Linguistica Italiana
(Università degli Pisa)
Appunti di Maria Teresa Mazza (INFORMATICA UMANISTICA)
Anno Accademico 2019-2020 Esame:
Linguistica Italiana (9 cfu)
1.LE STRUTTURE DELL’ITALIANO OGGI
1.1 Fonetica e fonologia 1.1.1 Fonetica e fonologia, foni e fonemi
I suoni linguistici vengono studiati da due discipline: la fonetica e la fonologia.
fonetica concreto
La è quella disciplina che si occupa dello studio dei suoni da un punto di vista ,
meccanismi
soffermandosi soprattutto sui attraverso i quali vengono prodotti.
astratto sull’interazione
La fonologia studia i suoni da un punto di vista , soffermandosi e i legami tra
questi due suoni. generale
Fonetica = di tipo : unità minima= fono (realizzazione concreta di un suono linguistico)
varia
Fonologia = da lingua a lingua: unità minima= fonema (
foni dotati di valore distintivo)
minima
Il fono ha valore distintivo nella ricerca di una coppia , una coppia di due parole uguali che
fonema
differiscono per un solo : ad esempio, pollo/bollo - dado/dato.
-Differenza tra fonemi e normale ortografia dell’italiano?
-Scrivere alcune semplici parole italiane utilizzando l’alfabeto fonetico internazionale
Torniamo ai foni: come ci accorgiamo delle differenze?
● Tra i diversi foni (e quindi anche tra i fonemi) ci sono differenze oggettive
● Le vibrazioni sonore sono diverse tra di loro, però in molti casi possiamo vedere questa differenza
solo ricorrendo a strumenti dedicati – tipo Audacity
● Possiamo però capire molte cose dei foni osservando il modo in cui sono prodotti
● I foni della lingua parlata vengono prodotti da precise configurazioni degli organi fonatori umani
(corde vocali, lingua, labbra e così via)
● Nella pronuncia normale a ogni posizione corrisponde un fono, e viceversa.
1.1.2 La produzione dei suoni
I suoni possono essere:
egressivi esce
- =
se l’aria dai polmoni e va all’esterno
ingressivi inspirata
- =se l’aria viene . egressivo
I fonemi dell’ italiano sono tutti di tipo e vengono “modificati” dalla laringe in su, in quel
tratto chiamato tratto vocale :
Le parti al suo interno svolgono un ruolo attivo nel processo di produzione dei suoni; sono detti
articolatori fissi mobili
e possono essere (palato, denti) o (lingua e labbra).
L’aria che proviene dai polmoni, passa per la trachea e di qui nella laringe, dove incontra le corde
vocali e viene poi espulsa attraverso o il naso o la bocca.
orali palatino
L’ articolazione mobile che determina la distinzione tra foni nasali e è data dal velo
che quando è alzato fa uscire l’aria dalla bocca , quando è abbassato la fa uscire sia dalla bocca e sia
dal naso (es. suoni nasali). Un’altra modifica nel momento in cui l’aria passa si ha nella zona delle
vocali sordi
corde : se sono aperte e a riposo producono dei foni , se sono chiuse e vibrano
sonori
produrranno dei foni . Altra distinzione è quella tra
consonantici vocalici
-suoni e suoni : i primi sono prodotti frapponendo un ostacolo al passaggio del
flusso d’aria, mentre per gli altri non vi è ostacolo. Esistono anche le semiconsonanti, le quali si
producono quando l’aria, nel fuoriuscire, incontra un lieve ostacolo.
1.1.3 Le vocali
vocali
Le =
sono suoni linguistici prodotti senza frapposizione di un ostacolo all’uscita del flusso d’aria.
Italiano=solo vocali orali
Francese=solo vocali orali e nasali: complesse da riprodurre per un non-nativo
La lingua italiana :
- sette vocali toniche (portatrici di accento)
- cinque atone (non portatrici d’accento: escluse le medio-basse)
parametri
La loro realizzazione (e diversità ) è data da 3 :
- L’avanzamento della lingua (anteriore, centrale, posteriore);
- La posizione della lingua (alta, medio-alta, medio-bassa e bassa);
- La protrusione delle labbra;
Il trapezio vocalico = la rappresentazione schematica astratta del luogo e modo di articolazione dei
suoni vocalici (i 4 angoli rappresentano i punti estremi verso cui si può muovere la lingua nella fase di
articolazione).
