Capitolo 1: Psicopatologia generale
Percezione
La percezione è il processo attraverso cui le sensazioni, ovvero gli effetti della stimolazione dei sensi, acquistano un significato e diventano informazioni psicologicamente rilevanti. È quindi il risultato di un complesso processo di integrazione tra le informazioni recenti e le esperienze precedenti ovvero di nozioni già acquisite.
Disturbi della percezione
Si distinguono: illusioni, allucinazioni, pseudo allucinazioni, allucinosi, dispercezione corporea.
- Allucinazione: sono classicamente definite come percezioni senza oggetto o stimoli adeguati. In altre parole il soggetto percepisce cose che gli altri non possono percepire. Possono essere fisse o animate. Le allucinazioni non sono errate interpretazioni di una percezione effettiva ma percezioni immaginarie, cui non corrisponde alcuno stimolo. Il paziente con allucinazioni è convinto delle sue percezioni e non si lascia convincere della loro inesistenza né può sopprimerla con la volontà. In rari casi le allucinazioni sono piacevoli.
- Illusione: la realtà viene percepita in maniera distorta o interpretata in modo erroneo a causa di disattenzione o di intensa condizione emotiva. Si manifestano soprattutto se lo stimolo è mal definito. Le illusioni sono facilmente correggibili. Possono manifestarsi in particolari situazioni normali come momenti di disattenzione, momenti caratterizzati da forte impegno emotivo, sono frequenti nel dormiveglia o nei sogni ad occhi aperti.
Altri disturbi della percezione
- Derealizzazione: è una sensazione di cambiamento della realtà o di alterazione dell’ambiente circostante. Compaiono alterazioni nelle percezioni degli oggetti osservati (micropsia o macropsia). Anch’esso tipicamente presente nella schizofrenia, ma si manifesta spesso anche negli attacchi di panico e nei disturbi dissociativi.
- Depersonalizzazione: sensazione di irrealtà, di essere alienati da se stessi. Il paziente si sente spettatore esterno del proprio corpo e dei propri pensieri, spesso appaiono fenomeni di anestesia o di ipoestesia. Si può osservare negli stati di fatica estrema, schizofrenia, del disturbo da depersonalizzazione e del disturbo schizotipico di personalità.
Pensiero
Il pensiero è definibile come la funzione relativa alla formazione delle idee e alla loro articolazione (associazione, coerenza logica, ragionamento). Integrato con la memoria e con l’intelligenza permette la valutazione della realtà e la formulazione di giudizi. Il pensiero opera per mezzo di processi di associazione, integrazione correlazione, astrazione e simbolizzazione dei dati. Il pensiero quindi si articola attraverso il processo di astrazione ed il processo di associazione.
Disturbi della forma del pensiero
Caratterizzati da eloquio fluente ma difficilmente comprensibile. Comprendono:
- Deragliamento: discorso spontaneo in cui le idee passano da un tema all’altro secondo nessi marginali o senza correlazione.
- Tangenzialità: vengono fornite risposte che risultano solo vagamente attinenti alla domanda (“risposte di traverso”).
- Circostanzialità: il pensiero è ricco di dettagli inutili, per l’incapacità di tenere distinti gli elementi dello sfondo da quelli centrali.
- Fuga delle idee (o pensiero): i contenuti affluiscono e si associano caoticamente, senza un legame logico fra l’uno e l’altro elemento ideativo, ma su nessi occasionali, sotto l’influenza di stimoli esterni, senza che il soggetto sia in grado di coordinare il corso del proprio pensiero.
- Schizofasia: (incoerenza) eloquio frammentario, destrutturato a livello logico, sintattico e grammaticale, a volte incomprensibile o disgregazione del linguaggio che è sostituito da un’accozzaglia di parole (insalata di parole) prive di significato.
- Allentamento dei nessi associativi: idee espresse non correlate tra loro.
- Illogicità: pensiero che non segue le regole logiche consuete.
- Pensiero magico: pensieri, parole, azioni assumono potere concreto e magico e gli avvenimenti, così come vissuti dal paziente, non seguono le leggi del mondo naturale.
Disturbi negativi del flusso del pensiero
Comprendono:
- Rallentamento o inibizione con scarsità o povertà dei temi trattati e del contenuto del pensiero. La elaborazione risulta stentata.
- Rallentamento ideativo o bradipsichismo: il flusso del pensiero è rallentato e difficoltoso ma sufficientemente coerente sul piano logico. L'attività di pensiero è rallentata e quasi spenta.
