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Capitolo 11.1

Nel 1979, il filosofo francese Jean-François Lyotard in "La condizione postmoderna" coniò l'espressione "fine delle grandi narrazioni" per indicare l'esaurimento della forza propulsiva e ordinatrice dei grandi movimenti della modernità che rivendicavano la pretesa di racchiudere il senso dell'intera realtà entro un principio unitario.

La società attuale è l'esito del superamento/rovesciamento del principio di società organica, cioè strutturata in modo che tutti gli ambiti sono ricondotti a un nucleo centrale di valori percepito come garanzia di ordine, progresso, razionalità. Non c'è più una forza guida e di controllo che dia al pluralismo una forma o un significato: prevalgono perciò le esperienze provvisorie perché il presente è provvisorio. Non ci sono più eventi che segnano la storia e la vita degli uomini e ne orientano le scelte.

Cultura dell'individualismo

La cultura dell'individualismo è incentrata non soltanto sulla libertà personale, ma vista come struttura fondamentale del tessuto sociale. Non c'è più posto per una ricerca del senso compiuto. (coniato da Alexis de Tocqueville)

  • Sen: non si giudica il benessere solo in base alla felicità o appagamento di desideri, ma assegnare importanza e responsabilità ai valori comuni.
  • Putnam: si interroga su come contenere i rischi di disarticolazione sociale per eccesso di individualismo. Bisogna valorizzare il capitale sociale.
  • Habermas: analisi sui limiti e sui rischi del relativismo etico. Prospetta la necessità di riconsiderare il peso delle “tradizioni forti”.

Teoria critica della società e del decostruzionismo

Il pathos libertario, ovvero l’educazione come liberazione emancipatrice, è tradotto nella convinzione che l’educazione sarebbe soprattutto una presa d’atto dello sviluppo naturale di un individuo e promozione dell’espansione del suo sé. Di qui l’emergere e l’affermarsi di un diffuso soggettivismo autoreferenziale, con la marginalizzazione o l’esplicita negazione del valore educativo. Perdita del valore dell’autorità (augere = far crescere).

Indebolimento del modello di scuola innervato di forti valori etici e civili con il contestuale affermarsi di una presunta scuola neutrale. Crescente interesse per la formazione considerata come strategia per lo sviluppo economico e uno strumento di salvaguardia dei livelli di benessere sociale e personale si è incrociato con l’individuazione delle metodiche cognitive più efficaci ed economicamente più redditizie.

Educazione debole

Maritain: bivio delle prospettive pedagogiche a suo tempo, una a base socio funzionalistica e l’altra umanistica, ma oggi non più sufficiente. In una società senza baricentro l’attrattiva dei valori è inevitabilmente fragile perché, anche se idealmente riconosciuti, sono sprovvisti di significato storico concreto, vengono percepiti cioè in modo astratto e immobile.

Lipovetsky: la stessa espressione di educazione sarebbe inadeguata a esprimere l’esigenza di preparare l’uomo contemporaneo a farsi e rifarsi in un cammino segnato dall’imprevedibilità. La nozione di educazione sarebbe compromessa da un dover essere inconciliabile con la piena espansione del sé individuale.

Formazione: intesa come un processo che continuamente si rinnova, con il doppio merito di essere più neutra, perché non compromessa da dover essere, più dinamica e flessibile in quanto dovrebbe aderire come un guanto alle mutevoli esigenze dell’uomo. Presentata in sostanza come la capacità di orientarsi nella propria storicità.

Appannamento della nozione di educazione che viene sempre più spesso impiegata in funzione riparatoria e non in funzione propositiva.

Educazione come autonomia cognitiva

Significato associato alla necessità di sviluppare e potenziare la capacità cognitiva dell’uomo, la sua condizione di essere un soggetto di apprendimento non solo istintivo, ma intenzionale e organizzato. L’apprendimento come continua organizzazione e riorganizzazione dell’equilibrio/disequilibrio di un contesto dato rispetto al nuovo e all’imprevisto. Il vero sapere è quello che genera altro sapere, innescando un processo virtuoso in grado di assicurare la vitalità cognitiva.

