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Psicopatologia evolutiva

Introduzione

La psicopatologia psicoanalitica dello sviluppo ha lo scopo di identificare le fasi e le sequenze evolutive dei diversi disturbi che riguardano l'infanzia e l'età adulta e i fattori che li influenzano. Questo libro analizza alcune teorie psicoanalitiche, come le teorie strutturali classiche e contemporanee, gli sviluppi della psicologia dell'IO e approcci alle relazioni oggettuali. Ogni teoria presa in considerazione condivide gli assunti principali del modello psicoanalitico:

  • Il determinismo psichico (la convinzione che gli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali della patologia possano avere origini psicologiche);
  • Il principio piacere-dispiacere (il comportamento può essere visto come uno sforzo per minimizzare il dispiacere psichico e massimizzare piacere psichico e senso di sicurezza intrapsichica);
  • La natura biologica dell'organismo;
  • L'esistenza di un inconscio dinamico;
  • La prospettiva genetico-evolutiva sostiene che tutti i comportamenti possono essere letti come sequenze di azioni che si sviluppano da eventi primari.

Concetti fondamentali

  • I problemi psichiatrici sono considerati dagli psicoanalisti come la conseguenza significativa di credenze, pensieri e sensazioni infantili, a cui è possibile accedere attraverso la psicoterapia.
  • I complessi processi mentali inconsci sono considerati responsabili del contenuto sia dei pensieri consci sia del comportamento finalizzato.
  • L'esperienza di sé con gli altri viene interiorizzata e conduce alla costruzione di strutture rappresentazionali di interazioni interpersonali.
  • Si assume che il conflitto psichico sia onnipresente e che sia la causa delle esperienze di dispiacere.
  • Il bambino è predisposto a modificare i desideri inconsci inaccettabili in pensieri consci, attraverso i meccanismi di difesa.
  • I meccanismi di difesa e altri meccanismi analoghi rendono i sintomi capaci di supportare significati multipli.
  • La relazione con l'analista è il punto centrale con la terapia. Essa può diventare un veicolo per l'espressione di aspetti indesiderati dei pensieri e dei sentimenti del paziente.
  • La psicoanalisi attuale sottolinea l'importanza dello stato attuale del paziente in relazione al suo ambiente, alle relazioni passate e all'adattamento ad esse.

Il punto di vista evolutivo

Un assunto fondamentale della terapia psicoanalitica è quello che viene chiamato punto di vista evolutivo o genetico. Freud affermava che i disturbi mentali hanno generalmente un collegamento con esperienze infantili e riguardano modalità di funzionamento primario. Si parla, quindi, di: isomorfismo tra patologia e sviluppo e inferenza causale bidirezionale tra infanzia e patologia. La psichiatria e la psicologia dello sviluppo si stanno concentrando su come le rappresentazioni interne delle prime figure di attaccamento influenzano poi le relazioni successive.

Limiti delle teorie psicoanalitiche attuali

  1. Le basi probatorie di molte teorie sono poco chiare, perché le ipotesi mancano di dimostrazioni empiriche.
  2. Pongono una relazione diretta tra un elemento patologico e una determinata causa, quando invece studi empirici non confermano queste ipotesi.
  3. Ogni quadro teorico viene ampliato per inglobare nuovi dati, che sono più difficili da discutere.
  4. Danno poca importanza all'ambiente, quando invece il bambino e ambiente si influenzerebbero reciprocamente.
  5. Risentono del bias di genere, descrivendo in modo maggiormente coerente lo sviluppo maschile e attribuendo più "colpe" alla madre di fronte a un disturbo del bambino. L'opposizione alle affermazioni più polemiche di Freud sulle donne è cresciuta, anche nel corso della sua vita, e molti dei pionieri della psicoanalisi hanno rischiato la "scomunica" per averle sfidate. Fra queste ci sono: Ernest Jones, Helen Deutsch, Melanie Klein e Jeanne Lampl de Groat.
  6. Vi è una mancanza di specificità nella spiegazione delle diverse patologie e di approfondimento circa l'incidenza dei diversi disturbi.
  7. Nella prospettiva evolutiva, in particolare nelle teorie del Sé e delle relazioni oggettuali, vi è una grande ristrettezza di vedute (fasi, esperienza precoce).
  8. Viene data troppa importanza al mondo intrapsichico della persona rispetto al mondo "reale".

