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Pragmatica della comunicazione umana

Gli assiomi della comunicazione

Il primo assioma: non si può non comunicare

Ogni comunicazione è un comportamento, anche il silenzio o un semplice gesto. Il comportamento non ha un opposto, non esiste il non comportamento. Ad esempio, se qualcuno non si fa sentire da molto tempo, anche se prima si comunicava assiduamente per messaggi o simili, sembra che non stia comunicando, in realtà comunica qualcosa di importante, ossia che non vuole più quella relazione. Un comportamento di apparente neutralità è una comunicazione, una risposta ad una situazione o ad una domanda. Nell'ambito del colloquio psicologico è importante considerare anche i silenzi, le pause e simili, perché possono celare alcuni sentimenti come imbarazzo, intimità, riflessione, ansia…

Patologie

Esempio: due persone si siedono vicini in aereo. Non possono né andare via né non comunicare tra loro. Secondo il gruppo di Watzlawick, i risvolti pragmatici sono:

  • Accettazione: si accetta la comunicazione e ci si rassegna ad essa.
  • Rifiuto: fa capire all'altro che non vuole conversare.
  • Squalificazione: il passeggero che non vuole comunicare si abbandona ad una comunicazione inconcludente, cambiando spesso argomento, contraddicendosi, invalidando la conversazione al punto che l'altro si "stufi" e cessi la comunicazione.
  • Sintomo: si ricorre ad una spiegazione sul perché non si vuole comunicare. (Es. sonno, sordità, difficoltà di lingua, emicranie...).

Esempi di non comunicazione

Un ufficio di selezione del personale (A) non comunica al candidato (B) l'esito del colloquio di assunzione = non assunto. Il figlio (A), tornato a casa, non cena con i genitori (B) e si chiude in camera da solo = non ha voglia di entrare in relazione con loro. Il responsabile di un team di lavoro (A) non comunica con i collaboratori (B) = non ha fiducia in loro e non vuole condividere con loro cosa fa, problemi personali,...

Cosa ci dà informazioni sul tipo di comunicazione?

Il contesto. Ci dice infatti come interpretare il contesto. La comunicazione ha diversi elementi, la singola unità è chiamata "messaggio". Una serie di messaggi è l'interazione. Un livello ancora più alto sono i modelli di interazione. L'impossibilità di non comunicare è parte integrante del "dilemma schizofrenico", sembra infatti che lo schizofrenico cerchi di non comunicare. Ogni forma di diniego, come il silenzio o l'immobilità, è comunicazione. Ogni comunicazione ci fornisce informazioni su come viene considerata una relazione con un'altra persona, quindi forse lo schizofrenico vuole evitare l'impegno impiegato per fare ciò, non comunicando.

Il secondo assioma

Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto, ossia la notizia o informazione; un aspetto di relazione o "comando". Ogni atto comunicativo ha in sé sia l'aspetto di contenuto, di "notizia" serve a trasmettere le informazioni, sia quello comportamentale, di "comando", relativo cioè alla modalità con cui deve essere recepito il messaggio in base alla relazione tra gli interlocutori. Avere questi due aspetti significa che il secondo classifica il primo ed è dunque metacomunicazione (ossia la comunicazione sulla comunicazione). Es. Contenuto: "secondo me sarebbe meglio ti dedicassi a questa cosa". Relazione: può essere quella tra due amici o tra capo e collaboratore, e viceversa. Comunicazione: nel primo caso è un suggerimento, nel secondo ordine e nel terzo di nuovo suggerimento.

Si può esprimere la relazione in modo non verbale (con sorrisi o particolari toni della voce) e il contesto contribuisce a chiarire la relazione.

Relazioni problematiche

Quanto più la relazione tra i comunicanti è problematica, tanto più il livello di relazione prevale rispetto a quello di contenuto. Esiste quindi una lotta continua per definire la natura del rapporto. Le relazioni possibili sono di:

  • Conferma: il rispondente conferma all'emittente la versione che ha dato di sé (conferma del sé).
  • Rifiuto: rifiuta invece l'immagine di sé dell'emittente ma tale rifiuto presuppone un riconoscimento dell'emittente, quindi è in disaccordo con lui ma lo riconosce come emittente.
  • Disconferma: la risposta più importante per la psicopatologia, è la negazione dell'esistenza dell'emittente. Produce perdita del sé o alienazione, non importa la verità o meno del contenuto che l'emittente ha dato di sé, ma si nega la sua esistenza come tale.

Per un'interazione efficace e non disturbata bisogna che ciascuna parte si accorga del punto di vista dell'altra. Altrimenti si verifica l'impenetrabilità, ossia la mancata consapevolezza delle percezioni interpersonali secondo Lee. Ha come conseguenza la disconferma di Sé dell'altro. L'importanza dell'aspetto del contenuto, ossia della comunicazione verbale, va al di là del significato logico razionale ed abbraccia la sfera emotiva e relazionale. I risvolti pratici si evidenziano quando una persona esprime un disaccordo verso l'interlocutore, influenzato dal fatto che, a livello relazionale nutre una mancanza di stima o sentimenti di invidia verso di lui. Se abbiamo stima di qualcuno riusciamo ad essere più tolleranti sulle affermazioni che non condividiamo.

Il terzo assioma

All'esterno le comunicazioni sembrano sequenze ininterrotte di scambi. Ma dall'interno, secondo Bateson e Jackson, reagisce e legge i messaggi della comunicazione secondo la punteggiatura. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti. Quando vi sono discrepanze nella punteggiatura si osserva un conflitto su ciò che si considera la causa e ciò che si considera l'effetto. Il problema si risolve con la metacomunicazione, comunicando sulle relazioni e non sui contenuti. Metacomunicare permette di evolvere la relazione.

Punteggiare una sequenza di scambi significa organizzare gli eventi in modo che i comunicanti assumano ruoli determinati. Con la punteggiatura la comunicazione si può scomporre analiticamente e individuare facilmente chi parla e chi ascolta. Secondo il terzo assioma la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura. Ogni parlante interpreta lo scambio attribuendo le cause del proprio comportamento all'altro e non come conseguenza di una sua reazione. Ogni atto comunicativo rappresenta uno stimolo, una risposta e un rinforzo. La comunicazione è circolare. Bateson fa l'esempio di una catena di neuroni. L'informazione del neurone B è sia la notizia che il neurone A è attivo (risposta), sia il comando per attivare il neurone C (stimolo).

Individuare chi influenza chi in una data relazione è più difficile di quel che sembra, infatti le cose possono cambiare a seconda del punto di vista. Ad esempio se uno sperimentatore dà a un topo del formaggio ogni volta che questo preme una leva a seconda del punto di vista è l'uno ad aver condizionato l'altro. Ciò dimostra che non esiste una punteggiatura "oggettiva". In una relazione c'è uno scambio continuo di atti comunicativi tale che vi sia influenza reciproca tra i comunicanti. Non esiste una punteggiatura oggettiva, non si può identificare in maniera oggettiva chi sta comunicando a chi o chi sta influenzando chi. Ci si influenza a vicenda perché la comunicazione è uno scambio continuo di atti comunicativi (Multidirezionalità vs. Unidirezionalità). Ciò è importante nelle relazioni di coppia in cui si dà la colpa solo all'altro.

Patologie

È naturale che le discrepanze si presentino in tutti quei casi in cui almeno uno dei comunicanti non ha lo stesso grado di comprensione della comunicazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Shiver414 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica delle relazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Tafà Mimma.
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