Per molto all’apprendimento è stata associata la nozione di istruzione, come sistematica azione di sedimentazione delle conoscenze (instruere = innalzare a strati). L’uomo educato bene viene rifornito delle competenze necessarie per raggiungere la propria autonomia cognitiva, capace di apprendere ad apprendere. L’educazione come congegno per risolvere problemi e per la scoperta dell’interiorità personale.

Educazione e valori

Uomo educato nella prospettiva della socializzazione etica e cioè della interiorizzazione di valori come valori in sé e come valori posti alla base della convivenza civile. Oggi c’è un’idea di valore non già totalmente dato ma da costruire. Esigenza di condividere alcuni essenziali principi intorno a cui ordinare le società aperte e pluraliste del nostro tempo, riconoscimento di alcuni valori essenziali posti alla base della convivenza umana.

Contenere eccessi individualistici, formazione di carattere capace di autodisciplina.

  • John Dewey: religione civile
  • Democrazia (Bobbio)
  • Giustizia (Rawls)
  • Autonomia e integrità del soggetto (Touraine)
  • Dialogo come strumento di integrità (Habermas)

L'educazione come esperienza personale e relazionale

Teorie pedagogiche personalistiche: la persona è un valore in sé, l’educazione non può dipendere dalle esigenze del mondo economico e produttivo. L’educazione come un’azione orientata ad assicurare il manifestarsi dell’umano proprio di ogni persona. Si differenziano dalle tesi della piena espansione del sé individuale. Processo attraverso cui gli adulti di una società si prendono cura della generazione più giovane per aiutarla a stabilire un rapporto positivo e concreto con la realtà. Ruolo positivo all’adulto e cammino educativo è un incontro. Educazione della volontà: non basta conoscere il bene, bisogna anche volerlo.

Le educazioni altre

  • Africa nera: educazione secondo ritmi graduali e naturali, processo comunitario, sapere concreto, non esiste separazione tra vita e morte, ma continuità.
  • India: educazione finalizzata a rispettare l’equilibrio e l’armonia del reale, trovare il proprio posto. Educazione come risveglio, insegnamento attiva facoltà razionali.
  • Musulmana: intrecciate nozioni di famiglia, educazione e fede religiosa. I genitori hanno ruoli diversi.

Dibattito:

  • Tesi dell’identità meticcia: io plurimo o io multiplo, in costante costruzione. L’educazione prescinde dai contesti e dalla storia e guarda l’individualità singola.
  • Principio della democrazia delle culture: effettivo esercizio dei diritti culturali. Tutte le culture sono accolte così come sono, aiutandole a convivere. Lascia alle particolari comunità l’educazione degli individui.

La centralità dell'apprendimento umano

Teorie dell'istruzione e teorie della formazione

Orientate a strategie cognitive per l’acquisizione di conoscenza, abilità e competenze. Da magistro-centrica a puero-centrica. Conoscenza della mente e del suo funzionamento. Moltiplicare le conoscenze significa perciò assicurare agli uomini e alle comunità umane maggiori chance di progresso.

Skinner/Bloom vs Bruner/Ausubel

Andare oltre a Dewey (principio dell’adattamento sociale e insegnamento collegato interessi allievo).

Comportamentista (Skinner e Bloom), trasmissione del sapere: si concentrò nella ricerca di strategie più efficaci per migliorare la qualità dell’insegnamento, puntando alla razionalizzazione e programmazione dei processi didattici.

  • Skinner, Teoria dell’istruzione programmata: in forma automatizzata con l’impiego di apposite macchine.
  • Bloom: la padronanza di ciò che si apprende dipende più dalle forme con cui si attua l’insegnamento che dalle disposizioni personali. Tali forme sono: un modello organizzato per unità didattiche stabilite in funzione di obiettivi e batterie di prove di verifica.

Cognitivista (Bruner e Ausubel), costruzione della conoscenza: puntò invece a rafforzare le potenzialità conoscitive del soggetto, esaltandone le capacità di autoapprendimento.

  • Bruner: la conoscenza più efficace riproduce il processo di scoperta scientifica. L’intuizione consente di superare il dato immediato. La capacità o meno di trasferire una conoscenza costituisce la spia che rivela se l’apprendimento è avvenuto oppure no.
  • Ausubel: privilegia l’aspetto della conoscenza paradigmatica. Fondamentale la nozione di struttura cognitiva intesa come l’insieme delle conoscenze che sono possedute dal soggetto in un determinato momento e influenzano il senso dei contenuti appresi. Necessità di integrazione.

