Estratto del documento

Eloisa Valenza: corso di studi magistrale in psicologia clinica dello sviluppo

Indicatori precoci di sviluppo atipico

Esame scritto: Tempo: 1,30; 4 domande aperte

Criteri di valutazione

  • Completezza della conoscenza dei costrutti teorici
  • Capacità di descrivere esperimenti e ricerche che supportano i costrutti teorici
  • Proprietà della terminologia utilizzata
  • Abilità di riflessione critica e di analisi delle problematiche che la disciplina comporta

1 – Francesco Aveta ©

Argomento i – sviluppo tipico

1. Intro

2. Sviluppo tipico (1° parte)

3. Sviluppo tipico (2° parte)

4. Ambiente specie-specifico individuale e il processo di modularizzazione

5. Ambiente interno e processo di esplicitazione

1. Intro

  • 1° obiettivo formativo del corso
    • Studiare lo sviluppo cognitivo
      • Le teorie classiche dello sviluppo cognitivo
  • 2° obiettivo formativo del corso
    • Cosa significa sviluppo?
  • 3° obiettivo formativo del corso
    • Monitorare lo sviluppo

Il corso mette in evidenza il valore e il ruolo specifico che una prospettiva centrata sullo sviluppo riveste per indagare l’architettura e il funzionamento della mente umana in condizioni tipiche, atipiche e di rischio. Si parte dallo sviluppo tipico per comprendere e riconoscere lo sviluppo atipico.

[Ochos pasos adelante: Se tutta la società fosse informata, se i maestri lo fossero, se i medici e i terapisti lo fossero, se il vicino di casa sapesse come dovrebbe comportarsi un bambino di 18 mesi e si preoccupasse quando un bambino non presenta comportamenti tipici, già solo con questo staremmo otto passi avanti]

1° obiettivo formativo del corso

Il primo obiettivo formativo del corso sarà quindi quello di descrivere e interpretare lo sviluppo cognitivo in popolazioni tipiche: assunti di base dell’approccio neurocostruttivista.

Studiare lo sviluppo cognitivo

Quando si va a studiare lo sviluppo cognitivo si nota che esistono in letteratura diversi modelli teorici ciascuno dei quali "fa a pezzi" cioè riduce la complessità dello studio della cognizione umana studiandone singolarmente alcuni aspetti. Alcuni modelli dello sviluppo cognitivo indagano in che modo, nelle diverse fasi dello sviluppo, l’uomo acquisisce, codifica, e organizza il proprio patrimonio di conoscenze sul mondo.

Come il bambino costruisce la propria conoscenza? Di quali conoscenze dispone nelle diverse età? Come sono organizzate? Altri modelli dello sviluppo cognitivo indagano le trasformazioni che avvengono nel corso del tempo nei contenuti di conoscenza, e nei processi cognitivi che permettono di utilizzare tali conoscenze in modo adattivo. Quali processi e meccanismi cognitivi sono disponibili nelle diverse età? Il loro funzionamento, si modifica nel corso del tempo?

Le teorie classiche dello sviluppo cognitivo

Le teorie cognitive (classiche) indagano il cambiamento del sistema cognitivo utilizzando descrizioni e spiegazioni strutturali e funzionali dell’attività cognitiva.

  • Teorie strutturali: utilizzo dell’output comportamentale per inferire qual è l’organizzazione e la struttura del sistema cognitivo nelle diverse età.
  • Teorie funzionali: utilizzo dell’output comportamentale per inferire come funziona il sistema cognitivo nelle diverse età, ovvero quali processi vengono utilizzati per elaborare le informazioni.

In questo corso si utilizza il modello neuro-costruttivista, più recente e più completo. Libro consigliato: Lo sviluppo della mente umana, Macchi et al.

2 – Francesco Aveta ©

2° obiettivo formativo del corso

Il neurocostruttivismo: implicazioni per lo studio dei disordini evolutivi.

Lo sviluppo atipico

Lo sviluppo atipico non è carente di o in ritardo rispetto allo sviluppo tipico, ma è diverso perché segue un percorso evolutivo diverso. Waddington parla di "paesaggio epigenetico", per cui l’epigenesi è di tipo probabilistico e bidirezionale.

Cosa significa sviluppo?