- Povertà dell’eloquio: riduzione dell’eloquio spontaneo con risposte brevi e poco elaborate. Spesso si nota una notevole latenza delle risposte.
- Blocco: il flusso ideativo si arresta all'improvviso, mentre nell’esperienza del soggetto è come se il pensiero fosse svanito. Emerge un senso di perplessità.
- Perseverazione: tendenza di un pensiero a perdurare oltre il contesto che lo ha provocato. A volte si osserva in pazienti epilettici.
- Verbigerazione: ripetizione automatica monotona e molto frequente di frasi o di parole.
- Inibizione: rallentamento del pensiero con aumentata latenza di risposta. È tipica dell’episodio depressivo.
Disturbi del controllo del pensiero
Implicano la convinzione soggettiva di non essere padroni dei propri pensieri. Comprendono:
Pensiero ossessivo: idee si intromettono nella coscienza in modo insistente, e il soggetto non riesce a liberarsene, anche se è consapevole della loro assurdità. Il paziente tende a contrastare, reprimere, annullare le idee ossessive ricorrendo a comportamenti ritualizzati chiamati compulsioni. Anche le compulsioni sono egodistoniche, vengono rinforzate progressivamente. Le ossessioni diventano patologiche quando condizionano profondamente la vita del paziente obbligandolo a riti di controllo.
Disturbi del contenuto del pensiero
Delirio: è una idea o una convinzione erronea basata su un erroneo giudizio di realtà. Non è congruente con l’intelligenza o la cultura dei soggetti. Tale idea è fortemente sostenuta nonostante quello che pensano gli altri o le prove in contrario. Il paziente delirante esprime certezza nei confronti delle proprie idee deliranti. Tali idee non sono influenzabili dalla critica, dalla esperienza che le smentisce o dal ragionamento. Può essere congruo o incongruo con l’umore.
Pensiero (o delirio) bizzarro: quando si tratta di una convinzione del tutto inverosimile.
- L’intuizione delirante: è un’idea delirante che irrompe nella coscienza all’improvviso, con assoluta quanto inspiegabile certezza.
- Percezione delirante: è una percezione della realtà viene interpretata attribuendole un significato abnorme.
- Deliri di grandezza: il soggetto è convinto di avere poteri o capacità eccezionali come avviene nel delirio megalomanico.
- Deliri di riferimento: gli avvenimenti circostanti sono interpretati dal soggetto come riferiti a se stesso. Il paziente ritiene che gli eventi o le persone gli inviano messaggi in modo strano.
- Deliri di persecuzione: l’ambiente esterno è percepito come ostile. Il paziente si sente oggetto di cospirazioni o di complotti.
- Deliri di influenzamento: sensazioni di essere controllato dall’esterno o da altre persone o da forze esterne. Convinzione che i propri sentimenti, pensieri e volontà vengano influenzati o provati da altri.
- Deliri di trasformazione: possono riguardare il proprio corpo o il mondo esterno (delirio di trasformazione cosmica, delirio metempsicosico).
- Deliri depressivi: caratterizzato da cupo pessimismo che investe temi di colpa, indegnità, rovina economica, malattia fisica (delirio di colpa, di rovina, di negazione ecc.).
- Deliri di gelosia: convinzioni morbose di infedeltà del partner. Si distingue dalla gelosia morbosa per la particolare tenacia ed il ricorso a prove assolutamente inconsistenti, a volte anche ridicole e bizzarre ma non permeabili al convincimento.
- Deliri mistici: riguardano tematiche religiose, con senso di esperienza estatica.
Idee prevalenti: contenuto ideativo molto carico emotivamente che permea il dominio della coscienza, che in genere non è assurdo ed è più permeabile alla critica rispetto al delirio. Le Idee prevalenti vengono accettate e sono fortemente credute, anche se spiacevoli. Le tematiche sono diverse tra loro ma tendenzialmente fisse per ogni soggetto e possono mantenersi a lungo anche per anni.
Intelligenza
Capacità di una persona di affrontare e risolvere problemi in maniera attiva. Indica anche la capacità di comprendere, di apprendere conoscenze, di integrare i ricordi di esperienze precedenti e di astrarre. Altre definizioni riferiscono l'intelligenza alla capacità di ragionare secondo logica, utilizzando sia concetti verbali sia numeri ed oggetti, passando dall’analisi alla sintesi e dal concreto all’astratto e viceversa, trattando in modo significativo i problemi che considera importanti. È difficile definire l'intelligenza prescindendo da altre funzioni quali la percezione, la memoria, l’immaginazione o la capacità di cogliere gli aspetti simbolici della realtà.
