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PEDAGOGIA E DIDATTICA INTERCULTURALE - NIGRIS cap. 1 - 3 - 4 - 6 - 8

LE PAROLE DELL’INTERCULTURA

1. è iniziata subito dopo la fine della II guerra mondiale mentre, più nello specifico

L’immigrazione

in Italia, il fenomeno si è intensificato nella seconda metà degli anni ‘80 → i gruppi migranti sono

stati categorizzati in modo differente a seconda del loro paese di provenienza, questi gruppi

venivano definiti a volte in termini demagogici, altre in termini offensivi, a volte si

accomunavano, sotto uno uno stesso termine, tutti gli immigrati, in altre circostanze si

individuavano sottogruppi

ed emigrazione sono spiegabili sono in riferimento a chi parla → gli

I termini immigrazione

immigrati economici sono le persone disposte a spostarsi per circostanze poco favorevoli; i

rifugiati o immigrati politici sono coloro i quali provengono da paesi in cui è stato instaurato un

regime totalitario e sono in attesa di asilo politico; sono stati chiamati negri, con una

connotazione chiaramente negativa, gli schiavi africani portati in America per lavoro, alcuni di

loro, negli anni ‘70, si sono autodefiniti neri in base a una scelta politica che sottolineava il fatto

che la discriminazione nascesse dal colore della propria pelle, alcuni americani hanno pensato

di sostituire il termine nero con di colore, ma i diretti interessati lo hanno considerato offensivo

dell’apartheid sia perchè chiude tutti i diversi gruppi in un’unica

sia perchè richiama categorie

categoria, inoltre, usando questa accezione, solo un gruppo connota l’altro; l’afroamericano,

secondo la denominazione di Malcom X, è l’africano che vive in America e che è discendente

degli schiavi africani portati negli Stati Uniti → il termine Afro-politan sta ad indicare il cittadino

del mondo orgoglioso delle sue radici africane

Il termine minoranza richiama ad un gruppo numericamente inferiore rispetto ad un altro, ma,

nell’accezione culturale, va inteso in senso qualitativo, cioè un gruppo che si distingue da un

altro per l’appartenenza ad una cultura considerata inferiore rispetto a quella di maggioranza

all’estero o in

La seconda generazione comprende i figli di almeno un genitore immigrato, nati

Italia e condivide con gli altri immigrati questi problemi:

● Difficoltà nell’uso della lingua colta del paese ospitante o lingue tecniche

● Stesso vissuto di discriminazione e segregazione

● Colore scuro della pelle o tratti di meticciato

termine seconda generazione nasce negli Stati Uniti a inizio del ‘900

Il

In Italia si possono individuare 3 tipologie di termini per indicare la seconda generazione:

→ con “figli di immigrati” si sottolinea l’origine culturale, le radici familiari che

● Al passato

rimarcano l’estraneità di questi soggetti rispetto al contesto, con “figli dell’immigrazione”

si sottolinea l’evoluzione del processo storico più che la condizione familiare e si

enfatizza l'appartenenza alla condizione giovanile in primis

→ con “alunni arabofoni” si sottolinea l’aspetto progettuale pur non

● Al presente

dimenticando l’eredità culturale e linguistica dei soggetti, con “minoranze visibili” si

sottolineano le caratteristiche somatiche che contribuiscono a determinare l’estraneità

nei confronti del gruppo dominante

→ con “nuovi cittadini” prevale il tentativo di favorire un cambiamento di

● Al futuro

mentalità nella società di adozione, “nuove generazioni” attribuisce un carattere di

mescolanza alla realtà giovanile, “cross generation” pone l’accento sul carattere di

congiunzione tra due modelli di società

Le discriminazioni possono essere di due tipologie: aperte (per motivi di razza, etnia, religione)

e indirette (un criterio apparentemente neutro penalizza particolari soggetti)