In italiano è facile “ studiare ” le vocali:
-perché sono meno rispetto alle altre lingue
-perché non abbiamo vocali complesse o centrali.
aperte chiuse
La distribuzione tra vocali e v
ocali =varia da regione a regione: in alcune pronunce
dialettali viene addirittura neutralizzata la distinzione :
-le vocali toniche aperte e chiuse appartengono al toscano
-in altre regioni questo fenomeno nemmeno si verifica.
Dal punto di vista della durata c’è da dire che:
toniche brevi lunghe
-le vocali possono essere sia che
atone brevi
- le vocali sono sempre .
tonica
● In posizione le vocal i sono sempre brevi in sillaba CHIUSA (es. la E nella parola pes.to);
● In posizione tonica le vocali sono sempre lunghe in sillaba APERTA (es. la A nella parola ca.sa);
Le vocali non hanno uguale distribuzione nelle parole: ad esempio a fine di parola il suono “ u
”, posso
trovarlo tonico come tribù , ma non atono.
semplice
Il sistema vocalico italiano si presenta come molto :
L'inventario
● che presenta si compone di solo 7 suoni , il numero limitato consente una buona
distanza articolatoria che le rende ben distribuite e distanziate e quindi più facili da comprendere dal
pov uditivo; opposizioni
● Dal pov strutturale non sono presenti , come tra vocali arrotondate e non arrotondate;
schwa
● Assenza della vocale centrale presente in lingue come l’inglese e che si realizza con gli
articolatori a riposo; mondo
● Le vocali dell’alfabeto italiano sono anche le sette vocali più ricorrenti nelle lingue del (“ i
” e
“ a
” sono presenti per il 90%);
1.1.4 Le consonanti
Le consonanti sono suoni linguistici prodotti con la frapposizione di un ostacolo al passaggio del
flusso d’aria a livello della cavità orale.
I 3 parametri per distinguere le consonanti sono
- modo di articolazione
-luogo di articolazione
- grado di articolazione (e per la presenza o meno di vibrazione a livello delle corde vocali, che dà
opposizione tra consonanti sorde (PISA) o sonore (SBATTERE) ). : con la S non c’è la vibrazione
nella gola
Per esempio: [f] e [v] condividono modo e luogo di articolazione, ma in un caso le corde vocali che
non vibrano, nell’altro s
articolazione
Per quanto riguarda i modi di abbiamo:
Occlusive
● Il flusso d’aria viene completamente bloccato, e poi rilasciato. In italiano le coppie di fonemi sono 3:
● /p/ e /b/ pane e busta (blocco all’altezza delle labbra: bilabiali)
● /t/ e /d/ tema e dito (blocco agli alveoli: alveolari)
● /k/ e /g/ casa e gatto (blocco al velo palatino: velari)
Fricative
● Il flusso d’aria viene costretto in uno spazio ridotto e produce suono per la “frizione” o “costrizione”.
In italiano le coppie di fonemi sono (quasi) 3:
● labiodentali: /f/ e /v/ (filo e velo)
● dentali: /s/ (s sorda: scafo, casa) e /z/ (s sonora: sbattere, rosa)
● palatali (“postalveopalato-prolabiati”): /ʃ/ (scena) e /Ʒ/ (assente nell’italiano standard: garage)
Affricate
● Iniziano come occlusive e poi diventano fricative (ma durano quanto una singola consonante
occlusiva o fricative). In italiano le coppie di fonemi sono 2:
● dentali: /ʦ/ (z sorda: zio toscano, alzo) e /ʣ/ (z sonora: zero, orzo)
● palatali (“post alveo palato-pro labiati”): /ʧ/ (cena) e /ʤ/ (gelato)
● Nell’alfabeto fonetico (e in Unicode) sono rappresentate da caratteri singoli, non da combinazioni di
caratteri
Nasali
● L’aria esce solo dal naso. In italiano i fonemi (sempre sonori) sono 3:
● /m/ mano (labbra chiuse)
● /n/ nano (lingua contro gli alveoli)
● /ɲ/ gnomo (dorso della lingua contro il palato)
Nasali
- : l’aria fuoriesce sia dalla bocca, sia dal naso;
Vibranti
● La lingua (o l’ugola) batte contro un punto della bocca. In italiano ce n’è uno solo, alveolare (= la
punta della lingua batte contro gli alveoli):
● /r/ (rana, re...)
