NEUROPSICOLOGIA CLINICA – 12/10/2016
Neuroscienze cognitive: utilizzano tecniche di neurovisualizzazione (PET, TAC…)
Psicofisiologia: segnali cerebrali prevalentemente di natura elettrica – es.
conduttanza cutanea
Neuropsicologia: tranne per la sperimentale, hanno a che fare con pazienti con
danni all’encefalo; capire come organizzazione cerebrale e organizzazione
mentale sono associate;
Sindrome: costellazione di segni (ciò che il medico osserva) e sintomi (ciò che il
paziente riferisce di sentire)
Tramite lo studio degli effetti delle lesioni cerebrali sui processi mentali si cerca
di capire come l’organizzazione cerebrale e mentale sono associate. Nella
neuropsicologia cognitiva si parte dallo studio di pazienti con lesioni cerebrali per
risalire all’organizzazione strutturale e funzionale dei processi mentali negli
esseri normali (es. non tutte le funzioni cerebrali si perdono se una lesione è
circoscritta in una specifica area cerebrale). Oltre ad avere una architettura
cerebrale specializzata, non monolitica, persino le parti colpite non sono colpite
in egual misura. Se la neuropsicologia cognitiva studia i pazienti con lesioni
cerebrali per capire meglio l‘architettura della mente normale, la neuropsicologia
clinica dovrebbe partire dalla conoscenza dell’architettura funzionale normale
per capire come e perché un paziente manifesta quei segni e sintomi. Grazie alla
conoscenza dell’architettura normale osservando il comportamento del paziente
devo arrivare ad inquadrare le difficoltà che il paziente presenta [prima
definizione di neuropsicologia clinica: la descrizione e l’inquadramento dei segni
e sintomi dei disturbi partendo da modelli e ciò che sappiamo sul funzionamento
mentale normale].
Mente= sinonimo dell’insieme delle funzioni mentali – cognitive, emotive, etc.; le
funzioni cognitive sono quelle che ci permettono di adattarsi continuamente al
nostro ambiente, di apprendere nuove info, di comunicare con gli altri etc. in ogni
momento usiamo quasi la totalità delle nostre funzioni mentali. I confini sono
chiari ma tipicamente nella neuropsicologia le funzioni cognitive sono chiamate
funzioni percettive, linguistiche, attentive, mnestiche, prassiche, elaborazione
dei numeri e calcolo, esecutive. A loro volta le funzioni cognitive (che
costituiscono il sistema volitivo) sono sottese da sottosistemi cognitivi
(percezione, memoria, linguaggio, etc.). Ciascuno di questi sottosistemi può
essere compromesso selettivamente in presenza di un danno cerebrale,
restituendo i correspettivi disturbi neuropsicologici (es. agnosie, amnesie,
afasie…). Anche se sono sottosistemi distinti non significa che questi non siano
interagenti tra loro: sono altamente interconnessi, e vengono coordinati tramite
connessioni cerebrali tramite funzioni esecutive che hanno sede nelle parti
anteriori dell’encefalo LURIA: sistema funzionale (combinazione di sottosistemi
cognitivi che permettono di espletare una funzione complessa; non basta
prendere in considerazione uno solo dei sottosistemi cognitivi distinti per
effettuare dei compiti complessi). Ciascun sottosistema cognitivo è composto da
distinte componenti interconnesse, (ad es. linguaggio: lessico ortografico di
input, lessico fonologico di output, ecc.) chiamate “moduli” (connessi pe es. in
modo bidirezionale): una componente specializzata ad elaborare specifici tipi di
informazione (ad es. il lessico ortografico di input, il lessico fonologico di output,
etc.). ciascuno modulo può essere compromesso selettivamente da un danno
cerebrale (deficit di riconoscimento di parole scritte, deficit di denominazione
orale). Le funzioni mentali intatte sono associate ad encefalo sano;
DUE APPROCCI
LURIJA approccio all’organizzazione mentale sana: le funzioni mentali sono
implementate dall’encefalo (con particolare riferimento al tronco dell’encefalo e
la corteccia) secondo 3 unità: la prima è costituita dalla formazione reticolare,
insieme di nuclei che si trovano lungo il tronco dell’encefalo, che svolge funzioni
fondamentali; la seconda unità è costituita dall’insieme delle cortecce (lobi) che
occupano la parte retrorolandica dell’encefalo (scissura di Rolando/centrale
separa i lobi frontali dai lobi parietali; i lobi frontali si trovano anteriormente alla
scissura di Rolando); la terza unità è costituita dai lobi frontali. Queste unità
svolgono in maniera integrata funzioni distinte: la prima unità è deputata alla
attivazione generale, stato attentivo e allerta generale; la seconda unità è
deputata alla ricezione ed immagazzinamento delle informazioni; la terza unità è
deputata alla pianificazione, produzione, monitoraggio e adattamento del
comportamento (LESIONE= disturbi nelle funzionalità esecutive). Le tre unità
devono integrarsi per poter compiere compiti e azioni complessi.
