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Modelli psicodinamici della depressione

 Disturbo dell’umore.

 La prima descrizione clinica della depressione si deve ad Ippocrate

→ Melanconia (Eccesso di bile nera nel sangue)

1. Freud

 Lutto e melanconia (1915)

Importante perché, per la prima volta, Freud postula l’esistenza di meccanismi psicologici

psicologici

nel cui funzionamento non è implicata la frustrazione della sessualità, ma la perdita di un

oggetto, ampliando la funzione dell’Io nello sviluppo della psicopatologia.

Ancora non si parla di depressione, ma si fa riferimento a 2 stati emotivi:

1.

3. Melanconia

2.

4. Mania

che rappresentano due aspetti della patologia.

Lutto vs Melanconia

• Hanno in comune un senso di doloroso abbattimento per una perdita, mancanza di interesse

nei confronti del mondo esterno, inibizione dell’attività, venir meno della capacità di amare.

di amare.

• Solo il soggetto melanconico mostra una diminuzione della stima di sé (con forme di

autorimprovero e aspettative irrazionali di punizione)

Il melanconico è critico verso il proprio passato e commisera chi lo circonda perché legato a

lui.

• Il melanconico mostra insonnia, rifiuto di alimentarsi e superamento della pulsione di vita.

• Il melanconico, a differenza di chi subisce un lutto, non conosce la natura della sua perdita

(non è consapevole della causa del suo malessere).

La perdita è interiore e inconscia.

La perdita della stima di sé indica impoverimento interiore.

 Nel lutto è il mondo che è diventato povero e vuoto, mentre nella melanconia è l’Io stesso

che si è impoverito.

Le autocritiche inappropriate:

1. Di contenuto morale

2. Ingiustificate

3. Vengono pubblicamente espresse senza vergogna

4. Non sono in realtà rivolti verso di sé, ma verso persone che il paziente ama, ha amato o

avrebbe potuto o dovuto amare Sono rimproveri rivolti ad altri, perciò il melanconico non

ha bisogno di vergognarsene

Scissione dell’Io del melanconico = Una parte si differenzia e si contrappone all’altra, giudicandola

criticamente e osservandola come fosse un oggetto esterno. Coscienza morale (o Coscienza

critica”; Super-Io nel modello strutturale)

• Il melanconico non agisce come persona indegna: anzi, si offende continuamente come se

venisse trattato con grande ingiustizia.

• Secondo Freud, nell’infanzia, il futuro melanconico ha avuto un intenso rapporto oggettuale,

compromesso a causa di una delusione vissuta con la persona amata.

La rottura di tale rapporto ha provocato un ritiro della libido dalla persona amata.

La libido non si è trasferita su un altro oggetto, bensì sull’Io.

↓ dell’oggetto porta l’Io ad attaccare l’oggetto introiettato, con cui

Questa scelta narcisistica

si è identificato.

Perdite successive riattivano la perdita primaria

e fanno sì che la rabbia del paziente si diriga verso l’oggetto deludente originario, che si è

fuso con una parte del suo Io.

↓ perdita riattiva l’intero

Quando la rabbia si è spenta, la malattia passa, finché un’altra

processo.

= In alcuni pazienti vi è un’improvvisa liberazione della libido dall’immagine interna

Mania

e questa sovrabbondanza di energia si scarica in un comportamento maniacale.

= Nella mania l’Io ha

Melanconia vs. Mania padroneggiato la rabbia interiorizzata;

Nella melanconia l’Io è sconfitto dall’istanza critica e continua ad

essere oggetto della sua rabbia.

Il paziente melanconico mostra un disinteresse verso il mondo

esterno, nella mania accade il contrario.

Kraepelin = Fuga delle idee (Sovrapproduzione disordinata delle

idee, tale da provocare incapacità di fissazione verso un particolare

oggetto da parte del maniacale) “trionfo dell’Io”,

Il maniacale vive in una condizione di cioè

l’energia psichica è investita sull’Io e ciò porta a un delirio di

grandezza.

In conclusione, Freud ipotizza nella melanconia 3 fattori condizionanti:

Perdita dell’oggetto

1.

2. Elevata ambivalenza

della libido nell’Io

3. Regressione

Tutti e 3 sono necessari, ma solo l’ultimo è specifico della melanconia.

2. Karl Abraham

• Ha dato avvio allo studio psicoanalitico sulla depressione.

Ha sottolineato lo stretto rapporto tra

depressione e nevrosi:

• Il nevrotico è assalito dall’angoscia quando la pulsione aspira ad un soddisfacimento (che la

rimozione gli impedisce di raggiungere).

• La depressione subentra quando, insoddisfatto, rinuncia all’obiettivo sessuale.

