORTAMENTISMO: si concentra sul ruolo dell’ambiente esterno come
guida delle nostre azioni (PAVLOV- THORNDIKE: legge dell’effetto - WATSON:
esperimento del piccolo Albert – SKINNER)
UMANISMO: libero arbitrio, crescita personale e ricerca del significato della
propria esistenza (MASLOW)
PROSPETTIVA COGNITIVA: esamina la natura della mente e il modo in cui i
processi mentali possono influenzare il comportamento (EBBINGHAUS- PIAGET-
VYGOTSKIJ- PSICOLOGIA DELLA GESTAL: WERTHEIMER-KOFFKA- KOHLER)
PROSPETTIVA SOCIOCULTURALE: esamina in che modo l’ambiente sociale e
l’apprendimento culturale influenzano il comportamento, i pensieri e i
sentimenti (CULTURA=valori, credenze, comportamenti condivisi da un gruppo e
trasmessi di generazione- NORME= regole che specificano quale sia il
comportamento accettabile nel gruppo- SOCIALIZZAZIONE= processo
attraverso cui la cultura viene trasmessa ai nuovi membri)
PROSPETTIVA BIOLOGICA: esamina in che modo i processi e altre funzioni del
corpo regolano il comportamento (LASHLEY- O. HEBB)
RIASSUNTO DEI TEMI PRINCIPALI
In quanto SCIENZA, la psicologia è EMPIRICA (predilige l’osservazione
rispetto alla pura intuizione)
La nostra esperienza personale del mondo è SOGGETTIVA
Il COMPORTAMENTO è determinato da molti fattori casuali ed è un mezzo per
adattarsi alle richieste dell’ambiente
Il COMPORTAMENTO e i PROCESSI COGNITIVI sono influenzati dall’ambiente
sociale e culturale nel quale cresciamo
CAPITOLO 2
STUDIARE IL COMPORTAMENTO IN MODO SCIENTIFICO
LE FASI DEL PROCESSO SCIENTIFICO:
1. IDENTIFICARE una questione di interesse
2. RACCOGLIERE informazioni e formulare IPOTESI (previsione specifica di alcuni
fenomeni)
3. VERIFICARE le ipotesi con una ricerca
4. ANALIZZARE i dati per trarre conclusioni provvisorie
5. COSTRUIRE un corpus di conoscenze
Gli scienziati prediligono un APPROCCIO SPERIEMENTALE per comprendere il
comportamento rispetto al capire le cose con “IL SENNO DI POI” (ragionamento dopo
la conclusione)
Costruire una TEORIA è la verifica più valida della comprensione scientifica. Una
teoria valida possiede diverse CARATTERISTICHE importanti:
1. ORGANIZZA le informazioni in maniera significativa
2. È VERIFICABILE e genera nuove IPOTESI
3. È supportata dalle SCOPERTE delle nuove ricerche
4. Si conforma alla “LEGGE DELLA PARSIMONIA”= semplice è meglio (se 2 teorie
possono spiegare altrettanto bene uno stesso fenomeno viene preferita la
teoria più semplice)
Gli psicologi studiano le VARIABILI e i rapporti fra queste. Una variabile è qualsiasi
caratteristica che può variare (es. età, peso, intelligenza ecc…). Quando conducono
una ricerca, gli scienziati definiscono le variabili a livello operativo. Una DEFINIZIONE
DELLE PROCEDURE definisce una variabile in termini di procedure specifiche utilizzate
per produrla o misurarla. Per definire un concetto a livello di procedura dobbiamo
misurarlo. Gli psicologi possono avvalersi di numerose TECNICHE DI MISURAZIONE:
MISURE DI AUTOVALITAZIONE: chiedono alle persone di riferire i propri
atteggiamenti, sentimenti e comportamenti. Tali comportamenti vengono
raccolti principalmente attraverso INTERVISTE e QUESTIONARI, che però
“DESIDERABILITA’ SOCIALE”
potrebbero essere distorti dal fattore di (tendenza a
rispondere in maniera socialmente accettabile). Si può ovviare a questa cosa
proponendo sondaggi anonimi o rapporti compilati da terzi.
