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MODELLI DI PSICOTERAPIA.

Che cos’è la psicoterapia?

Slide 2.

Si intende per PSICOTERAPIA quel processo formale di interazione tra due parti,

l’obiettivo è quello di migliorare il distress di una delle due parti relative ad una

o a tutte le aree di malfunzionamento o disabilità:

a. Funzioni cognitive.

b. Funzioni affettive.

c. Funzioni comportamentali.

Consiste in una forma di intervento focalizzata ad alleviare il distress psicologico,

le disfunzioni psicologiche, comportamentali e i problemi sociali.

Usa mezzi psicologici e comportamentali, mediati da metodi verbali ed

interazioni interpersonali condotti con individui o gruppi all’interno di condizioni

intime e private che facilitano l’autodeterminazione e l’autoregolazione.

Alcuni modelli terapia, tuttavia, non sono inseriti in questa definizione:

1. Auto – terapia.

2. Mechanical Group Therapy.

3. Therapeutic Social Clubs.

4. Gruppi Bioniani senza Leader.

5. Creative Aggression.

6. Gestalt Therapy.

7. Psicoanalisi Tradizionale.

8. Bioenergetica.

9. Provocative Therapy.

10. Encouragement Therapy.

11. Dynamics of spiritual self direction.

12. Eclettismo.

Tutte le psicoterapie, generalmente, hanno lo scopo di cambiare le persone, farle

pensare in modo diverso, farle sentire diversamente e farle agire diversamente,

queste tre caratteristiche rappresentano i tre fattori critici necessari per

cambiare le persone:

a. FATTORE COGNITIVO.

a. Universalità.

b. Insight.

c. Modeling.

b. FATTORE AFFETTIVO.

a. Accettazione.

b. Altruismo.

c. Transfert.

c. FATTORE COMPORTAMENTALE.

a. Testare la realtà.

b. Ventilare.

c. Interazione.

Le professioni psicologiche in Italia:

psicologo, psichiatra, psicoterapeuta, counselor, mediatore familiare e

assistente sociale.

Teorie e modelli.

Slide 3.

Il termine MODELLO include tutte le forme di rappresentazioni generalizzate e

semplificate. Ogni modello ha caratteristiche diverse e proprietà logiche

specifiche. Ci sono, fondamentalmente, tre tipi di modelli:

1. ICONICI.

Modelli bi – tridimensionali che assomigliano a ciò che rappresentano

(fotografia, pittura e scultura). Pur potendo rappresentare eventi dinamici

sono meno utili di altri tipi di modello.

2. ANALOGICI.

La rappresentazione è analoga non isomorfa (un grafico in cui la relazione

matematica è espressa da un’immagine). Si usano regole di

trasformazione.

3. SIMBOLICI.

Idee, cose o eventi e non c’è somiglianza con quello che rappresentano

(descrizioni verbali e formule matematiche). Un set di regole di

trasformazione è richiesto per comprendere il significato dei simboli.

Il modello medico è un modello simbolico che fornisce i professionisti di

uno schema generale all’interno del quale vengono definite le

caratteristiche, le cause, l’eziologica, la prognosi e il metodo di trattamento

(DSM – 5; ICD – 10; PDM – 2).

Anche metodi utilizzati dai professionisti della salute sono modelli simbolici

e sono chiamati Modelli Procedurali e Protocolli di Trattamento. I modelli

procedurali sono collegati, o derivano, da una teoria. Una teoria è un

particolare tipo di modello, ovvero un Modello Simbolico.

I modelli proposizionali (teorie) e procedurali (metodi) hanno due tipi di origine:

a. Modelli Empirici – Leggi.

b. Modelli Teorici.

Livello dei modelli.

Si va dai Micromodelli a quelli più inclusivi definiti Metamodelli. La psicoterapia

spesso richiede la conoscenza di interazioni multilivello.

Esistono vari tipi di modelli:

1. Personali.

2. Sociali.

3. Culturali.

Le teorie su cui si fondano le varie psicoterapie sono modelli che rappresentano

la natura degli esseri umani, ogni teoria è costruita all’interno di una cornica che

include Metamodelli, Paradigmi o Visioni del mondo.

Queste ultime sono:

- Metafisica diverse risposte alle domande sulla realtà.

Cos’è la realtà?

o Di cosa è fatta la realtà? ONTOLOGIA. Modello concettuale.

▪ • Il senso comune.

• La visione dualista.

Parallelismo psicofisico.

o Interazionismo psicofisico.

o

• La visione monista.

Materialismo.

o Idealismo.

o

Com’è organizzata la realtà? COSMOLOGIA. Modello

▪ proposizionale.