Le sfide da affrontare per un adolescente immigrato sono innumerevoli, si parte dalla ricerca

identitaria che può essere particolarmente difficoltosa per soggetti con riferimenti culturali

multipli in una società che, spesso, tiene scarsamente conto della sua presenza → il minore è

invisibile dal punto di vista dei diritti per poi diventare eccessivamente visibile per la lingua che

parla, il colore della sua pelle

l’identità è un processo di acquisizione di conoscenze, sentimenti, emozioni che portano ad una

continua ristrutturazione del proprio sapere, delle proprie esperienze, del modo di organizzarle e

interpretarle

l’identità personale si struttura dalla propria identità biologica che, attraverso processi di

individuazione e diversificazione, permette di riconoscersi appartenenti ad un gruppo, ma allo

stesso tempo come essere umano unico e distinto

l’identità si costruisce in relazione con l’altro, attraverso un processo dinamico, ed è costituita da

una pluralità di appartenenze → attraverso l’incontro con il contesto e l’altro mi definisco e mi

riconosco

Il termine METISSAGE, elaborato in un contesto africano, è stato utilizzato politicamente negli

Usa e poi in Francia negli anni ‘80 e ‘90, deve essere considerato come una forma di

convivenza e mediazione quotidiana fra la cultura e le origini, indica il mescolamento delle

culture, ma, allo stesso tempo, suggerisce che questo mescolamento non esiste perchè non

esiste una cultura pura in quanto tutte sono frutto di mescolamento, ogni cultura esiste

attraverso le altre

esistono due definizioni:

→ strumento di indifferenziazione e assimilazione sociale, ha le origini nella

1. A posteriori

nascita delle colonie: l’occidentalizzazione comporta una prima fase in cui viene

sostenuta la rivendicazione e l’affermazione del diritto culturale di esistenza autonoma

per poi arrivare al metissage, quindi all’omologazione di ogni differenza culturale negli

standard occidentali

→ concetto di indifferenza culturale, da cui tutte le culture deriverebbero

2. A priori

Secondo Franco Cambi il metissage costituisce il volto del nostro futuro culturale: le diverse

appartenenze non sono più qualcosa di dato, ma qualcosa che andrà reinterpretato all’interno

della propria esperienza, i giovani tendono a cercare un equilibrio tra le culture in cui si trovano

a vivere, sarà poi la scuola a costituire il riferimento primario per la socializzazione

promuovendo una partecipazione più attiva del soggetto alla vita sociale

MULTICULTURALE descrive il contesto dove sono presenti più realtà culturali, religiose,

fine degli anni ‘50

nazionali, il termine nasce negli Stati Uniti alla nel tentativo di omologare alla

nasce

cultura americana quelle specifiche dei migranti, il termine educazione multiculturale

sempre negli Stati Uniti negli anni ‘60 e ‘70 e incarna la riforma della scuola con l’abolizione

delle scuole speciali in cui erano inseriti gli immigrati → lo svantaggio è inteso come svantaggio

culturale, quindi viene attuato un piano di riforma della scuola con la finalità di abbattere le

barriere discriminatorie

La concezione reificata della cultura concepisce le culture come omogenee, definite da confini

netti e impermeabili e questo produce sistemi di opposizioni rigide e stereotipiche, è una

concezione promossa dai mass media e da certa letteratura scientifica, la cultura controlla

l’agire delle persone che vengono deresponsabilizzate della loro possibilità di innovare la

tradizione

Secondo il multiculturalismo il comportamento di ogni individuo viene interpretato come risultato

dell’appartenenza ad una comunità di riferimento, ogni gruppo ha diritto ad un proprio spazio

(creazione ghetti culturali) e deve essere tutelato, le differenze culturali devono avere diritto di

espressione → c’è il rischio di produrre discriminazione positiva, quindi proponendo misure che

colmano lo svantaggio di alcuni gruppi, si crea discriminazione nei confronti di altri soggetti

ci si riferisce a una situazione in cui diverse culture coesistono tra loro e non hanno ancora

trovato gli strumenti per il confronto e la relazione; le possibilità di interazione sono scarse e

sono segnate dalla diffidenza e dalla chiusura al cambiamento

la pedagogia multiculturale promuove un modello pluralista di segregazione etnica in cui ogni

gruppo partecipa alla vita sociale nella sua valenza culturale; gli interventi educativi si basano

su una descrizione della cultura dell’altro basata su immagini stereotipate, reificate, esotiche e

si limita a descrivere l’altro senza creare le condizioni reali per la creazione di un dialogo

rappresenta un’occasione

il dialogo di

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher donatellateatro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bolognesi Ivana.
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