Evoluzione della teoria psicoanalitica

La teoria psicoanalitica non è un corpus statico di conoscenze; si trova in uno stato di costante evoluzione. Si è passati dai costrutti metapsicologici a una teoria clinica più vicina all'esperienza personale e questo spostamento è stato possibile per due fattori:

  • Le teorie psicoanalitiche dello sviluppo basate sull'osservazione;
  • La teoria delle relazioni d'oggetto che indaga l'evoluzione di un mondo di rappresentazioni differenziato e integrato che emerge all'interno della matrice madre-bambino.

Freud

Secondo Freud i conflitti della mente umana riguardano principalmente tre temi:

  1. Desiderio vs. ingiunzione morale;
  2. Desiderio vs. realtà;
  3. Realtà interna vs. realtà esterna.

Attraverso fasi successive, Freud ha sviluppato tre modelli dell'apparato psichico:

  1. Modello affetto-trauma: Il trauma è legato a esperienze infantili o adolescenziali, che avevano causato sentimenti troppo dolorosi e inespressivi; le emozioni (affetti) indotte dal trauma dimenticato seguitavano a premere per ottenere di scaricarsi (esprimersi) nella coscienza.
  2. Modello topografico: Pulsioni che tendono alla scarica; sistemi: inconscio (interesse principale è la realizzazione del "principio di piacere"; il pensiero inconscio opera attraverso il "processo primario" che è impulsivo, disorganizzato), preconscio (censore dei desideri che arrivano alla coscienza solo se sono distorti), conscio (gestione della realtà esterna, evitamento del pericolo e mantenimento di un comportamento corretto. Dominato da "processi secondari" o "principio di realtà"). Il trauma avviene se la coscienza è sopraffatta da impulsi irresistibili verso la gratificazione dei desideri inconsci. La visione della vita umana è determinata da impulsi biologici primitivi che l'individuo deve controllare nel corso del proprio sviluppo per adeguarsi alle richieste della società.
  3. Fase orale: piacere istintuale attraverso la suzione; presenta due sottofasi: il bambino che succhia e il bambino che morde (sadico-orale).
  • Fase anale: dopo i due anni; conflitti del bambino con i genitori riguardo al controllo degli sfinteri; il carattere anale è rappresentato da ordine, ostinazione, intransigenza e avversione verso lo spreco.
  • Fase fallica: tra i tre e i quattro anni; l'attenzione è rivolta al pene e al clitoride; periodo in cui si verifica il Complesso di Edipo.
  • Periodo di latenza: caratterizzato da relativa calma.
  • Sessualità genitale: si verifica nel periodo della pubertà/adolescenza.

Sintomi nevrotici vs. tratti di carattere: i tratti di carattere sono dovuti al successo delle difese nei confronti degli impulsi istintuali; i sintomi nevrotici sono il fallimento della rimozione. L'aggressività, inizialmente, è intesa come una frustrazione dei bisogni, successivamente considerata come una peculiarità intrinseca della natura umana.

Modello strutturale: Es (struttura interamente inconscia che contiene le pulsioni sessuali e aggressive); Super Io (rappresentazione psichica organizzata dalle figure di autorità genitoriali dell'infanzia più severa e intransigente; è l'origine del senso di colpa ed è in parte conscio, ma in massima parte inconscio); Io (in larga misura inconscio, fa da mediatore tra Es e Super Io, quindi tra pulsioni e realtà inizialmente, e tra pulsioni e Super Io). L'angoscia è prima considerata come energia sessuale non scaricata, poi come un segnale di pericolo che si lega all'Io ogni qualvolta le ingiunzioni esterne o impulsi interni costituiscono una minaccia.

Meccanismi di difesa

I meccanismi di difesa sono strategie inconsce che servono a proteggere l'individuo da un affetto doloroso. I meccanismi descritti da Freud più importanti sono:

  • Rimozione: un impulso o un'idea inaccettabili diventano inconsci;
  • Proiezione: idee o impulsi indesiderati vengono attribuiti ad altri;
  • Formazione reattiva: negare gli impulsi attraverso il rafforzamento dei loro opposti;
  • Diniego: acquisizione di un modello conoscitivo che viene poi rifiutato;
  • Spostamento: trasferimento di contenuti affettivi da uno stimolo a un altro;
  • Isolamento: i sentimenti sono esclusi dal pensiero.
  • Repressione: decisione conscia di evitare di prestare attenzione a uno stimolo.
  • Sublimazione: soddisfare un impulso fornendogli uno scopo socialmente accettabile.
  • Regressione: ritorno ad un livello precedentemente gratificante di funzionamento.
  • Acting out: permettere che un'azione esprima in modo diretto un impulso inconscio.
  • Intellettualizzazione: separare un impulso minacciante dal suo contesto emotivo e collocarlo in una cornice razionale talvolta impropria.