Le pedagogie dell'insegnamento

Puntano alla razionalizzazione e ottimizzazione dell’organizzazione scolastica e dell’azione didattica. Sul piano pratico l’intervento dell’insegnante è scandito dall’analisi della situazione di partenza, dalla definizione precisa degli obiettivi e dalla descrizione delle prestazioni che si attendono dall’allievo.

Pedagogie dell'apprendimento

La finalità è di portare l’allievo alla capacità di apprendere in modo personale. Muta il ruolo dell’insegnante che deve porre gli alunni in situazioni aperte per stimolarne l’attività esplorativa e creatrice.

Tipologie di intervento: problem solving (passaggi dell’indagine scientifica) e didattica di impianto strutturalista (modalità di apprendimento segnata da indicatori selettivi e qualitativi, significato rispetto a contesto).

Approccio costruttivista

Pedagogie dell’apprendimento: riproposizione delle teorie costruttiviste in linea con le riflessioni di Piaget e da Vygotskij. Teoria del soggetto che si auto-costruisce, integrando prodotti culturali e meccanismi della mente. È a-realista, poiché non ammette che esista qualcosa nella mente definibile come un’immagine, una rappresentazione.

Pesare significa eseguire, sul piano simbolico, un’azione sugli oggetti. Conoscere significa costruire ipotesi interpretative per sapersi orientare nelle diverse situazioni. Ogni conoscenza è valida fino a quando risponde agli obiettivi di adattamento. Costruttivisti sociali hanno sottolineato come la conoscenza si svolga entro un contesto sociale che essa influenza e da cui è influenzata.

Linee guida circa la gestione delle attività didattica:

  • Negoziazione: costruzione conoscenza basata negoziazione interna e sociale
  • Riproduzione: apprendimento deve sfociare in nuove conoscenze
  • Contesto: apprendimento favorito da contesti di vita reale
  • Padronanza degli strumenti cognitivi: alunno consapevole della strumentazione concettuale a sua disposizione
  • Collaborazione tra chi apprende e l’insegnante

Von Glasersfeld: 5 punti comportamenti virtuosi degli insegnanti:

  • Non deve presentare delle verità precostituite
  • Saper tradurre la materia in repertori didattici che attivino la capacità di concettualizzazione
  • Evitare di esprimersi subito nel definirlo giusto o sbagliato
  • Insegnante deve avere conoscenza circa i termini dei ragazzi e aiuti a formarsi concetti appropriati
  • Importanza della verbalizzazione

Il modello della pedagogia differenziata

È applicazione dell’approccio costruttivista. Pratiche e tecniche individualizzanti e moltiplicazione dei metodi e delle prassi didattiche in funzione delle differenze esistenti fra gli allievi stessi. Scopo di mettere ciascuno nelle condizioni di attivare le sue capacità cognitive e costruire il suo apprendimento.

Pratica didattica in tre principali livelli che implicano un’organizzazione della classe molto flessibile: la molteplicità dei percorsi, la riflessione sulle strategie d’apprendimento e la promozione/intensificazione delle capacità di apprendimento. La costruzione soggettiva del sapere non presuppone soltanto la padronanza di contenuti, ma anche l’elaborazione progressiva e continua di meta-conoscenze, cioè di strategie personali di apprendimento. Creare alcune condizioni positive come star bene a scuola e stabilire una stretta intesa fra docente e allievo.

Intelligenze multiple di Howard Gardner rinvia alla necessità di una pratica scolastica differenziata; ogni individuo fa uso in modo prevalente di un’intelligenza o di una combinazione di intelligenze attraverso cui seleziona, organizza e memorizza gli apprendimenti.

