Capitolo 1: la realtà dell'educazione
Le trasformazioni culturali di fine/inizio secolo
In passato le pratiche educative conducevano all’avviamento dei giovani alla vita sociale e lavorativa; era un’esperienza condivisa che trasmetteva la tradizione ereditata dal padre. Oggi vi sono meno vincoli tradizionali: più importanti sono i concetti di libertà e consapevolezza del proprio valore, mentre gli adulti hanno ridotto il loro ruolo di guida. Vi è stata una grande trasformazione educativa, portata da cambiamenti culturali. Si parla infatti di “condizione postmoderna” (Lyotard), con la caduta di alcune certezze stabili, crisi dei tradizionali argomenti razionalistici (dopo illuminismo e idealismo). Non vi è più una guida: tutti gli ambiti sociali e culturali sono segnati da continuo mutamento e come esito finale vi è la frammentazione. Si enfatizza il presente e prevalgono le esperienze provvisorie, non ci sono più eventi che segnano la storia e la vita degli uomini. La velocità con cui muta il senso della realtà rende inutile definirla una volta per tutte (cultura individualismo).
- Irruzione delle culture immigrate (questioni culturali per arrivare a società dove convivono differenti culture; interventi educativi volti al dialogo e al confronto con la diversità per discutere stereotipi).
- Crescita della società dell’informazione: tutti collegati con comunicazione veloce, ma è più difficile distinguere la realtà dall’immagine perché l’enorme quantità di immagini che riceviamo modifica la nostra percezione di cosa sia reale. Questo tipo di società porta da un lato a una nuova struttura di democrazia e dall’altra a un aumento dell’individualismo che indebolisce la coesione sociale (Toqueville; i cittadini possono anche lasciare agli altri il compito di occuparsi dei loro problemi senza un’attiva partecipazione alla vita sociale, perseguendo interessi soggettivi).
Amartya Sen: non si deve giudicare il benessere di una persona solo in base all’appagamento dei desideri ma bisogna anche assegnare importanza e responsabilità ai valori comuni.
Putnam: per contrastare l’individualismo bisogna valorizzare il capitale sociale, ovvero quell’insieme di relazioni e di esperienze comuni. Attraverso di esso si consolida il sistema di valori che permette il senso di responsabilità. La costruzione del bene comune tutela le libertà individuali.
Habermas: la secolarizzazione (progressivo abbandono dei costumi religiosi) deve essere vissuta come un processo di apprendimento continuo mediante il dialogo costante tra esperienza e idealità diverse per approdare a principi etici condivisi.
La questione educativa tra riflessione pedagogica e senso comune
Oggi si critica sempre di più la nozione di autorità (da augere, far crescere). Oggi non vi è un punto di riferimento per orientare i comportamenti di un soggetto e tutto si sposta sulla sua autonomia e libertà. L’autorità è vista come una minaccia e i processi di educazione come processi di liberazione da essa. Ciò ha portato alla frammentazione, all’etica della finitezza, ovvero non esiste una verità con cui confrontarsi e l’uomo vive in mille possibilità di interpretazione. Anche nel campo dell’educazione, vi è una difficoltà di dialogo tra le generazioni e si è persa quella dimensione dell’educazione che era partecipazione a una significativa vita comunitaria e che faceva leva su dei valori. La cultura attuale è quella del narcisismo, ripiegata sulla centralità dell’io, con un’espansione dei diritti rispetto ai doveri, con l’incapacità di controllare delusioni e frustrazioni e l’affermarsi di una scuola “neutrale”, dove il docente ora valorizza le competenze tecno-didattiche. La formazione è quindi considerata come una strategia per lo sviluppo economico (teoria critica della società/scuola di Francoforte).
L'educazione debole
Oggi l’attrattiva dei valori è fragile, perché anche se idealmente riconosciuti, vengono percepiti in modo astratto e immobile, incapace di muovere l’esistenza. La formazione è più “neutra”: non è compromessa da nessun “dover essere”, ed è più dinamica e flessibile perché deve aderire alle mutevoli esigenze dell’uomo. L’educazione ormai viene sempre più spesso impiegata in funzione riparatoria e non in funzione propositiva; come se si sostenesse che in condizioni di normalità non fosse necessaria.