Teoria delle nevrosi: nel modello strutturale i sintomi nevrotici sono descritti in termini di una combinazione di impulsi inaccettabili che minacciano di sopraffare l'Io. L'angoscia è considerata come il segnale, da parte dell'Io, dell'imminente pericolo di essere sopraffatto e la mobilitazione delle sue capacità difensive.

L'approccio strutturale

Hartmann

Cambiamento di funzione: uno stesso comportamento può avere funzioni differenti a secondo del momento in cui viene messo in atto. Apparati dell'autonomia primaria dell'Io: meccanismi che si sviluppano autonomamente e che poi si integrano con l'io, rendendolo indipendente da Es e Super-Io (memoria, percezione, motilità). Ambiente medio prevedibile: importanza dei genitori reali, quindi delle influenze sia ambientali che maturative. Funzione sintetica dell'Io: sistema contenente le difese e le funzioni adattive dell'Io, che assicura quindi uno sviluppo sano.

Gli psicologi dell'Io ritengono che le pulsioni giochino un ruolo secondario cruciale. Essi presumono che la frustrazione di queste pulsioni contribuisca all'organizzazione dell'Io e conduca a un'autonomia secondaria. L'autonomia secondaria è relativa, mai completa; l'Io organizzato rimane sempre legato all'Es, perché utilizza l'energia proveniente dalle pulsioni. Il punto di vista strutturale cerca di dare una visione olistica del processo evolutivo, negando l'esistenza di periodi critici per lo sviluppo e considera il conflitto intrapsichico come derivante dall'interazione tra Io, Es e Super Io.

Erikson

Il Sé e l'identità derivano dall'interazione tra norme sociali e pulsioni biologiche. Si presta attenzione a fattori culturali e familiari. Lo sviluppo dura tutta la vita: otto fasi evolutive, ognuna caratterizzata da particolari eventi biologici, che causano un disquilibrio, e da nuove mete ed abilità da raggiungere. Importanza di un senso di Sé coerente e di un ambiente circostante supportivo. Fiducia di base: modalità di funzionamento dello stadio orale. Capacità "di ricevere e accettare ciò che viene dato".

Spitz

Organizzatori psichici: particolari comportamenti del bambino (risposta del sorriso, angoscia dell'ottavo mese, ecc.) che indicano un progresso nella formazione della struttura mentale. Sostenitore di un "modello strutturale relazionale", che attribuisce cioè importanza alla madre e alla sua relazione con il bambino. Importanza dell'autoregolazione. Le emozioni assolvono alla funzione di organizzatori e di regolatori adattivi dei processi dinamici interni e delle azioni interpersonali. Fra i primi ad individuare la presenza della depressione anche nei bambini.

Jacobson

Numerose fasi evolutive durante tutto il corso della vita. Rappresentazioni del sé e dell'oggetto: inizialmente vengono distinte dal bambino in buone o cattive, in base alle esperienze vissute con il caregiver. Si è occupata in modo particolare della formazione del Super Io. Ha considerato la depressione come derivante dalla differenza percepita dal soggetto tra rappresentazione di sé e ideale dell'Io.

Loewald

Riconosce i forti limiti della psicologia dell'Io, ritornando alla psicologia dell'Es, cercando di integrare pulsioni e realtà e pulsioni e oggetti. Elemento fondamentale del suo modello è "l'esperienza integrativa", che indica la tendenza innata verso la disorganizzazione e riorganizzazione ad un livello più alto, attraverso il meccanismo principe della interiorizzazione (apprendimento), processo psicologico di base che promuove lo sviluppo. L'intera attività mentale è relazionale. Nucleo emergente: capacità del bambino di essere separato e di vivere le conseguenze di ciò.