Non è sufficiente studiare i bambini per essere un teorico dello sviluppo. Ciò che è critico per una teoria dello sviluppo è focalizzarsi sui cambiamenti che si verificano nel comportamento e sui processi interni che lo regolano in funzione del tempo, dalle origini fino all’età adulta e alla vecchiaia (ciclo di vita).

Focalizzarsi sui cambiamenti significa pensare a delle traiettorie (curve). Si cerca di capire come la traiettoria di sviluppo tipico ha "deragliato" verso una traiettoria di sviluppo atipico. Si studia la traiettoria evolutiva tipica per comprendere la traiettoria evolutiva atipica.

Esempio di cambiamento fisico: altezza

Sviluppo vs crescita sono due costrutti che implicano cambiamenti diversi. Crescita implica un incremento quantitativo, come ad esempio le curve di crescita misurate dal pediatra attraverso misure metriche. Sviluppo implica trasformazioni qualitative (e quantitative), di cui si occupa lo psicologo dello sviluppo, come per esempio lo sviluppo embrionale.

Il concetto di sviluppo fa riferimento a una sequenza di trasformazioni qualitative, e non semplicemente ad incrementi quantitativi (i.e. lo sviluppo embrionale).

3° obiettivo formativo del corso

Monitorare la storia naturale dello sviluppo secondo una prospettiva neurocostruttivista consente di individuare alcuni indicatori precoci di possibile sviluppo atipico.

3 – Francesco Aveta ©

Indicazioni precoci

Gli indicatori precoci rivelano disfunzionalità che si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo e che possono dar luogo ad una neurodiversità che può culminare in disturbi del neurosviluppo. Monitorare lo sviluppo tipico permette di scorgere eventuali campanelli d’allarme, ovvero indicatori precoci di sviluppo atipico, che non sono criteri diagnostici ma indicano una disfunzionalità che si verifica nelle prime fasi dello sviluppo che potrebbe culminare in un disturbo dello sviluppo, per esempio il PAP test indica la possibilità di sviluppare un tumore ma si ha bisogno di altri esami e altri test per verificare.

Un fattore di rischio nel nostro ambiente è la nascita prematura, non soltanto quindi la presenza-assenza di determinate abilità. Non quindi una modalità dicotomica, es. cammina-non cammina.

Monitorare lo sviluppo

Per monitorare il decorso di una traiettoria evolutiva fin dai primi mesi di vita, non è sufficiente valutare la presenza/assenza di alcune abilità in un determinato momento dello sviluppo (i.e., cammina non cammina, parla non parla, ecc.).

È necessario monitorare lo sviluppo per intervalli di tempo prolungati, soprattutto nei bambini ad alto rischio di sviluppo atipico. Indicatori precoci riguardano una serie di processi cognitivi di base come:

  • Indicatori precoci a carico del sistema attentivo
  • Indicatori precoci a carico del sistema percettivo
  • Indicatori precoci nei processi di elaborazione e codifica
  • Indicatori precoci a carico del sistema motorio
  • Indicatori precoci a carico del sistema socio-comunicativo

Un esempio di tale indicatore è il fallimento nella teoria della mente e quindi nell’attenzione condivisa, che a sua volta è correlata a uno spostamento attentivo ridotto e disfunzionale che ha origine in una difficoltà a disancorare l’attenzione da uno stimolo. Una banale difficoltà di disancorare l’attenzione da uno stimolo ha un effetto a cascata che comprometterà linguaggio e un'intera traiettoria evolutiva. Da qui l’importanza degli indicatori precoci dello sviluppo atipico.

Lo studio dello sviluppo consente anche di evidenziare i fattori di rischio (i.e., familiarità genetica) e di protezione che aumentano o diminuiscono la probabilità di un esito evolutivo atipico. Il fine quindi è quello di predire possibili atipicità o disturbi dello sviluppo in una fase precoce, individuare interventi tempestivi e precoci al fine di ridurre gli effetti sul successivo sviluppo. i.e. prevenire è meglio che curare; abilitare è meglio che riabilitare.