Le teorie della personalizzazione

Alla tradizionale mentalità assistenzialistica, i promotori del nuovo welfare oppongono l’obiettivo di aiutare le persone ad aiutare se stesse. Promuovendo e sostenendo l’autonomia individuale. Esiste un rapporto tra efficacia del sapere, padronanza delle competenze e modalità con cui esse sono direttamente costruite dai soggetti che apprendono. Creare sinergie tra i diversi luoghi dell’educazione, scolastici e non, i contesti sociali e le forme tecnologiche. Intelligenza connettiva: è una forma di connessione e collaborazione tra soggetti individuali e collettivi sulla base di una condivisione costruita di scambi reciproci. L’obiettivo delle pratiche personalizzate è quello di mobilitare risorse dell’individuo anche sul piano della partecipazione civile e responsabilità personale (modello policentrico).

Il cooperative learning

Gli studenti lavorano in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono valutazioni in base ai risultati conseguiti. Si basa sul presupposto che esiste in ogni essere umano una naturale disposizione alla socializzazione e che l’apprendimento si compia oltre che secondo modalità verticali e asimmetriche anche in forme orizzontali e simmetriche.

Un obiettivo deve:

  • Essere soggettivamente percepito come tale
  • Essere accettato o condiviso da tutti i membri del gruppo
  • Essere complesso e indurre alla sfida

Clima sociale adeguato:

  • Abilità comunicative faccia a faccia
  • Affrontare bene il compito richiesto
  • Rendere il lavoro comune piacevole e gratificante

Rischio di attenuare la responsabilità individuale, ma si distinguono, in realtà, una responsabilità individuale all’interno del gruppo ed una responsabilità individuale all’esterno del gruppo.

Apprendere nella complessità

La conoscenza deve accettare la prova del limite e dell’impotenza, della pluralità dei punti di vista. L’errore costituisce un’opportunità per ripensare un dato e scoprire una situazione imprevista. La consapevolezza della complessità comporta infatti una fluidificazione riflessiva che consente alla scienza di aprirsi alla pluridimensionalità dell’esperienza.

Edgar Morin: pensiero aperto all’infinito. Il principio di complessità si presenta al tempo stesso come una categoria filosofica (modello di auto-comprensione e di organizzazione interna dei saperi non semplificata) e una categoria di analisi sociale (una società a-centrica, senza gerarchie prestabilite). Alla ragione della certezza si sostituisce la ragione della possibilità, capace di confrontarsi con il senso del limite, con il non ancora chiarito. La vitalità del pensiero umano risiederebbe nella sua capacità di muoversi come mente ecologica di essere quindi interattiva.

Riforma del pensiero e apprendimento per interconnessione

Due attitudini:

  • Risolvere i problemi, attitudine indagatrice, esercizio del dubbio. L’incertezza è più educativa della certezza.
  • Padronanza dei processi di contestualizzazione

Morin: parla di pensiero ecologizzante, ogni cosa è inserita in una relazione inseparabile con l’ambiente culturale, sociale, economico, politico e naturale. La conoscenza non dev’essere isolata ma inserirsi in un contesto. Il pensiero diventa pensiero del complesso: non basta inserire in un contesto una cosa bisogna anche ricercare le relazioni di questa con il contesto.

I processi formativi in età adulta

Anni Cinquanta e Sessanta dalle esperienze di alcuni importanti organismi internazionali che intrapresero campagne a favore della piena alfabetizzazione. Il concetto di alfabetizzazione fu superato in favore di quello di educazione permanente. All’impostazione in prevalenza funzionalista degli alfabetizzatori si affiancò una tesi più umanistica, basata sulla necessità delle persone di rivedere costantemente le proprie conoscenze.

Rapporto Unesco del 1972 detto Faure, il compimento di un progetto di tal natura andava affidato alla comunità educante. Rapporto pubblicato dal Consiglio d’Europa nel 1973 avanzò l’ipotesi di una profonda trasformazione dei sistemi formativi mediante l’integrazione dell’educazione scolastica con la formazione degli adulti.

La formazione come ricerca ed azione

Teoria delle human relations (US anni ’30 e Italia anni ’50). Sostiene che la produttività dipende dalla buona qualità del clima di lavoro e dei rapporti interni sul luogo di produzione e dall’atteggiamento dei capi e della loro comprensione verso i lavoratori. Lewin: teoria del campo. Il concetto di campo è la totalità dei fattori coesistenti considerati come interdipendenti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fra.98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Zamengo Federico.
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