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Metodi E Strumenti Della Valutazione Diagnostica 0

INDICE

Deficit dell’attenzione (introduzione, valutazione e riabilitazione) ...................................................................... .2

Deficit delle funzioni esecutive (introduzione, valutazione e riabilitazione) .......................................................... 9

Deficit del linguaggio in età adulta: le afasie (introduzione, valutazione e riabilitazione) ..................................... 19

Dislessia, disgrafia, discalculia (introduzione, valutazione e riabilitazione) …………………………………………27

Disturbi della memoria (introduzione, valutazione e riabilitazione) ………………………………………………….35

Disturbi della programmazione motoria: le aprassie (introduzione, valutazione e riabilitazione)…………………..42

Disturbi del riconoscimento: le agnosie (introduzione, valutazione e riabilitazione) ………………………………..46

Valutazione dell’anziano …………………………………………………………………………………………………51

Valutazione del bambino …..…………………………………………………………………………………………….53

Test di personalità: quantità e qualità……………………………………………………………………………………54

Sympton questionnaire ………………………………………………………………………………………………….56

Minnesota multiphasic personality inventory (mmpi) …………………………………………………………………57

Reattivo di rorschach ………………………..…………………………………………………………………………..62

Test di appercezione tematica (tat) …………………………………………………………………………………….70

Cognitive behavioural assessment (cba) ……………………………………………………………………….……….74

Autismo e cognizione sociale ……………………………………………………………………………………………77

Il riassunto nasce dall’integrazione di tre dei manuali del programma, con gli appunti presi a lezione, pertanto, l’indice non

seguirà l’ordine standard dei libri. I libri sono:

“Manuale di neuropsicologia” (G. Vallar; C. Papagno).

“Valutazione cognitiva e neuropsicologica nel bambino, nell’adulto e nell’anziano” (M.P. Viggiano).

“La riabilitazione neuropsicologica” (E. Ladavas).

Inoltre, a fine testo ci sono i riassunti (integrati con gli appunti) dei libri:

“I test di personalità: quantità e qualità” (A. Granieri)

“Cognizione Sociale e Autismo” (M. Mazza; M. Valenti). 1

I disturbi dell’attenzione.

L’attenzione è un processo cognitivo che ci permette di selezionare uno stimolo, utilizzare in modo strategico tale

selezione, mantenere uno stato di arousal fisiologico e di spostare il focus attentivo da un punto all’altro di uno spazio. In

altre parole, l’attenzione regola le funzioni sensoriali, cognitive e motorie. Un danno a carico delle funzioni attenzionali

compromette la condotta degli individui e la loro efficacia a vari livelli.

Come tutti i processi cognitivi, l’attenzione sottende una classe ampia di abilità di soggetti, che ci permette di interagire

con il mondo esterno (es. attenzione ad uno stimolo visivo) ma anche con il mondo interno (es. presta attenzione all’attrito

che i piedi hanno sul pavimento). Tecnicamente nella nostra mente abbiamo spostato il focus attentivo da un distretto

fisico all’altro perché i nostri processi cognitivi ci consentono di farlo; nell’eminegligenza laterale acquisita, più conosciuta

come neglect, questo non succede perché a seguito di una lesione cerebrale non si riesce a riconoscere la percezione

di un emispazio.

Sebbene in passato l’attenzione fosse stata considerata una funzione unica, diversi studi hanno dimostrato che il concetto

di attenzione si riferisce ad un’ampia classe di processi ben distinti fra loro.

Jerry Fodor, ha proposto la teoria modulare delle mente, una teoria che postula che la nostra mente è organizzata in

moduli, ossia dei distretti specializzati per specifiche classi di input, connessi tra loro. Inoltre, tali moduli sono incapsulati,

cioè funzionano autonomamente e in automatico e, se il modulo è saldo, niente lo può intaccare: se ho danneggiato il

linguaggio ma non il modulo di memoria, non ho perso la memoria. Per verificare che un soggetto afasico non ha perso

la memoria, posso utilizzare test non verbali. Il nostro compito è quello di adeguare lo strumento alla condizione del

paziente. Se a quello stesso paziente somministrassi la WAIS, probabilmente potrebbe emergere un ritardo che in realtà

non c’è. È questo che distingue le scienze cognitive dalle altre scienze: noi ipotizziamo, grazie a Wernicke e Broca, che i

moduli hanno un funzionamento ben preciso.