4 – Francesco Aveta ©

Sviluppo tipico – 1° parte

Costrutti teorici di base

  • Lo sviluppo è sociale
  • Lo sviluppo è computazionale
  • Relazione mente-cervello
  • Azione e cognizione

Neurocostruttivismo: la rivalutazione dell’epigenesi costruttivista

  • Lo sviluppo come processo proattivo e activity dependent
  • L’adattamento bidirezionale tra cervello-mente e ambiente
  • Il principio epigenetico dello sviluppo
  • Epigenesi predeterminata vs epigenesi probabilistica

In sintesi

  • Studiare lo sviluppo
  • Costrutti teorici di base

Il lavoro di ricerca condotto negli ultimi 20 anni ha gettato le fondamenta di una nuova scienza dello sviluppo che si caratterizza lungo 4 dimensioni:

  • Lo sviluppo è sociale
  • Lo sviluppo è computazionale
  • Relazione mente-cervello
  • Azione e cognizione

Il neurocostruttivismo costituisce oggi la prospettiva teorica che incarna in maggior misura le quattro dimensioni.

1. Lo sviluppo è sociale

Lo sviluppo è sociale per due motivi:

  1. Le informazioni sociali guidano il bambino nella identificazione e nella selezione di quegli aspetti dell’ambiente a cui è utile prestare attenzione, organizzando, strutturando e promuovendo l’apprendimento di informazioni nuove.
  2. Attraverso l’interazione con altre persone i bambini acquisiscono i mediatori culturali, ovvero strumenti come il linguaggio, la scrittura, la matematica, l’arte, che permettono al bambino di operare in modo più efficace nel contesto sociale e culturale in cui vive (adattamento).

Il bimbo nasce vincolato a prestare attenzione allo sviluppo sociale con la capacità di imitare gli altri. Il bimbo predilige informazioni sociali (lingua, volti, etc.) e predilige i comportamenti messi in atto da partner sociali. Attraverso l’interazione con l’altro il bimbo acquisisce dei mediatori culturali che permettono al bimbo di operare nel contesto sociale e culturale nel quale è inserito. Non solo imita ma fa proprie le info sociali. In assenza di questa dimensione lo sviluppo è chiaramente atipico. Lo sviluppo è interattivo come un seme nel suolo.

2. Lo sviluppo è computazionale

A partire dalla prima infanzia i bambini possiedono software pre-installati (i.e. meccanismi di apprendimento implicito) che consentono loro di estrarre le regolarità dell’ambiente e inferire modelli strutturati del loro ambiente. Software e mente nascono preinstallati. Il bimbo non è tabula rasa ma ha mente e cervello computazionali che consentono al bimbo di estrarre dalla realtà informazioni e costruire strutture di funzionamento della realtà. Il seme ha già qualcosa di suo ed è in grado di dare un senso all’ambiente, di estrarre delle regolarità. Più l’ambiente è stabile è più sarà facile per il bimbo estrarre regolarità.

3. Relazione mente-cervello

Cambiamento cognitivo – cambiamento cerebrale. I nuovi orientamenti teorici superano la dicotomia strutturale vs funzionale dei modelli teorici classici: l’attività cognitiva è il prodotto del cervello che si caratterizza per avere una sua specifica architettura (struttura) e una specifica modalità di funzionamento (funzione).

Per il neurocostruttivismo lo studio del cambiamento del sistema cognitivo richiede di descrivere (i.e. livello descrittivo) e spiegare (livello interpretativo) 3 livelli d’indagine:

  • Cambiamento cerebrale
  • Cambiamento mentale (strutture e funzioni)
  • Cambiamento comportamentale

Come avviene il cambiamento cerebrale influenza ed è influenzato da cambiamenti mentali e comportamentali.

Va sottolineato tuttavia che l’interesse del neurocostruttivismo non è quello di individuare i substrati neurali delle abilità cognitive che il bambino manifesta (DOVE), quanto piuttosto di comprendere come il cambiamento dell’architettura cerebrale influenza il, e risulta influenzato dal, cambiamento funzionale della mente (COME).

Recupero di costrutti teorici nati in seno al costruttivismo piagetiano. Il modello piagetiano prevede che da uno stadio all’altro cambino le strutture cognitive del bimbo. Ovvero schema d’azione, che consentono a bimbo di comportarsi o non comportarsi in un modo, di poter avere un pensiero invece che un altro. La logica neuro-costruttivista non cambia ma aggiunge il fattore di accrescimento fisico del cervello: assimilo info nel cervello e lo modifico rendendolo adatto alle informazioni che ho appena selezionato. Stretta la relazione tra cervello, mente e comportamento.

4. Azione e cognizione

Diversi modelli enfatizzano il ruolo che la dimensione fisico-corporea riveste per l’emergere della cognizione. Una dimensione fisico-corporea che va oltre il cervello e che include anche le mani, le gambe, l’intero corpo: una cognizione incarnata (embodied cognition).