L'educazione come autonomia cognitiva
Questo secondo significato vede l’educazione legata alla necessità di sviluppare e potenziare le capacità cognitive. Apprendere veramente significa sapersi riposizionare consapevolmente all’interno di un contesto: il vero sapere è quello che genera altro sapere. Nel passato, istruzione era l’implementazione e la sedimentazione delle conoscenze; l’educazione era l’avviamento alla condivisione e interiorizzazione delle norme sociali e valori condivisi. Oggi “educato bene” significa rifornito delle competenze necessarie e in grado di essere autonomo.
Educazione e valori
Condividere dei valori comuni può aiutare ad ordinare la società ed a stipulare un contratto etico dinamico che consente di identificare il bene in relazione. Alcuni valori proposti da alcuni autori alla base della convivenza umana: democrazia, giustizia, autonomia e integrità soggetto, dialogo come strumento di integrità, tolleranza, pace ecc. Rosseau parlava di religione civile: un’etica il cui compito è quello di alimentare il senso di appartenenza collettiva; una forma di religiosità generale che assicura le basi etiche, suscitando nel cittadino l’amore per le leggi e in grado di contenere gli eccessi individualistici.
Educazione come esperienza personale e razionale
L’uomo non può esser considerato come un tassello di un sistema il cui unico scopo è quello di creare ricchezza. L’educazione è un’azione orientata ad assicurare il manifestarsi dell’umano proprio di ogni persona, deve spronare alla riflessione personale, ad andare oltre le cose. Per far questo bisogna riconoscere all’adulto un ruolo autorevole in cui trovare sostegno ed esempio. Il cammino di una persona è sempre un incontro con altri. Senza il rapporto con gli altri e senza radici è difficile conferire significato all’esperienza umana.
Le educazioni "altre"
Altri modi di considerare lo sviluppo umano:
- Africa nera: inserire i bimbi sin da piccoli nella vita sociale. Madre e famiglia hanno grande importanza, così come le generazioni passate. Non esiste separazione tra vita e morte ma relazione continua.
- Culture asiatiche: rispettare l’equilibrio, aiutare l’uomo a trovare il suo posto nel reale. L’uomo è una totalità che cerca sempre armonia. Educazione è aiutare l’uomo a comprendere il proprio fine, un’azione di risveglio alle proprie attitudini.
- Tradizione musulmana: famiglia, educazione, fede religiosa. Padre parte economica, madre alleva ed educa per dovere i figli.
Per far convivere queste culture (promuovere dialogo e reciproco riconoscimento; la consapevolezza di sé, della propria identità e della propria cultura possono portare democrazia vera):
- Tesi identità meticcia: pensare ad un “io plurimo”, in costante costruzione.
- Democrazia delle culture: non si può considerare l’uomo sganciato dalla propria cultura; lavorare per accogliere tutte le culture con pari dignità, contrastare il razzismo culturale.
Capitolo 2: la realtà dell'educazione
La centralità dell'apprendimento umano
Dal ‘900, l’insegnamento e l’apprendimento diventano attivi, volti a mobilitare le potenzialità cognitive del soggetto. Si passa ad una visione pedagogica puerocentrica. La pedagogia diventa una scienza sperimentale. L’uomo educato è colui che ha la conoscenza, che permette di dare ordine alla realtà, interpretarla, risolvere i problemi.
Skinner/Bloom vs Bruner/Ausebel
Anni ’50/’60. Movimento dell’educazione nuova che oltrepassa Dewey (principio di educazione per semplice adattamento sociale).
- Skinner/Bloom (comportamentisti): ricerca di strategie per migliorare insegnamento, programmazione processi didattici, attivazioni di ricorrenti procedure verifica: ottimizzazione delle prestazioni scolastiche, pianificazione condizioni esterne dell’apprendimento. // Skinner: fonda teoria dell’istruzione programmata in modo che studenti imparino in modo graduale, da problemi semplici fino a complessi; l’insegnamento è organizzazione di contenuti in modo sequenziale e coerente; Bloom: capacità potenziali del soggetto dipendono da: tempo, assistenza didattica, controlli durante insegnamento. Il mastery learning (padronanza dell’apprendimento) dipende dal tipo di insegnamento: modello organizzato per obiettivi, batterie di prova di verifica per eventualmente permettere il recupero. L’obiettivo è adeguare l’insegnamento alle difficoltà personali dell’allievo.