Demenza: grave processo di deterioramento delle facoltà intellettive e della memoria che insorge in età avanzata.
Insufficienza mentale o disabilità intellettiva (ritardo mentale): è un funzionamento intellettivo generale significativamente al di sotto della media che comporta gravi limitazioni nel comportamento adattivo e che è insorto prima dei 18 anni.
Coscienza
Con i suoi correlati di vigilanza e attenzione, è la funzione che sta alla base della consapevolezza che abbiamo di noi stessi e del mondo esterno. Riguarda quindi l'esperienza soggettiva della propria esistenza, della identità personale mantenuta nel passare degli anni. La coscienza sta quindi alla base della distinzione tra noi ed il fuori da noi.
Attenzione
Attenzione: funzione psichica autonoma atta a focalizzare la coscienza su una determinata esperienza, inibendo possibili stimoli interferenti int. o est. L’attenzione è un processo cognitivo che permette di selezionare stimoli ambientali, ignorandone altri. L’attenzione è la capacità di convogliare le risorse mentali su specifici aspetti della realtà in determinati momenti.
Vigilanza: grado di attivazione delle funzioni di comunicazione con l’ambiente esterno.
Inconscio: la sfera dell'attività psichica che non raggiunge la soglia della coscienza.
Disorientamento: difficoltà a orientarsi secondo i parametri di spazio, tempo e coscienza di sé e degli altri.
Confusione (mentale) o delirium: massima disorganizzazione di tutte le funzioni psichiche. Implica: attenzione e memoria labili, disorientamento nel tempo e nello spazio, distraibilità, disturbi della memoria, incoerenza dell’ideazione. Inoltre: deliri disorganizzati, instabilità affettiva. Sul piano motorio il paziente oscilla dal blocco alla agitazione. Il delirium quindi non è un equivalente del delirio ma una condizione in cui prevale lo stato confusionale.
Memoria
Capacità di rievocare contenuti o stati di coscienza già provati in precedenza avendo la consapevolezza del fatto che si tratta di materiale (ricordi) non sovrapponibile alla condizione ed alla esperienza attuale. Tali ricordi possono essere usati per entrare in relazione con il mondo e possono costituire la base che consente di anticipare possibili eventi futuri. Si distinguono vari tipi di memoria. Con la memoria a breve termine si fissano le tracce del materiale ed è piuttosto labile, la memoria a lungo termine consente di consolidare le tracce mnesiche (ricordi).
Disturbi della volontà
- Abulia: Nell’abulia si verifica un’inibizione della volontà. Il soggetto non è in grado di prendere decisioni, anche banali, o di mettere in atto decisioni già prese. Si trascina senza scopo e senza obiettivi.
- Impulsività: L’impulsività si caratterizza come tendenza alle azioni tumultuose, improvvise e apparentemente esplosive e prive di un preciso scopo. Tali azioni impulsive non sono frutto di un ragionamento e spesso si rivelano dannose per il paziente. L’atto impulsivo in genere è considerato egosintonico, ovvero ritenuto desiderabile e giusto dal paziente che in tale atto trova un sollievo dalle sue tensioni.
Disturbi quantitativi delle funzioni motorie
- Catatonia: immobilità con assenza di reazione e tensione persistente in alcuni gruppi di muscoli (in genere antagonisti, il che produce atteggiamenti relativamente fissi assunti da alcuni segmenti del corpo).
- Rallentamento psicomotorio: Acinesia o rallentamento: rallentamento generale dell’attività motoria, tipico degli stati depressivi. In questo caso disturbi della funzione psicomotoria si associano a disturbi della volizione.
- Accelerazione psicomotoria: può essere più o meno intenso, assumendo i caratteri dell’irrequietezza o dell’eccitamento psicomotorio.
- Manierismi: sono comportamenti, posture, smorfie, gesti, che hanno un qualche significato nel contesto, ma che risultano strani, esagerati, spesso caricaturali, spesso associati a stereotipie.
- Stereotipie: sono comportamenti ripetitivi sempre identici che vengono messi in atto per periodi molto prolungati di tempo. Tali manifestazioni si riscontrano in pazienti con ritardo mentale, con autismo e con forme psicotiche. Sono comuni anche in pazienti anziani con decadimento mentale legato a lesioni o disfunzioni cerebrali.