• Modelli meccanicisti.

• Modelli contestuali.

• Modelli organismici.

- Epistemologia come gli esseri umani conoscono la realtà e come

costruiscono la conoscenza?

EMPIRISMO.

o Realismo.

▪ Rappresentazionismo o Costruttivismo.

INTUIZIONISMO.

o RAZIONALISMO.

o Fenomenalismo.

PSICOANALISI TRADIZIONALE.

A. Metafisica.

a. Ontologia idealista.

b. Cosmologia organismica.

B. Epistemologia empirista. Combinazione di posizioni realiste e

rappresentazionaliste.

COMPORTAMENTISMO.

A. Metafisica.

a. Ontologia materialismo.

b. Cosmologia meccanicismo.

B. Epistemologia empirista con enfasi sul realismo.

COGNITIVISMO.

A. Metafisica.

a. Ontologia idealista.

b. Cosmologia meccanicista.

B. Epistemologia realista e costruttivista.

PSICOTERAPIA UMANISTICA.

A. Metafisica.

a. Ontologia idealista.

b. Cosmologia organismica.

B. Epistemologia razionalismo ed intuizionismo.

TERAPIE INTEGRATE.

A. Metafisica.

a. Ontologia interazionismo e monismo doppio aspetto.

b. Cosmologia auto – organizzata.

B. Epistemologia pluralista.

La psicoterapia psicodinamica: Modelli Teorici.

Psicopatologia Evolutiva, le teorie psicoanalitiche. Fonagy & Target.

Slide 4 + libro.

PSICOANALISI.

A. Metafisica.

a. Ontologia idealista.

b. Cosmologia organismica.

B. Epistemologia empirista. Combinazione di posizioni realiste e

rappresentazionaliste.

La psicoterapia psicodinamica è un termine generico applicabile ad una serie di

strategie terapeutiche basate su una varietà di modelli teorici orientati al

trattamento dei disturbi psicologici. Psicodinamico si riferisce alla capacità della

mente cosciente di modificare radicalmente la propria posizione rispetto ad

alcune funzioni.

Tutte le terapie psicodinamiche mirano a rafforzare la capacità del paziente di

comprendere le motivazioni e i significati relativi alle esperienze soggettive, ai

rapporti interpersonali e al comportamento proprio e altrui.

Cap. I – introduzione al libro e ai fondamenti del modello

psicoanalitico.

La psicopatologia dello sviluppo studia le origini e l’evoluzione dei pattern

disadattivi individuali. L’approccio evolutivo alla psicopatologia è la cornice

teorica classica della psicoanalisi. Mira ad identificare tutte le fasi e le sequenze

evolutive dei diversi disturbi che si possono presentare nell’infanzia e nell’età

adulta, oltre ai fattori che li influenzano.

Gli assunti di base della Psicoanalisi.

1. CAUSALITA’ PSICHICA.

2. LIMITI DELLA COSCIENZA E INFLUENZA DEGLI STATI MENTALI

INCONSCI. Con particolare riferimento alle fantasie inconsce associate a

desideri di gratificazione istintuale o di sicurezza, motivano e determinano

il comportamento, la regolazione degli affetti e la capacità di coping

rispetto all’ambiente sociale.

3. RAPPRESENTAZIONI INTERNE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI. A

livello superficiale queste creano aspettative circa il comportamento degli

altri, ma a un livello più profondo determinano la forma delle

rappresentazioni di sé e dell’altro, combinandosi, queste due parti vanno

a formare il mondo interno di una persona.

4. ONNIPRESENZA DEL CONFLITTO PSICHICO. Causa di esperienze di

dispiacere ed è inevitabile.

5. DIFESE PSICHICHE. Gerarchia evolutiva di meccanismi di difesa, tale

gerarchia riflette il grado di patologia di una persona, il ricorso a difese

meno evolute è normalmente associato a disturbi più gravi.

6. COMPLESSITA’ DEI SIGNIFICATI.

7. IMPORTANZA DELLA RELAZIONE TERAPEUTICA.

8. VALIDITA’ DELLA PROSPETTIVA EVOLUTIVA.

Cap. II – Freud.

Prima fase: il modello affetto – trauma.

La prima significativa proposta psicoanalitica di Freud ha riguardato la natura

dell’isteria.

L’esatta natura dei sintomi poteva essere compresa collegandoli con l’evento

traumatico dimenticato.

La terapia di Freud aiutava le donne a liberare l’emozione repressa, portando il

trauma rimosso alla coscienza, con ampio utilizzo dell’ipnosi.