Inoltre, l’attenzione agisce su tutti i livelli di elaborazione dell’informazione, dall’analisi sensoriale percettiva fino alla

programmazione della risposta. Può produrre facilitazione se aumenta la velocità della risposta oppure posso essere io

ad inibire la risposta che non risulta corretta in quel momento.

Posner, assieme ad altri colleghi, propose un modello che spiega come funziona l’attenzione. Perché si parla di

modello? Perché in psicologia cognitiva, parlare di modello significa tentare di spiegare e costruire degli strumenti in

grado di intervenire sulle abilità cognitive, altrimenti si vivrebbe in un mondo non conoscibile.

Esistono alcune componenti, in assenza delle quali non potremmo sopravvivere: la vigilanza e l’allerta.

1) LA VIGILANZA (attenzione sostenuta), attraverso il sistema noradrenergico (locus coeruleus), regola il mantenimento

di uno stato di attivazione e permette di sostenere uno stato di allerta, aumentando la velocità della trasmissione delle

informazioni. Ad esempio, nel momento in cui seguiamo una lezione universitaria, possiamo avere dei cali e dei picchi di

attenzione ma bene o male è sempre presente e si mantiene costante.

2) L’ALLERTA, corrisponde alla funzione base di attivazione dell’individuo. Posner la distingue in tonica (stato di

attivazione generalizzato, caratterizzato da cambiamenti lenti e involontari) e fasica (momentanea facilitazione indotta

generalmente da uno stato di allarme).

Le componenti intellettive che possiamo descrivere sono diverse:

3) ATTENZIONE SELETTIVA, riguarda sicuramente una modalità sensoriale ed è l’abilità che ci permette di concentrare

tutte le nostre risorse su un unico obiettivo, ignorando tutti gli altri segnali che arrivano ai nostri sensi ma che non sono

rilevanti in quel momento. Il focus della nostra attenzione può essere più o meno ampio (attenzione diffusa) e diretto allo

svolgimento di due o più compiti contemporaneamente (attenzione divisa). L’attenzione divisa ci permette di dimostrare

che siamo in grado di elaborare più informazioni contemporaneamente.

La selezione dell’informazione prevede la presenza di un filtro con una duplice funzione:

PROCESSI PREATTENTIVI: se lo stimolo è semplice lo si elabora in modo automatico e cioè senza sforzo cognitivo. Sono

rapidi e non risentono della presenza di distrattori (es. trova la figura gialla tra tre figure di colore giallo, rosso e verde).

I processi automatici sono veloci, sfuggono al controllo volontario e non richiedono l’impiego delle risorse attentive.

PROCESSI ATTENTIVI CONTROLLATI: se gli stimoli da individuare richiedono il cosiddetto sforzo cognitivo. Sono più

lenti e più suscettibili ad errori.

I processi attentivi controllati sono attivati in modalità seriale (non possono essere attivati in contemporanea), essi sono

svolti in maniera sequenziale con un passaggio sequenziale così rapido da sembrare simultanee. Tali processi, attraverso

l’esercizio possono diventare automatici però naturalmente lo sforzo è precedente (costruisco una routine che mi

permetta di eseguire la sequenza).

Sempre restando sull’attenzione selettiva, è stata ipotizzata la presenza di un sistema attenzionale supervisore (SAS) che

consente il controllo e il monitoraggio dell’azione complessa, permettendo un uso strategico delle componenti selettive

dell’attenzione.

4) SISTEMA ATTENZIONALE ANTERIORE, riguarda principalmente la corteccia frontale mediale ma anche la parte

dorsolaterale. È importante conoscere la localizzazione del danno per comprendere quale sia l’eventuale danno nel

2

paziente. Un danno frontale può ripercuotersi sull’attenzione selettiva. Tale sistema riguarda il controllo delle funzioni

esecutive, il monitoraggio del comportamento e l’elaborazione consapevole dell’esperienza.