- Bruner/Ausebel (cognitivisti): rafforza potenzialità conoscitive, strumenti per ampliamento della conoscenza: indagine delle strutture mentali attraverso cui l’apprendimento si svolge. // Bruner: la conoscenza è efficace se riproduce il processo di scoperta scientifica, con attivazione di uno sforzo con il quale si oltrepassa l’informazione fornita; Ausebel: è fondamentale l’insieme delle conoscenze possedute che influenzano i contenuti appresi. Per imparare bene bisogna saper collegare la nuova informazione con quelle possedute. Senza si ha solo apprendimento meccanico.
Le pedagogie dell'insegnamento (Skinner/Bloom)
Organizzazione. Perfezionano procedure insegnamento.
- Ottimizza organizzazione scolastica e azione didattica.
- Articolazione di unità didattiche.
- Materiali idonei a suscitare interessi.
Il pensiero dell’uomo è un concatenarsi di passaggi logico-lineari. Skinner: animali conoscono mediante imitazione, gli uomini possono modellare comportamento da imitare. Insegnamento va sostenuto da rinforzi positivi o negativi se no non ha effetto duraturo (maestro di origami). Anche comportamento verbale può essere insegnato nello stesso modo. Il successo è un rinforzatore debole, che può avere effetto potente solo se si verifica spesso. Studenti raramente fanno qualcosa che subito è coronato da successo. Bloom: classi non mastery la qualità dell’istruzione e il tempo di apprendimento concessi sono adeguati alle caratteristiche e alle necessità di ogni studente, la maggior parte di loro conquisterà la padronanza dell’argomento. Classi mastery: successo o fallimento del mastery learning sono in relazione con grado di efficienza dei test formativi che individuano necessità studente. Il successo dipende da quanto si aiuta a correggere difficoltà studenti. Utile è far lavorare gli allievi con dei compagni o in piccoli gruppi. Gli studenti sviluppano la cooperazione e hanno maggior competenza (oltre che voti alti, e altri tipi riconoscimento).
Le pedagogie dell'apprendimento (Bruner/Ausebel)
Allievo deve avere strumenti e metodi che si adattano alla sua particolarità per favorire al massimo le potenzialità cognitive. L’insegnante non è un esperto organizzatore ma porta gli alunni in situazioni che stimolino l’attività esplorativa e creatrice.
- Problem solving = fa sperimentare i passaggi essenziali dell’indagine scientifica.
- Didattica impianto strutturalista = materia deve essere ben presentata e portare in luce la sua legittima struttura logica = strutturalismo didattico: conta capire gli elementi essenziali che ci permettono di collegarci ad altri elementi ed avere un’immagine strutturata della realtà.
Bruner: il fenomeno dell’apprendimento del linguaggio è molto vicino all’invenzione. Il bimbo, esposto linguisticamente a un mondo adulto, procede non con una scoperta, ma con un’invenzione. Nella prima forma di apprendimento l’importante è avere un modello, che insieme allo scambio reciproco tra due persone costituiscono l’apprendimento dell’invenzione. Il bimbo deve avere l’attitudine a usare la testa per risolvere un problema; deve essere attivo e fare pratica nell’uso delle informazioni e soluzioni problemi, deve esser capace di usare il flusso di info in maniera conveniente e problema nodo scorsoio. Ausebel: l’apprendimento meccanico è tipico dei bimbi e diventa meno forte in adolescenza, forse perché c’è meno disposizione ad accettare senza critica la suggestione degli insegnanti. L’apprendimento più significativo avviene per gradi e bisogna che la materia sia in relazione con dei bisogni sentiti. L’educazione deve stimolare; gli insegnanti dovrebbero tentare si sviluppare il bisogno della materia, lo studente deve essere attivo, fare domande.