Dunque:

• L’angoscia che sperimenta il nevrotico sorge quando la rimozione impedisce il

conseguimento della gratificazione desiderata, che potrebbe ancora essere possibile.

• La depressione nasce quando il soggetto ha ormai perso la speranza di soddisfare le sue

aspirazioni libidiche.

Nella depressione, l’aspirazione verso il soddisfacimento libidico è così profondamente

rimossa, che il soggetto si sente incapace di amare o di essere amato, disperando riguardo

alla vita e al futuro.

• Rimozione della libido.

focalizza l’attenzione sulla somiglianza tra

Inoltre, Abraham

pazienti depressi e pazienti ossessivi:

• In entrambi riscontra una profonda ambivalenza verso gli altri

• Così, il depresso, come l’ossessivo, non riesce ad avere una vita relazionale normale, dal

momento che i suoi sentimenti di amore e odio interferiscono costantemente l’uno con

l’altro. cui gli impulsi inibiti trovano un’espressione

Ma depressi e ossessivi si differenziano nel modo in

sostitutiva:

• Nell’ossessivo sono i rituali ripetitivi a prendere il posto degli inaccettabili desideri sessuali

originari;

• Nel depresso si attiva un processo particolare di proiezione = non riuscendo ad amare gli

altri, è necessario odiarli.

Il riconoscimento dell’odio è inaccettabile, deve essere rimosso.

L’ostilità è proiettata sugli altri (gli altri, non potendoci amare, ci odiano)

Ciò è ulteriormente sostenuto dalla razionalizzazione = l’essere odiati è giustificato da

qualche difetto congenito.

• Il senso di colpa che sperimenta il depresso deriva dalla rimozione dei suoi desideri

distruttivi di odio e vendetta.

Secondo Abraham, altre 2 caratteristiche della psicosi depressiva sono:

1. Inibizione psichica generale (rende ancor più difficile il rapporto tra il malato e il mondo

esterno)

2. Tendenza inconscia alla negazione della vita

Mania fallimento della rimozione e liberazione della “pulsione sadica”.

La mania è: • Il paziente è molto vivace.

• Le due fasi non sono in contrasto, sono dominate dagli stessi complessi: mentre

nello stato depressivo il soggetto si lascia abbattere dl complesso, nella fase

maniacale si pone sopra di esso.

Fase depressiva: inibizione generale, negazione della vita, morte.

Fase maniacale: “fuga di idee”, esaltazione della vitalità, comportamenti aggressivi,

idee deliranti di grandezza, “allegria spensierata” (ritorno all’infanzia, avere un

colloquio con un adulto maniacale assomiglia al parlare ad un bambino di 5 anni).

Aspetti importanti della depressione:

• Ambivalenza

• Preoccupazione per sé

• Utilizzo del senso di colpa per attirare attenzione su di sé

• Ostilità di base

3. Melanie Klein

2 stadi di sviluppo nel primo anno di vita:

1. Posizione schizoparanoide (oggetti parziali, angoscia paranoie)

2. Posizione depressiva (oggetti interi, angoscia depressiva)

Posizione schizoparanoide

• Gli oggetti sono vissuti come parziali

• Il bambino concepisce il seno come separato dalla madre

“seno buono” quando è fonte di soddisfazione, cioè lo nutre

“seno cattivo”, quando è inadeguato a soddisfare i suoi bisogni

• Il bambino risolve il problema dell’ambivalenza, scindendo l’oggetto intero in

oggetti parziali, buoni e cattivi, che non appartengono alla stessa persona.

• Il bambino interiorizza gli oggetti

• Il bambino teme che gli oggetti cattivi distruggano gli oggetti buoni interiorizzati

Risolve questo conflitto proiettando gli oggetti cattivi nell’ambiente, per poter salvare il suo

senso interiore di bontà.

Angoscia paranoide = Angoscia di essere distrutto dagli oggetti cattivi esterni.

Posizione depressiva (intorno ai 6 mesi)

Il passaggio dall’oggetto parziale all’oggetto intero segna il superamento della posizione

schizoparanoide e l’inizio della seconda posizione, quella depressiva.

• Il bambino si rende conto che seno buono e seno cattivo appartengono alla stessa madre

• Deve affrontare il conflitto derivante dal fatto che la medesima figura esterna sia fonte di

dolore e fonte di piacere

La madre ingloba in sé le caratteristiche precedentemente scisse, buono e cattivo, e diviene

oggetto ambivalente

L’integrazione dell’oggetto procede pari passo all’integrazione dell’Io

A questo punto la crisi è rappresentata dalla paura che l’aggressività, che il bambino ora

riconosce come propria, distrugga gli oggetti buoni, sia interni, sia esterni.