LEZIONE 18/10/2016
APPROCCIO MESULAM
Propone la presenza di circuiti anatomo-cognitivi (una serie di aree cerebrali
interconnesse che funzionano in maniera sincronizzata, organizzata a produrre
un determinato comportamento o a raggiungere un determinato scopo):
Circuito parieto-frontale destro: sistema esteso, situato lungo l’emisfero
destro, deputato all’orientamento dell’attenzione nello spazio. Componente
parietale + componente frontale (deputata all’orientamento e correttezza di
orientamento nello spazio). La nostra capacità di focalizzare l’attenzione in una
direzione nello spazio circostante o del proprio corpo è chiamata attenzione
spaziale. Come dice Luria non abbiamo una singola regione cerebrale deputata
all’orientamento nello spazio ma un ampio circuito che connette in primis regioni
parieto-frontali e poi aree sottocorticali. La situazione è più complessa rispetto a
quella proposta da Mesulam: pare che emisfero dx sia più equilibrato
nell’orientare il fuoco dell’attenzione spaziale a dx o a sx, su/giù, vicino/lontano.
Il sinistro è meno equilibrato e può comportare una serie di deficit.
Circuito occipito-temporo-parietale (lobulo parietale inferiore) destro e
occipito-temporale sinistro: percezione, riconoscimento ed identificazione
degli oggetti e dei volti. Coinvolge il lobulo parietale inferiore (e una parte del
posteriore); è bilaterale e ha una parte anche nell’emisfero sinistro (corteccia
occipito-temporale sx). moduli emisfero dx e sx hanno funzioni specializzate.
Lesioni specifiche lungo questi due circuiti comportano deficit specifici. Non sono
sovrapponibili, sono distinti ma si integrano a vicenda.
Circuito temporo-parieto-frontale bilaterale: [aspetti simbolici ed
intonazionali del linguaggio]
È deputato all’elaborazione del linguaggio. SX dominante per azioni complesse e
linguaggio, ma non pe altre funzioni come l’orientamento dell’attenzione in cui è
il DX a dominare. SX deputato all’elaborazione degli aspetti simbolici e sintattici
del linguaggio; DX specializzato negli aspetti emozionali, intonazionali e melodici
del linguaggio.
Circuito limbico e perilimbico bilaterale: da un punto di vista filogenetico è
formato da strutture più antiche rispetto alla neocorteccia; il sistema limbico è
deputato alla memoria (elaborazione ricordi) e alle emozioni. Qualsiasi danno
comporta difficoltà mnestiche ed emotive sia a dx che a sx.
Circuito parieto-frontale sinistro: imitazione, elaborazione di movimenti e
gesti appresi, complessi, volontari e finalizzati. Un danno in questo circuito
provoca aprassia.
Circuito fronto-striatale (si riferisce ai nuclei/gangli della base): [qualsiasi
agglomerato di neuroni all’interno del sistema nervoso è un nucleo, se è al di
fuori è un ganglio] lo scopo di questo circuito è il controllo esecutivo, continua
correzione e monitoraggio del comportamento in base a intenzioni, desideri,
obiettivi, etc. Connessioni dirette e indirette con il resto dell’encefalo. Concerne
la motivazione e produzione del comportamento.
Effetti delle lesioni cerebrali (es. ictus, tumore) in pazienti adulti che
perdono alcune funzionalità dopo una lesione.
[Morte cerebrale= vengono compromessi i centri principali e fondamentali
dell’encefalo]
Se viene colpito il circuito parieto-frontale-destro prevalentemente viene
diagnosticato il neglect/negligenza spaziale; il paziente mostrerà segni di
inconsapevolezza verso parti dello spazio o del proprio corpo controlaterali alla
lesione; se la lesione è bilaterale e colpisce il circuito corticale deputato alla
percezione/riconoscimento e identificazione di stimoli sensoriali (visivi) i segni
che emergono possono essere: difficoltà a percepire, riconoscere o identificare
stimoli percepiti (agnosia, in questo caso visiva); altre parti possono essere
colpite, e produrre difficoltà nell’elaborazione dei volti delle persone (anche
familiari), causato dalla prosopoagnosia (agnosia dei volti); se il circuito colpito è
il circuito limbico e perilimbico si può avere amnesia (senza memoria): difficoltà
ad apprendere nuove informazioni e/o ricordare vecchie informazioni. Se viene
colpito la parte sinistra del circuito temporo-fronto-parietale si avranno difficoltà
a capire le cose che si ascoltano e a parlare (afasia), difficoltà a leggere (alessia)
e a scrivere (agrafia). Acalculia: difficoltà ad usare i numeri e a fare calcoli;
aprassia: difficoltà ad elaborare movimenti e azioni motorie apprese, complesse
e volontarie (lesione nel circuito fronto-parietale sx); lesioni a carico dei lobi
frontali (circuito fronto-striatale?): sindrome disesecutiva, insieme di segni
caratterizzati da difficoltà a motivare, pianificare, manifestare monitorare ed e
adattare il comportamento.