COMPORTAMENTO MANIFESTO: osservare, attraverso misure non intrusive (i
partecipanti non sanno di essere osservati), il comportamento dei soggetti, o
attingere alle fonti d’archivio.
TEST PSICOLOGICI: test specialistici per misurare molti tipi di variabili= TEST
DI PERSONALITA’- TEST DI INTELLIGENZA- TEST NEUROPSICOLOGICI
MISURAZIONI FISIOLOGICHE: possono essere registrare le risposte
fisiologiche per valutare quello che le persone stanno provando (frequenza
cardiaca, pressione del sangue, processi biochimici ecc…)
I PRINCIPI ETICI NELLA RICERCA servono per salvaguardare i diritti dei partecipanti
alle ricerche:
1. COMPETENZA: mantenere livelli di formazione elevati e operare solo
nell’ambito di azione da questi garantito
2. RESPONSABILITA’: svolgere i doveri professionali con la massima cura
3. INTEGRITA’: essere onesti e accurati
4. RISPETTO: rispettare la dignità delle persone e i diritti alla riservatezza e
all’autodeterminazione (CONSENSO INFORMATO E PRIVACY)
I METODI DI RICERCA servono per raccogliere prove sul comportamento e le sue
cause: RICERCA DESCRITTIVA: ha l’obiettivo di capire in che modo si comportano gli
uomini e gli animali nell’ambiente naturale
STUDIO DI CASO: è un metodo descrittivo comune ed è un’analisi
approfondita di un individuo, gruppo o evento (osservazione, interviste, test
psicologici)
OSSERVAZIONE NATURALISTICA: il ricercatore osserva il comportamento in
un ambiente naturale ed evita di influenzare quel comportamento. Viene
utilizzato molto per studiare il comportamento animale
METODO DEL SONDAGGIO: le informazioni su un certo argomento sono
ottenuto somministrando questionari o interviste a molte persone. 2 concetti
chiave di questo metodo sono la POPOLAZIONE (formata da tutti gli individui
rispetto ai quali siamo interessati a trarre conclusioni) e il CAMPIONE (un
sottoinsieme di individui estratti da una popolazione più vasta; viene usato
perché spesso non si riesce a studiare l’intera popolazione). Con questo metodo
CAMPIONE RAPPRESENTATIVO
è necessario un (riflette le caratteristiche
importanti della popolazione) per trarre conclusioni valide, e per ottenerlo si
utilizza un CAMPIONE CASUALE (ciascun membro della popolazione ha le stesse
probabilità di essere scelto per il sondaggio).
Per esaminare le associazioni fra eventi che avvengono in modo naturale o fra
variabili, gli scienziati conducono STUDI DI CORRELAZIONE, cioè uno studio che
misura una variabile (X), misura una seconda variabile (Y) e determina dal punto di
vista statistico se X e Y sono correlati. Il COEFFICIENTE DI CORRELAZIONE in statistica
indica direzione e forza del rapporto tra due variabili. Queste variabili possono essere
correlate positivamente o negativamente:
CORRELAZIONE POSITIVA: i punteggi più elevati di una variabile sono
associati a punteggi più elevati di una seconda variabile
CORRELAZIONE NEGATIVA: i punteggi più elevati di una variabile sono
associati a punteggi più bassi di una seconda variabile
Diversamente dai metodi descrittivi e correlazionali, gli ESPERIMENTI sono uno
strumento per esaminare i rapporti fra causa ed effetto. Un esperimento ha 3
CARATTERISTICHE fondamentali:
1. Il ricercatore MANIPOLA una o più variabili
2. Il ricercatore MISURA se questa manipolazione influenza altre variabili
3. Il ricercatore cerca di CONTROLLARE i fattori esterni che potrebbero influenzare
il risultato dell’esperimento
Termini che si utilizzano parlando di esperimenti:
VARIABILE INDIPENDENTE: fattore che viene manipolato dallo
sperimentatore
VARIABILE DIPENDENTE: fattore misurato dallo sperimentatore e che può
essere influenzato dalla variabile indipendente
LA VARIABILE DIPENDENTE DIPENDE DA QUELLA INDIPENDENTE. LA VARIABILE
INDIPENDENTE è LA CAUSA, LA VARIABILE DIPENDENTE è L’EFFETTO
GRUPPO SPERIMENTALE: gruppo che riceve la cura o una data condizione
della variabile indipendente
GRUPPO DI CONTROLLO: non viene esposto alla cura o riceve la variabile
