Pedagogia interculturale
Capitolo primo: Radici e sviluppo dell'educazione interculturale nel contesto italiano
1. Radici della parabola interculturale in Italia
In Italia, l’educazione interculturale è comparsa con lo sviluppo del fenomeno migratorio nel 1965. Le radici sono però più remote ed individuabili in alcuni episodi emblematici della storia italiana:
- La presenza delle minoranze linguistiche e culturali in Italia. Occasione di ibridazione e scambio culturale presente dai primi momenti della fondazione dell’Italia quando diverse regioni si fondono nello stato-nazione. Solo di recente queste minoranze sono realmente tutelate e riconosciute dallo Stato, anche se in modo ristretto.
- Colonialismo (1882-1945) e postcolonialismo. Gli studi postcoloniali mostrano come la questione coloniale sia irrisolta (mito del colonialismo “perbene”) e configuri nella nostra società delle “relazioni postcoloniali”, influenzate dal colonialismo. Il paradigma coloniale è ancora in corso e va denunciato: necessario ricostruire una storia che renda visibili le pratiche “colonialiste” attraverso un’analisi critica.
- Il manifesto della razza (1938) e le leggi razziali (1938-1939). Il Manifesto della Razza e le Leggi Razziali, nodi critici per la convivenza interculturale, non sono episodi isolati. La loro eredità è evidente nelle forme di razzismo successivo, radicato in pregiudizi, inferiorizzazione ed esclusione. Il nuovo razzismo non è biologico ma “culturale” (su differenze culturali ritenute incompatibili) e “istituzionale” (legislazioni speciali, selezione buone e pericolose nazionalità...), radicato nel modo stesso di funzionare della società (elemento strutturale).
- La vicenda dell'emigrazione italiana. Evento dalle proporzioni eccezionali (fine 1800-1960: 27 milioni, di cui solo 11-13 rientrati) ma anche dai risvolti duri e violenti: lavoratori in condizioni durissime e lavoro minorile in mansioni pericolose. Vicende drammatiche che non hanno avuto esiti sui comportamenti che si attuano ora nel nostro Paese nei confronti degli immigrati. Le migrazioni intranazionali, poi, hanno mescolato popoli diversi (città-campagna; Sud-Nord).
2. Fondamenti dell'approccio interculturale nel contesto italiano
Fondamenti teorici della prospettiva interculturale italiana:
- Il progetto di scuola "aperta a tutti" delineato nella Costituzione. La Carta Costituzionale affronta il tema educativo: art. 33 libertà dell’insegnamento; art. 34 principio dell’inclusione educativa e diritto al sostegno per disagio economico. Nella pratica però il sistema educativo non riesce sempre a gestire le differenze e causa esclusione. Il progetto costituzionale di una scuola “aperta a tutti” (dal 45) ha però ottenuto buoni risultati (legge sulla “scuola media unica”).
- Il pensiero di Aldo Capitini (1899-1968). Principi: non-violenza, educazione aperta (all’apertura) e profetismo (l’educatore non comunica un sapere tradizionale ma, ponendosi in polemica con la realtà circostante, “profetizza” una realtà nuova e liberata. Nell’educazione si ha un taglio; il sapere è competenza per il cambiamento).
- Il pensiero di Don Lorenzo Milani. Con la critica alla scuola tradizionale e la sua Scuola di Barbiana opera una proposta educativa per il riscatto dei subalterni (a partire dalla cura della parola) in vista della pratica di una cittadinanza autenticamente interculturale (“cittadini del mondo”). Esiti: diffusione del modello di “scuola popolare” e riforme nella scuola istituzionale (cfr. superare divisione italiani/stranieri).
3. Sviluppo dell'educazione interculturale in Italia
Integrazione degli immigrati nel contesto europeo. 33 milioni e 1/2 nel 2014; inseriti in contesti spesso di penalizzazione e sfruttamento lavorativo, alimentato da una visione delle migrazioni pensata solo in termini di tornaconto economico. Tipi di integrazione:
- Francia e modello "assimilazionista" (porta ad una “doppia assenza”)
- Gran Bretagna e modello "pluralista" o "multiculturale" (dove gruppi culturali considerati non pienamente britannici vengono esclusi e marginalizzati)
- Germania e "istituzionalizzazione della precarietà" (oggi evoluto nella progressiva inclusione degli immigrati da tempo ma difesa dei nuovi ingressi)
Sviluppo dell'orientamento interculturale nella scuola italiana
- 1989 Circolare: Accesso generalizzato al diritto allo studio, l’apprendimento della lingua italiana e la valorizzazione di lingua e cultura di origine. Attenzione ancora posta sugli alunni immigrati.
- 1990 Circolare: Coinvolgimento degli alunni italiani in un rapporto interattivo con gli alunni stranieri.
- 1994 Circolare: Attenzione alle discipline e ai programmi didattici, da rileggere in ottica interculturale.
- 1998 Prima legge sull’immigrazione.
- 1999 L’inserimento scolastico può avvenire in ogni periodo dell’anno e spetta al collegio dei docenti formulare proposte opportune per il singolo studente.
- 2002 Discussa legge sulla restrizione dell’immigrazione.
- 2007 Documento del MPI che descrive un modello di integrazione interculturale italiano, piuttosto maturo, ribadendo molti principi già detti e aggiungendone di nuovi (valorizzazione plurilinguismo).
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