Approccio costruttivista
Il soggetto si auto-costruisce ed integra di volta in volta i prodotti culturali. La cognizione è un processo di riorganizzazione delle proprie esperienze. Conoscere significa costruire ipotesi interpretative valide ed efficaci per sapersi orientare nelle diverse situazioni, facendo attenzione anche alle relazioni tra soggetto e contesto culturale. Il soggetto diventa inventore della realtà. Conoscere è allora disporre di strumenti interpretativi sempre più raffinati. Nella gestione pedagogica sono importanti:
- Principio negoziazione = costruzione conoscenza basata su modalità negoziazione esterna/interna.
- Principio riproduzione = apprendimento deve sfociare in nuove forme di conoscenza.
- Principio contesto = importante allievi siano in contesti autentici, di vita reale.
- Principio padronanza strumenti cognitivi = deve essere consapevole degli strumenti concettuali.
- Principio di collaborazione tra chi apprende e l’insegnante.
Von Glasersfeld: 5 comportamenti virtuosi per gli insegnanti:
- Gli allievi non sono vasi da riempire, deve suscitare riflessioni e interrogativi.
- Tradurre propria materia in repertori didattici che siano concettualizzati da allievi.
- Evitare di definire lavoro giusto o sbagliato, evitare giudizi troppo netti.
- Conoscere i termini dei ragazzi.
- Incoraggiarli alla riflessione.
Il modello della "pedagogia differenziata" o del contratto
Punta verso un lavoro scolastico a misura degli allievi, con pratiche e tecniche individualizzanti. La classe assume la fisionomia di laboratorio: ognuno costruisce il proprio apprendimento. L’insegnante sollecita l’alunno nel confronto con le situazioni concrete e con gli altri alunni. Può esservi la differenziazione: successiva (docente distribuisce e alterna procedure e metodi di rapporto ai differenti livelli cognitivi degli alunni), simultanea (assegnazione di compiti diversi agli allievi). Modello di Gardner: ogni soggetto fa uso in modo prevalente di una combinazione di intelligenze con cui apprende. Queste intelligenze sono diverse e in differenti rapporti l’una con l’altra. La massima efficacia di un intervento educativo sta nel tenere a mente la configurazione intellettuale del soggetto. Gardner: l’educazione deve ruotate intorno alla sfera della verità (Darwin), della bellezza (musica Mozart), della morale (riflessione genocidio). La conoscenza di esempi straordinari di verità, bellezza e morale è una conquista significativa per gli esseri umani. Un’educazione deve esplorare una serie di grandi conquiste umane che si riassumono in questa triade. Lo scopo è la comprensione profonda. Bisogna tener conto delle differenze tra menti: la prospettiva delle intelligenze multiple promuove: il primo impatto con la materia è fondamentale per far rimanere impressi i concetti, bisogna offrire analogie e fornire e articolare poche idee centrali.
Teorie della personalizzazione
Bisogna puntare a stili di vita e valori che accrescano il capitale umano e il capitale sociale, correggendo comportamenti che creano problemi, formando persone attive, creative, rispettose, e autosufficienti;
- Bisogna predisporre anche gli ambienti per attuare forme didattiche che favoriscano l’acquisizione di saperi e competenze non standardizzate, scoprendo così stili personali di apprendimento.
- Creare sinergie tra diversi luoghi dell’educazione, scolastici e non, e le forme tecnologiche; intelligenza connettiva = forma di collaborazione tra soggetti che si basa sulla condivisione costruita di scambi reciproci, porta a innovazione e migliore competenze e prestazioni. Il modello educativo è policentrico (è la comunità che deve esser capace di far interagire innovazione e tradizione): bisogna mobilitare risorse dell’individuo anche sul piano della partecipazione civile e responsabilità personale.
Il Cooperative learning
Insieme di tecniche per la conduzione della classe dove gli studenti lavorano in piccoli gruppi e ricevono valutazioni (si basano sulla teoria che esiste nell’umano una naturale disposizione alla socializzazione). Il gruppo ha un obiettivo comune, che deve indurre una sfida e si può raggiungere con una interdipendenza positiva. Il clima, che è quello stile relazionale che consente di mettere a proprio agio gli altri, richiede tempi lunghi per la sua costruzione. L’efficacia del cooperative learning dipende dallo sviluppo delle competenze comunicative e dal supporto reciproco nel raggiungimento degli obiettivi comuni.
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