Vibranti
- : occlusioni continue che producono mono-vibranti o alle polivibranti (la lingua colpisce
insistentemente gli alveoli);
Approssimanti (semivocali o semiconsonanti)
● Gli organi fonatori non sono tanto vicini quanto nei costrittivi, ma il flusso d’aria riesce a produrre
comunque un rumore (a differenza di quanto accade con le vocali). In italiano sono solo due:
● palatale: /j/ (piede)
● velare (“velo labiato”): /w/ (uomo)
● N.B.: non c’è alternanza tra sonoro e non-sonoro.
Approssimanti
- : avvicinamento tra due organi fonatori, non si ha un vero e proprio ostacolo; non a
caso, parliamo di semi-
Laterali
● Il flusso d’aria passa dai lati della lingua. In italiano ce ne sono due:
● alveolare: /l/ (lingua)
● palatale: /ʎ/ (aglio, figlio...)
Laterali
- : l’aria esce ai lati della lingua che è sollevata; articolazione
Un secondo parametro per la produzione delle consonanti è dato dal luogo di che
velare
determina la produzione di bilabiale, labiodentale, alveolare, prepalatale, palatale, .
grado
Il terzo parametro è dato dal di vibrazione (delle corde vocali) che determina consonanti
sonore sorde
o . Osservando la tabella IPA (ALFABETO FONETICO INTERNAZIONALE) che
rappresenta i 23 foni consonantici dell’italiano : due foni che occupano la stessa casella
sinistra
condividono modo e luogo di articolazione ma non il grado in quanto il fono a è sordo e quello
destra sonoro
a è .
22 sonori
Dei trenta fonemi dell’italiano , sono : le 7 vocali , le 2 semiconsonanti e 13 consonanti
.
Per quanto riguarda le caratteristiche del sistema consonantico italiano:
● In italiano è importante l’opposizione sorda-sonora perché ha un alto rendimento funzionale ( genera
minime
coppie ) e inoltre, rende l’italiano musicale ;
sbilanciamento
● Lo in avanti (solo 5 fonemi articolati dal palato in giù);
semplicità marcati
● Relativa ma con alcuni fonemi : affricate, laterale palatale, nasale palatale;
fonologico non
● L’intensità consonantica ha valore (fato-fatto) ma genera coppie minime ma parole
semanticamente diverse (es. latino: le vocali lunghe e brevi non davano luogo a coppie minime);
● Quindici consonanti dell’italiano ammettono l’ alternanza tenue/intenso ;
● Cinque consonanti palatale nasale, laterale, prepalatale fricativa e le affricate dentali sono sempre
intervocalica
intense in posizione (inerentemente lunghe); brevi
● Tre consonanti, le due approssimanti e la fricativa alveolare sonora sono inerentemente ;
1.1.5 Dittongo e iato
Dittongo = è prodotto dal raggruppamento di 2 vocali grafiche continue in una sillaba : ess o è formato
da una vocale e semiconsonante:
-dittongo ascendente (semiconsonante) =Quando la semiconsonante è seguita dalla vocale ( es.
fiore);
-dittongo discendente (semivocale) =Quando la semiconsonante è preceduta dalla vocale (es.
causa) ;
Iato =Quando ciascuna vocale è il centro di una diversa sillaba e rimangono separate dalla pronuncia
- Quando si incontrano 2 vocali diverse da i e u (es. paese, aorta);
- Quando 1 delle 2 vocali è i o u e porta l’accento (es. para, ortografìa);
- Nelle parole derivate e composte in cui il primo elemento termina per u o per i (es. biennio,
triangolo);
1.1.6 Grafia e pronuncia
fonografica
L’ italiano è una lingua , significa che c’è buona corrispondenza tra l
ivello fonico e
grafico .