Dunque: • Nella fase schizoparanoide l’angoscia consisteva nella distruzione dell’Io da

parte degli oggetti cattivi

• Nella fase depressiva l’angoscia sorge dal timore che i propri impulsi

aggressivi distruggano l’oggetto amato (e poiché l’oggetto ideale viene

incorporato nell’Io, qualsiasi attacco nei suoi confronti viene percepito come

autodistruttivo)

Vari modi in cui il bambino può affrontare la posizione depressiva:

1. può diventare inibito, depresso, timoroso di agire, per paura di distruggere gli oggetti buoni

2. può negare il valore degli oggetti buoni e affermare di non aver bisogno di nessun altro

oggetto se non di se stesso

3. può rendersi conto, in maniera sana, che benché le sue azioni o i suoi desideri possano avere

temporaneamente causato la perdita degli oggetti buoni, questi potranno essere recuperati

mediante manovre riparative appropriate

 La posizione depressiva è il momento più importante dello sviluppo del bambino.

 La capacità dell’individuo di superare in maniera sana la posizione depressiva significa

l’acquisizione di un modello interiore che permette di reintegrare il proprio mondo interno.

senza di essa, c’è la possibilità di

Tale acquisizione è fondamentale per la vita psichica:

un’evoluzione patologica della malattia depressiva, la mania o la paranoia.

Sia il bambino, sia l’adulto si basano, poi, sulla propri esperienza del superamento della

posizione depressiva infantile per ricostruire il proprio mondo interiore.

Depressione = una situazione che implica la mancanza, nel soggetto, della possibilità di rifarsi a un

momento (la posizione infantile depressiva) su cui basarsi per ricostruire il proprio mondo interno

nelle situazioni di difficoltà, di frustrazione, di lutto.

4. Silvano Arieti e Jules Bemporad

Arieti parte dal presupposto dell’esistenza di uno stretto rapporto tra:

• Tristezza = emozione normale

• Depressione = sintomo psichiatrico →

In entrambi i casi si verifica un cambiamento chimico nel cervello Il fattore determinante

nell’eziologia della depressione è un fattore psicologico, che influenza le variazioni chimiche nel

cervello.

• Sono le circostanze della vita a determinare la depressione.

• Anche quando il paziente sembra non palesare i motivi che lo hanno reso depresso, in realtà

le ragioni che hanno determinato il suo malessere esistono, ma non sono note.

Descrive 4 modelli di vita che il futuro paziente depresso può sviluppare in seguito ad una

particolare situazione familiare vissuta: un bambino che esperisce un ambiente che ha grandi

aspettative nei suoi confronti per cercare di affrontare la nuova situazione disturbante può adottare

diversi meccanismi.

1. Primo modello : modello accomodante

Il bambino accetta coscientemente di soddisfare le richieste dei genitori, pur di riconquistare

l’amore che aveva quando era piccolo. Ha paura di essere punito e di perdere completamente

l’amore dei genitori, se non fa ciò che gli è stato chiesto.

La paura di non riuscire si trasforma in senso di colpa.

conseguenza, se l’affetto o il perdono non arrivano, il bambino ha l’impressione che la

Di

colpa sia sua perché non si è adeguato a ciò che la madre si aspetta da lui.

Questo rapporto basato sull’essere acquiescente e accomodante predispone il bambino ad

adottare delle modalità specifiche di affrontare il mondo, gli altri e se stesso: acquisisce una

“personalità predepressiva”, caratterizzata da introversione, conformismo, eccessivo

bisogno di ordine e pulizia, forte senso del dovere.

2. Secondo modello

Il secondo modello prevede di indirizzare tutti gli sforzi verso uno scopo. Nonostante questo

modello si sia sviluppato inizialmente per poter compiacere l’altro significativo, più tardi

quest’ultimo perde di importanza e viene gradualmente sostituto, durante l’adolescenza, da

uno scopo pregnante.

Il soggetto si trova a vivere solo per questo obiettivo.

Normalmente, avere grandi aspirazioni nella vita è comune tra gli adolescenti: ma, nella

persona che diventerà depressa, lo scopo occupa la maggior parte delle energie e non lascia

spazio per altro.

Ciò porta alla formazione di una personalità predepressiva: l’unica cosa che conta è la “sete

di gloria”. A livello inconscio, il paziente crede che sarà degno di amore soltanto se riuscirà

a raggiungere quello scopo.

3. Terzo modello

Il bambino può mostrarsi più fragile, più bisognoso di cure nei confronti dell’altro

significativo.

Il soggetto svilupperà un modello di dipendenza in cui la madre è obbligata a trattare il

bambino come nella prima infanzia.

Talvo

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher focusonwhatmatters di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Perrella Raffaella.
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