5) SISTEMA ATTENZIONALE POSTERIORE, riguarda la corteccia parietale posteriore, il pulvinar e il collicolo superiore

ed è responsabile sia dell’orientamento dell’attenzione verso stimoli sensoriali che la facilitazione verso stimoli selezionati

per la loro posizione nello spazio o per il possesso di caratteristiche specifiche. Il neglect, in cui c’è un disturbo di

orientamento dell’attenzione, è localizzato proprio in quest’area e il danno è presente nell’area controlaterale rispetto alla

lesione.

Uno degli aspetti cruciali di tutti i processi di attenzione fin qui indagati, è l’aspetto della compatibilità spaziale: se ho uno

stimolo che compare a destra, sarò più veloce a premere il pulsante con la mano destra e lo stesso avverrà nella

componente controlaterale. Se invece lo stimolo non è collegato ad una reazione di questo tipo, la risposta sarà più lenta

perché dovrò sganciare lo stimolo, agganciare il comportamento e solo allora produrrò la risposta. La compatibilità

spaziale ci porta ad avere dei tempi di reazione più rapidi.

VALUTAZIONE.

Per poter effettuare una valutazione neuropsicologica dei disturbi attentivi, è fondamentale tenere in considerazione tutti

i fattori di cui abbiamo parlato fino ad ora. L’elemento principale da tenere a mente è che, essendo l’attenzione un

processo multidimensionale, in base alla lesione ottenuta potrebbero presentarsi danni di diverso tipo nei diversi distretti

attentivi.

Dobbiamo pensare che alcune pianificazioni che per noi sono scontate, per pazienti anziani o con deterioramenti cognitivi

o con danni cerebrali di altro tipo, non lo sono. Per noi è scontato che se entriamo in doccia dobbiamo essere nudi, per

una persona con deficit potrebbe non essere altrettanto scontato.

È difficile isolare la componente attenzionale dalle altre componenti cognitive però esistono diversi test psicometrici in

grado di rilevare alcune evidenze utili alla valutazione neuropsicologica.

ALLERTA

Si registrano i tempi di risposta allo stimolo visivo o uditivo. Nell’allerta tonica si misurano i tempi di reazione semplice

(compare lo stimolo e io rispondo), nell’allerta fasica sono considerati i tempi di reazione al preallarme, cioè vengono

presentati stimoli che precedono lo stimolo bersaglio.

La TEA è una batteria computerizzata che si occupa della valutazione sia di allerta tonica che fasica.

È opportuno evidenziare che in alcuni pazienti possono risultare lenti i tempi di reazione semplice ma normali i tempi di

reazione al preallarme e viceversa. Tale evidenza sottolinea la diversità dei due tipi di allerta.

VIGILANZA

Si richiede ai soggetti di eseguire compiti semplici e monotoni mantenendo tempi di reazione rapidi con risposte accurate.

ATTENZIONE SOSTENUTA

-SIMPLE VIGILANCE TEST (SVT)→ il paziente deve rispondere ad uno stimolo visivo (lettera X) premendo un tasto. Il

test è diviso in due blocchi: il primo blocco prevede la presentazione dello stimolo in un range temporale ben definito; il

secondo prevede la presentazione in modo casuale per annullare l’effetto prevedibilità.

-CONTINUOUS PERFORMANCE TEST (CPT)→ come nel precedente test, il paziente preme il pulsante in seguito allo

stimolo (lettera X), presente in una sequenza di altre lettere. L’intervallo è costante ma nei due blocchi cambia il ritmo di

presentazione (prima ogni secondo poi ogni due).

-SUSTEINED ATTENTION TO RESPONSE TASK (SART)→ presentazione rapida dei numeri da 1 a 9. Il paziente deve

premere il più velocemente possibile per ogni numero eccetto che per il numero 3. In questo caso quindi il compito

consiste nell’inibizione della risposta che può essere compromessa a prescindere dall’attenzione sostenuta.