In pochi casi la corrispondenza salta :
- A 1 lettera corrispondono più fonemi (es. “ e
”: p e
sce / p e
sca);
gn gh
- A 2 lettere corrisponde un fonema: 2 digrammi (es. “ ”: agnello [ / “ ”: ghiaccio [g] );
ɲ]
gli sci
- A 3 lettere corrisponde un fonema: 3 trigrammi (es. “ ”: aglio / “ ”: scientifico); +
- A 1 lettera corrispondono più grafemi : (es. [
k
]: “c” e “q” );
- Al grafema “ h
” non corrisponde alcun suono;
medievale
Il processo che ci ha portato il sistema grafico attuale è dovuto ad un multi grafismo .
1.1.7 Allofoni
Non tutti i foni di una lingua costituiscono dei fonemi .
pane panca
Se prendiamo 2 parole: come e nel primo caso la “
n
” viene realizzata come
alveolare velare
un’ mentre nel secondo caso come una nasale .
fonetica
La differenza si nota solo nella trascrizione ed è dovuta al contesto fonosintattico in cui
sono inseriti quei due foni.
Allofoni (o varianti combinatorie )= 2 foni che si alternano sulla base del contesto fonosintattico
complementari
(fono che segue, fono che precede) e sono . Oltre ad esse, ci sono anche le varianti
libere
dovute alle caratteristiche individuali del parlante (es. la “ r
”).
di parola
Le consonanti possono essere intense in principio , quando nel contesto fonosintattico si
vengono a trovare in posizione intervocalica (es. la s
ciarpa).
casi
Le varianti combinatorie si riscontrano in 2 :
parziali luogo
- Assimilazione delle nasali [
n, m ] alla consonante che seguono : assimilano solo il
di articolazione del fonema che segue; o La “
n
” diventa velare davanti ad una occlusiva velare sorda o
sonora (es. a n
cora); o La “ n
” diventa labiodentale se si trova davanti ad una fricativa labiodentale (es.
a n
fora, i n
vece);
aperta
- Le vocali toniche si allungano in sillaba (questa regola non si applica alle vocali toniche
infine di parola perché rimangono sempre foneticamente brevi);
1.1.8 Il raddoppiamento fonosintattico
fonosintattico
Il raddoppiamento =è dato quando la consonante della parola si raddoppia a causa
della parola precedente.
Esso si realizza dopo:
k’k
- I monosillabi con accento grafico (es. da casa : la c la pronuncio doppia /da asa/);
- I monosillabi senza accento grafico (es. a pena: questa addirittura si sono graficamente unite
p’p
“appena” /a ena/);
- Le lettere dell’alfabeto di una sola sillaba pronunciate per esteso (es. pi greco: la g la pronuncio
g’g
doppia /pi reko/);
- Tutti i polisillabi tronchi (es. città, virtù, cantò );
t’t
- Alcuni polisillabi piani (es. sopra, qualche in parole come “soprattutto” /sopra utto/);
Il raddoppiamento non è rappresentato dalla grafia, a meno che 2 parole non siano storicamente unite
(es. appena). regressiva
Dal pov storico il raddoppiamento fonosintattico si spiega come un’ assimilazione , che
invece di essere avvenuta all’interno della parola è successa ai confini tra due parole (es. a me :
am’me).
1.1.9 Punti deboli del sistema fonologico italiano
Durante la storia, la lingua italiana si è tramandata oralmente e la presenza dei dialetti ha messo in
difficoltà l’uniformazione della lingua , contrastata da dei fattori che non si notano graficamente,
che non sono prevedibili e hanno basso rendimento funzionale: non vengono percepiti con nettezza
non-toscani
soprattutto dai .
- Non sono veicolate dall’ortografia ;
funzionale
- Basso rendimento : determina poche coppie minime (es. razza: l’etnia o il tipo di
pesce);
ello
- Imprevedibilità (quando la e è aperta e quando è chiusa? È aperta in suffissi come - e chiusa
-mente
negli avverbi in );
- Forte variazione regionale ;
1.1.10 L’accento
L’accento ha 3 caratteristiche fondamentali:
intensivo
- È di tipo : la sillaba tonica è pronunciata con maggiore intensità rispetto alle atone;
libera
- La sua posizione è (non è possibile determinarla);
distintivo
- Ha valore : serve per distinguere parole diverse (es. calam&igr
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