Seconda fase: il modello topografico.

Tra l’ottocento novecento Freud ha scoperto che i ricordi relativi alla seduzione

infantile e i contenuti mentali che vi erano associati non erano sempre ricordi

fedeli, bensì, qualche volta fantasie correlate a desideri inconsci. Egli ha iniziato

quindi a concentrarsi sulle pulsioni innate.

Quante le funzioni sono divenuti il tema centrale della sua teorizzazioni,

l’attenzione di Freud si è spostata dagli eventi esterni agli stati di tensione

biologica che attivano idee che premono per la scarica e la gratificazione contro

la resistenza della coscienza.

Il modello topografico consta di tre sistemi della mente:

1. Sistema inconscio: strato più profondo. Costituito da desideri e impulsi

perlopiù di natura sessuale e qualche volta distruttiva.

L’interesse prevalente è la realizzazione di quei desideri, o, in termini

Freudiani, il “principio di piacere”.

2. Sistema preconscio: strato mediano chi agisce da censore dei desideri

proibiti.

3. Sistema conscio: strato più elevato. Organizzato in termini di logica e

razionalità, la funzione principale è la gestione della realtà esterna,

l’evitamento del pericolo e il mantenimento di un comportamento corretto.

La parte conscia della mente è dominata dai processi secondari, detti

anche “principio di realtà”.

In questo modello viene proposto un nuovo concetto di trauma, quest’ultimo si

verifica se la parte conscia della mente è sopraffatta da impulsi irresistibili verso

la gratificazione dei desideri inconsci, cui fanno seguito sentimenti insopportabili

di rifiuto di punizione.

Freud ha formulato una visione della vita umana determinata da impulsi biologici

primitivi che l’individuo deve controllare nel corso del proprio sviluppo per

adeguarsi alle richieste della società. Questi impulsi vengono rappresentati

mentalmente in termini di desideri, sono rivolti verso oggetti esterni.

Freud ha nominato questi impulsi con il termine di istinti sessuali.

Ha individuato tre stadi dello sviluppo di questi impulsi infantili differenziati in

base alla zona del corpo attraverso la quale la posizione sessuale manifesta sé

stessa in quel preciso momento.

a. Fase orale. Suddivisa in due fasi, durante la prima il bambino succhia e

nella seconda morde. Sono stati descritti due tipi di personalità orale che

corrispondono queste due fasi, il primo è dominato da passività,

remissione e dipendenza; il secondo è associato al periodo dello

svezzamento, ed è caratterizzato da dinamismo ed aggressività, nei quali

si può riconoscere la continuazione del piacere di mordere.

b. Fase anale. Collegato al piacere anale E ai conflitti del bambino con i

genitori riguardo al controllo degli sfinteri.

c. Fase fallica. Complesso di Edipo.

Terza fase: il modello strutturale.

Freud ha rielaborato il proprio modello in modo sostanziale concependo tre

strutture della mente:

1. Es interamente inconscia.

2. Super – Io rappresentazione psichica organizzata dalla figura di autorità

genitoriale dell’infanzia.

3. Io parte della personalità più vicina a ciò che l’individuo riconosce come

il proprio sé.

I meccanismi di difesa.

L’identificazione dei meccanismi di difesa è stato uno dei primi risultati raggiunti

da Freud. Le difese sono strategie inconsce che servono a proteggere l’individuo

da un affetto doloroso, che può scaturire dal conflitto relativo agli impulsi e a

minacce esterne.

Rimozione processo mediante il quale un impulso o un’idea

✓ 

inaccettabile diventa inconscio. Il pilastro su cui poggia l’edificio della

psicoanalisi.

Proiezione idee o impulsi indesiderati, che hanno origini nel Sé,

✓ 

vengono invece attribuiti ad altri.

Formazione reattiva meccanismo che serve a negare gli impulsi

✓ 

attraverso il rafforzamento dei loro opposti.

Diniego acquisizione di un contenuto conoscitivo che viene poi

✓ 

rifiutato.

Spostamento trasferimento di contenuti affettivi stimolo a un altro.

✓ 

Isolamento quando i sentimenti sono esclusi dal pensiero.

✓ 

Repressione decisione conscia di evitare di prestare attenzione a uno

✓ 

stimolo.

Sublimazione soddisfare un impulso fornendogli uno scopo

✓ 

socialmente accettabile.

Regressione ritorno a livello precedentemente gratificante di

✓ 

funzionamento.

Acting out permettere che un’azione esprima in modo diretto un

✓ 

impulso inconscio.