-DUAL ATTENTION TO RESPONSE TASK (DART)→ è stato elaborato dall’unione di CPT e SART, per incrementarne la

sensibilità. Il paziente deve rispondere con il tasto sinistro del mouse ad ogni stimolo, eccetto che al numero 3 e con il

tasto destro ad ogni distrattore (un numero di colore grigio).

CPT e DART misurano la dimensione temporale e selettiva dell’attenzione, quindi, un punteggio patologico potrebbe

suggerire una compromissione sia di vigilanza che di attenzione selettiva.

-ELEVATOR COUNTING TASK→ è l’unico test per l’attenzione sostenuta non visivo, incluso anche nella batteria TAQ,

che vedremo più avanti. Vi sono 14 sequenze di toni presentate con intervalli irregolari tra una sequenza e l’altra. Il

3

paziente deve immaginare di trovarsi in un ascensore e deve riferire a quale piano pensa di trovarsi (ogni tono udito

rappresenta un piano).

ATTENZIONE SELETTIVA

Si utilizzano compiti in cui sono presenti vari distrattori che il candidato deve eliminare, individuando lo stimolo bersaglio.

Viene calcolato il numero di bersagli rilevati e il tempo totale impiegato per la loro rilevazione.

-TEST DELLE MATRICI (Visual Search)→ è tra i più utilizzati in Italia per valutare l’attenzione selettiva. Al paziente

vengono presentate tre matrici numeriche in successione e gli viene chiesto di barrare il più velocemente possibile gli

stimoli bersaglio. Il tempo massimo di presentazione dello stimolo è di 45 secondi per ciascuna matrice, anche se al

paziente è consentito un prolungamento di tempo per il completamento del compito. La somma delle risposte corrette

entro i 45 secondi è adeguata all’età e alla scolarizzazione del paziente.

-SDMT, SDT e DST (quest’ultimo estratto dalla scala Wechsler)→ tutti e tre riguardano l’associazione simboli- numero.

Nel SDMT e nel SDT sono rappresentati in una fila superiore dei simboli privi di significato a cui il paziente deve associare

un numero corrispondente in maniera rapida e accurata. Il test SDMT può essere somministrato sia in forma scritta che

orale.

Il DST invece, presenta file di coppie di quadratini appaiati l’uno sopra l’altro. Nella fila superiore sono rappresentati in

ordine casuale i numeri da 1 a 9 mentre in quella inferiore dei simboli privi di significato. Il compito consisteva

nell’appaiamento simbolo- numero seguendo la sequenza già rappresentata.

-COMPITO DI STROOP→ è così chiamato per il nome del suo ideatore. In questo compito il soggetto deve denominare

il più velocemente possibile il colore con cui sono scritti i nomi dei colori (es. parola “rosso” scritta con inchiostro rosso,

se la parola “rosso” è scritta in verde, il candidato, in questa situazione di incongruenza deve denominare il nome

dell’inchiostro, dunque, verde). Questo compito mette in evidenza la difficoltà di sopprimere una risposta data in

automatico. Il compito è composto da 100 stimoli: nella prima tavola ci sono 100 nomi di colori scritti in nero su sfondo

bianco; nella seconda ci sono 100 quadrati di diversi colori; nella terza i nomi dei colori scritti con inchiostro incongruente.

I compiti sono dunque di lettura, denominazione ed individuazione del colore nel più breve tempo possibile.

Il punteggio è stimato sottraendo la velocità di risposta finale con le risposte di ciascun compito, ottenendo così il tempo

di fatica. È considerato patologico quando i tempi di reazione della terza tavola superano la somma dei tempi di reazione

delle prime due tavole.

-TEST DI APPRENDIMENTO MOTORIO INVERTITO GO-NO GO→ è un test di inibizione della risposta motoria, in cui

l’esaminatore spiega che ogni volt

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher M_Psy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e strumenti della valutazione diagnostica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Mazza Monica.
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