Il nostro comportamento non si basa solo ed esclusivamente sul cervello ma sull’intero corpo. La dimensione fisica-corporea, una cognizione incarnata, soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo in cui l’intelligenza è un’intelligenza agita. La corporeità è a tutti gli effetti un aspetto di base della cognizione. Il corpo impone vincoli e offre opportunità per svilupparsi.

Neurocostruttivismo: la rivalutazione dell’epigenesi costruttivista

4 costrutti teorici che fondamentalmente il neurocostruttivismo recupera dal costruttivismo di Piaget:

  • Lo sviluppo come processo proattivo e activity dependent
  • L’adattamento bidirezionale tra cervello-mente e ambiente
  • Il principio epigenetico dello sviluppo
  • Epigenesi predeterminata vs epigenesi probabilistica

1. Lo sviluppo come processo proattivo e activity dependent

Come Piaget anche il neurocostruttivismo assume che il sistema di conoscenze degli adulti e le strutture cognitive in cui esse sono organizzate non siano presenti nelle prime fasi dello sviluppo, ma sono costruite nel corso dell’ontogenesi attraverso un processo attivo, costruttivo e interattivo con l’ambiente (Karmiloff-Smith, 1998; Ansari e Karmiloff-Smith, 2002; Scerif e Karmiloff-Smith, 2005).

L’enfasi non è più sul prodotto (quando) bensì sul processo evolutivo (come). Nessuna conoscenza innata nella mente e nessuna struttura cognitiva presente nella mente, ma piuttosto un sistema predisposto ad assimilare e integrare conoscenza attraverso un processo attivo di costruzione di conoscenze, attivo e interattivo. L’intuizione è stata quella di mettere l’accento non tanto sul risultato di tale processo: enfasi non sul prodotto (quando) bensì sul processo evolutivo (come). Focus sul processo considerandolo come processo attivo, come un processo adattivo.

2. L’adattamento bidirezionale tra cervello-mente e ambiente

In linea con quanto ipotizzato da Piaget anche le più recenti evidenze delle neuroscienze cognitive dello sviluppo hanno dimostrato che la maggior parte dei cambiamenti che si osservano durante lo sviluppo ontogenetico, avvengono non solo grazie a processi maturazionali, ma anche e soprattutto grazie ad input provenienti dall’ambiente interno ed esterno al sistema (processi esperienziali). È un modo per dire che lo sviluppo è sociale.

Per esempio. L’intelligenza del bimbo sensomotorio è agita, perché è uno schema d’azione ma non può rappresentare. Quando lo schema d’azione diventa interiorizzato il bimbo inizia a poter rappresentare la realtà e quindi supera permanenza dell’oggetto, sviluppa pensiero simbolico e gioco. Lo sviluppo neuroanatomico del cervello si presta a confermare gli stadi di sviluppo piagetiani. Il cervello è il risultato di un processo evolutivo filogenetico.

Una delle mutazioni genetiche casuali che nel corso dell’evoluzione hanno reso possibile lo sviluppo del cervello umano è stato la posizione eretta. Con l’acquisizione della postura eretta, abbiamo liberato energia dalle zampe posteriori e l’abbiamo investita sulla testa. Liberate le mani ci ha consentito di investire il surplus di energia (non più utilizzato per l’andatura a 4 zampe) nel cervello, implicando un rimodellamento del bacino e un restringimento del canale pelvico.

5 – Francesco Aveta ©

Tuttavia, quest’ultimo punto ha creato notevoli problemi per il parto: le donne hanno dovuto restringere il canale pelvico con la postura eretta. La soluzione è stata far nascere i bambini prima che il loro cranio crescesse al punto di uccidere la madre. La conseguenza è stata che lo stratagemma evolutivo implica il dover far nascere i neonati con un cervello parzialmente strutturato, non completo.

Infatti passiamo i primi mesi di vita come feti... ma siamo feti FUORI dall’utero. Lo sviluppo cerebrale è fortemente influenzato dall’ambiente e dall’esperienza. La plasticità neurale è la capacità del cervello (unico organo) di riorganizzarsi e ristabilire connessioni in risposta all’esperienza e all’apprendimento.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 171
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 1 Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 171.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame prof. Valenza Eloisa Pag. 41
1 su 171
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francesco3654 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Indicatori precoci di sviluppo atipico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Valenza Eloisa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community