I segni in alcuni casi possono essere dovuti ad alcuni deficit; ma per es. non tutte
le difficoltà nel ricordare sono dovuti ad amnesia.
Singola dissociazione; doppia dissociazione (Vallar)
NEUROANATOMIA
A. L’encefalo è costituito da:
1. Rombencefalo (hindbrain), suddivisibile in:
1.1. Metencefalo, suddivisibile in:
1.1.1. Ponte;
1.1.2. Cervelletto.
1.2. Mielencefalo (midollo allungato; sinonimo: bulbo).
1.3. Quarto ventricolo.
2. Mesencefalo (midbrain); incluso acquedotto di Silvio.
3. Pro(s)encefalo (forebrain), suddivisibile in:
3.1. Telencefalo, suddivisibile in:
3.1.1. Corteccia cerebrale;
3.1.2. Nuclei della base (erroneamente chiamati gangli della base);
3.1.3. Ventricoli laterali.
3.2. Diencefalo, suddivisibile in:
3.2.1. Talamo;
3.2.2. Subtalamo (nuclei subtalamici);
3.2.3. Ipotalamo;
3.2.4. Parte posteriore dell’ipofisi;
3.2.5. Epitalamo;
3.2.6. Terzo ventricolo.
B. La corteccia cerebrale è costituita dalla:
1. Neocorteccia (sinonimo: isocorteccia); è composta da sei strati ed è
costituita da:
1.1. Isocorteccia omotipica (sei strati dello stesso spessore): aree
associative, ad eccezione delle aree premotorie.
1.2. Isocorteccia eterotipica (sei strati con spessore parzialmente diverso);
suddivisibile in:
1.2.1. Isocorteccia eterotipica agranulare (rispetto agli altri strati, lo strato
granulare interno è più stretto, mentre lo strato piramidale interno è più spesso):
corteccia motoria primaria e corteccia premotoria;
1.2.2. Isocorteccia eterotipica granulare (rispetto agli altri strati, lo strato
granulare interno è più spesso, mentre lo strato piramidale interno è più stretto):
cortecce sensoriali primarie, ad eccezione dell’area olfattiva primaria
(paleocorteccia).
2. Mesocorteccia; è costituita da sei strati, ma gli strati 2, 3 e 4 non sono
sempre distinguibili tra di loro: giro paraippocampale (ad eccezione dell’uncus) e
corteccia cingolata.
3. Allocorteccia; è costituita da 3 o 4 strati. E’ suddivisibile in:
3.1. Paleocorteccia: uncus (secondo alcuni neuroanatomici non tutto l’uncus è
fatto di paleocorteccia, ma solo la sua parte anteriore) e la parte corticale
dell’amigdala.
3.2. Archicorteccia: formazione ippocampale (secondo alcuni neuroanatomici è
sinonimo di ippocampo). La formazione ippocampale è costituita da:
3.2.1. Corno di Ammòne (alcuni neuroanatomici considerano il corno di Ammone,
non l’intera formazione ippocampale, come sinonimo di ippocampo);
3.2.2. Subicolo;
3.2.3. Giro dentato.
I due emisferi cerebrali (sinistro e destro) sono separati dalla fessura
longitudinale (fessura interemisferica); la superficie laterale di ciascun emisfero
cerebrale è composta da: quattro lobi (frontale, temporale, parietale ed
occipitale); due scissure (scissura centrale di Rolando che separa il lobo
frontale e il lobo parietale; scissura laterale di Silvio che separa il lobo temporale
– parte anteriore – e il lobo frontale + il lobo temporale – parte posteriore – e il
lobo parietale). (giro
Nella superficie laterale del lobo frontale sono visibili: quattro giri
precentrale, giro frontale superiore, giro frontale medio, giro frontale inferiore
suddivisibile, in direzione anteriore – rostrale – e posteriore – caudale –, in tre
parti: parte orbitale o pars orbitalis, parte triangolare o pars triangularis e parte
(solco precentrale
opercolare o pars opercularis), tre solchi – separa il giro
precentrale da ciascuno degli altri giri frontali, ovvero superiore, medio e
solco frontale superiore
inferiore –, – separa il giro frontale superiore ed il giro
solco frontale inferiore
frontale medio –, – separa il giro frontale medio e il giro
frontale inferiore –).