Il modello strutturale della psicopatologia evolutiva

Secondo questo modello, nevrosi e psicosi si hanno quando, a causa di conflitti psichici che l'Io non riesce a risolvere, avvengono regressioni a modalità infantili di soddisfacimento prima superate. Il fallimento dell'Io nel gestire il conflitto conduce alla formazione di sintomi, che sono compromessi tra rappresentazioni pulsionali inaccettabili e forze che vi si oppongono. Il sintomo nevrotico unifica il desiderio e la reazione contro di esso, dando origine ad una parte di personalità sentita come egodistonica. Si formano diversi tipi di fissazioni evolutive.

I disturbi di personalità gravi sono una conseguenza di un arresto dello sviluppo, di una deviazione o di una disarmonia. Sviluppo imperfetto dell'Io. Il disturbo borderline di personalità è visto da Knight come caratterizzato da funzioni dell'Io indebolite da un trauma. Erikson parla, invece, di diffusione d'identità dovuta ad una rottura nella continuità temporale dell'esperienza del sé. Il disturbo antisociale di personalità è stato seriamente affrontato per la prima volta da Aichron (1925), che ha sottolineato un fallimento nel passaggio dal principio di piacere a quello di realtà, ed un deficit del Super Io. Mancanza di senso di colpa.

La psicosi, secondo Hartmann, è caratterizzata da un fallimento del processo di neutralizzare, legato a cattive relazioni genitoriali, oppure conseguenti ad un danno organico. I sintomi caratteristici sono visti come regressioni a stati infantili normali.

Modificazioni e sviluppi del modello strutturale

Anna Freud

Il disturbo psicologico può essere meglio studiato nel suo processo di evoluzione. Il profilo delle linee evolutive permette di osservare il rischio di patologia per ogni bambino.

  • Le linee hanno lo scopo di esplorare dettagliatamente particolari sequenze dello sviluppo pulsionale e strutturale. Esse rappresentano "il risultato dell'interazione fra lo sviluppo delle pulsioni e lo sviluppo dell'Io, Super Io e la loro reazione alle influenze ambientali".
  • Vengono prese in considerazione sei linee evolutive, e la prima di queste è costituita da otto fasi (dalla dipendenza all'autonomia e alle relazioni oggettuali).

Importanza dell'analisi delle richieste provenienti dal mondo esterno, dall'Es e dal Super Io. Adolescenza considerata un disturbo evolutivo, in cui cambiamenti fisici e psicologici possono sconvolgere un equilibrio precedentemente normale. I meccanismi di difesa possono essere raggruppati a seconda della maturità evolutiva. Seguendo ciò che aveva detto il padre, ha dato particolare importanza al ruolo dei genitori reali e al processo di interiorizzazione di questi da parte del bambino, ma considerando sempre le relazioni oggettuali in secondo piano rispetto alle pulsioni.

Anna Freud pone l'accento sulla resilienza e sulla capacità di recupero del bambino, che gli permette, a volte, di superare anche gravi traumi. Ha individuato sette categorie di disturbi psicologici:

  1. Disturbi somatici;
  2. Compromessi tra le istanze psichiche;
  3. Eruzioni dall'Es o irruzioni del processo primario;
  4. Forme di disturbo narcisistico;
  5. Cambiamenti nella qualità o nella direzione dell'aggressività;
  6. Modalità di evitamento dei conflitti della fase fallica o edipica;
  7. Problemi legati a cause organiche.

Anna Freud ha distinto la paura del mondo interno dall'"angoscia oggettuale". Ha notato come il pericolo di un trauma fosse probabile che si sviluppasse quando la potenza della minaccia esterna veniva a contatto con l'aggressività reale interna al bambino. Riteneva che le paure arcaiche della prima infanzia potessero essere diminuite da una sufficiente rassicurazione del bambino. Pensava che la natura dell'angoscia del bambino indicasse la qualità dello sviluppo e credeva che l'esito dell'angoscia del bambino dipendesse dai meccanismi di difesa da lui utilizzati.

Disarmonie evolutive: Anna Freud sottolinea la necessità che il bambino riesca ad integrare il suo potenziale costituzionale con l'impatto con il mondo esterno e con la graduale costituzione della propria personalità. Se ciò non avviene si avranno degli squilibri che possono portare problemi di varia natura.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RosannaB di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" o del prof Perrella Raffaella.
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