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Riassunto esame Pedagogia interculturale, prof. Portera, libro consigliato Cooperative Learning e pedagogia interculturale, Lamberti

Riassunto per l'esame di Pedagogia interculturale del professor Agostino Portera basato sugli appunti personali e lo studio del testo consigliato dal docente Cooperative Learning e pedagogia interculturale, Lamberti, dell'università degli Studi di Verona - Univr. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Pedagogia interculturale docente Prof. A. Portera

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3. Sviluppo del capitale sociale per la coesione sociale. Il capitale sociale

(relazioni fra le persone e regole di reciprocità e fiducia che ne derivano) può

essere relativo a una coesione interna o che “getta ponti” (da favorire); “dentro

le pareti scolastiche” (coesione e collaborazione studenti) o “fuori dalle pareti

scolastiche” (coinvolgimento genitoriale). Il C.L. favorisce il capitale sociale

anche grazie all’insegnamento delle abilità sociali.

4. Valorizzazione delle differenze. La teoria di Gardner sulle intelligenze

multiple offre spunti interessanti per educare al comprendere le differenze:

favorire più punti di accesso promettenti (effetto primo impatto), offrire analogie

adatte, fornire molteplici rappresentazioni delle idee centrali dell’argomento.

5. Comunicazione efficace ed interculturale. Condizioni del dialogo,

decentramento e rapporto empatico, favorite attraverso il lavoro a gruppi e

l’insegnamento delle abilità sociali.

6. Successo-insuccesso scolastico. Spesso dovuto a frattura scuola/realtà che

non si presenta in C.L.

Parte Seconda: Cooperative Learning e gestione efficace dei conflitti

1. GESTIRE EFFICACEMENTE I CONFLITTI

IL CONFLITTO

Intrapersonale, interpersonale interpersonale tra gruppi o popoli; micro, meso

o o

macro; bassa/media/alta complessità.

a

Lewin: i conflitti sociali rimandano a elementi intrapersonali, visioni distorte della

realtà. Centrale un cambio d’ottica.

Per gestire e superare i conflitti occorrono:

- Disposizione positiva all’incontro

- Essere disposti a riconoscere il conflitto e la causa

- Conoscere le strategie per la sua risoluzione.

STRATEGIE DI GESTIONE DEI CONFLITTI

Possono essere dissociative (separare le parti) o associative (ricostruire rapporti e

trovare mediazione).

- NEGOZIATO.

È positivo solo se integrativo (win-win) e non distributivo (win-lose).

I due contendenti si confrontano direttamente nelle sei fasi di: descrizione dei

sintomi, diagnosi, prognosi, terapia, attuazione, verifica/valutazione.

Per la sua riuscita importanti sono: il proprio modo di comunicare, riconoscere il

distorcimento delle proprie capacità percettive (cogliere la realtà per quello che

è), cooperare nel conflitto, favorire il pensiero creativo per soluzioni win-win,

trovare accorsi di mutuo beneficio e ravvisare feedback positivi.

- MEDIAZIONE.

Alle due parti in conflitto se ne aggiunge una terza con il ruolo di mediatore.

Il processo di mediazione si realizza in: fase preliminare, colloquio (dall’esporre il

punto di vista al chiarimento del conflitto), fase di attuazione.

Centrali gli atteggiamenti del mediatore ed il setting.

- SITO. (Indipendente sopranazionale per il pensiero)

Forma alternativa di risoluzione dei problemi teorizzata da De Bono che

considera controproducenti le modalità argomentative. E’ un’organizzazione che

si basa sul linguaggio progettuale risolutivo e che interviene nei conflitti con

modalità differenti.

2. IL CONFLITTO IN EDUCAZIONE

EDUCARE ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI IN FAMIGLIA: Educazione a una nuova

identità etnica, modalità autorevoli di relazione e educazione al dialogo, modello

per sperimentare come gestire i conflitti (adolescente-genitore, moglie-marito…),

interdipendenza positiva dove è importante la responsabilità individuale.

EDUCAZIONE ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI A SCUOLA: stili di conduzione della

classe democratici, “aggressione controllata” e coscientizzata, percorsi per

acquisire abilità come la gestione della propria emotività.

3. COOPERATIVE LEARNING E GESTIONE EFFICACE DEI CONFLITTI (Johnson e

Johnson)

- Negoziazione

- Controversia

- TSP (Teaching Stdents To Be a Pacemakers): progetto che prevede un training di

10-20 ore su più settimane in un percorso di 12 anni di scolarizzazione. Prevede:

apprendere cosa è e cosa non è un conflitto, imparano negoziazione e

mediazione.

Parte Terza: La ricerca. Cooperative Learning: una metodologia per la

gestione efficace dei conflitti.

1. PREMESSE METODOLOGICHE

Le prime definizioni di ricerca-azione risalgono alla prima metà del 900. I contributi

maggiori sono di Lewin che prevede un processo di pianificazione-esecuzione-

inchiesta sui risultati e che sottolinea l’importanza di addestramento e di

maturazione democratica del team di ricerca; e di Dewey che senza parlare

direttamente di ricerca-azione sottolineò la necessità di una correlazione tra pratici

e teorici, educatori e pedagogisti.

Queste premesse trovano diversi sviluppi; in particolare in campo-educativo

scolastico la ricerca-azione diviene un’indagine riflessiva che da una situazione

problematica vuole comprenderla e migliorare la qualità dell’azione, coinvolgendo

tutti gli attori.

Aspetti di criticità:

- Ruolo del ricercatore che non è più esterno ma parte integrante della ricerca =>

scarsa affidabilità del ricercatore, il coinvolgimento può ostacolare il risultato.

- Riferimento paradigmatico ecologico (filosofia partecipativa) =>

generalizzabilità dei risultati non effettuabile

Vantaggi:

- Formazione del gruppo di ricerca come gruppo cooperativo e l’apprendere

sperimentando

- L’emancipazione, cambiamenti che si possono stimolare, in insegnanti e studenti

- L’impianto a spirale, ritornare costantemente sulle scelte fatte

- Flessibilità; poter condividere l’impianto generale e rispettare le specificità di

ciascuno

2. LA RICERCA

ORIGINE DEL PROGETTO => richiesta a scuole

FINALITA’ DELL’INDAGINE => indagine conoscitiva mirata a cogliere la validità o

meno dell’utilizzo del


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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DorotyLisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Portera Agostino.

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