Intellettualizzazione separare un impulso minacciante dal suo

✓ 

contesto emotivo e collocarlo in una cornice razionale talvolta impropria.

Teoria della nevrosi.

Freud ha descritto i sintomi nevrotici nei termini di una combinazione di impulsi

inaccettabili che minacciano di sopraffare l’Io e di difese rivolte contro di essi. I

tipi di reazione nevrotica si distinguono dal modo in cui l’Io difende sé stesso

dall’angoscia e dal senso di colpa generati dagli impulsi infantili.

Critiche a Freud:

Ignorato i valori spirituali.

Trascurato la natura sociale del genere umano.

Ha tralasciato pulsioni come la curiosità.

Ha detto poco sulla coscienza.

Incapace di prevedere il corso futuro dello sviluppo dell’individuo.

Non ha compreso le donne.

Ha volutamente represso informazioni che riguardavano l’origine

traumatica dei disturbi nevrotici.

La maggior parte delle critiche riguarda i dati sui quali si fonda la

psicoanalisi.

Carenze relative aspetti formali della sua teorizzazione:

Terminologia ambigua.

o Uso di molte metafore.

o Mancanza di parsimonia.

o Le carenze della sua teorizzazione fanno sì che questa sia difficile da

o verificare tramite l’utilizzo di una metodologia alternativa.

Ricapitolando, per Freud il disturbo mentale è riconducibile alle esperienze

infantili e alle vicissitudini del processo evolutivo. Egli ha attribuito un peso

altrettanto importante all’aggressività e all’influenza dell’ambiente sociale,

infine, il modello si basa sullo schema strutturale tripartito Es – Io – Super Io.

I conflitti che caratterizzano la mente umana si caratterizzano attorno a tre temi

principali:

1. Scontro tra desideri e ingiunzioni morali.

2. Scontro tra desideri e realtà.

3. Scontro tra realtà interna ed esterna.

La capacità dell’Io di generare difese si è imposta come fondamento della teoria

e del lavoro clinico. Cap. III – L’approccio strutturale.

Il modello della Psicologia dell’Io di Hartmann.

Ha perfezionato e promosso lo sviluppo del modello freudiano. Ha dimostrato

che gli psicoanalisti utilizzano la prospettiva evolutiva in un modo spesso troppo

semplificato e riduttivo.

Ha messo in rilievo il fatto che il comportamento originato in un determinato

momento dello sviluppo, può assolvere a una funzione completamente differente

più tardi (Cambiamento di funzione).

I comportamenti adulti sono invariabilmente destinati ad assolvere a molteplici

funzioni, non riducibili alle loro origini istintuali. Il mancato riconoscimento di

questo stato di cose è stato definito fallacia genetica.

All’origine del disturbo vieni trovato uno sviluppo deficitario dell’Io. Le nevrosi e

le psicosi un adulto si sviluppano quando con impulso, teso alla gratificazione di

una pulsione, regredisce verso una precedente modalità di soddisfacimento

infantile.

Secondo Hartmann, l’Io non evolse dall’Es, ma da una matrice indifferenziata

dalla quale emergono anche Es e Super Io.

L’Io non è visto come una struttura fisica dotata di una limitata autonomia, ma

diviene una struttura complessa formata da più sub-strutture e aventi differenti

funzioni.

Ha posto in rilievo che alcuni dei meccanismi usati dall’Io, come percezione,

memoria e motilità, non sono funzioni che si sviluppano a causa di frustrazioni

inflitte all’Es, piuttosto sembra che si sviluppino autonomamente. Questi

meccanismi prendono il nome di “apparati dell’autonomia primaria dell’Io”.

Questa parte dell’Io permette l’adattamento e lo sviluppo, libera dai conflitti la

quale contiene le funzioni principali dell’Io (primarie e secondarie).

Gli psicologi dell’Io ritengono che le pulsioni giochino un ruolo secondario

cruciale, sostengono che la frustrazione di queste pulsioni, contribuisca

all’organizzazione dell’Io e conduca ad un’autonomia secondaria mai completa.

Essi sostengono che l’individuo non cerchi più la soddisfazione dei propri bisogni

sessuali, ma una certa gratificazione nel rapporto con la realtà esterna.

Laddove l’enfasi di Freud era incentrata sull’investimento libidico, Hartmann ha

affermato che gli impulsi aggressivi che mirano alla distruzione dell’oggetto sono

più pericolosi e la loro neutralizzazione, di conseguenza, più vitale.

Se la neutralizzazione dell’aggressività non va a buon fine, ne risulteranno

difficoltà psicologiche; nel limite estremo dello

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli di psicoterapia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giannini Marco.
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