indipendente a livello zero
ASSORTIMENTO CASUALE: procedura mediante la quale ciascun partecipante
ha uguali probabilità di vedersi assegnato un qualsiasi gruppo di un
esperimento. In alternativa viene utilizzato il CONTROBILANCIAMENTO,
procedura mediante la quale l’ordine delle condizioni viene variato in modo che
nessuna condizione presenti un vantaggio complessivo rispetto alle altre
Ricerca “QUANTITATIVA” significa che le misurazioni delle variabili avvengono con
campioni rappresentativi della popolazione. Ricerca “QUALITATIVA” comporta un
approccio diverso:
Analisi delle parole contenute in discorsi o interviste
Analisi delle immagini nei libri o nei video
Approccio soggettivo: validità dei dati viene messa in discussione
Interviste, questionari, focus group e analisi del testo
Il ricercatore può trarre vantaggio dai vari benefici di un modello quantitativo e
qualitativo utilizzandoli entrambi per la ricerca, questo si chiama APPROCCIO CON
MODELLI MISTI (es. ESPERIMENTO+INTERVISTA, ESPERIMENTO+FOCUS GROUP)
I ricercatori devono evitare quegli errori che potrebbero portarli a conclusioni erronee.
La VALIDITA’ INTERNA rappresenta il grado al quale un esperimento supporta
conclusioni causali chiare. Se un esperimento contiene importanti pecche avrà una
bassa validità interna perché non possiamo essere certi di che cosa abbia provocato le
differenze nella variabile dipendente. La CONFUSIONE TRA VARIABILI indica che
due variabili sono intrecciate in modo tale che non possiamo determinare quale delle
due abbia influenzato una variabile dipendente.
In situazioni non familiari cerchiamo indizi su come dovremmo comportarci. Le
CARATTERISTICHE DEL COMPITO RICHIESTO sono gli indizi che i partecipanti
raccolgono sull’ipotesi di uno studio o su come si presume si debbano comportare.
Questo danneggia la validità interna dell’esperimento. Altri processi che potrebbero
danneggiarla sono l’EFFETTO PLACEBO (placebo= sostanza priva di effetti
farmacologici), cioè le persone che si sottopongono a una cura presentano un
cambiamento di comportamento a causa delle loro aspettative e non perché la cura
stessa ha dato qualche beneficio specifico; e infine l’EFFETTO DELLE ASPETTATIVE
DELLO SPEIMENTATORE , cioè i vari modi in cui i ricercatori influenzano i
partecipanti perché rispondano in modo coerente con l’ipotesi della ricerca. Si può
ovviare a ciò attraverso la PROCEDURA IN DOPPIO CIECO, nella quale sia i
partecipanti che lo sperimentatore sono tenuti all’oscuro di quale si a la condizione
sperimentale del partecipante, questo minimizza sia gli effetti placebo sia gli effetti
delle aspettative.
La VALIDITA’ ESTERNA, invece, è il grado in cui i risultati di uno studio possono
essere generalizzati ad altre popolazioni, ambienti e condizioni. Per determinare la
validità esterna, gli scienziati hanno bisogno di replicare l’esperimento. La
REPLICABILITA’ è il procedimento di ripetizione di uno studio per determinare se le
conclusioni originali possono essere duplicate. Gli studi che regolarmente non riescono
a replicare i risultati originali di ricerche precedenti indicano che lo studio originale
presentava dei difetti oppure che le conclusioni sono state un colpo di fortuna.
La PSICOLOGIA ANOMALISTA è un’area di studi che comprende indagini su
fenomeni come la telepatia mentale e la precognizione (prevedere il futuro).
La ricerca psicologica spesso comporta un gran numero di misurazioni. La STATISTICA
DESCRITTIVA ci permette di riassumere e descrivere le caratteristiche di un gruppo di
dati. I principali indicatori della statistica descrittiva sono:
1. MODA: il punteggio che compare più frequentemente in una distribuzione.
2. MEDIANA: il punto che divide a metà una distribuzione di punteggi quando
questi sono ordinati dal più basso al più alto. Metà dei punteggi sta al di sopra
della mediana, metà al di sotto.
