Il riconoscimento
Introduzione
Ricoeur pone la centralità del riconoscimento. La questione del riconoscimento si declina su 3 piani:
- Ontologico: processi di costruzione dell’identità che implicano un atto di riconoscimento originario, il riconoscersi come persona, distinto dagli altri significativi; e che sono influenzati dagli altrui riconoscimenti. Nel riconoscimento è dato all’essere umano di divenire persona.
- Etico: riconoscere la persona come valore vincola il nostro agire con l’altro in modo rispettoso e genera il diritto ad avere diritti.
- Politico-giuridico: “lotta per il riconoscimento” per avere pari diritti e opportunità.
In questo libro si guarda al riconoscimento da una prospettiva pedagogica, privilegiando l’ambito ontologico e etico. Si evidenzia il ruolo fondativo della disposizione e dialettica riconoscitiva nella relazione educativa. Dal mutuo riconoscimento nascono rispetto, fiducia e eros pedagogico.
Capitolo Primo: il riconoscimento
Il riconoscimento: intersoggettività e identità nella relazione
La natura dell’uomo è relazionale e intersoggettiva. È incontrando l’altro, riconoscendolo come altro, che l’individuo scopre sé stesso. La dimensione relazionale dà senso all’esistenza.
Fin da bambino le ricerche (Trevarthen) mostrano come i neonati abbiano un’intelligenza sociale che li rende capaci di comunicare stati emotivi coi caregivers. Nel rapporto con essi, attraverso processi di attaccamento e attribuzione prende forma l’identità: autostima, sicurezza interna, sviluppo del Sé, competenza sociale. Nella relazione di amore apprendiamo anche il nostro valore.
Sia la teoria sociale (per cui l’identità si fonda sull’appartenenza al gruppo e sul significato di questa) e la teoria dell’identità (dove l’identità è l’insieme di caratteristiche, abilità e tratti che ci distinguono dagli altri) mostrano il ruolo dell’altro nella formazione del Sé.
Il desiderio del riconoscimento nasce dal bisogno di essere confermati nel nostro Esserci, prima, e nell’avere valore, poi.
Nelle società passate il riconoscimento non era un problema: si basava su categorie sociali date per scontate; l’identità sociale coincideva con quella personale. Con la caduta delle verità universali, ognuno è rinviato a sé; si ha l’avvento del soggetto e della sua ricerca di riconoscimento. Il bisogno di riconoscimento assume forme che rispecchiano la frammentarietà e la presentificazione d’oggi: il riconoscimento sembra venire dalla condivisione di ogni aspetto e momento di sé. Si è passati dall’assenza del privato nel mondo pubblico al privato che esce nel mondo pubblico (necessità d’essere sempre e sempre più visibili e riconoscibili nei social), in un’auto-esposizione (panottico digitale).
Le forme del riconoscimento intersoggettivo
(dalla teoria di Honneth che riattualizza lo schema intersoggettivo di Hegel)
Famiglia, Stato e società civile sono le 3 sfere sociali ove sono offerte 3 forme di riconoscimento:
- L’amore (famiglia): legame fatto di forti vincoli affettivi che coinvolge poche persone ed è proprio delle relazioni primarie. L’approvazione affettiva, l’incoraggiamento e la presenza fisica alimentano la fiducia in sé. Le relazioni d’amore sono caratterizzate da un equilibrio instabile tra legame e autonomia, tensione tra rinuncia simbiotica al proprio sé e autoaffermazione individuale. L’equilibrio può esserci sono se l’esperienza della separazione primaria madre-figlio ha avuto buon esito. È fonte di fiducia in sé e negli altri. Forma di integrazione emotiva-affettiva.
- Il Rispetto (Stato) nel diritto: se riconosciuto membro di un contesto politico-normativo, si è titolari di diritti, i quali aprono a nuove opportunità (poter-dire, poter-fare). La tutela dei diritti conferma all’individuo la sua appartenenza alla comunità e il suo valore per la società (es. la mancanza in Adriano Meis, il fugiuridica. Mattia Pascal). È fonte di rispetto di sé e degli altri. Integrazione giuridica.
- La stima sociale (società): mentre il riconoscimento giuridico è sulla base dell’essere persona, la stima sociale si basa sulle proprie capabilities e il loro riconoscimento da parte della comunità. Trova nella solidarietà il suo compimento ideale. È fonte di autostima. Integrazione della personalità.
Il riconoscimento come attribuzione di valore
Le 3 diverse forme di riconoscimento sono accomunate dall’attribuzione di valore. Il riconoscimento è quindi attribuzione di valore all’altro. Il riconoscimento coglie l’essere valore dell’altro; in quanto uomo (da riconoscimento ontologico a riconoscimento etico). Ciò non vuol dire che l’altro riconosciuto ci sia per forza gradito. Spesso il valore dell’altro non viene rispettato nella quotidianità per i propri obiettivi. Possiamo sempre migliorarci, ciò che conta è l’orientamento di fondo: riconoscimento o uso strumentale dell’altro?
Sentire per riconoscere
Ciò che rende capace l’uomo di riconoscere non è l’intelletto. Il riconoscimento non solo si separa dalla conoscenza ma le apre la strada. Il riconoscimento si radica nel Sentire emotivo; dimensione del subire e percepire qualcosa, movimento che porta verso l’altro ma che non è ancora riconoscimento.
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