Nella superficie laterale del lobo temporale sono visibili: tre giri (giro
temporale superiore, giro temporale medio e giro temporale inferiore),
due solchi (solco temporale superiore – separa il giro temporale superiore ed
il giro temporale medio –, solco temporale inferiore – separa il giro temporale
medio ed il giro temporale inferiore –).
Nella superficie laterale del lobo parietale sono visibili: giri/lobuli (giro
postcentrale e corteccia parietale posteriore, composta da due lobuli:
lobulo parietale superiore e lobulo parietale inferiore giro
– composto dal
sopramarginale e dal giro angolare), solchi (solco postcentrale – separa il giro
postcentrale e la corteccia parietale posteriore –, solco intraparietale – separa
il lobulo parietale superiore e il lobulo parietale inferiore –).
La superficie laterale del lobo occipitale non presenta una sistematica
suddivisione in giri e solchi, sebbene qualche neuroanatomico sostenga che vi
siano presenti tre giri (superiore, medio, inferiore) separati da due solchi
(superiore ed inferiore).
Nella superficie mesiale degli emisferi cerebrali sono visibili cinque lobi: lobo
giro precentrale, giro frontale superiore e giri rostrali
frontale (composto da –
giro postcentrale e
superiore e inferiore), lobo parietale (composto da
precuneo), parte anteriore del giro fusiforme),
lobo temporale (composto dalla
cuneo, giro linguale e giro fusiforme
lobo occipitale (composto da – parte
giro paraippocampale + ippocampo o
posteriore) e lobo limbico (composto dal
formazione ippocampale – formazione ippocampale non visibile perché coperta
giro del cingolo o corteccia cingolata).
dal giro paraippocampale – e
Nella superficie mesiale degli emisferi cerebrali sono visibili le seguenti scissure
e solchi: la scissura centrale di Rolando (che separa il lobo parietale e il lobo
frontale), la maggior parte del solco cingolato (che separa il giro frontale
superiore ed il giro del cingolo; una piccola parte del solco cingolato separa
posteriormente il giro del cingolo e il lobulo paracentrale. La parte marginale del
solco cingolato, o solco marginale, separa il giro postcentrale e il precuneo), il
solco collaterale (che separa la parte posteriore del giro fusiforme e il giro
linguale + la parte anteriore del giro fusiforme e il giro paraippocampale – il giro
linguale confina anteriormente con il giro paraippocampale), la scissura
calcarina (separa il giro linguale ed il cuneo).
Nella superficie basale degli emisferi cerebrali sono visibili tre lobi: lobo
giro retto e giri orbitali
frontale (composto da – anteriore, posteriore, laterale,
parte anteriore del giro fusiforme
mediale), lobo temporale (composto dalla e
giro temporale inferiore), giro paraippocampale
dal lobo limbico (composto da
+ ippocampo, che è coperto dal giro paraippocampale).
Nella superficie basale degli emisferi cerebrali (tronco e cervelletto non
asportati) sono visibili quattro solchi: il solco collaterale (separa il giro
fusiforme ed il giro paraippocampale), il solco occipitotemporale (separa il
giro fusiforme ed il giro temporale inferiore), il solco orbitale (separa i giri
orbitali – anteriore, posteriore, laterale e mediale) e il solco olfattivo (separa il
giro retto e il giro orbitale mediale).
Sesto lobo: INSULA
LEZIONE 19/10/2016
Concetto di mediale e laterale; rostrale (naso; anteriore) e caudale (posteriore)
preso dalla postura animale che ignora la postura eretta.
3 piani di sezione: piano orizzontale o trasversale, piano sagittale o mesiale
(medio sagittale se divide i due emisferi) e piano frontale o coronale.
Se non si vedono le strutture sottocorticali si tratta di una sezione laterale,
l’emisfero è quello in cui puntano i lobi frontali (es. se puntano a sinistra si
tratterà del lobo sinistro); si invertono, e quindi si utilizza l’algoritmo opposto
quando ho una sezione di tipo mesiale. I lobi possono puntare una direzione (es.
polo temporale).
Fessura longitudinale (interemisferica): avvallamento separa i due emisferi.
Avvallamenti intermedi: scissure; sono di lunghezza e larghezza intermedia
rispetto alle fessure (le più ampie) e ai solchi (che sono i più piccoli): fessure-
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