Disturbi dell’affettività
- Labilità affettiva: l’umore muta continuamente per stimoli non del tutto adeguati.
- Disforia (irritabilità): può manifestarsi in diverse condizioni cliniche. Può essere considerata come una condizione mista in cui compaiono irrequietezza ed iperattività motoria vissuti in modo spiacevole, spesso concomita uno stato depressivo.
Emozione
Emozioni regolano il nostro atteggiamento verso il mondo e sono avvertite come un freno o come una spinta propulsiva per l’azione. Le emozioni influenzano la risposta a pensieri o a realtà esterna. Le emozioni possono avere valore, significato, durata intensità e tonalità assai diverse tra loro (gioia, paura, tristezza, allegria, rabbia, maniacalità, depressione). Le emozioni sono stati ad insorgenza rapida e di breve durata di solito reattive a situazioni ambientali ma possono anche conseguire a stati interni. Prescindono dalla volontà. Alle emozioni conseguono reazioni importanti di solito volte all’adattamento alla situazione fronteggiata. Le emozioni si manifestano con una forte partecipazione somatica che coinvolge il sistema cardiocircolatorio, gastrointestinale, respiratorio, ormonale.
Anedonia: l'incapacità di provare appagamento o interesse per attività comunemente ritenute piacevoli.
Apatia: Incapacità prolungata o abituale di partecipazione o di interesse, sul piano affettivo o anche intellettivo.
Rimuginio: concatenazione di pensieri e immagini relativamente incontrollabili e attivati dall’individuo allo scopo di prevedere o prevenire eventi negativi in condizioni di incertezza e di costruire mentalmente ipotetiche soluzioni.
Disturbi del linguaggio
- L’afonia: è un disturbo, temporaneo o permanente, caratterizzato dall'incapacità totale di produrre suoni con la voce.
- Logorrea: impulso irrefrenabile a parlare, tipico degli stati di eccitamento maniacale.
- Alogia: indica una povertà di linguaggio o dell'eloquio. L'alogia è uno dei sintomi negativi che si possono osservare in pazienti affetti da schizofrenia.
- Afasia: oggetto di diagnosi differenziale, in quanto dovuta a disturbi neurologici con lesione dei centri corticali del linguaggio. Alcune forme di afasia non consentono di articolare le parole, ma lasciano intatta la comprensione o la formazione delle idee, altre forme di afasia invece implicano l'impossibilità di comprendere le parole o di dire frasi sensate, anche se le singole parole sono ben articolate.
Tic: movimento o una vocalizzazione improvvisa, rapida e ricorrente, ripetitiva, non ritmica capace di interferire con la vita relazionale o professionale di chi ne è affetto. Possono essere semplici: interessare un gruppo muscolare singolo, o complessi: contrazioni di più muscoli del corpo.
Capitolo 2: La diagnosi in psichiatria
Classificazione DSM-V (Ultima versione del DSM, In Italia pubblicato nel 2014)
Disturbi del neurosviluppo
- Disabilità intellettiva (nuova denominazione per ritardo mentale)
- Disturbi dello spettro autistico
- Disturbo autistico
- Disturbo di Asperger
- Disturbo disintegrativo dell’infanzia
- Disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato
- I disturbi della comunicazione
- Disturbo del linguaggio
- Disturbo della fonazione
- Disturbo della fluenza del linguaggio ad insorgenza nell’infanzia (balbuzie)
- Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica)
- Disturbo da deficit di attenzione /iperattività
- Disturbi specifici dell’apprendimento
- Disturbi del movimento
- Disturbi della coordinazione
- Il disturbo da movimenti stereotipati
- Il disturbo di Tourette
- Disturbi cronici e saltuari da tic
Disturbi psicotici e dello spettro della schizofrenia
- Disturbo schizotipico
- Disturbo delirante
- Disturbo psicotico breve
- Disturbo schizofreniforme
- Schizofrenia
- Disturbo schizoaffettivo, tipo bipolare
- Disturbo schizoaffettivo, tipo depressivo
- Disturbo psicotico indotto da sostanze
- Disturbo psicotico dovuto ad altra condizione medica
- Catatonia associata ad altro disturbo mentale
- Catatonia dovuta ad altra condizione medica
Disturbi della alimentazione e della nutrizione
- Anoressia
- Bulimia
- Il binge eating
- Pica
- Disturbo da ruminazione della infanzia
- Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo
Disturbi della evacuazione
- Enuresi
- Encopresi
Disturbi sessuali
- Disfunzioni sessuali
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