3. MEDIA: è la media aritmetica di un gruppo di punteggi. Per determinare la
SOMMARE tutti i punteggi di una distribuzione e DIVIDERLI per il
media basta
numero dei punteggi stessi.
4. INTERVALLO: la differenza tra il punteggio più alto e quello più basso di una
distribuzione
5. DEVIAZIONE STANDARD: tiene conto di quanto ciascun punteggio di una
distribuzione differisca dalla media.
La STATISTICA INFERENZIALE, invece, ci permette di trarre inferenze su una
popolazione da dati forniti da un campione di quella distribuzione. La statistica
inferenziale dice ai ricercatori se le loro conclusioni sono statisticamente significative.
La SIGNIFICATIVITA’ STATISTICA vuol dire che è molto improbabile he una
particolare conclusione sia dovuta solo al caso. Gli psicologi considerano
statisticamente significativi i risultati solo se questi avrebbero potuto presentarsi per
caso meno di cinque volte su cento.
Con l’accumularsi di ricerche su un argomento, gli scienziati devono raggiungere
conclusioni generali su come sono correlate le variabili. A questo scopo viene utilizzata
la META-ANALISI, cioè una procedura statistica che serve a combinare i risultati di
studi diversi che esaminano lo stesso argomento.
CAPITOLO 3
GENI, AMBIENTE E COMPORTAMENTO
Fin dall’antichità gli esseri umani si sono interrogati su come alcune caratteristiche si
trasmettano dai genitori ai figli. La risposta è stata data da GREGOR MENDEL. I suoi
studi dimostrano che l’ereditarietà è diversa dalla semplice mescolanza delle
caratteristiche dei genitori. Egli ipotizzò che da una generazione all’altra venissero
trasmessi fattori organici, alcuni immediatamente visibili nella prima generazione, altri
che restavano latenti per rendersi eventualmente manifesti nelle generazioni
successive. In base a queste scoperte, i genetisti introdussero l’importante distinzione
tra GENOTIPO, cioè il corredo genetico proprio di ogni individuo, presente fin dal
concepimento, e FENOTIPO, complesso delle caratteristiche osservabili dell’individuo,
risultato dell’interazione del genotipo con l’ambiente.
I fattori genetici che costituiscono le basi biologiche dell’ereditarietà sono detti GENI,
e questi trasmettono le caratteristiche ereditarie. Dal punto di vista fisico, un gene può
essere definito come il segmento di DNA che contiene il codice per sintetizzare una
specifica proteina. Le molecole di DNA sono “impacchettate” in strutture dette
CROMOSOMI, cioè filamenti a doppia elica di acido desossiribonucleico (presenti in
ogni cellula in numero variabile).
Oggi è disponibile la mappatura e identificazione dei geni del genoma umano
(HUMAN GENOME PROJECT, 2017). Grazie a questo sappiamo che il genoma umano
25.000 GENI
è composto da circa (più o meno lo stesso numero del genoma dei topi).
46 CROMOSOMI,
Ogni cellula del corpo umano ha nel suo nucleo sola eccezione le
hanno un corredo dimezzato
CELLULE SESSUALI che cosicché all’atto del
concepimento la fusione dei 23 cromosomi dell’uovo con i 23 dello spermatozoo
possono formare una nuova cellula, lo ZIGOTE.
Le forme alternative di un gene che determinano caratteristiche diverse di uno stesso
tratto si chiamano ALLELI (quindi un allele codifica per gli occhi chiari e un altro per
gli occhi scuri). I CARATTERI DOMINANTI si esprimono sia che siano presenti su un
solo allele o su entrambi e fanno emergere la caratteristiche specifica che controlla,
mentre i CARATTERI RECESSIVI si manifestano solo quando presenti su tutti e due
gli alleli e quindi non fa emergere la caratteristica specifica in caso contrario.
Varie coppie di geni combinano i propri effetti per determinare una singola
caratteristica fenotipica, è la cosiddetta TRASMISSIONE POLIGENETICA. Il numero
delle varianti che potrebbero
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